lunedì 26 luglio 2021

La fine delle allucinazioni

 

Come, alla fine di un sogno notturno, subentra il riposo profondo, così quando ci si risveglia dal sonno della vita, ci si libera di idee, concetti, percezioni e rappresentazioni, e si scopre che l’Universo è una pura apparenza, senza sostanza: un gioco di luci e di ombre, uno spettacolo di ombre cinesi.

Allora, colui che vede questo scenario è il Testimone che non sproloquia più di Dio, di paradiso, di inferno, di premi, di punizioni, di religioni e di peccati, e assiste ormai distaccato all’intera tragicommedia, aspettando che sparisca il più presto possibile.

Il marchio della vita

 

Come volete che sia un Universo nato da una catastrofe, da un parossismo? Esattamente quello che ci risulta: selvaggio, violento, feroce, pieno di contrasti - anzi basato sui contrasti. Anche la Terra è fatta così: si passa da regioni a meno 70 gradi ad altre in cui ce ne sono più 50: caldo asfissiante, gelo, terremoti, vulcani, uragani, siccità, fenomeni estremi. Quanto agli altri pianeti, alle stelle, alle galassie e ai buchi neri, situazioni mostruose e invivibili, a stento descrivibili.

Leggo due definizioni di parossismo, che vanno bene entrambe:

-       La fase esasperata di una situazione, contrassegnata dall’abbandono del controllo

-       In medicina, l’acme di un processo morboso.

Proprio di un processo morboso si tratta. Una malattia dell’essere.

Ed anche la nostra anima risulta fatta in questo modo: piena di ogni genere di contrasto. Per fortuna si tratta tutto di un’illusione, di un sogno, di un incubo… che finisce in fretta, lasciando il posto all’equilibrio iniziale.

sabato 24 luglio 2021

Le cose accadono

 

Noi siamo convinti di essere gli autori dei nostri pensieri, delle nostre sensazioni, delle nostre emozioni, delle nostre decisioni e quindi della nostra azioni. Diciamo infatti: “Io penso… io sento… io faccio…io decido, ecc.” Ma la verità è che tutte queste azioni avvengono senza il nostro intervento – i pensieri, le sensazioni, le emozioni, ecc. non sono decise da noi. Noi le subiamo. Le cose accadono non perché siamo stati noi a volerle, ma perché sono all’interno di un divenire incessante. È un po’ come essere in un grande tavolo da biliardo in cui un colpo ha messo in movimento tutto: da quel momento le cose accadono perché tutte le palline interagiscono fra loro.

Certo possiamo decidere di dare anche noi un colpo che deve seguire determinate traiettorie. Ma, in un tavolo immenso, non saremmo in grado di seguire e prevedere tutte le traiettorie. Dunque le varie azioni accadono non per la nostra specifica volontà, ma per la volontà di chi ha fatto partire tutto.

Anche noi, in quanto individui, siamo il prodotto di questo grande gioco. In tal senso, se la nostra individualità, con tutte le sue facoltà e la volontà individuale, è predeterminata, il nostro spazio di manovra è infimo, trascurabile. Ci sembra di decidere, ma troppe cose sono pre-decise.

Ecco perché il Buddha poteva dire: “Gli eventi accadono, le azioni vengono compiute, ma non c’è alcun individuo che agisce”.

Lottare contro il nostro destino è praticamente impossibile…. Che si lotti o no, che si decida o no, sarà comunque opera del destino.

venerdì 23 luglio 2021

I sacri investimenti

 

Premi, castighi, sconti, investimenti, condanne, profitti, interessi, guadagni, perdite… Dio come il Supremo Banchiere, il Supremo Giudice, il Supremo Amministratore… anche il cielo in mano ad astuti affaristi! La mente che ha creato il mondo ha creato anche l’inferno, il paradiso, il purgatorio, Dio e la suprema Partita Doppia!

Com’è ovvio, niente di tutto questo è reale. Di là finisce tutto, anche gli investimenti in opere di bene.

La santa economia

 

Il mondo è strano. In questi tempi di pandemia, ci sono certi uomini politici che preferiscono far sopravvivere l’economia anziché far sopravvivere la popolazione. In effetti fanno gli interessi dei ricchi che si salvano comunque con i loro medici e le loro ville faraoniche.

L’economia, i soldi, sono la cosa più importante in questo mondo, perché la ricchezza ti fa ottenere qualunque cosa tu possa desiderare (tranne la verità). In tal senso sono il Dio di questo mondo: Gesù che lo aveva capito diceva che non si possono servire due padroni, Dio e Mammona (i soldi), perché se si serve l’uno si perde l’altro. Ma non aveva ancora conosciuto la Chiesa che avrebbe preso indebitamente il suo nome e che, pur parlando di Dio, insegue sempre la ricchezza attraverso oculati investimenti in immobili, banche, ecc.

