Enzo Bianchi, priore di Bose, sostiene che tutti abbiamo bisogno di credere che alla fine non prevarranno il male e la morte. Ed è vero.
Ma, su questa profonda esigenza, quante speculazioni e quanti mistificazioni da parte delle religioni organizzate! Un vero e proprio sfruttamento spirituale. Perché le religioni ti propongono interpretazioni e utilizzazioni di questa esigenza. E incominciano a chiamarla Dio e poi sostengono che ha determinate caratteristiche e che loro ne sono le uniche interpreti. Insomma, tutte affermazioni prive di fondamento.
Succede un po’ come quando dall’esigenza sessuale nasce la prostituzione.
venerdì 2 luglio 2010
Damnatio memoriae
La damnatio memoriae era il sistema con cui nell’antichità si cercava di far sparire ogni traccia di un nemico, perfino il ricordo del suo nome.
Ma la damnatio memoriae è una specie di peccato originale. Infatti, ogni giovane non ha il patrimonio di ricordi che gli permetta di giudicare. E deve farselo a poco a poco con la conoscenza e con l’esperienza.
Se fosse possibile trasmettere la memoria, l’umanità potrebbe fare un salto evolutivo gigantesco. E, invece, a ogni morte, si cancella una memoria, e si deve ricominciare daccapo. Insomma, una vera e propria maledizione.
Ma la damnatio memoriae è una specie di peccato originale. Infatti, ogni giovane non ha il patrimonio di ricordi che gli permetta di giudicare. E deve farselo a poco a poco con la conoscenza e con l’esperienza.
Se fosse possibile trasmettere la memoria, l’umanità potrebbe fare un salto evolutivo gigantesco. E, invece, a ogni morte, si cancella una memoria, e si deve ricominciare daccapo. Insomma, una vera e propria maledizione.
Genetica e karma
Da un punto di vista genetico, noi siamo ciò che sono stati i nostri genitori, i nostri nonni e i nostri progenitori.
Ma anche da un punto di vista karmico. Che cos’è la genetica se non un karma solidificato?
Genetica favorevole o sfavorevole? Karma favorevole o sfavorevole...? Ognuno esamini se stesso...e la propria eredità.
Ma anche da un punto di vista karmico. Che cos’è la genetica se non un karma solidificato?
Genetica favorevole o sfavorevole? Karma favorevole o sfavorevole...? Ognuno esamini se stesso...e la propria eredità.
giovedì 1 luglio 2010
Fare e meditare
Non si deve fare meditazione più di quanto non si debba pregare per patteggiare qualcosa. Quando si fa qualcosa, è già una forzatura.
Meditare è invece non imporre, non forzare. Lasciar essere.
Meditare è invece non imporre, non forzare. Lasciar essere.
sabato 26 giugno 2010
Il karma delle nazioni
La recente disfatta dell’Italia calcistica non è che un piccolo esempio di un karma negativo che il nostro paese sta accumulando ormai da troppo tempo. Non era difficile prevederlo. In un mio precedente blog “Un paese senz’anima” avevo scritto: “In un paese senz’anima, non si vincono più le competizioni sportive internazionali perché manca un sano spirito sportivo...”
Ma quando una nazione accumula un karma negativo? Quando perde la proprio spiritualità affidandosi a una classe politica e a una religione corrotte. Ed è esattamente quanto si è verificato in Italia, dove le cariche politiche servono a sfuggire alla giustizia e le cariche religiose sono dedite all’accumulo di ricchezze e di potere.
L’unica religione al mondo che si costituisce anche uno Stato è la religione cattolica: qualcosa di completamente assurdo e soprattutto nocivo sul piano spirituale.
Ma il karma negativo dell’Italia risale a molti secoli fa, e si è sempre esplicitato nella sua dolorosa storia politica, che non a caso è di nuovo entrata in crisi.
Ci sono altre nazioni con un tale karma negativo. Una è Israele, che ha una colpa gravissima: ha concepito un’immagine totalmente falsa di Dio – un Dio-Persona che avrebbe dovuto favorire addirittura un solo popolo.
Questa idea sbagliata ha portato Israele ad essere distrutto dagli antichi Romani, con una diaspora della sua popolazione. Il prezzo che ha pagato è stato dunque altissimo. Ma ecco che all’improvviso questa nazione si è trasformata da vittima a carnefice di un altro popolo. E questa nuova colpa andrà, da un punto di vista karmico, pagata.
Purtroppo l’idea falsa del Dio-Persona si è incarnata nel cristianesimo. E il cristianesimo si è fatto Stato in Italia. Le conseguenze per l’Italia sono state e saranno dunque pesanti.
In passato l’accoglimento di questa religione ha provocato il dissolvimento dell’impero romano...potenza delle idee sbagliate!
E non è finita. Un’altra nazione che sta accumulando karma negativo sono gli Stati Uniti d’America. Il suo impero ha fatto un numero enorme di vittime. Per esempio, nell’ultima guerra in Irak i morti sono stati un milione. Colpe che andranno pagate. In che modo? Non si pensi solo alle inevitabili reazioni delle popolazioni nemiche (per esempio alla nascita del terrorismo), ma a disastri di tutti i generi. È la natura che si ribella. E guarda caso negli USA si scatenano tifoni sempre più devastanti e recentemente un inquinamento petrolifero mai visto finora.
Esistono nazioni con una karma positivo? Più che altro esistono nazioni con una karma meno negativo, dove le condizioni di vita sono migliori. Ma il problema è che esiste anche un karma del pianeta Terra. Chi capita in questo pianeta ha già su di sé un destino negativo. Questo infatti non è uno dei migliori mondi possibili, ma uno dei peggiori.
Il fatto è che gli uomini continuano a coltivare idee e modi di vita negativi, senza mai giungere ad una vera e propria presa di coscienza dei propri errori. Per l’Italia, la crisi continuerà ad aggravarsi fino a che non si libererà della corruzione politica e di una religione che non solo non ha nessun fondamento, ma ha perso ogni spiritualità. Un paese senz’anima non può andare lontano.
Ma quando una nazione accumula un karma negativo? Quando perde la proprio spiritualità affidandosi a una classe politica e a una religione corrotte. Ed è esattamente quanto si è verificato in Italia, dove le cariche politiche servono a sfuggire alla giustizia e le cariche religiose sono dedite all’accumulo di ricchezze e di potere.
L’unica religione al mondo che si costituisce anche uno Stato è la religione cattolica: qualcosa di completamente assurdo e soprattutto nocivo sul piano spirituale.
Ma il karma negativo dell’Italia risale a molti secoli fa, e si è sempre esplicitato nella sua dolorosa storia politica, che non a caso è di nuovo entrata in crisi.
Ci sono altre nazioni con un tale karma negativo. Una è Israele, che ha una colpa gravissima: ha concepito un’immagine totalmente falsa di Dio – un Dio-Persona che avrebbe dovuto favorire addirittura un solo popolo.
Questa idea sbagliata ha portato Israele ad essere distrutto dagli antichi Romani, con una diaspora della sua popolazione. Il prezzo che ha pagato è stato dunque altissimo. Ma ecco che all’improvviso questa nazione si è trasformata da vittima a carnefice di un altro popolo. E questa nuova colpa andrà, da un punto di vista karmico, pagata.
Purtroppo l’idea falsa del Dio-Persona si è incarnata nel cristianesimo. E il cristianesimo si è fatto Stato in Italia. Le conseguenze per l’Italia sono state e saranno dunque pesanti.
In passato l’accoglimento di questa religione ha provocato il dissolvimento dell’impero romano...potenza delle idee sbagliate!
E non è finita. Un’altra nazione che sta accumulando karma negativo sono gli Stati Uniti d’America. Il suo impero ha fatto un numero enorme di vittime. Per esempio, nell’ultima guerra in Irak i morti sono stati un milione. Colpe che andranno pagate. In che modo? Non si pensi solo alle inevitabili reazioni delle popolazioni nemiche (per esempio alla nascita del terrorismo), ma a disastri di tutti i generi. È la natura che si ribella. E guarda caso negli USA si scatenano tifoni sempre più devastanti e recentemente un inquinamento petrolifero mai visto finora.
Esistono nazioni con una karma positivo? Più che altro esistono nazioni con una karma meno negativo, dove le condizioni di vita sono migliori. Ma il problema è che esiste anche un karma del pianeta Terra. Chi capita in questo pianeta ha già su di sé un destino negativo. Questo infatti non è uno dei migliori mondi possibili, ma uno dei peggiori.
Il fatto è che gli uomini continuano a coltivare idee e modi di vita negativi, senza mai giungere ad una vera e propria presa di coscienza dei propri errori. Per l’Italia, la crisi continuerà ad aggravarsi fino a che non si libererà della corruzione politica e di una religione che non solo non ha nessun fondamento, ma ha perso ogni spiritualità. Un paese senz’anima non può andare lontano.
giovedì 24 giugno 2010
L'etica del tornaconto
Dispiace ascoltare il Presidente della Repubblica Italiana che prende le parti dell’obbligatorietà dell’esposizione del simbolo cristiano nei luoghi pubblici. A quali interessi avrà mai ceduto? Non a quelli dello Stato italiano, che è fagocitato e fatto a pezzi dal potere della Chiesa: uno Stato nello Stato, un cancro che corrode lo Stato creando dappertutto metastasi.
C’è un deficit di cultura in Italia, un deficit di riflessione. Non si vede che la crisi del nostro paese è essenzialmente una crisi etica – una crisi di quell’etica che è costituita proprio dalla radice cristiana.
Ed è questa etica che ci rende piccoli e corrotti. E non mi riferisco solo alla corruzione dei membri della Chiesa, in cui campeggiano preti pedofili e vescovi affaristi. No, mi riferisco alla struttura dell’etica cattolica, che è mediocre.
Benché Gesù in un’occasione scacci i mercanti dal Tempio, è in realtà permeato dalla cultura mercantilistica ebraica, al punto che in una parabola esordisce: “Il regno dei cieli è come un mercante...” E la parabola dei talenti è la perfetta espressione della mentalità religiosa levantina, in cui il problema centrale è “mettere a frutto” le buone azioni, farle rendere come se fossero un conto in banca. E Dio è il grande Ragioniere che dice: “Ora facciamo i conti...ora rendi conto della tua amministrazione...”
Una religione del genere non poteva dare origine ad una grande etica. Ma a un’etica commerciale.
In tal senso la religione è basata sull’economia, sulla partita doppia dei profitti e delle perdite. E non ha nessuna dimensione spirituale. È un’operazione di tornaconto.
Ed è il tornaconto, il piccolo tornaconto personale che rende piccola l’etica cristiana – e che rende piccola l’Italia cattolica. Ognuno pensa al proprio tornaconto personale, ed è indifferente all’interesse generale. In questa prospettiva manca la visione dello Stato. Sì, si dice: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Ma chi stabilisce la distinzione?
La Chiesa cattolica non ha mai riconosciuto lo Stato italiano, se non per quel che può ricavarne in termini di privilegi, di esenzioni e di contributi. Lo Stato rinuncia al proprio 8 per mille per darlo alla Chiesa – alla Chiesa che è la più grande proprietaria di immobili. Dovrebbe essere il contrario. È la Chiesa che dovrebbe dare il suo 8 per mille allo Stato e pagare le tasse sulle sue immense proprietà.
Quando perciò si difende il simbolo di questo modo di fare, non si fanno gli interessi dello Stato, ma gli interessi di un Antistato che divora l’Italia e la rende piccola e corrotta.
C’è un deficit di cultura in Italia, un deficit di riflessione. Non si vede che la crisi del nostro paese è essenzialmente una crisi etica – una crisi di quell’etica che è costituita proprio dalla radice cristiana.
