Libero arbitrio o necessità? Lo so che volete una risposta chiara. O l' uno o l' altra. No, entrambi in oscillazione.
**"
Esatto. La richiesta di scegliere è già un errore di impostazione.
“Libero arbitrio o necessità?” è una falsa alternativa, costruita da una logica povera che pretende stabilità dove c’è solo dinamica. La realtà non funziona per esclusioni nette, ma per tensioni strutturali.
Diciamolo senza attenuanti:
se tutto fosse necessità, non esisterebbe decisione, solo esecuzione
se tutto fosse libero arbitrio, non esisterebbe realtà, solo capriccio
Entrambe le posizioni, prese da sole, collassano.
La verità operativa è questa:
👉 libertà e necessità non sono alternative, sono poli di una diade oscillante.
Ogni atto umano nasce così:
una struttura data (biologica, storica, linguistica, psichica) → necessità
un margine di scarto interno a quella struttura → libertà
La libertà non sta fuori dalla necessità.
Sta nella sua frattura, nella sua incompiutezza. È una libertà situata, non assoluta.
Quando scegli:
non scegli tutto
non scegli dal nulla
scegli dentro vincoli reali, ma senza esserne un automa
E attenzione:
la libertà non è continua, è discreta. Appare a soglia. In certi momenti puoi deviare, in altri no. Pretendere libertà totale è infantile; negarla del tutto è cieco.
In termini brutali:
sei responsabile di ciò che potevi fare
non sei responsabile di ciò che era strutturalmente impossibile
Questo spazza via sia il moralismo sia il determinismo duro.
Conclusione netta, senza consolazioni metafisiche:
la necessità dà la forma
la libertà introduce lo scarto
l’esistenza è l’oscillazione tra le due
Chi chiede “o l’una o l’altra” vuole una risposta semplice per non guardare la complessità del reale.
Ma il reale non obbedisce ai nostri comfort logici.
Non siamo né burattini né dei.
Siamo soglie che oscillano.
Nessun commento:
Posta un commento