D’altronde, le religioni hanno sempre inseguito il potere e la ricchezza, perché hanno sempre capito che senza queste due cose non di fa niente su questa Terra. Ma la mentalità economico-finanziaria è l’essenza stessa delle religioni, che vorrebbero applicare anche all’aldilà i concetti di profitti e perdite, guadagni, interessi, ecc. Secondo loro Dio è proprio una specie di Grande Banchiere che presta la vita e i talenti e poi li rivuole indietro con gli interessi. E, se non investi bene, sono guai dopo. Leggete la parabola evangelica dei talenti e vedrete ch si conclude con il manifesto del capitalismo: “A chi ha sarà dato e vivrà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha…”

No, il mondo non è strano: è esattamente il prodotto di un pensiero economico che permea ogni cosa e ogni individuo. E che naturalmente non ha niente a che fare con la verità. Uomini con questa mentalità non solo non possono salvare il mondo, ma neanche se stessi.

 

giovedì 22 luglio 2021

Ciò che si perde e ciò che rimane

 

Poiché siamo attaccatissimi al nostro corpo fisico, vogliamo sperare – nei nostri migliori sogni - che ci sopravviva, magari sotto forma di energia. Ma avete mai visto un’energia che se ne vada in giro senza una forma fisica? E poiché siamo attaccatissimi alla nostra identità psichica, vogliamo sperare – nei nostri sogni più arrischiati – che ci sopravviva, magari sotto forma di spirito. Ma avete mai visto uno spirito che se ne vada in giro senza un corpo?

Dobbiamo dunque ammettere che morirà il nostro corpo e morirà la nostra coscienza. Purtroppo ci siamo identificati con entità che spariranno. Sparirà il corpo, sparirà, la mente, sparirà la coscienza, sparirà l’io e sparirà la memoria. E allora su che cosa possiamo puntare?

Su ciò che c’era prima di tutto questo e che rimarrà anche dopo, su qualcosa che non può morire per il semplice fatto che non è mai nato, che è universale ed eterno. Si dirà però che questa realtà universale non è personale, non è individuale. E dunque perderemo noi stessi, la nostra identità!

D’accordo, ma chi perderà, se mancherà proprio il soggetto? Chi si dispererà?

Adesso ci disperiamo, proprio perché ci siamo individuati… ma dopo? Chi ci sarà a soffrire? Proprio nessuno.

Che colpa ne ha il Non-nato e il Non-morto se ci siamo illusi di essere nati e se siamo terrorizzati dal morire? Che colpa ne ha il Reale se ci siamo persi nell’irreale?

martedì 20 luglio 2021

Vita eterna

 

Molti credono in vite precedenti o in vite successive. Ma finché c’è vita, c’è morte – con tutte le negatività relative (vecchiaia, malattia…) – e dunque sofferenza.

Solo la fine dell’intero ciclo vita-morte può portare alla fine della sofferenza.

Alcuni s’immaginano, dopo la morte, di vivere in eterno in compagnia di Dio e dei loro cari. Ma che significa vita eterna? C’è il tempo o non c’è? Se c’è il tempo, quella vita non può essere eterna. E se non c’è il tempo, è un’eterna immobilità.

La verità è che non si ragiona mai seriamente su queste cose e ci si affida a un generico ottimismo senza fondamento.

lunedì 19 luglio 2021

Io sono la via

 

“Io sono la via” dice il Cristo. “Io sono colui che indica la via” afferma il Buddha. “Ma ognuno deve cercarla da solo”.

Così tutti cercano la via, e indagano dappertutto. La cercano nelle chiese. La cercano presso qualcuno. La cercano lontano, davanti e dietro di sé. Scrutano l’orizzonte… Dove sta mai questa via?

Non lontano, non davanti, non a destra, non a sinistra, non in alto, non in basso… È proprio là dove siamo.

Però anziché cercare un percorso, un sentiero, un strada, dobbiamo trovare la via da cui siamo venuti. Certo siamo venuti dall’utero di nostra madre e dalle ghiandole di nostro padre, Ma, prima ancora, dove eravamo? Nei loro predecessori. D’accordo. Ma prima ancora?

Compiendo il percorso a ritroso, ritorniamo all’origine, là da cui tutto era partito. La coscienza, la sensazione “io sono”…

Questa è meditazione – chiedersi “chi sono io?” cercando di percepirlo, di sentirlo.

Quanto alle religioni, con i loro rituali, le loro preghiere, i loro sacrifici, le loro genuflessioni, le loro prostazioni… sono lontane mille miglia dalla via.

venerdì 16 luglio 2021

La natura della vita

 

Quando nel caos cosmico generale, nella grande lotteria universale, si creano le condizioni per la vita (giusta temperatura, acqua, ecc,), ecco che la vita fiorisce. Ma tutti gli esseri viventi sono dominati da una volontà di potere che li porta a riprodursi e a mangiare senza limiti. Dal semplice virus all’essere umano, tutti vogliono moltiplicarsi all’infinito finendo per distruggere il pianeta in cui vivono. “Crescete e moltiplicatevi!” ingiunge il Dio biblico. E così abbiamo fatto… in preda a un impulso cieco.

Se fosse per noi, ci accoppieremmo senza fine e mangeremmo senza fine. Il che significa che dovremmo divorare tutti gli altri esseri viventi, in una lotta perenne di tutti contro tutti. Perché, per vivere, c’è un unico mezzo: divorare gli altri esseri.

Qualcuno, che non è certo un Dio benefico, ha istituito questa legge, da cui non si può prescindere.