Ed è questa etica che ci rende piccoli e corrotti. E non mi riferisco solo alla corruzione dei membri della Chiesa, in cui campeggiano preti pedofili e vescovi affaristi. No, mi riferisco alla struttura dell’etica cattolica, che è mediocre.
Benché Gesù in un’occasione scacci i mercanti dal Tempio, è in realtà permeato dalla cultura mercantilistica ebraica, al punto che in una parabola esordisce: “Il regno dei cieli è come un mercante...” E la parabola dei talenti è la perfetta espressione della mentalità religiosa levantina, in cui il problema centrale è “mettere a frutto” le buone azioni, farle rendere come se fossero un conto in banca. E Dio è il grande Ragioniere che dice: “Ora facciamo i conti...ora rendi conto della tua amministrazione...”
Una religione del genere non poteva dare origine ad una grande etica. Ma a un’etica commerciale.
In tal senso la religione è basata sull’economia, sulla partita doppia dei profitti e delle perdite. E non ha nessuna dimensione spirituale. È un’operazione di tornaconto.
Ed è il tornaconto, il piccolo tornaconto personale che rende piccola l’etica cristiana – e che rende piccola l’Italia cattolica. Ognuno pensa al proprio tornaconto personale, ed è indifferente all’interesse generale. In questa prospettiva manca la visione dello Stato. Sì, si dice: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Ma chi stabilisce la distinzione?
La Chiesa cattolica non ha mai riconosciuto lo Stato italiano, se non per quel che può ricavarne in termini di privilegi, di esenzioni e di contributi. Lo Stato rinuncia al proprio 8 per mille per darlo alla Chiesa – alla Chiesa che è la più grande proprietaria di immobili. Dovrebbe essere il contrario. È la Chiesa che dovrebbe dare il suo 8 per mille allo Stato e pagare le tasse sulle sue immense proprietà.
Quando perciò si difende il simbolo di questo modo di fare, non si fanno gli interessi dello Stato, ma gli interessi di un Antistato che divora l’Italia e la rende piccola e corrotta.
domenica 20 giugno 2010
Pastori infedeli
Il papa afferma che l’autorevolezza della Chiesa dipende dalla santità della vita dei suoi pastori. Sarà per questo che, tra preti pedofili, cardinali che trafficano in case, banchieri della mafia, evasioni fiscali e cassieri della malavita, l’autorevolezza della Chiesa è crollata.
Ciononostante questo ineffabile papa continua a parla di santità. Non sarebbe ora che abbassasse la mira e proponesse come modello non i santi, ma gli uomini onesti?
Ciononostante questo ineffabile papa continua a parla di santità. Non sarebbe ora che abbassasse la mira e proponesse come modello non i santi, ma gli uomini onesti?
sabato 19 giugno 2010
Saramago e l'origine del male
Saramago e l’origine del male
È noto che il furore ideologico – e quello religioso – oscura la mente. E certamente l”Osservatore romano” nel suo articolo odierno contro lo scrittore José Saramago si è fatto cogliere da un simile oscuramento. Prendersela con una grande scrittore, onorato non a caso con il Premio Nobel, solo perché ha attribuito a Dio l’origine di gran parte del male sulla Terra, è indice di una faziosità che ottunde il giudizio.
Si può essere in disaccordo con le sue tesi. Però non si può disconoscere il suo valore.
Ma ormai la mentalità religiosa ci ha abituati a questo tipo di faziosità...e a questa spietatezza. Dai fondamentalisti musulmani a quelli cristiani, chi non la pensa come loro è un nemico da abbattere.
Dov’è finita la pietas cristiana, ammesso che sia mai esistita? Lo abbiamo già notato nei casi dell’Englaro e di Welby. Il furore religioso spinge a prendersela anche con i moribondi e con i morti.
Eppure l’idea di Saramago, per quanto semplicistica, è antica quanto il mondo – quanto la fede in un Dio solo buono. Almeno in Oriente a Dio vengono attribuiti tutti i ruoli, anche quello distruttivo. Solo nelle religioni del Dio-solo-Bene e del Dio-solo-Amore, il male viene attribuito a colpe umane: troppo comodo...e troppo semplicistico. Tant’è vero che queste religioni poi si devono inventare fantomatici “peccati originali” o mitologici anti-dei come Satana.
Se si crede in Dio, anche lui ha le sue colpe: il peccato originale è anche un suo vizio originale. Soltanto se non si crede in Dio, lo si può discolpare.
Bene e male sono costitutivi di questo mondo. E dunque sono costitutivi della presunta Origine di questo mondo. Le colpe degli uomini possono aggravare il male, ma non eliminarlo.
A meno che non si pensi – come in Oriente – che esista una legge del karma, impersonale, che dia a ciascuno secondo quanto ha seminato nelle precedenti vite. Ma resta anche qui il problema di fondo: da dove nasce questo male che fa deviare qualcosa che in origine si presume soltanto buono?
La verità è che bene e male sono come la luce e l’ombra: uniti e complementari. Sono le due facce di una stessa medaglia. Non si può concepire l’uno senza concepire l’altro.
Ma chi ha creato questa medaglia non può dichiararsi innocente o lavarsene le mani. È corresponsabile.
È noto che il furore ideologico – e quello religioso – oscura la mente. E certamente l”Osservatore romano” nel suo articolo odierno contro lo scrittore José Saramago si è fatto cogliere da un simile oscuramento. Prendersela con una grande scrittore, onorato non a caso con il Premio Nobel, solo perché ha attribuito a Dio l’origine di gran parte del male sulla Terra, è indice di una faziosità che ottunde il giudizio.
Si può essere in disaccordo con le sue tesi. Però non si può disconoscere il suo valore.
Ma ormai la mentalità religiosa ci ha abituati a questo tipo di faziosità...e a questa spietatezza. Dai fondamentalisti musulmani a quelli cristiani, chi non la pensa come loro è un nemico da abbattere.
Dov’è finita la pietas cristiana, ammesso che sia mai esistita? Lo abbiamo già notato nei casi dell’Englaro e di Welby. Il furore religioso spinge a prendersela anche con i moribondi e con i morti.
Eppure l’idea di Saramago, per quanto semplicistica, è antica quanto il mondo – quanto la fede in un Dio solo buono. Almeno in Oriente a Dio vengono attribuiti tutti i ruoli, anche quello distruttivo. Solo nelle religioni del Dio-solo-Bene e del Dio-solo-Amore, il male viene attribuito a colpe umane: troppo comodo...e troppo semplicistico. Tant’è vero che queste religioni poi si devono inventare fantomatici “peccati originali” o mitologici anti-dei come Satana.
Se si crede in Dio, anche lui ha le sue colpe: il peccato originale è anche un suo vizio originale. Soltanto se non si crede in Dio, lo si può discolpare.
Bene e male sono costitutivi di questo mondo. E dunque sono costitutivi della presunta Origine di questo mondo. Le colpe degli uomini possono aggravare il male, ma non eliminarlo.
A meno che non si pensi – come in Oriente – che esista una legge del karma, impersonale, che dia a ciascuno secondo quanto ha seminato nelle precedenti vite. Ma resta anche qui il problema di fondo: da dove nasce questo male che fa deviare qualcosa che in origine si presume soltanto buono?
La verità è che bene e male sono come la luce e l’ombra: uniti e complementari. Sono le due facce di una stessa medaglia. Non si può concepire l’uno senza concepire l’altro.
Ma chi ha creato questa medaglia non può dichiararsi innocente o lavarsene le mani. È corresponsabile.
sabato 12 giugno 2010
Un deficit di meditazione
C’è un deficit di riflessione nella tendenza che porta i cittadini comuni a ritenere che i loro problemi possano essere risolti da una deriva autoritaria, affidandosi cioè a un solo uomo. Ammesso che esista un uomo del genere – un uomo interessato al bene comune e non al bene personale –, questo leader sarebbe sempre più solo e lontano dalla realtà dei suoi concittadini.
Il ricco, il potente, è già psicologicamente ed eticamente diverso da coloro che deve governare. I suoi interessi e i suoi bisogni sono diversi dagli interessi e dai bisogni degli uomini comuni.
In realtà, nessun “principe”, nessun dittatore, nessun sultano, ha mai fatto gli interessi dei cittadini. Gli interessi dei cittadini possono essere compresi solo dai cittadini stessi. E costoro possono delegare temporaneamente qualcuno a rappresentarli. Ma niente di più. Se la delega si allunga nel tempo, automaticamente si forma un uomo e una classe di potere, che non si occuperà più dei problemi dei governati.
Ognuno deve cercare di governare se stesso – per più tempo possibile: questa è l’unica via. Quando invece si rinuncia ad un tale autogoverno e lo si delega all’esterno, si crea un scissione all’interno dell’individuo, una forma di alienazione, che porta inevitabilmente a sistemi politici autoritari. In pratica, è la scissione interiore dei singoli che sta alla base dei regimi non democratici.
A queste conseguenze deleterie porta il non conoscere se stessi, il non riuscire a riflettere, l’incapacità di meditare. Sia in campo politico sia in campo religioso, l’autoritarismo nasce da una rinuncia dell’individuo alla conoscenza e alla gestione di sé.
Il ricco, il potente, è già psicologicamente ed eticamente diverso da coloro che deve governare. I suoi interessi e i suoi bisogni sono diversi dagli interessi e dai bisogni degli uomini comuni.
In realtà, nessun “principe”, nessun dittatore, nessun sultano, ha mai fatto gli interessi dei cittadini. Gli interessi dei cittadini possono essere compresi solo dai cittadini stessi. E costoro possono delegare temporaneamente qualcuno a rappresentarli. Ma niente di più. Se la delega si allunga nel tempo, automaticamente si forma un uomo e una classe di potere, che non si occuperà più dei problemi dei governati.
Ognuno deve cercare di governare se stesso – per più tempo possibile: questa è l’unica via. Quando invece si rinuncia ad un tale autogoverno e lo si delega all’esterno, si crea un scissione all’interno dell’individuo, una forma di alienazione, che porta inevitabilmente a sistemi politici autoritari. In pratica, è la scissione interiore dei singoli che sta alla base dei regimi non democratici.
A queste conseguenze deleterie porta il non conoscere se stessi, il non riuscire a riflettere, l’incapacità di meditare. Sia in campo politico sia in campo religioso, l’autoritarismo nasce da una rinuncia dell’individuo alla conoscenza e alla gestione di sé.
giovedì 10 giugno 2010
I genuflessi
Non contenti degli innumerevoli privilegi e soldi accordati al Vaticano, questo ineffabile governo riserva un privilegio anche in materia di intercettazioni. Se infatti un sacerdote viene indagato, sarà obbligatorio informare il vescovo. E se è un vescovo? Bisognerà informare la Segreteria di Stato vaticana.
Ci domandiamo il motivo di tanto rispetto. Forse i preti sono tutti santi? Non pareva dal numero di pedofili.
È un po’ come se, per indagare su un professore, si dovesse informare il suo preside. Perché? Forse per farlo sfuggire meglio alla rete delle indagini.
Credo che con questo provvedimento il governo abbia raggiunto il massimo del suo bisogno di genuflessione di fronte alla Chiesa. Evidentemente, questi politici sanno di avere molti peccati da farsi perdonare.
I preti, certo, li perdoneranno. Ma gli italiani incominciano ad aprire gli occhi. Tanto che i vescovi sono preoccupati per il calo dell’8 per mille.
Però non si preoccupino troppo. Basterà una leggina per togliere altri soldi ai cittadini e darli alla Chiesa cattolica. Le vie della Provvidenza...e delle provvidenze...sono infinite.
Ci domandiamo il motivo di tanto rispetto. Forse i preti sono tutti santi? Non pareva dal numero di pedofili.
È un po’ come se, per indagare su un professore, si dovesse informare il suo preside. Perché? Forse per farlo sfuggire meglio alla rete delle indagini.
Credo che con questo provvedimento il governo abbia raggiunto il massimo del suo bisogno di genuflessione di fronte alla Chiesa. Evidentemente, questi politici sanno di avere molti peccati da farsi perdonare.
I preti, certo, li perdoneranno. Ma gli italiani incominciano ad aprire gli occhi. Tanto che i vescovi sono preoccupati per il calo dell’8 per mille.
Però non si preoccupino troppo. Basterà una leggina per togliere altri soldi ai cittadini e darli alla Chiesa cattolica. Le vie della Provvidenza...e delle provvidenze...sono infinite.
mercoledì 9 giugno 2010
Il potere della pubblicità
La pubblicità oggi ha assunto un tale potere da mettere in pericolo l’equilibrio umano e il libero arbitrio. Infatti una campagna pubblicitaria, condotta ossessivamente, è in grado di far aumentare considerevolmente il numero delle vendite. E già questa è una forma di coercizione occulta. Ma il problema è che, mentre un tempo la pubblicità serviva a far vendere i prodotti commerciali, oggi viene utilizzata per far votare un uomo o un partito politico. Siamo insomma alla pubblicità messa al servizio del potere. Un potere occulto messo al servizio di un altro potere...che a sua volta diventa coercitivo, ossia passa attraverso percorsi inconsci. Oggi, dunque, le dittature non si avvalgono più solo dei rozzi strumenti di una volta, della forza brutale della polizia e dei servizi segreti, ma impiegano sofisticate tecniche di indottrinamento, di imbonimento e di convincimento che hanno un enorme potere sulle menti più deboli.
Anche la ripetizione ossessiva e continua di riti, di cerimonie, di slogan o di affermazioni ha lo stesso potere. Lo sanno bene le religioni, che di questo vivono, e le tecniche di meditazione che ricorrono ai mantra o alle affermazioni positive per penetrare oltre la soglia della coscienza.
Ecco perché è necessario che la legge si occupi della pubblicità. Impedendo in particolare che le campagne pubblicitarie possano durare più di un certo numero di giorni e che siano pervasive. Se infatti ci troviamo su tutti i mezzi di informazione e a tutte le ore lo stesso messaggio che ci invita a compare qualcosa o a votare qualcuno, alla fine gran parte dei cittadini aderirà a quel messaggio e comprerà o voterà ciò che si impone con la pubblicità.
Anche la ripetizione ossessiva e continua di riti, di cerimonie, di slogan o di affermazioni ha lo stesso potere. Lo sanno bene le religioni, che di questo vivono, e le tecniche di meditazione che ricorrono ai mantra o alle affermazioni positive per penetrare oltre la soglia della coscienza.
Ecco perché è necessario che la legge si occupi della pubblicità. Impedendo in particolare che le campagne pubblicitarie possano durare più di un certo numero di giorni e che siano pervasive. Se infatti ci troviamo su tutti i mezzi di informazione e a tutte le ore lo stesso messaggio che ci invita a compare qualcosa o a votare qualcuno, alla fine gran parte dei cittadini aderirà a quel messaggio e comprerà o voterà ciò che si impone con la pubblicità.
sabato 5 giugno 2010
"Venire alla luce"
In questa bella espressione si indica che nascere è come un’uscire da un cono d’ombra. Ciò implica che in un certo senso si esisteva già, ma che non si era visibili.
Venire alla luce in questo mondo non è un’enorme fortuna, perché il nostro non è il migliore dei mondi possibili, ma uno dei peggiori. In altri termini saremo sempre esposti a una sofferenza che supererà la gioia. Ma è comunque una fortuna, perché non è facile uscire dal mondo delle ombre ed entrare nel mondo della luce.
Ne consegue che la nostra parte di luce sarà sempre ridotta, ma che potremo e dovremo far qualcosa per espanderla. In che modo? Rimanendo in contatto con la parte luminosa di noi. Questo è ciò che chiamiamo meditazione.
Venire alla luce in questo mondo non è un’enorme fortuna, perché il nostro non è il migliore dei mondi possibili, ma uno dei peggiori. In altri termini saremo sempre esposti a una sofferenza che supererà la gioia. Ma è comunque una fortuna, perché non è facile uscire dal mondo delle ombre ed entrare nel mondo della luce.
Ne consegue che la nostra parte di luce sarà sempre ridotta, ma che potremo e dovremo far qualcosa per espanderla. In che modo? Rimanendo in contatto con la parte luminosa di noi. Questo è ciò che chiamiamo meditazione.
giovedì 27 maggio 2010
I nuovi dei
Siamo alle solite. I ricchi chiedono sacrifici ai poveri, ma loro, i ricchi, non faranno nessun sacrificio. Pochi ricchi creano le crisi, ma molti poveri dovranno pagare. Va avanti così da secoli e millenni.
I poveri hanno un vero grande torto: sono poveri di spirito e quindi si fanno governare dai ricchi.
Ma forse si tratta di una specie della “sindrome di Stoccolma”: amore per il carnefice.
Nella parola “sacrificio” è compreso il concetto di sacro. Il rapporto con Dio è sempre stato basato su qualche forma di sacrificio. Se voglio chiedere qualcosa a Dio, devo fare un sacrificio: è qualcosa di cui mi privo per avere qualcos’altro in cambio. Ma, nel caso della politica sociale, i poveri che cosa otterranno in cambio? Già, dimenticavo: lo spettacolo del sacro, lo sfarzo in cui vive il potente. Oggi, è questo il vero sacro. Lo spettacolo. I poveri pagano per poter avere in cambio lo spettacolo dei loro nuovi dei...e sognare di poter un giorno diventare come loro.
I poveri hanno un vero grande torto: sono poveri di spirito e quindi si fanno governare dai ricchi.
Ma forse si tratta di una specie della “sindrome di Stoccolma”: amore per il carnefice.
Nella parola “sacrificio” è compreso il concetto di sacro. Il rapporto con Dio è sempre stato basato su qualche forma di sacrificio. Se voglio chiedere qualcosa a Dio, devo fare un sacrificio: è qualcosa di cui mi privo per avere qualcos’altro in cambio. Ma, nel caso della politica sociale, i poveri che cosa otterranno in cambio? Già, dimenticavo: lo spettacolo del sacro, lo sfarzo in cui vive il potente. Oggi, è questo il vero sacro. Lo spettacolo. I poveri pagano per poter avere in cambio lo spettacolo dei loro nuovi dei...e sognare di poter un giorno diventare come loro.
giovedì 13 maggio 2010
L'imposizione della religione
Ciò che dà più fastidio in Italia è il tentativo di imporre la religione cattolica ad ogni costo, con le buone o con le cattive, con l’astuzia o con la coartazione. Prendiamo l’ultimo verdetto del Consiglio di Stato, in cui si dice che la frequentazione dell’ora di religione nelle scuole diventa determinante “ai fini dell’attribuzione del credito scolastico”. In sostanza chi frequenta quell’ora ha un vantaggio rispetto a chi non la frequenta. E questo è di un’ingiustizia colossale e lede il principio di uguaglianza.
Ciò che colpisce è l’astuzia “gesuitica” della sentenza. Perché si dice gli stessi criteri si applicano ai “corsi alternativi”, facendo finta di ignorare che questi corsi non esistono nella maggioranza delle scuole. Quindi, o si rendono obbligatori questi corsi in tutte le scuole, o il verdetto nuoce gravemente al principio del pluralismo religioso.
Ma il fatto è che, come ho detto all’inizio, si vuole imporre la religione e non si vuole che si possa fare una scelta personale. Questa è l’Italia del pensiero unico – quello della Chiesa cattolica.
Infatti non si tratta di un caso isolato. Lo stesso metodo è applicato all’8 per mille nella dichiarazione dei redditi. Anche qui si fa di tutto perché i soldi – o di chi non sceglie o di chi sceglie lo Stato – siano comunque convogliati alla Chiesa cattolica. Che naturalmente fa man bassa di tutto.
Sarà per questo che sulla Rete girano vari video che invitano i contribuenti a pensare bene prima di destinare l’8 per mille alla Chiesa.
Gli italiani credono che questi soldi vadano a opere di bene. Ma solo una minima parte è utilizzata in tal senso. Il resto va ad alimentare i proventi di una Chiesa che è già straricca. Tanto per dirne una, un quarto degli edifici in Italia sono di proprietà della Chiesa. A quale ovviamente non paga l’ICI, anche se il suo edificio è un albergo a quattro stelle.
Si pensi inoltre che questi soldi potrebbero andare a rendere ancora più sfarzose le cerimonie vaticane, in cui il papa si traveste da satrapo orientale, ad alimentare le campagne di disinformazione su bioetica, omosessualità e contraccezione, a risarcire le vittime dei preti pedofili o ad aumentare le ingerenze del Vaticano nella politica italiana.
Ciò che colpisce è l’astuzia “gesuitica” della sentenza. Perché si dice gli stessi criteri si applicano ai “corsi alternativi”, facendo finta di ignorare che questi corsi non esistono nella maggioranza delle scuole. Quindi, o si rendono obbligatori questi corsi in tutte le scuole, o il verdetto nuoce gravemente al principio del pluralismo religioso.
Ma il fatto è che, come ho detto all’inizio, si vuole imporre la religione e non si vuole che si possa fare una scelta personale. Questa è l’Italia del pensiero unico – quello della Chiesa cattolica.
Infatti non si tratta di un caso isolato. Lo stesso metodo è applicato all’8 per mille nella dichiarazione dei redditi. Anche qui si fa di tutto perché i soldi – o di chi non sceglie o di chi sceglie lo Stato – siano comunque convogliati alla Chiesa cattolica. Che naturalmente fa man bassa di tutto.
Sarà per questo che sulla Rete girano vari video che invitano i contribuenti a pensare bene prima di destinare l’8 per mille alla Chiesa.
Gli italiani credono che questi soldi vadano a opere di bene. Ma solo una minima parte è utilizzata in tal senso. Il resto va ad alimentare i proventi di una Chiesa che è già straricca. Tanto per dirne una, un quarto degli edifici in Italia sono di proprietà della Chiesa. A quale ovviamente non paga l’ICI, anche se il suo edificio è un albergo a quattro stelle.
Si pensi inoltre che questi soldi potrebbero andare a rendere ancora più sfarzose le cerimonie vaticane, in cui il papa si traveste da satrapo orientale, ad alimentare le campagne di disinformazione su bioetica, omosessualità e contraccezione, a risarcire le vittime dei preti pedofili o ad aumentare le ingerenze del Vaticano nella politica italiana.
venerdì 7 maggio 2010
Gli ultimi pagani
Il paganesimo, in estrema sintesi, è una commistione tra l’umano e il divino. Gli dei antichi erano esattamente questo: un’interpretazione umana (troppo umana) della trascendenza, che umana non può essere per definizione (altrimenti che trascendenza sarebbe?). Ecco perché gli dei avevano passioni simili a quelle umane e avevano lo stesso tipo di pensieri e lo stesso tipo di ragionamenti. Erano creduti immortali, ma per il resto erano uguali agli uomini.
Il problema è che non appena l’uomo pensa il divino, immediatamente lo raffigura in termini umani. Se prendiamo il cristianesimo, ritroviamo ancora questa commistione: il dio che si fa uomo, ovvero l’uomo-dio. Tutto sommato, questa religione è soltanto l’ultima espressione del paganesimo, è la prova dell’incapacità di tanti uomini di concepire davvero la divinità.
Pensiamo al mito di Gesù. Un pasticcio teologico, dove dio nasce ancora da una vergine umana, come ai tempi delle avventure erotiche di Zeus sulla Terra. E pensiamo ai riti attuali. Dove i credenti vanno ad ammirare estasiati un telo, convinti di vedere un’immagine di Gesù – cioè di Dio – rimasta in questo mondo.