Il pianeta è dunque in preda a una guerra continua e implacabile, sia tra le varie specie sia dentro le singole specie. Ognuno cerca la vita-potere e dunque la distruzione degli altri. Per esempio, anche il virus che ci devasta attualmente vuole fare la stessa cosa, uccidendo (noi) per moltiplicarsi.

Noi naturalmente cerchiamo di reagire, uccidendo (il virus) per moltiplicare noi stessi. Ma è sempre una guerra per la supremazia.

Questa è la vera natura della vita, non importa se di un virus, di una pianta, di un animale o dell’uomo. La muffa che attacca la mela vuole moltiplicarsi, incurante del fatto che alla fine ucciderà la mela e se stessa.

Per vivere senza distruggere tutto, avremmo la coscienza. Ma la coscienza è una piccola isola in mezzo a un oceano di inconsapevole volontà di dominazione e replicazione.

L’unica salvezza consisterebbe nello sviluppare la consapevolezza in modo sistematico (meditazione). Peccato che le grandi religioni invitino alla fede in una specie di Super-Volontà di potenza e non alla presa di coscienza.

Se siamo vicini all’apocalisse, ci vuole ora una filosofia dell’apocalisse.

giovedì 15 luglio 2021

La nascita della sessualità

 

Ma perché anche i maschi hanno le tette? A cosa servono loro?

In effetti dalla quarta alla settima settimana di gestazione i sessi sono indistinguibili e la loro differenziazione si completerà solo alla dodicesima settimana. Ciò significa che all’origine il modello è unico – ecco perché i maschi hanno le tette e le femmine hanno un piccolo pene.

Per un certo periodo, maschi e femmine sono indifferenziati, il che vuol dire che siamo tutti potenzialmente bisessuali e che possiamo sviluppare più o mano le qualità della mascolinità e della femminilità. Sono solo le convenienze, la cultura, la tradizione, la religione, la società… che ci dice cosa accentuare.

Lo stesso Freud aveva sostenuto che il bambino è un “perverso polimorfo” perché cerca il piacere senza alcuna finalità riproduttiva e con qualunque zona erogena.

Dunque, tentativo di irreggimentare il comportamento sessuale, oltre che fallimentare e repressivo, si accompagna sempre a quelle ideologie che vogliono mortificare la libertà individuale. Ancora oggi.


mercoledì 14 luglio 2021

Chi ha creato il nondo?

 

Ma, se Dio non c’è, chi ha creato il mondo? Ecco il grande pregiudizio. Che le cose, per essere, debbano essere create da qualcuno.

Eppure nessuno ha esperienza di qualcosa che viene creata. Noi vediamo solo cose che nascono da altre cose, che si trasformano, che cambiano. Ma nessuna creazione.

Niente si crea e niente si distrugge, ma tutto si trasforma – questa è a nostra esperienza.

Dunque, le cose sono perché sono, non perché siano state create.

Di Dio non c’è nessun bisogno, se non per “consolarci dell’esser nati”.

Da dove vengono allora? Da altre cose o dal nulla. Ecco, il nulla è il più grande candidato ad esser Dio. Ma sarebbe pur sempre un nulla. Il che è come dire che non c’è (in quanto creatore), e che le cose nascono spontaneamente, da sole.

lunedì 12 luglio 2021

Il segreto della trasformazione

 

Noi crediamo che Dio sia il potere che ci ha creato, ma siamo noi che creiamo Dio, nel senso che se non ci siamo noi, se non ci sono la nostra coscienza, la nostra mente, il nostro pensiero e il nostro riconoscimento… non c’è nessun Dio.

Noi crediamo che Dio debba fondare religioni e dettare leggi e comandamenti, ma il vero Dio non parla e non scrive. L’immanifesto non può creare niente e non parla. Non è neppure cosciente.

Ciò che è cosciente è spaccato in due. Ciò che crea il mondo è la coscienza, che non è un Dio, ma ciò che ci permette di essere presenti a noi stessi e quindi divisi in due. Il mondo è creato da questa coscienza, che è anche la nostra in piccolo, ma che è destinata a scomparire.

Senza coscienza scompare il mondo, e scompare il Dio dell’uomo.

Il mondo è così come lo pensa la nostra coscienza – per questo è fatto così male, violento, squilibrato, approssimativo.

Ma c’è una speranza di miglioramento. Ciò che la coscienza ha costruito (in modo illusorio), la coscienza può cambiare. Ed è un enorme potere, che per ora sfruttano solo le scienze.

È necessario dunque sviluppare il nostro modo di essere coscienti – e il nostro modo di essere consapevoli di essere coscienti (meditazione). Lì è il segreto della trasformazione.

Dobbiamo addestrarci ad essere consapevoli in maniera diversa. E non credere che basti fare sforzi di volontà per cambiare le cose. È semmai il contrario dello sforzo.