Il problema è che non appena l’uomo pensa il divino, immediatamente lo raffigura in termini umani. Se prendiamo il cristianesimo, ritroviamo ancora questa commistione: il dio che si fa uomo, ovvero l’uomo-dio. Tutto sommato, questa religione è soltanto l’ultima espressione del paganesimo, è la prova dell’incapacità di tanti uomini di concepire davvero la divinità.
Pensiamo al mito di Gesù. Un pasticcio teologico, dove dio nasce ancora da una vergine umana, come ai tempi delle avventure erotiche di Zeus sulla Terra. E pensiamo ai riti attuali. Dove i credenti vanno ad ammirare estasiati un telo, convinti di vedere un’immagine di Gesù – cioè di Dio – rimasta in questo mondo.
Il lavoro interiore: le affermazioni positive
Se ci aspettiamo di essere calmi, equilibrati e felici solo quando le cose ci vanno bene, non appena avremo dei problemi ecco che ci sentiremo agitati, squilibrati e infelici. Saremo insomma completamente in balia degli eventi esterni.
La meditazione intende opporsi a questo stato di cose e permetterci di operare preventivamente, allo scopo di tornare ad essere padroni dei nostri stati d'animo.
Questo lavoro interiore consiste nell'elaborare stati mentali (sm) positivi in modo da poterli utilizzare sia come una barriera difensiva sia come antidoti agli sm negativi. Bisogna cioè addestarsi a suscitare sm positivi nei momenti di tregua e non appena sia possibile.
Non bastano però semplici pensieri positivi: per esempio, «io sono calmo, io sono rilassato, io sto bene, ecc». Ciò che cerchiamo non sono tanto i pensieri, le emozioni o le sensazioni positive, quanto sm positivi. Dobbiamo cioè evocare lo stato d'animo della calma, del rilassamento e del benessere, non un semplice pensiero.
Il lavoro interiore consiste proprio in questo tipo di rievocazione nei momenti in cui dovremo affrontare disagi e difficoltà. Si tratta tutto sommato di un addestramento della memoria. Nei momenti in cui saremo agitati, squilibrati e infelici, dobbiamo ricordarci degli sm opposti della calma, dell'equilibrio e della felicità. E rievocarli, ossia riviverli, riprovarli.
Ma il lavoro va fatto preventivamente, nei momenti in cui non siamo assaliti dagli sm negativi. Allora saremo come una roccia che, quando la tempesta si abbatte di sé, resta pur sempre un'isola di pace.
Se per esempio, in un momento di tregua, mi dico: «Devi essere felice, equilibrato, sano, ecc.», non basta che lo pensi, ma devo evocare lo stato d'animo corrispondente, in modo da poterlo rievocare successivamente, durante la tempesta.
La meditazione intende opporsi a questo stato di cose e permetterci di operare preventivamente, allo scopo di tornare ad essere padroni dei nostri stati d'animo.
Questo lavoro interiore consiste nell'elaborare stati mentali (sm) positivi in modo da poterli utilizzare sia come una barriera difensiva sia come antidoti agli sm negativi. Bisogna cioè addestarsi a suscitare sm positivi nei momenti di tregua e non appena sia possibile.
Non bastano però semplici pensieri positivi: per esempio, «io sono calmo, io sono rilassato, io sto bene, ecc». Ciò che cerchiamo non sono tanto i pensieri, le emozioni o le sensazioni positive, quanto sm positivi. Dobbiamo cioè evocare lo stato d'animo della calma, del rilassamento e del benessere, non un semplice pensiero.
Il lavoro interiore consiste proprio in questo tipo di rievocazione nei momenti in cui dovremo affrontare disagi e difficoltà. Si tratta tutto sommato di un addestramento della memoria. Nei momenti in cui saremo agitati, squilibrati e infelici, dobbiamo ricordarci degli sm opposti della calma, dell'equilibrio e della felicità. E rievocarli, ossia riviverli, riprovarli.
Ma il lavoro va fatto preventivamente, nei momenti in cui non siamo assaliti dagli sm negativi. Allora saremo come una roccia che, quando la tempesta si abbatte di sé, resta pur sempre un'isola di pace.
Se per esempio, in un momento di tregua, mi dico: «Devi essere felice, equilibrato, sano, ecc.», non basta che lo pensi, ma devo evocare lo stato d'animo corrispondente, in modo da poterlo rievocare successivamente, durante la tempesta.
giovedì 29 aprile 2010
La pratica della consapevolezza
Crediamo di poter decidere liberamente della nostra vita, crediamo di avere il libero arbitrio. E in realtà lo abbiamo. Ma per la maggior parte del tempo siamo in preda a impulsi, pensieri e sentimenti che sono i frutti di abitudini e di condizionamenti.
Crediamo di essere padroni della nostra vita, di avere almeno in questo campo la sovranità su noi stessi. Tuttavia non è così. Ciò che proviamo, pensiamo e facciamo non è qualcosa che abbiamo liberamente deciso, ma una reazione a qualcosa che ci viene dall’esterno, dagli altri e da zone nascoste del nostro essere.
Di questo dobbiamo essere consapevoli. Questo è il primo passo per esercitare davvero il libero arbitrio. Facciamoci caso: quella reazione di odio, di rabbia o di paura è qualcosa che abbiamo voluto o qualcosa che ci viene imposto dalle circostanze? Se sappiamo osservarci, scopriremmo di essere per lo più in balia di circostanze indipendenti dalla nostra volontà.
Con la pratica della consapevolezza, ci rendiamo conto che non siamo affatto padroni di noi stessi, ma che siamo come palline che si muovono in base agli urti che ricevono.
Eppure c’è un modo per cambiare la situazione. Sviluppare una pratica della consapevolezza che ci permetta 1) di vederci, 2) di staccarci dalla situazione e 3) di introdurre volontariamente stati d’animo di equilibrio, di saggezza, di calma e di comprensione. È con questo cambiamento del clima del nostro essere che possiamo diventare padroni di noi stessi. È in questo modo che possiamo passare da uno stato di dipendenza e di condizionamento a una condizione di libertà e di padronanza.
Crediamo di essere padroni della nostra vita, di avere almeno in questo campo la sovranità su noi stessi. Tuttavia non è così. Ciò che proviamo, pensiamo e facciamo non è qualcosa che abbiamo liberamente deciso, ma una reazione a qualcosa che ci viene dall’esterno, dagli altri e da zone nascoste del nostro essere.
Di questo dobbiamo essere consapevoli. Questo è il primo passo per esercitare davvero il libero arbitrio. Facciamoci caso: quella reazione di odio, di rabbia o di paura è qualcosa che abbiamo voluto o qualcosa che ci viene imposto dalle circostanze? Se sappiamo osservarci, scopriremmo di essere per lo più in balia di circostanze indipendenti dalla nostra volontà.
Con la pratica della consapevolezza, ci rendiamo conto che non siamo affatto padroni di noi stessi, ma che siamo come palline che si muovono in base agli urti che ricevono.
Eppure c’è un modo per cambiare la situazione. Sviluppare una pratica della consapevolezza che ci permetta 1) di vederci, 2) di staccarci dalla situazione e 3) di introdurre volontariamente stati d’animo di equilibrio, di saggezza, di calma e di comprensione. È con questo cambiamento del clima del nostro essere che possiamo diventare padroni di noi stessi. È in questo modo che possiamo passare da uno stato di dipendenza e di condizionamento a una condizione di libertà e di padronanza.
domenica 25 aprile 2010
Tempo di pellegrinaggi
Vanno a Lourdes, vanno a san Giovanni Rotondo, vanno alla Mecca, vanno in mille altri santuari. Ma mancano sempre l’obiettivo: non giungono mai al centro di se stessi, dove si trova l’unico vero santuario.
Questa è la differenza tra le religioni dell’esteriorità e la religione dell’interiorità.
L’uomo ha raggiunto ogni angolo della Terra, ed è andato anche sulla Luna, ma non ha ancora conquistato il proprio spazio interiore. Ecco perché la nostra civiltà è basata sui beni esteriori e sull’apparenza. Ed ecco perché il Dio di queste religioni sta sempre al di fuori degli uomini – al di sopra o al di là. Mai nel suo posto giusto: al centro dell’anima.
Questa è la differenza tra le religioni dell’esteriorità e la religione dell’interiorità.
L’uomo ha raggiunto ogni angolo della Terra, ed è andato anche sulla Luna, ma non ha ancora conquistato il proprio spazio interiore. Ecco perché la nostra civiltà è basata sui beni esteriori e sull’apparenza. Ed ecco perché il Dio di queste religioni sta sempre al di fuori degli uomini – al di sopra o al di là. Mai nel suo posto giusto: al centro dell’anima.
venerdì 23 aprile 2010
Papi oscurantisti
Ecco alcune della critiche che il teologo Hans Küng rivolge all’attuale papa:
– Ha lasciato perdere il riavvicinamento alle chiese evangeliche
– Non ha più dialogato con gli ebrei. Anzi ha riammesso vescovi antisemiti e sostiene la beatificazione di Pio XII.
– Ha lasciato perdere ogni dialogo con i musulmani.
– Ha lasciato perdere la riconciliazione con i nativi del Sud America, arrivando a sostenere che quei popoli desiderassero accogliere la religione dei loro conquistatori.
– In Africa non ha fatto nulla contro la sovrappopolazione e l’AIDS, negando l’uso del preservativo e della contraccezione.
– È entrato in conflitto con la scienza moderna.
– Ha rifiutato lo spirito del concilio Vaticano II.
– Ha accolto nella Chiesa vescovi tradizionalisti.
– Ha caldeggiato la messa medievale tridentina.
– È entrato in conflitto con la chiesa anglicana cercando si sottrarle sacerdoti sposati.
– Appoggia tutte le forze anticonciliari.
– Cerca di soffocare ogni critica nell’episcopato.
– Ha ripreso cerimonie di sfarzo barocco.
– Ha occultato gli abusi sessuali dei preti quando era prefetto delle Congregazione romana per la Dottrina della fede (dal 1981 al 2005), eccetera, eccetera.
Insomma, si può ben concludere che questo è uno dei papi più oscurantisti della storia della Chiesa. Evidentemente non c’è solo l’economia che andando indietro, ma anche la religione.
– Ha lasciato perdere il riavvicinamento alle chiese evangeliche
– Non ha più dialogato con gli ebrei. Anzi ha riammesso vescovi antisemiti e sostiene la beatificazione di Pio XII.
– Ha lasciato perdere ogni dialogo con i musulmani.
– Ha lasciato perdere la riconciliazione con i nativi del Sud America, arrivando a sostenere che quei popoli desiderassero accogliere la religione dei loro conquistatori.
– In Africa non ha fatto nulla contro la sovrappopolazione e l’AIDS, negando l’uso del preservativo e della contraccezione.
– È entrato in conflitto con la scienza moderna.
– Ha rifiutato lo spirito del concilio Vaticano II.
– Ha accolto nella Chiesa vescovi tradizionalisti.
– Ha caldeggiato la messa medievale tridentina.
– È entrato in conflitto con la chiesa anglicana cercando si sottrarle sacerdoti sposati.
– Appoggia tutte le forze anticonciliari.
– Cerca di soffocare ogni critica nell’episcopato.
– Ha ripreso cerimonie di sfarzo barocco.
– Ha occultato gli abusi sessuali dei preti quando era prefetto delle Congregazione romana per la Dottrina della fede (dal 1981 al 2005), eccetera, eccetera.