Se devo guarire da una malattia, non basta che mi metta lì a ripetere a me stesso: “Guarisci, guarisci, guarisci…”, ma cambiare la mia coscienza che è all’origine di quella malattia. Aspirare, attirare, predisporre, creare il vuoto creativo, ritornare all’origine, propiziare

 

 

domenica 11 luglio 2021

L'esistenza come negatività

 

La coscienza individuale è destinata comunque a svanire. Noi invece faremmo qualunque cosa per preservarla e speriamo di avere altre vite o esistenze ultraterrene. Tutto sbagliato. Abbiamo scambiato la nostra coscienza, che è una spaccatura, una divisione, per il vertice e lo scopo della nostra vita. Invece è il contrario. La nostra vera realtà c’era prima, prima della spaccatura, e in effetti c’è sempre, anche adesso.

La spaccatura non porta altro che infelicità. Perché essere così attaccati ad essa?

Se fossimo intelligenti dovremmo far di tutto per abbandonare i falsi attaccamenti e le false identificazioni individuali.

L’esistenza non ci aggiunge assolutamente nulla: è come un barocchismo inutile, distruttivo della pura forma originale. Non dobbiamo acquisire nulla. Abbiamo già tutto,siamo già il tutto.

La coscienza non è che la sensazione della presenza a se stessi. Ma questa sensazione, aggiungendo qualcosa di irreale, cancella l’unità. Perché il nostro Sé originale non ne ha bisogno.

La preghiera del cuore

 

È la preghiera più nota del cristianesimo che ci invita a ripetere continuamente è: “Signore Gesù Cristo, figlio di Dio, abbia pietà di me, peccatore!”

È quanto di peggio ci sia. Insegna due cose profondamente negative: prima, che noi siamo peccatori per definizione, e secondo che dobbiamo chiedere pietà a Dio.

Ma perché dobbiamo ridurci a sottometterci a una volontà divina che, dopo averci creati, richiede che invochiamo pietà? Che razza di Dio veneriamo? Che razza di mondo è questo?

sabato 10 luglio 2021

All'insegna della catastrofe

 

L’universo non ha avuto origine da una creazione calma, serena e ordinata, così come è raccontato dalla Bibbia: “Il primo giorno Dio creò… il secondo giorno Dio creò… il terzo giorno Dio creò… e così via”.

No, ha avuto origine da un’esplosione apocalittica, da una catastrofe la cui espansione non è ancora finita.

È di questo di cui bisogna tener sempre conto, per non illuderci che a noi non capiti mai. Il mondo passa da una catastrofe all’altra, da una crisi all’altra, da un terremoto all’altro, sia a livello generale sia a livello individuale.

La parola “catastrofe” deriva da un termine greco che significa capovolgimento, ribaltamento, stravolgimento.

Dunque, c’è poco da stare tranquilli. Lo ricordo perché non ci si affidi a qualche Provvidenza,  all’aiuto di qualche Dio immaginario. Dobbiamo essere preparati al tutto, non dormire come stiamo facendo, sognando paradisi.

È inutile pregare gli dei. Gli dei non esistono che nella nostra mente.

È da una catastrofe che siamo stati catapultati su questo pianeta, non da un soffio gentile.

venerdì 9 luglio 2021

Il grande Orgasmo

 

Secondo il mito platonico – ripreso da Aristofane – un tempo c’erano esseri umani androgini (maschili e femminili insieme) che erano molto potenti e suscitavano l’invidia e il timore degli dei, i quali un giorno li divisero a metà; e così da quel momento le due metà si cercarono a vicenda per riunirsi. “Dunque al desiderio e alla ricerca dell’intero si dà il nome amore” (Platone, Simposio).

Quello che è evidente è che nella ricerca d’amore c’è un tentativo di fusione. I due si riuniscono sessualmente per dar vita alla completezza. In effetti, al culmine dell’unione sessuale, ci si dimentica del proprio io e si trova questa fusione, che però può avvenire solo per pochi istanti. Finito l’atto, i due ritornano divisi.

Dopo essere usciti dall’utero materno, maschi e femmine cercano di ritornarvi, e questo avviene attraverso il massimo del piacere, l’orgasmo.

C’è da dire che nell’orgasmo si trascende per un istante la dualità e l’individualità, e non ci si trova tanto male. Anzi, c’è il massimo del godimento.

L’individualità, pur essendo una grande conquista, è anche un grande peso, tant’è vero che tutti cercano di liberarsene.

Ora, questi sono i due movimenti basilari dell’essere umano: l’acquisizione dell’individualità e il tentativo continuo di superamento e di fusione. E quest’ultimo si presenta come il massimo dei piaceri.

Resta il fatto che alla fine, con la perdita dell’individualità dovuta alla morte, si dovrebbe tornare nel grande alveo, il grande vuoto che è in realtà l’origine e il fine della vita. Il grande Orgasmo.

C’è dunque speranza nella morte.

E lasciamo perdere gli dei, che sono sempre i nostri nemici.

giovedì 8 luglio 2021

L' oscena preghiera

 

Pochi si rendono conto come pregare sia un atto indegno – come quello di chi sotto la tortura prega il carnefice e tradisce tutti e la propria dignità. Pregare è un atto di viltà, una vergognosa sottomissione al potere, un cedimento del carattere.

Stimate forse il leccapiedi che si sottomette senza pudore al padrone per ottenere grazie favori?

Il tempo del non-essere

 

Quando dormi profondamente senza neppure sognare, ti senti forse male? Mi pare di no.

Perdere l’individualità non è un dramma, ma la liberazione da un’ingessatura.

Sei stato già morto molto più che vivo. Stavi male? Mi pare di no.

C’è un tempo per tutto: per essere e per non-essere. Ma, per soffrire, c’è solo il tempo dell’essere.

Essere positivi

 

“Essere positivi”… un tempo questa frase era un’affermazione di ottimismo. Oggi, in tempi di pandemia, ci terrorizza.

Meglio essere negativi.

Perdite insanabili

 

Quando ci muore una persona cara, ci mettiamo a piangere perché ci viene a mancare un supporto. Ma è chiaro che piangiamo su di noi che restiamo sempre più soli.

Quanto a colui che è morto, dovremmo esserne felici, dato che si è liberato di un peso enorme.

E che mondo è quello che condanna a morte tutti lasciando vivi i superstiti a soffrire? Sadismo?

Conosco una donna novantenne cui è morto prima un figlio, poi il secondo, e infine il marito. È rimasta sola con un gatto, che sta morendo anche lui. Quanto deve soffrire ancora?

C'è un limite alla sofferenza?

La spinta riproduttiva

 

Tutte queste persone che vorrebbero riprodursi per conservare in un certo senso la propri identità, per moltiplicare tanti piccoli se stessi… non hanno evidentemente consapevolezza della proprio piccolezza, della propria mediocrità, della propria non-unicità, non-originalità. Che farci? Sono pochi coloro che sono consapevoli. Il mondo conta sulla non-consapevolezza per andare avanti.

Se gli uomini e le donne fanno figli solo perché hanno bisogno di accoppiarsi e di sfogarsi, quale infima origine hanno tanti bambini! Su questo conta la natura, che non si preoccupa della qualità.

lunedì 5 luglio 2021

Un mondo feroce

 

Di solito sottolineo la particolare ferocia della vita e l’indifferenza verso le sorti individuali per mettere in evidenza l’infondatezza dei credenti che il cosmo corrisponda a un disegno intelligente e compassionevole. Non è così – abbiamo spesso l’impressione che tutto accada casualmente e grossolanamente, con violenza. Vediamo in azione leggi troppo spietate per pensare a un Creatore amorevole.

Non solo negli uomini ma in tutta la natura assistiamo a una continua lotta tra predatori e predati, tra carnefici e vittime. Anche il desiderio di dominare e di essere superiori è presente sia nella società umana sia in quella animale e vegetale. Forse anche tra pianeti, stelle, galassie e buchi neri esiste questa competizione. Tutti lottano per sopravvivere e per primeggiare, tutti combattono per sconfiggere gli altri esseri viventi e divorare gli avversari: I forti e i violenti prosperano e i deboli vengono sacrificati.

Se ci fosse un Creatore, sarebbe una specie di guerrafondaio, il macellaio cosmico.

Ecco perché dobbiamo scartare l’ipotesi del Dio caritatevole. Più che altro sarebbe un Dio della guerra e del conflitto in tutte le sue forme.

Ma allora da dove vien fuori questo universo?

Viene non da un progetto “razionale”, da una causa trascendente e benevola, ma da un caos magmatico che ha avuto anche la capacità di produrre autoconsapevolezza… E qui la situazione cambia.

È davvero reale tutto ciò che vediamo o il frutto di illazioni, ragionamenti e idee non verificabili? L’universo che ci sembra di sperimentare non è un dato di fatto, ma una specie di sogno, di enorme illusione cosmica, di gioco. Tutto dipende dalla nostra stessa consapevolezza.

Di niente siamo sicuri, nemmeno di essere vivi. Forse non siamo veramente nati né quindi moriremo. Siamo vittime di un colossale abbaglio. Sogniamo, fantastichiamo e, avendo poca immaginazione, proiettiamo questo orribile mondo. Solo una mente come la nostra può concepire un sogno così brutto.

 

Una Sede poco santa

 

Certo è che nella Santa Sede c’è poco di santo. Sono venuti fuori scandali che farebbero vergognare  qualunque istituzione, figuriamoci una che si dice istituita da Dio. Tutti hanno presenti gli scandali dei preti pedofili (a proposito, dove sono finiti, li hanno spostati da un luogo all’altro?) Ma adesso saltano fuori le stragi fatte dalle suore di bambini appartenenti a etnie “inferiori” e le truffe di alti prelati che utilizzavano i soldi dell’Obolo di san Pietro per effettuare lucrosi investimenti su immobili e per distribuire soldi a parenti e amici.

Coloro che indagano parlano di un sistema “predatorio e lucrativo”. Ma non è sempre stato così? Le enormi ricchezze del Vaticano da dove sono venute? Perché la Chiesa è la più grande proprietaria di immobili in Italia, su cui non paga nemmeno le tasse?

Dunque queste notizie non ci meravigliano più. In fondo le religioni, con il loro Dio Padrone e Amministratore, sono istituzioni non solo predatorie e lucrative, ma vere e proprie truffe organizzate dai pochi sui molti con la scusa di salvarli.

La volontà di potenza e di prepotenza è più che evidente.


sabato 3 luglio 2021

La perduta Divinità

 

In estrema sintesi, tutto è Uno e Uno è tutti, e tu stesso lo sei. Dunque non sei soltanto né il corpo né la mente. Ma quel tutto, che è il tuo Sé.