Insomma, si può ben concludere che questo è uno dei papi più oscurantisti della storia della Chiesa. Evidentemente non c’è solo l’economia che andando indietro, ma anche la religione.
martedì 20 aprile 2010
La campana della consapevolezza
Nei monasteri zen, ogni tanto si suona una campana per richiamare tutti alla consapevolezza. Nella nostra vita quotidiana, la mente lavora in continuazione per risolvere problemi pratici e per mille altri motivi. Ma non per essere consapevoli. Ed ecco allora l’utilità di qualche strumento per ricordarci non di pensare a questo o quel problema, ma di essere presenti – di essere semplicemente presenti qui e ora.
Per chi vuol meditare, è necessario un richiamo del genere più volte in una giornata. Per ricordarcene, si può stabilire qualche regola: per esempio ogni ora, ogni due ore o in determinati orari. Oppure dopo ogni telefonata, o prima di ogni pasto, ecc. Insomma, praticare la presenza mentale non durante una meditazione formale, magari anche lunga, ma più volte.
Ecco che suona la campana. E io smetto per un po’ di fare e di pensare qualunque cosa, e mi metto a essere consapevole di essere...Sono qui, sono vivo, sono presente e sono consapevole. E questa consapevolezza fa di me ciò che sono.
È anche una forma di decantazione, di purificazione, di chiarificazione, di sviluppo della coscienza.
Per chi vuol meditare, è necessario un richiamo del genere più volte in una giornata. Per ricordarcene, si può stabilire qualche regola: per esempio ogni ora, ogni due ore o in determinati orari. Oppure dopo ogni telefonata, o prima di ogni pasto, ecc. Insomma, praticare la presenza mentale non durante una meditazione formale, magari anche lunga, ma più volte.
Ecco che suona la campana. E io smetto per un po’ di fare e di pensare qualunque cosa, e mi metto a essere consapevole di essere...Sono qui, sono vivo, sono presente e sono consapevole. E questa consapevolezza fa di me ciò che sono.
È anche una forma di decantazione, di purificazione, di chiarificazione, di sviluppo della coscienza.
domenica 18 aprile 2010
Padroni della vita
Senza una legge sul testamento biologico ci viene tolta la libertà di scegliere come morire. Ma è proprio a questo che tende l’oscurantismo religioso: impedirci di essere padroni della nostra vita e della nostra morte. Come nei peggiori regimi totalitari.
Ma se l’uomo non è padrone della propria vita, qualcun altro lo è. Questo è terribile. Perché vuol dire che siamo soltanto degli schiavi. Si dice: Dio è padre. Ma neppure un padre è padrone della vita dei figli. Il padre dà la vita ai figli, e poi i figli ne fanno quel che vogliono. Se non è così, Dio non è padre. È un dittatore.
Forse i fondamentalisti vogliono proprio questo: un dittatore.
Ma se l’uomo non è padrone della propria vita, qualcun altro lo è. Questo è terribile. Perché vuol dire che siamo soltanto degli schiavi. Si dice: Dio è padre. Ma neppure un padre è padrone della vita dei figli. Il padre dà la vita ai figli, e poi i figli ne fanno quel che vogliono. Se non è così, Dio non è padre. È un dittatore.
Forse i fondamentalisti vogliono proprio questo: un dittatore.
Il peggior peccato
Il papa parla dei peccati dei cristiani. Ma il peggiore di tutti è quello di credere di parlare in nome di Dio, è quello di credersi gli unici depositari della verità e della salvezza. Quale superbia e arroganza può essere superiore a questa?
Qui l’unica penitenza possibile è riconoscere il proprio peccato d’orgoglio.
Qui l’unica penitenza possibile è riconoscere il proprio peccato d’orgoglio.
venerdì 16 aprile 2010
Penitenze
Il papa invita i cristiani a fare penitenza. Ma che cos’è la penitenza? Fare un fioretto, dire cento “ave maria”, spostare un pedofilo da un luogo all’altro? Oppure diventare consapevoli dei propri errori?
Questo è proprio il punto: la Chiesa risponde con arroganza, utilizzando il linguaggio della “lesa maestà”, alle accuse che le vengono rivolte. Ma le manca la volontà o la capacità di diventare consapevole dei propri errori. È infatti abbarbicata ai propri dogmi, alle proprie certezze.
E quando non c’è l'umiltà di rimettere tutto in discussione, anche le penitenze restano superficiali.
Questa è la differenza tra una religione, con le sue strutture rigide e le sue "verità rivelate", e la meditazione.
Questo è proprio il punto: la Chiesa risponde con arroganza, utilizzando il linguaggio della “lesa maestà”, alle accuse che le vengono rivolte. Ma le manca la volontà o la capacità di diventare consapevole dei propri errori. È infatti abbarbicata ai propri dogmi, alle proprie certezze.
E quando non c’è l'umiltà di rimettere tutto in discussione, anche le penitenze restano superficiali.
Questa è la differenza tra una religione, con le sue strutture rigide e le sue "verità rivelate", e la meditazione.
mercoledì 14 aprile 2010
Reati e peccati
La Chiesa ha sempre avuto la tendenza a considerare peccati quelli che sono anche reati, e quindi a risolverli nel proprio ambito. Un errore madornale. Basato sul non riconoscimento del potere statale, sulla presunzione di poter costituire uno Stato nello Stato, dotato di proprie leggi e propri tribunali. “Date a Cesare quel che è di Cesare...” dove è finito?
venerdì 9 aprile 2010
Voler credere
Quando sento di tutto questo fervore intorno a un lenzuolo (la “sacra sindone”) che avrebbe avvolto il corpo di Gesù o che, molto probabilmente, è un falso medievale, mi vengono in mente le parole di Nietzsche: “Il cristianesimo ha, nel fondo, alcune finezze che appartengono all'Oriente. Innanzitutto sa che è in sé del tutto irrilevante che una cosa sia vera, e sa invece che è della massima importanza in che misura essa sia creduta vera. La verità e la fede nella verità di qualche cosa: due sfere d'interesse del tutto estranee l'una all'altra, sfere quasi antitetiche”.
I benefici della meditazione
Finalmente anche negli ospedali italiani incomincia a essere introdotta la meditazione come ausilio ai processi di guarigione (anche di malattie gravi). È infatti accertato che con questa pratica diminuiscono i livelli di cortisolo e di adrenalina, prodotti dallo stress, e aumentano le endorfine e gli ormoni che favoriscono il sonno e l’autostima. Dunque, i benefici della meditazione non sono solo spirituali, ma anche fisiologici.
domenica 4 aprile 2010
Gli ultimi pagani
Quando leggo la mitologia greca, mi colpiscono le avventure di Zeus che si accoppia con donne mortali per dar vita a esseri metà uomini e metà dei. Con il cristianesimo, la mitologia non è cambiata: siamo ancora al Dio che si accoppia con una vergine terrestre per dar vita a un essere metà uomo e metà Dio. Insomma,il cristianesimo è soltanto l’ultimo atto del paganesimo. Abbiamo ridotto il numero degli dei, ma siamo ancora su quel piano. Il che è inevitabile, perché le religioni non nascono dal nulla, ma da altre religioni preesistenti. E qui siamo ancora al paganesimo, alla religione degli dei che scendono sulla Terra.
Questo ci dà un’idea del livello infantile cui si trova lo sviluppo dell’umanità.
Questo ci dà un’idea del livello infantile cui si trova lo sviluppo dell’umanità.
Per uno Stato laico
Il papa ripete che l’obiezione di coscienza all’aborto è un diritto e un dovere dei cattolici. E nessuno glielo toglie. Ma Perché i cattolici vogliono togliere il diritto all’aborto a quelli che non la pensano come loro?
Certi ministri cattolici dicono che devono rispondere alla loro etica (che è in realtà l’etica della Chiesa, discutibile come tutte le altre). Ma perché vogliono impedire che anche gli altri abbiano una loro etica? E se un domani venisse eletto un ministro musulmano, chi gli impedirebbe, seguendo questa logica, di imporre agli altri la propria visione e decidere che tutte le donne debbano andare in giro velate?
In realtà, in campo etico, non può esserci qualcuno che impone la propria convinzione. Questa è la posizione d’ogni fascismo e anche d’ogni fondamentalismo religioso. Manteniamo lo Stato laico.
Certi ministri cattolici dicono che devono rispondere alla loro etica (che è in realtà l’etica della Chiesa, discutibile come tutte le altre). Ma perché vogliono impedire che anche gli altri abbiano una loro etica? E se un domani venisse eletto un ministro musulmano, chi gli impedirebbe, seguendo questa logica, di imporre agli altri la propria visione e decidere che tutte le donne debbano andare in giro velate?
In realtà, in campo etico, non può esserci qualcuno che impone la propria convinzione. Questa è la posizione d’ogni fascismo e anche d’ogni fondamentalismo religioso. Manteniamo lo Stato laico.
Tutti santi
Ormai tutti gli ultimi papi, per il fatto stesso di essere stati papi, vengono fatti santi. E sempre per motivazioni politiche.
Ma, in tal modo, la Chiesa svaluta il titolo di santità. Se tutti sono santi, nessuno è santo davvero.
Ma, in tal modo, la Chiesa svaluta il titolo di santità. Se tutti sono santi, nessuno è santo davvero.
Il culto delle reliquie
Fra un po’ ci sarà l’ostensione della Sindone a Torino, e qualcuno si chiede perché i cristiani abbiano tanto bisogno di questo culto delle reliquie, molte delle quali sono chiaramente false.
La risposta è che il cristianesimo è orfano di realtà, nel senso che è una religione che non ha nessun fondamento certo, a partire dall’esistenza del suo stesso fondatore.
Ecco perché il cristiano si attacca a tutto ciò che una qualche fisicità...chiodi, sangue pezzi di legno, costole, spine e lenzuoli vari.
Ma è una situazione disperata. Alla ricerca dell’arca perduta, o forse mai avuta.
La risposta è che il cristianesimo è orfano di realtà, nel senso che è una religione che non ha nessun fondamento certo, a partire dall’esistenza del suo stesso fondatore.
Ecco perché il cristiano si attacca a tutto ciò che una qualche fisicità...chiodi, sangue pezzi di legno, costole, spine e lenzuoli vari.
Ma è una situazione disperata. Alla ricerca dell’arca perduta, o forse mai avuta.
giovedì 1 aprile 2010
Nuovo oscurantismo
Appena eletti governatori, i leghisti Cota e Zaia ci danno un anticipo dell’oscurantismo delle loro idee, e dichiarano che faranno di tutto per impedire la distribuzione della pillola antiabortiva RU486 nelle loro regioni...che così diventeranno le più arretrate d’Italia e d’Europa. Chissà se i loro elettori sono d’accordo, o se si sono già pentiti.
Nessuna novità, insomma. La destra assume di peso la posizione della Chiesa. Il cui scopo è: impedire alle donne un esercizio autonomo delle nascite e ridurle, se possibile, allo stato delle donne musulmane. Insomma, è il nuovo che avanza...certo, radicato nel territorio, magari in quello delle valli dove regna il cretinismo. Sì, perché impedire la distribuzione della pillola non significa ridurre gli aborti, ma portare le donne, che proprio vogliono abortire, a farsi squartare sui tavoli operatori.
Questa sarebbe la cosiddetta “difesa della vita.” E le donne li votano (a proposito, è diminuito il numero delle donne elette)! Quello che non entra in testa ai leghisti è il concetto di democrazia. Non vogliono che la gente decida con la propria testa: vogliono decidere loro per tutti. Ma questo piace tanto. Perché, in fondo, l’italiota che vota questa gente non vuole sforzarsi di pensare, ma vuole che qualcuno pensi e decida per lui.
Nessuna novità, insomma. La destra assume di peso la posizione della Chiesa. Il cui scopo è: impedire alle donne un esercizio autonomo delle nascite e ridurle, se possibile, allo stato delle donne musulmane. Insomma, è il nuovo che avanza...certo, radicato nel territorio, magari in quello delle valli dove regna il cretinismo. Sì, perché impedire la distribuzione della pillola non significa ridurre gli aborti, ma portare le donne, che proprio vogliono abortire, a farsi squartare sui tavoli operatori.
Questa sarebbe la cosiddetta “difesa della vita.” E le donne li votano (a proposito, è diminuito il numero delle donne elette)! Quello che non entra in testa ai leghisti è il concetto di democrazia. Non vogliono che la gente decida con la propria testa: vogliono decidere loro per tutti. Ma questo piace tanto. Perché, in fondo, l’italiota che vota questa gente non vuole sforzarsi di pensare, ma vuole che qualcuno pensi e decida per lui.
Aborto e crimini sociali
Che l’aborto sia il peggior delitto è naturalmente un’invenzione della Chiesa, tant’è vero che in tutti gli Stati moderni è permesso entro certi limiti. Quale scala di valori si adotta infatti per stabilire la gravità di un peccato? Tutto dipende da come si risponde a questa domanda. Se, per esempio, adottiamo il criterio della sofferenza, dobbiamo concludere che la sofferenza sociale provocata da un aborto, eseguito in privato, è infinitamente minore di quella provocata dalla pedofilia, dal razzismo o dallo sfruttamento sociale.
Se pensiamo all’attuale crisi mondiale e alle sofferenze provocate a milioni di persone da pochi speculatori finanziari, dobbiamo dire che questa sofferenze sono enormemente superiori a quelle provocate da qualunque donna che abortisca.
Perché allora la Chiesa se la prende con l’aborto? Perché, dice, è un peccato contro la vita. Ma si tratta di un’astrazione. Se per esempio il feto è affetto da gravi patologie, è molto meglio abortire che mettere al mondo un essere che dovrà soffrire moltissimo. Come, si vede, non è vero che la vita sia un diritto. Semmai, dovrebbe essere un diritto una “vita serena”. Ma a questo si oppongono appunto i ben più gravi peccati sociali dei razzisti, dei pedofili e degli sfruttatori che rendono un inferno l’esistenza di milioni di persone.
Forse la Chiesa se la prende tanto con l’aborto per cercare di rimettere in riga le donne, la cui emancipazione è considerata (come in tutte le religioni paternalistiche e maschiliste) la minaccia maggiore ai valori della sottomissione e dell’ubbidienza (al potere dei preti). O forse lo fa anche per distogliere da sé l’attenzione del mondo che vede nei preti pedofili uno dei più gravi pericoli per la società. Si sa come vanno queste cose: per nascondere la trave nel proprio occhio, si grida alla pagliuzza negli occhi degli altri. D’altronde, se non si crea un senso di colpa nelle anime, come si fa dominarle?
Se pensiamo all’attuale crisi mondiale e alle sofferenze provocate a milioni di persone da pochi speculatori finanziari, dobbiamo dire che questa sofferenze sono enormemente superiori a quelle provocate da qualunque donna che abortisca.
Perché allora la Chiesa se la prende con l’aborto? Perché, dice, è un peccato contro la vita. Ma si tratta di un’astrazione. Se per esempio il feto è affetto da gravi patologie, è molto meglio abortire che mettere al mondo un essere che dovrà soffrire moltissimo. Come, si vede, non è vero che la vita sia un diritto. Semmai, dovrebbe essere un diritto una “vita serena”. Ma a questo si oppongono appunto i ben più gravi peccati sociali dei razzisti, dei pedofili e degli sfruttatori che rendono un inferno l’esistenza di milioni di persone.
Forse la Chiesa se la prende tanto con l’aborto per cercare di rimettere in riga le donne, la cui emancipazione è considerata (come in tutte le religioni paternalistiche e maschiliste) la minaccia maggiore ai valori della sottomissione e dell’ubbidienza (al potere dei preti). O forse lo fa anche per distogliere da sé l’attenzione del mondo che vede nei preti pedofili uno dei più gravi pericoli per la società. Si sa come vanno queste cose: per nascondere la trave nel proprio occhio, si grida alla pagliuzza negli occhi degli altri. D’altronde, se non si crea un senso di colpa nelle anime, come si fa dominarle?
martedì 30 marzo 2010
Voto di scambio
Alemanno e altri ringraziano pubblicamente la Chiesa per l’appoggio dato alla destra. E la Chiesa si dichiara pronta a collaborare con la nuova maggioranza.
Ma non esisteva il Concordato in base al quale la Chiesa si impegnava a non prendere parte alla lotta politica?
Allora, a che cosa serve il Concordato?
Ah, già, a dare alla Chiesa un mucchio di soldi senza alcuna contropartita.
Ma non esisteva il Concordato in base al quale la Chiesa si impegnava a non prendere parte alla lotta politica?
Allora, a che cosa serve il Concordato?
Ah, già, a dare alla Chiesa un mucchio di soldi senza alcuna contropartita.
lunedì 29 marzo 2010
I veggenti
Pedofili, cadaveri sepolti nelle chiese, collusioni con la Mafia, continua ricerca del potere e del denaro...
Ogni tanto qualche veggente, qualche pseudoprofeta, preannuncia una crisi della Chiesa, dovuta a persecuzioni e all’Anticristo.
Poveretti, non hanno mai capito che l’Anticristo è nella Chiesa – è la Chiesa...in quanto tradimento del Cristo. Se chi parla in nome del Cristo è colui che ha tradito il suo messaggio, quale altro Anticristo si cerca?
Qui sta tutto il problema. Si cerca sempre fuori ciò che sta dentro.
Ogni tanto qualche veggente, qualche pseudoprofeta, preannuncia una crisi della Chiesa, dovuta a persecuzioni e all’Anticristo.
Poveretti, non hanno mai capito che l’Anticristo è nella Chiesa – è la Chiesa...in quanto tradimento del Cristo. Se chi parla in nome del Cristo è colui che ha tradito il suo messaggio, quale altro Anticristo si cerca?
Qui sta tutto il problema. Si cerca sempre fuori ciò che sta dentro.
venerdì 26 marzo 2010
Morti e vivi
L’idea che la verità possa essere espressa da qualche dogma è una delle più stupide del mondo. È per questo che le religioni sono residui del passato, tracce di una spiritualità perduta. La spiritualità è sempre qualcosa di vivo, la religione è come una lingua morta.
La religione è la presunzione di avere la risposta, la spiritualità è l’umiltà della domanda. “Dio non è il Dio dei morti” diceva qualcuno. “Ma il Dio dei vivi.”
La religione è la presunzione di avere la risposta, la spiritualità è l’umiltà della domanda. “Dio non è il Dio dei morti” diceva qualcuno. “Ma il Dio dei vivi.”
giovedì 25 marzo 2010
Gli oscurantisti
Nel 18° secolo gli oscurantisti erano coloro che si opponevano all’Illuminismo. L’oscurantismo non è mai morto, e ancora oggi è presente nelle nostre società, e c’è qualcuno tra i politici che se la prende tuttora con gli illuministi del settecento e con la rivoluzione francese, colpevole a suo dire di aver abbattuto gli sfruttatori del popolo: i nobili e il clero. Nel contrasto tra buio e luce, gli oscurantisti sono coloro che vogliono tenere gli uomini all’oscuro, che vogliono impedire che gli individui pensino con la loro testa.
Che cosa fanno gli oscurantisti? Oscurano. Fa parte del loro istinto primario. Per esempio, oggi, in Italia, in piena campagna elettorale, hanno oscurato i talk-show televisivi che parlavano di politica.
In campo religioso, gli oscurantisti sono coloro che propagandano le religioni del Dio-Padrone e Signore. Per essi, non c’è da discutere, ma solo ubbidire e sottomettersi...prima al Padrone Superiore, poi alla religione e infine ai padroni di questa terra. In sostanza sono i conservatori, che spesso sono clericali.
L’alleanza tra conservatori e clericali è il fondamento della cultura oscurantista.
In pratica, tutte le religioni sono oscurantiste, perché presentano i loro principi in maniera dogmatica. Tranne il buddhismo, che non per nulla è ateo.
Un recente studio dello psicologo Satoshi Kanazawa ha messo in luce come il contrasto tra conservatori e progressisti dipenda dal DNA, cioè sia inscritto nei geni. Il conservatorismo (con un’alta attività dell’amigdala) implica un maggior attaccamento al gruppo sociale di appartenenza, il conseguente razzismo e paure irrazionali che portano ad una religione superstiziosa. I progressisti, invece, avendo una maggior attività nella corteccia cingolata anteriore, hanno una minore impulsività e un maggiore capacità di riflessione.
Come si vede, abbiamo due tipi di individui: l’uno meno evoluto e l’altro più razionale. Semplificando, potremmo dire che il primo è un conservatore oscurantista, mentre il secondo è un progressista.
E di nuovo si conferma che la religione è una forma inferiore di spiritualità, in particolare di quella spiritualità che è capace ancora di porsi domande.
Che cosa fanno gli oscurantisti? Oscurano. Fa parte del loro istinto primario. Per esempio, oggi, in Italia, in piena campagna elettorale, hanno oscurato i talk-show televisivi che parlavano di politica.
In campo religioso, gli oscurantisti sono coloro che propagandano le religioni del Dio-Padrone e Signore. Per essi, non c’è da discutere, ma solo ubbidire e sottomettersi...prima al Padrone Superiore, poi alla religione e infine ai padroni di questa terra. In sostanza sono i conservatori, che spesso sono clericali.
L’alleanza tra conservatori e clericali è il fondamento della cultura oscurantista.
In pratica, tutte le religioni sono oscurantiste, perché presentano i loro principi in maniera dogmatica. Tranne il buddhismo, che non per nulla è ateo.
Un recente studio dello psicologo Satoshi Kanazawa ha messo in luce come il contrasto tra conservatori e progressisti dipenda dal DNA, cioè sia inscritto nei geni. Il conservatorismo (con un’alta attività dell’amigdala) implica un maggior attaccamento al gruppo sociale di appartenenza, il conseguente razzismo e paure irrazionali che portano ad una religione superstiziosa. I progressisti, invece, avendo una maggior attività nella corteccia cingolata anteriore, hanno una minore impulsività e un maggiore capacità di riflessione.
Come si vede, abbiamo due tipi di individui: l’uno meno evoluto e l’altro più razionale. Semplificando, potremmo dire che il primo è un conservatore oscurantista, mentre il secondo è un progressista.
E di nuovo si conferma che la religione è una forma inferiore di spiritualità, in particolare di quella spiritualità che è capace ancora di porsi domande.
La sovversione dei valori
Il lupo perde il pelo ma non il vizio: immancabile come le tasse e indifferente al Concordato, la Chiesa è intervenuta per l’ennesima volta in piena campagna elettorale per cercare di orientare il voto. E che cosa ha detto? Di votare per quei candidati che sono contrari all’aborto legale.
Ora, a parte il fatto che l’aborto non c’entra niente con le elezioni regionali e che la legge sull’aborto è stata approvata dall’80% degli italiani, che cosa significa mettere l’anti-abortismo come valore primario? Domandiamoci: fa più danno sociale una donna che sopprime un grumo di cellule o un prete pedofilo che violenta duecento bambini disabili (come si scopre oggi che è successo in America?) Chi è tra i due quello che provoca più dolore?
Rispetto a una donna che abortisce, quali danni provoca la Chiesa con i suoi preti pedofili, quante persone fa soffrire, quali drammi provoca nella società?
Ora, a parte il fatto che l’aborto non c’entra niente con le elezioni regionali e che la legge sull’aborto è stata approvata dall’80% degli italiani, che cosa significa mettere l’anti-abortismo come valore primario? Domandiamoci: fa più danno sociale una donna che sopprime un grumo di cellule o un prete pedofilo che violenta duecento bambini disabili (come si scopre oggi che è successo in America?) Chi è tra i due quello che provoca più dolore?