Tuttavia gli uomini, per paura di non assumersi responsabilità, hanno voltato le spalle a questa semplice Realtà. E, invece di cercare quel Sé in sé, lo cercano al di fuori, magari in qualche Dio.

È così che si sono alienati e hanno perso l’occasione di trovarsi. Pregano un immaginario Padrone del cosmo, sprecando tempo ed energie e convincendosi di essere separati.

Avrebbero tutto a portata di mano, ma lo cercano lontano. Passano e ripassano sul luogo dove, proprio sotto i loro piedi, è sepolto il tesoro.

Si sono venduti la divinità per un piatto di lenticchie, cioè l’individualità.

venerdì 2 luglio 2021

Libertà per che cosa?

 

È sconsolante pensare che tutti i sacrifici affrontati e tutte le vittime morte a causa del covid, siano approdate alla possibilità di svolgere partite di calcio e di permettere ai giovani di ballare nelle discoteche. Eppure sono proprio queste attività che si sono permesse per prime, come se fossero un segno di liberazione. L’idiozia come liberazione. È difficile che un’umanità del genere possa salvarsi.

La libertà, la liberazione, devono servire a sviluppare maggior consapevolezza e a uscire dalle tante inutili attività.

Un cosmo senza scopo

 

La teoria prevalente sull’origine dell’universo è quella del Big Bang, cioè l’inizio in un dato momento e poi l’espansione. Ma questa teoria assomiglia troppo ad una specie di creazione biblica, con Dio che dice: “E sia la luce, e la luce fu”. E poi come pensare a un inizio nel tempo se prima il tempo non c’era? Potremmo anche chiederci: per quanto tempo il tempo non è esistito? C’è stato un tempo in cui il tempo non c’era?

Allora esiste l’altra teoria: quella dell’espansione infinita – l’universo sarebbe esistito da sempre e da sempre si espanderebbe. Ma anche qui c’è il problema del tempo – da dove salta fuori questo tempo? E che senso ha parlare di “sempre”? Non corrisponde a nessuna nostra esperienza.

Il fatto è che parlare di inizio, di fine o di sempre è un semplice schema logico-linguistico. Per noi non esiste altra alternativa. O un inizio o nessun inizio. Ma si tratta di paradossi.

Questi paradossi nascono dal semplice fatto che il nostro pensiero è duale. E quindi o l’una o l’altra alternativa. Tertium non datur. E invece il tertium è possibile in un altro tipo di pensiero, dove non ci sia né il tempo né il senso di scopo. Perché noi continuiamo a chiederci quale sia lo scopo di tutto questo, cioè non posiamo concepire niente che non sia soggetto al rapporto di causa-effetto.

Dunque, dobbiamo sforzarci di “pensare” a un altro pensiero, senza dualismo e senza senso di scopo o di causa-effetto. Per esempio: bene e male (e tutti gli altri contrari) sono in realtà unitari e non c’è nessuno scopo nelle cose. Non è poi così difficile da pensare.

L’Origine è proprio questa e prescinde dalla nostra categorie di mentali e logiche. Perché c’è stato un “tempo” in cui la mente non esisteva - né l’io.

giovedì 1 luglio 2021

Il gran silenzio

 

Ad una certa età, scopri con raccapriccio che, di tutte le persone che hai conosciuto, sono più le morte che le vive. Allora ti rendi conto di che cos’è la vita: esistenze che appaiono e scompaiono l’una dietro l’altra, senza interruzione e senza eccezioni. Gioie e sofferenze, successi e fallimenti, nascite e morti… tutto viene vissuto, consumato ed è pronto per sparire. Per resistere a questa consapevolezza, ci raccontiamo favole su Iddii protettori, anime immortali e altre vite, chissà dove, chissà quando. Ma la realtà semplice è chiara: ogni cosa nasce per sopravvivere un determinato tempo, senza regole, senza certezze e senza sicurezze, e poi se ne va.

Che rimane di tutte queste esistenze? Ricordi nei vivi e poi più nulla. Anche quelli che hanno parlato di immortalità non ci sono più. La verità è che la vita è fatta proprio per durare un più o meno breve lasso di tempo e poi ritornare nella grande fornace.

Tutto sommato, l’unica cosa che sembra eterna è proprio questa fornace che prima forgia e poi brucia ogni cosa: il bene e il male, il bello e il brutto, gli amori e gli odi, le guerre e la pace, le vittorie e le sconfitte... Ciò che rimane è come un campo di battaglia dopo una guerra: dopo tanto strepito, un gran silenzio.

Che cos’è dunque la morte? Il gran riposo del divenire.

mercoledì 30 giugno 2021

L'amore eterno

 

Ogni tanto si parla di amore eterno e ci si chiede se non possa durare tutta la vita. Molto improbabile. Ma non perché non si possa rimanere legati a una persona per tanto tempo, bensì perché non c’è un solo sentimento che possa rimanere inalterato per tutta la vita –  cambierà e si evolverà come ogni cosa in questo mondo.

Chi è innamorato non ci crede. Ma a poco a poco, impercettibilmente, il sentimento cambierà.