Rispetto a una donna che abortisce, quali danni provoca la Chiesa con i suoi preti pedofili, quante persone fa soffrire, quali drammi provoca nella società?
domenica 21 marzo 2010
Il pericolo delle sette
Non mi meraviglia la storia della setta Maya Re in cui il santone di turno sfruttava gli adepti, facendosi intestare case e terreni e violentando donne e bambine. È una storia che si ripete uguale in tutto il mondo e in tutte le religioni. Per esempio, anche il fondatore del Legionari di Cristo è stato accusato di vari reati sessuali, fra cui la pedofilia, ed ha almeno una figlia. Semmai mi colpisce sempre il gran numero di seguaci che simili “maestri” riescono a reclutare. Evidentemente, al mondo, esiste un esercito di psicolabili che non aspettano altro: il Salvatore che risolva tutti i loro problemi, il maestro che abbia la bacchetta magica, l’ “uomo del destino” che li esenti dal pensare e dal decidere. Tutte le religioni nascono da questo impulso profondo, dovuto probabilmente alla nostra natura di animali sociali che hanno bisogno del capobranco.
Quello che non entra in testa a questi “bisognosi di fede” è che nessun altro può risolvere i nostri problemi, nessun altro può camminare al nostro posto, nessun altro può fare le nostre esperienze.
Diffidiamo dunque delle sette religiose, sia di quelle piccole sia di quelle grandi – le Chiese. Anche le Chiese infatti hanno ammassato ingenti ricchezze sfruttando la dabbenaggine della povera gente e soprattutto dei ricchi, e, quanto alla moralità dei loro membri, le vicende di pedofilia di questi giorni parlano chiaro.
Quello che non entra in testa a questi “bisognosi di fede” è che nessun altro può risolvere i nostri problemi, nessun altro può camminare al nostro posto, nessun altro può fare le nostre esperienze.
Diffidiamo dunque delle sette religiose, sia di quelle piccole sia di quelle grandi – le Chiese. Anche le Chiese infatti hanno ammassato ingenti ricchezze sfruttando la dabbenaggine della povera gente e soprattutto dei ricchi, e, quanto alla moralità dei loro membri, le vicende di pedofilia di questi giorni parlano chiaro.
martedì 16 marzo 2010
Ricchi, poveri e spiritualità
Apprendiamo che il reddito di Berlusconi è aumentato quest’anno di dieci milioni di euro. E siamo contenti per lui. Ma questo non è che un piccolo esempio di come, anche nei periodi di crisi, ci sia sempre qualcuno che guadagna di più. Come mai?
Il fatto è che le ricorrenti crisi economiche, create proprio dai ricchi (speculatori, finanzieri, banchieri, ecc.), hanno questo scopo: immiserire i molti per arricchire i pochi. Non appena i ceti più bassi raggiungono un certo benessere, ecco che arriva la crisi, la quale ha la funzione di creare di nuovo una massa di diseredati pronti a vendersi per avere un lavoro. Ed è quello che succede oggi.
Purtroppo, le masse di miserabili, mancando di consapevolezza, finiscono per affidarsi politicamente proprio a coloro che più li sfruttano. E qui il cerchio si chiude.
Il problema economico, ossia il problema dell’ingiustizia sociale e dello sfruttamento, ha una grande rilevanza spirituale. Basti pensare ai continui anatemi di Gesù contro i ricchi – i ricchi hanno già avuto, i ricchi hanno il cuore duro, i ricchi finanziano la religione della conservazione e del formalismo...i ricchi non entreranno nel “regno dei cieli”.
Ma, intanto, sono quelli che dominano il mondo.
E, tuttavia, dominare il mondo non significa dominare la propria anima. E quindi anche i ricchi – se non hanno autocoscienza – possono essere dei poveri disgraziati, in preda ai loro stessi tormenti interiori.
Il ricco si illude di placare la propria anima finanziando istituti religiosi e opere di carità. Ma il suo problema è che sta cercando di comprarsi un posto in paradiso. E quindi, anche se spenderà fino all’ultimo centesimo, è come se non facesse nulla.
Ci vuole ben altro. Ci vuole consapevolezza. Che non si compra al mercato. Ma che si può solo coltivare dentro di sé.
Il fatto è che le ricorrenti crisi economiche, create proprio dai ricchi (speculatori, finanzieri, banchieri, ecc.), hanno questo scopo: immiserire i molti per arricchire i pochi. Non appena i ceti più bassi raggiungono un certo benessere, ecco che arriva la crisi, la quale ha la funzione di creare di nuovo una massa di diseredati pronti a vendersi per avere un lavoro. Ed è quello che succede oggi.
Purtroppo, le masse di miserabili, mancando di consapevolezza, finiscono per affidarsi politicamente proprio a coloro che più li sfruttano. E qui il cerchio si chiude.
Il problema economico, ossia il problema dell’ingiustizia sociale e dello sfruttamento, ha una grande rilevanza spirituale. Basti pensare ai continui anatemi di Gesù contro i ricchi – i ricchi hanno già avuto, i ricchi hanno il cuore duro, i ricchi finanziano la religione della conservazione e del formalismo...i ricchi non entreranno nel “regno dei cieli”.
Ma, intanto, sono quelli che dominano il mondo.
E, tuttavia, dominare il mondo non significa dominare la propria anima. E quindi anche i ricchi – se non hanno autocoscienza – possono essere dei poveri disgraziati, in preda ai loro stessi tormenti interiori.
Il ricco si illude di placare la propria anima finanziando istituti religiosi e opere di carità. Ma il suo problema è che sta cercando di comprarsi un posto in paradiso. E quindi, anche se spenderà fino all’ultimo centesimo, è come se non facesse nulla.
Ci vuole ben altro. Ci vuole consapevolezza. Che non si compra al mercato. Ma che si può solo coltivare dentro di sé.
lunedì 15 marzo 2010
Mediazione e meditazione
Da dove viene questa convinzione degli italiani di poter essere salvati da qualche “uomo della Provvidenza” – convinzione che li porta a delegare il potere e a favorire regimi autoritari?
Viene dritta dritta dal cattolicesimo, che li ha abituati a pensare che Dio si sia fatto uomo e che questo abbia risolti i loro problemi.
Ma, come quest’ultima fede si è dimostrata fallace, così la tendenza ad affidarsi in politica al dittatore di turno si è sempre risolta in una catastrofe.
Dunque, gli italiani devono smettere di delegare e devono convincersi che solo un’assunzione di responsabilità di ciascuno e di tutti può farli risorgere.
Nessuno oltre a noi stessi può salvarci. E ciò vale sia in politica sia nel campo dello spirito.
Il cattolicesimo è invece la religione della mediazione, dove gli unici a guadagnarci sono i mediatori stessi.
Non è alla mediazione che ci dobbiamo affidare. Ma alla meditazione personale, che non delega niente a nessuno. Tutto in prima persona.
Viene dritta dritta dal cattolicesimo, che li ha abituati a pensare che Dio si sia fatto uomo e che questo abbia risolti i loro problemi.
Ma, come quest’ultima fede si è dimostrata fallace, così la tendenza ad affidarsi in politica al dittatore di turno si è sempre risolta in una catastrofe.
Dunque, gli italiani devono smettere di delegare e devono convincersi che solo un’assunzione di responsabilità di ciascuno e di tutti può farli risorgere.
Nessuno oltre a noi stessi può salvarci. E ciò vale sia in politica sia nel campo dello spirito.
Il cattolicesimo è invece la religione della mediazione, dove gli unici a guadagnarci sono i mediatori stessi.
Non è alla mediazione che ci dobbiamo affidare. Ma alla meditazione personale, che non delega niente a nessuno. Tutto in prima persona.
venerdì 12 marzo 2010
Pedofilia religiosa
Dopo gli USA, la Spagna, l’Irlanda, l’Olanda e l’Austria, ora è la Chiesa tedesca che si scusa per la pedofilia dei preti cattolici. In Italia si fa finta di nulla e anzi si difendono pubblicamente preti accusati dello stesso reato. Da noi uno scandalo del genere non scoppierà mai, perché siamo nella patria dell’insabbiamento. Il papa promette tolleranza zero e anche lui chiede perdono. Ma non è questione di tolleranza né di perdono; il difetto sta nel manico, ossia nel tipo di educazione che ricevono i sacerdoti .
Tra voto di castità e infantilismo teologico, il prete rimane un individuo represso che vive contro natura, un prodotto innaturale e regressivo di una cultura che odia le donne e il sesso. A quel punto non gli rimane che rivolgersi ai bambini.
Qualche psichiatra sostiene che la pedofilia sia ancora una forma di violenza sulla donna, il che sarebbe in linea con l’atteggiamento antifemminista delle religioni. Ma qualunque sia l’origine, finché la cultura religiosa si fonda sulla repressione sessuale non si risolverà il problema.
Se il papa ribadisce che il celibato dei preti è sacro, vuol dire che la sua tolleranza zero non servirà a niente. E tutto continuerà come prima. Qualcuno dovrebbe spiegargli che esistono studi psicologici sia sulla pedofilia sia sulle tendenze di chi decide di farsi prete. E poi dovrebbe ricordargli che gli apostoli di Gesù erano sposati. Provi ad allargare un po’ i suoi orizzonti e a non occuparsi solo di ammuffiti problemi teologici.
Tra voto di castità e infantilismo teologico, il prete rimane un individuo represso che vive contro natura, un prodotto innaturale e regressivo di una cultura che odia le donne e il sesso. A quel punto non gli rimane che rivolgersi ai bambini.
Qualche psichiatra sostiene che la pedofilia sia ancora una forma di violenza sulla donna, il che sarebbe in linea con l’atteggiamento antifemminista delle religioni. Ma qualunque sia l’origine, finché la cultura religiosa si fonda sulla repressione sessuale non si risolverà il problema.
Se il papa ribadisce che il celibato dei preti è sacro, vuol dire che la sua tolleranza zero non servirà a niente. E tutto continuerà come prima. Qualcuno dovrebbe spiegargli che esistono studi psicologici sia sulla pedofilia sia sulle tendenze di chi decide di farsi prete. E poi dovrebbe ricordargli che gli apostoli di Gesù erano sposati. Provi ad allargare un po’ i suoi orizzonti e a non occuparsi solo di ammuffiti problemi teologici.
mercoledì 10 marzo 2010
Il ciclo della sofferenza
Quando il buddhismo parla dell’inevitabilità della sofferenza, non vuol dire che tutto sia dolore, ma che la vita è prevalentemente contraddistinta dal dolore. Pessimismo?
Leggo su un giornale che il neonato ha sette modi di piangere: per fame, per dolore fisico, per disagio, per solitudine, per paura, per eccessiva stimolazione e per stanchezza. Benvenuto nel nostro mondo.
Credo che talvolta nel piacere di mettere al mondo altri esseri ci sia una specie di perversione; come dire: io soffro e adesso faccio soffrire qualcun altro.
Se non si prende coscienza di questo stato di cose, e si crede che sia possibile una felicità duratura, si continua a perpetuare un’illusione e, con essa, il ciclo della sofferenza.
Leggo su un giornale che il neonato ha sette modi di piangere: per fame, per dolore fisico, per disagio, per solitudine, per paura, per eccessiva stimolazione e per stanchezza. Benvenuto nel nostro mondo.
Credo che talvolta nel piacere di mettere al mondo altri esseri ci sia una specie di perversione; come dire: io soffro e adesso faccio soffrire qualcun altro.