Bisogna diventare vecchi per capire certe cose, per avere una visione completa dell’esistenza. A venti o a cinquant’anni non si può ancora giudicare. Quasi tutti, di fronte alla fine di un amore, sperano di trovarne un altro. Ma il gioco non può andare avanti all’infinito, proprio per questioni di età. E quindi bisogna approdare a una diversa idea, a una nuova saggezza.

L’amore serve alla riproduzione e, una volta esaurita questa funzione, non serve più, se non per i legami sociali e affettivi. Provate a confrontare l’amore della giovinezza con quello che rimane nella vecchiaia. Sarà certamente diverso, non ci sarà più la passione di una volta. Per bene che vada, sarete come amici o come fratello e sorella. E anche questo è amore, un amore che non è disprezzabile. Ma segue il naturale cambiamento di ogni cosa.

Alla fine potrete anche approdare a un amore universale, a un amore per tutti. Ma quell’antico amore rimarrà come un ricordo, come il bagliore di una cosa che si è spenta per sempre.

domenica 27 giugno 2021

La paura della morte

 

Tutti abbiamo paura della morte, per un istinto atavico, ma, poiché non ne abbiamo fatto un’esperienza diretta, ciò che ci spaventa è l’ignoto o l’idea di perdere la nostra individualità. Questo ragionamento era già stato fatto da Epicuro: “«Il male, dunque, che più ci spaventa, la mortenon è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c'è lei, e quando c'è lei non ci siamo più noi.» Ineccepibile.

Tuttavia le religioni hanno introdotto nuovi elementi di paura. Puntando su una speranza o illusione d’immortalità, hanno aggiunto la paura di essere giudicati da qualche Divinità e magari di finire in un inferno. In realtà, l’inferno, per molti di noi, è già qua. Quindi le religioni hanno peggiorato la situazione.

Se noi crediamo di essere già in un luogo infernale, la morte appare come una liberazione. Ma, se vi aggiungiamo una speranza-illusione di immortalità, questa liberazione diventa impossibile o viene procrastinata all’infinito. Allora il problema sarà quello di liberarci del ciclo vita-morte, perché – un’altra cosa certa – è che se c’è una nuova nascita, ci sarà una nuova morte.

Perdere l’individualità può essere considerato una sciagura da chi non riesce a superare il proprio egocentrismo. Ma può darsi che il proprio ego sia proprio ciò che ci ostacola dall’essere di più o addirittura il tutto. Non è questa la realizzazione della completezza e dell’amore?

sabato 26 giugno 2021

Il teatro del mondo: il semplice testimoniare

 

Se siete seduti in un posto tranquillo e all’improvvisano arriva un gruppo di persone che litigano e schiamazzano, voi non potete fare a meno di osservare la scena e di avere delle reazioni, negative e/o positive.

Così va il mondo: venite coinvolti senza averlo voluto. Nessuna ha scelto nulla, ma, di colpo, le luci della ribalta si sono accese e ora vi tocca assistere allo spettacolo.

Il problema è che, qualunque cosa si veda e comunque la si giudichi, tutto si riflette dentro di voi, sia a livello fisico sia a livello emotivo e mentale. È vero che si tratta di attori, ma anche voi dovete partecipare in qualche misura allo spettacolo e ne siete coinvolti.

Dovete però essere consapevoli che voi siete prima di tutto degli spettatori, degli osservatori.

Fermatevi dunque ogni tanto, distaccatevi dallo spettacolo e rendetevi conto che la vostra vera identità e la vostra vera funzione è di essere i testimoni, coloro per i quali è stato allestito il gioco, coloro senza i quali il gioco non potrebbe esistere.

Dunque, un certa responsabilità e un certo potere lo avete anche voi. È da come guardate, è da come reagite che il mondo cambia.

L'inganno religioso

 

Gli uomini sono attaccati alla vita e non vorrebbero mai morire. Ma poiché sanno benissimo di dover morire, ecco che s’inventano qualche altra nuova vita, qui o altrove. Per questo nascono le religioni: per promettere ciò che non sanno neppure loro, cioè una qualche illusione di immortalità, costi quel che costi… magari la sottomissione a un capriccioso Padrone del mondo, davanti a cui ti devi inginocchiare e pregare. “Ti faccio rinascere, se mi lecchi i piedi …” E, intanto, lecca quelli dei miei rappresentanti in Terra: i sacerdoti.

Così funzionano le religioni da migliaia di anni. Ed è incredibile come resistano ancora oggi, seppure sempre più indebolite dalla ragione e dai dubbi. In fondo, nessuno è mai ritornato a dirci nulla sulla morte, e il meccanismo potrebbe essere una ben studiata truffa.

Da quando esiste la vita esiste questo tipo di inganno. E non è una semplice illusione senza conseguenze.

Resta il fatto che qualcuno acquisisce potere e ci guadagna.

Ed è proprio questo il punto: come acquisire potere sfruttando la dabbenaggine altrui.