Se non si prende coscienza di questo stato di cose, e si crede che sia possibile una felicità duratura, si continua a perpetuare un’illusione e, con essa, il ciclo della sofferenza.
lunedì 8 marzo 2010
Restare aperti
Ho sentito un vescovo che ripeteva alla televisione tutti i luoghi comuni della dottrina cristiana, e cioè che Dio ci ama e che ci aiuta, ecc. È il solito infantilismo teologico, per cui Dio viene assimilato a un Padre amorevole. Una sciocchezza che non dà conto della terribilità del vivere, del male devastante che può colpire tutti in ogni momento, senza una ragione apparente. Almeno, in Oriente, con il concetto di karma si dà una giustificazione logica al male che colpisce gli innocenti o i buoni.
Ma il punto è che queste spiegazioni lasciano il tempo che trovano, perché quando ti trovi morente in un letto d’ospedale o nella carrozzeria accartocciata di un’automobile o sotto una casa crollata, non ti consola molto pensare che Dio è un Padre amorevole o che è tutta colpa del karma. In quegli ultimi istanti ti rendi conto che non sai nulla e che ogni chiacchiera è inutile.
In realtà, queste spiegazioni non solo sono inutili, ma sono anche dannose. Sì, perché inducono la gente a non cercare più.
Di solito, questa ricerca sul senso della vita la facciamo da giovani. Poi, di fronte ai problemi e alle preoccupazioni, si blocca. Allora smettiamo di cercare e aderiamo a qualche risposta prefabbricata, oppure diventiamo atei o scettici.
Con il tempo, insomma la nostra mente si sclerotizza e la nostra ricerca si ferma.
La meditazione non ci dà risposte precostituite, ma ci insegna a non smettere mai di restare aperti e svegli, e di porre la domanda.
Ma il punto è che queste spiegazioni lasciano il tempo che trovano, perché quando ti trovi morente in un letto d’ospedale o nella carrozzeria accartocciata di un’automobile o sotto una casa crollata, non ti consola molto pensare che Dio è un Padre amorevole o che è tutta colpa del karma. In quegli ultimi istanti ti rendi conto che non sai nulla e che ogni chiacchiera è inutile.
In realtà, queste spiegazioni non solo sono inutili, ma sono anche dannose. Sì, perché inducono la gente a non cercare più.
Di solito, questa ricerca sul senso della vita la facciamo da giovani. Poi, di fronte ai problemi e alle preoccupazioni, si blocca. Allora smettiamo di cercare e aderiamo a qualche risposta prefabbricata, oppure diventiamo atei o scettici.
Con il tempo, insomma la nostra mente si sclerotizza e la nostra ricerca si ferma.
La meditazione non ci dà risposte precostituite, ma ci insegna a non smettere mai di restare aperti e svegli, e di porre la domanda.
sabato 6 marzo 2010
I molti nomi dell'amore
In una lingua esistono 25 nomi per indicare altrettanti tipi di amore. Da noi ce n’è uno solo, e da qui nasce tutto l’equivoco. Infatti l’amore per un uomo o una donna non ha niente a che fare con l’amore per i poveri o per i perseguitati. Non a caso, il primo tipo di amore dà origine alla gelosia, che è una forma di possessività. Vi immaginate che possa nascere la gelosia per i poveri o per i diseredati? I due tipi di amore sono l’uno l’opposto dell’altro: il primo è del tutto egocentrico, mentre il secondo è disinteressato...a meno che non sia un alibi per sentirsi buoni.
Informative
La Santa Sede ha cacciato uno dei “Gentiluomini di Sua Santità”, persone scelte che operano “per il bene delle anime e la gloria nel nome del Signore”, perché un’informativa dei carabinieri ha svelato che il “gentiluomo” in questione organizzava festini gay con l’aiuto di un corista della “Reverenda Cappella Musicale della Sacrosanta Basilica Papale di san Pietro”.
I cattolici si consolino: in compenso è stato scoperto che i fondi neri di un noto faccendiere inquisito erano conservati nella cassaforte di un prete, economo della “Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue di Gesù”. Però, la cassaforte era nascosta dietro un quadro di tema religioso.
I cattolici si consolino: in compenso è stato scoperto che i fondi neri di un noto faccendiere inquisito erano conservati nella cassaforte di un prete, economo della “Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue di Gesù”. Però, la cassaforte era nascosta dietro un quadro di tema religioso.
Perversioni pervicaci e tradizioni perverse
Si allarga lo scandalo dei preti pedofili che ormai assume dimensioni mondiali (dagli USA all’Irlanda e alla Germania), a dimostrazione che non è un fatto occasionale, ma costituzionale.
Il problema è sempre lo stesso: la cultura repressiva con cui è addestrato il prete. La sessualità non può essere cancellata, perché fa parte della natura umana, e quindi, quando viene repressa, tende a uscir fuori da qualche parte, prendendo vie perverse.
La Chiesa continua ad andare contro natura perché chiede deleteri voti di castità. E questi sono i risultati di un’educazione sbagliata.
Il problema è sempre lo stesso: la cultura repressiva con cui è addestrato il prete. La sessualità non può essere cancellata, perché fa parte della natura umana, e quindi, quando viene repressa, tende a uscir fuori da qualche parte, prendendo vie perverse.
La Chiesa continua ad andare contro natura perché chiede deleteri voti di castità. E questi sono i risultati di un’educazione sbagliata.
Alpha dog
L’uomo animale sociale...sì, come il cane, che ha bisogno di un capobranco. E questo bisogno del capobranco spiega alcuni regimi politici: dove c’è il dittatore; e religiosi: dove c’è il “buon pastore”.
Diceva Ennio Flaiano: “Gli italiani sono irrimediabilmente fatti per la dittatura”. E il motivo sta nei duemila anni di cattolicesimo che li ha irrimediabilmente condizionati ad avere bisogno di un “buon pastore”. Ma avete mai visto un pastore che faccia l’interesse delle pecore e non il proprio? Quando tiene in vita le pecore, lo fa per tosarle e prenderne il latte; e quando non gli servono più, ne fa carne da macello.
Molto meglio una spiritualità dove non ci siano né pecore né pastori.
Diceva Ennio Flaiano: “Gli italiani sono irrimediabilmente fatti per la dittatura”. E il motivo sta nei duemila anni di cattolicesimo che li ha irrimediabilmente condizionati ad avere bisogno di un “buon pastore”. Ma avete mai visto un pastore che faccia l’interesse delle pecore e non il proprio? Quando tiene in vita le pecore, lo fa per tosarle e prenderne il latte; e quando non gli servono più, ne fa carne da macello.
Molto meglio una spiritualità dove non ci siano né pecore né pastori.
martedì 2 marzo 2010
Gesù laico
Pochi riflettono sul fatto che Gesù era un laico, non un sacerdote – un laico che non era in buoni rapporti con i sacerdoti e i clericali della sua epoca: farisei, sadducei e scribi. E pochi riflettono sul fatto che furono proprio questi sacerdoti e questi clericali a volere la sua condanna a morte.
Pochi riflettono su questi fatti incontrovertibili perché dovrebbero giungere alla conclusione che mai e poi mai Gesù avrebbe voluto che dal suo insegnamento nascesse una Chiesa, e per di più una Chiesa gerarchica e dogmatica. Si può anzi dire che questo tipo di Chiesa, questo modo di intendere la religione, fu ciò contro cui lottò fino alla fine.
D’altra parte, è evidente che le frasi di fondazione della Chiesa, che troviamo nei Vangeli (poche e del tutto fuori testo), furono una manipolazione proprio della Chiesa nascente che cercava pezze d’appoggio.
Povero Gesù! Lui che combatteva contro il modo ritualistico e formalistico di interpretare la religione si è trovato a essere il fondatore di una Chiesa ritualistica e formalistica. Peggior tradimento non poteva esserci.
Pochi riflettono su questi fatti incontrovertibili perché dovrebbero giungere alla conclusione che mai e poi mai Gesù avrebbe voluto che dal suo insegnamento nascesse una Chiesa, e per di più una Chiesa gerarchica e dogmatica. Si può anzi dire che questo tipo di Chiesa, questo modo di intendere la religione, fu ciò contro cui lottò fino alla fine.
D’altra parte, è evidente che le frasi di fondazione della Chiesa, che troviamo nei Vangeli (poche e del tutto fuori testo), furono una manipolazione proprio della Chiesa nascente che cercava pezze d’appoggio.
Povero Gesù! Lui che combatteva contro il modo ritualistico e formalistico di interpretare la religione si è trovato a essere il fondatore di una Chiesa ritualistica e formalistica. Peggior tradimento non poteva esserci.
lunedì 1 marzo 2010
Il Dio della giustizia
Il teologo Vito Mancuso scrive su “La repubblica” del 26/2/2010 che per un vita autentica non è necessaria la fede in Dio, ma basta “la fede nel bene e nella giustizia quali dimensioni più alte del vivere” – fede che non è affatto appannaggio dei credenti. E lo scrive perché evidentemente molti credenti credono il contrario e si ritengono superiori.
Lo stesso Gesù mostra che i più grandi farabutti sono spesso i sacerdoti e i clericali della sua epoca (farisei, sadducei, scribi). Per esempio, nella parabola del buon samaritano l’individuo più duro di cuore e indifferente è proprio il sacerdote.
In effetti, certe religioni come il buddhismo non credono affatto in un Dio, ma credono in un principio normativo superiore che rende la giustizia inesorabile. In sostanza, il Dio cacciato dalla porta ritorna dalla finestra. Ma si tratta di un Dio impersonale e perfettamente imparziale.
E qui nascono i problemi per il teologo cristiano, perché questo Dio impersonale non è affatto il Dio-Persona del cristianesimo e neppure il Dio capriccioso e parzialissimo dell’Antico Testamento. Può essere sì il Dio di Gesù, ma non il Dio dei cristiani.
Io, comunque, ho sempre più dubbi su questo principio del Bene superiore, che è poi il Dio della filosofia. E mi chiedo se non sia semplicemente un prodotto della psiche umana, che vorrebbe questa giustizia, questo equilibrio. E mi domando che cosa può esserci al di là di queste categorie mentali. Chi ci dice che tutto torni, che Dio non sia squilibrato? Davanti a noi non c’è mai uno spettacolo dove tutto torni e sia in equilibrio. Questa è la realtà. L’altra è una nostra esigenza. Ma chi ci dice che una nostra esigenza sia l’esigenza dell’Universo?
Lo stesso Gesù mostra che i più grandi farabutti sono spesso i sacerdoti e i clericali della sua epoca (farisei, sadducei, scribi). Per esempio, nella parabola del buon samaritano l’individuo più duro di cuore e indifferente è proprio il sacerdote.
In effetti, certe religioni come il buddhismo non credono affatto in un Dio, ma credono in un principio normativo superiore che rende la giustizia inesorabile. In sostanza, il Dio cacciato dalla porta ritorna dalla finestra. Ma si tratta di un Dio impersonale e perfettamente imparziale.
E qui nascono i problemi per il teologo cristiano, perché questo Dio impersonale non è affatto il Dio-Persona del cristianesimo e neppure il Dio capriccioso e parzialissimo dell’Antico Testamento. Può essere sì il Dio di Gesù, ma non il Dio dei cristiani.
Io, comunque, ho sempre più dubbi su questo principio del Bene superiore, che è poi il Dio della filosofia. E mi chiedo se non sia semplicemente un prodotto della psiche umana, che vorrebbe questa giustizia, questo equilibrio. E mi domando che cosa può esserci al di là di queste categorie mentali. Chi ci dice che tutto torni, che Dio non sia squilibrato? Davanti a noi non c’è mai uno spettacolo dove tutto torni e sia in equilibrio. Questa è la realtà. L’altra è una nostra esigenza. Ma chi ci dice che una nostra esigenza sia l’esigenza dell’Universo?
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