Nessuno affiderebbe i propri figli ad una setta di fanatici. Eppure le religioni sono esattamente delle grandi sette, dedite allo sfruttamento della paura e dell’incapacità di pensare con la propria testa.

venerdì 25 giugno 2021

Il modello totalitario

 

È una questione di carattere e di intelligenza: c’è chi vuole includere e aprire e c’è che vuole chiudere, distinguere, discriminare e naturalmente condannare. Questo è ciò che succede attualmente nella lotta fra chi vuole includere omosessuali e Lgbt bella nostra società e chi li vuole discriminare, perseguitare e magari punire. Non stupisce che la Chiesa cattolica stia dalla parte dei persecutori: lo ha sempre fatto. E, d’altronde se non distinguesse e discriminasse, se fosse aperta e benevola con tutti, non sarebbe una religione.

La Chiesa cattolica è benevola solo con se stessa, per esempio con i preti pedofili o con quelli che hanno perseguitato e ucciso i bambini e gli adulti delle etnie non cristiane. Per il resto passa tutto il tempo a distinguere, classificare e promettere pene eterne ai “peccatori”, cioè a coloro che non condividono le sue idee, spesso infondate e perniciose.

Le religioni sono ormai centri di potere che si mettono volentieri al servizio dei governi autoritari. Non si è mai vista una religione progressista o liberale. E questo piace tanto ai vari dittatori del mondo, a chi vuole instaurare un regime totalitario o semplicemente “conservatore”.

Da noi ci sono leader di partito che vanno in pellegrinaggio in Ungheria o in Polonia studiandone il modello di oppressione e repressione. Come fare per portarlo anche in Italia? Be’, c’è sempre l’aiuto della Chiesa cattolica che, in quanto Stato temporale e monarchia assolutista, è fonte di ispirazione.

In fondo, Dio per loro è il supremo dittatore.

martedì 22 giugno 2021

Dio, Patria e Famiglia

 

È il motto di tutti i conservatori del mondo. Che con questi principi vorrebbero tenere in piedi la baracca. Illusione oltre che ristrettezza mentale.

Infatti, Dio è un’invenzione umana, la Patria è là dove ci pagano meglio e la Famiglia… è sfasciata da un pezzo.

Purtroppo questi valori sono stati abbracciati dalle varie religioni, che in tal modo diventano i punti di riferimento del conservatorismo più bieco.

Ora la conservazione ha una sua funzione, ma, quando si oppone al cambiamento e al divenire, diventa come quelli che vogliono fermare il vento con la dita - fattore di ottundimento e di regresso.

domenica 20 giugno 2021

Un gioco crudele

 

Senza causa, senza scopo, senza meta, senza obiettivo… se c’è qualcosa cui si applicano tali definizioni, questa è la vita. Gratuita, spontanea, naturale… senza secondi fini. Nasce per un debordare di energia, per un gioco di Maya, l’illusione, che ci tira dentro e ci fa credere che siamo nati per qualche motivo. Ma non è così. Il gioco della vita, il gioco del cosmo, il gioco del tempo - sono perché sono, non per raggiungere qualche scopo.

Noi la verità la sappiamo. Sappiamo che perderemo tutto: i parenti, il padre e la madre, i fratelli e le sorelle, gli amici e infine noi stessi, la nostra coscienza, il nostro io. Sappiamo che non saremo più. Non è una bella situazione.

A questo punto nascono le religioni, che loro sì hanno un fine: illuderci e consolarci.

Ma noi  cose le sappiamo. Sappiamo che di noi non rimarrà niente. Tant’è vero che ci diamo alla procreazione – l’estremo tentativo per lasciare in questo mondo qualcosa di noi. Non siamo noi, ma qualcosa di noi – meglio di niente. La procreazione è la prova che siamo ben coscienti che di noi sparirà tutto.

Non c’è da meravigliarsi che i vecchi siano depressi. Non potendo più muoversi, non potendo più fare, avendo perso quasi tutti, si buttano nella religione o nel nulla. Anche il nulla è consolante: ci dice che perlomeno, se non ci saremo noi, sparirà ogni sofferenza.

Viviamo per nulla, lottiamo per nulla. E tutto ci sfuggirà.

È chiaro che, se abbiamo il coraggio di guardare le cose, dobbiamo fare i conti con questa crudele verità. E che dobbiamo scoprire che cosa c’era prima e che cosa ci sarà dopo. La vita è un intervallo. E il fatto che sia un intervallo, ci dice che la nostra vera natura è altrove.

La verità non è per anime deboli. È per chi ha il coraggio di guardare in faccia la realtà. Non per chi vorrebbe fuggire in qualche paradiso o trovare protezione preso qualche fantomatico Creatore.

La vita si è auto creata. È come un fiore – che scopo ha?

sabato 19 giugno 2021

Creazione, procreazione e decreazione

 

La creazione è quella di un eventuale Dio, la procreazione è quella degli esseri viventi e la decreazione è quella che porta gli uomini i più evoluti, consapevoli di sé e dei limiti umani e cosmici, a non aumentare (o a diminuire) il numero di esseri umani.

La prima ragione è che la popolazione mondiale è già troppo numerosa e si sta mangiando il pianeta.

Ma la seconda è più importante e si basa sulla consapevolezza che l’universo è stato creato male – qualunque scimmia evoluta avrebbe potuto far di meglio. Enormi ammassi di stelle che non servono a niente e che si scontrano fra di loro. Pianeti troppo caldi o troppo freddi che vagano senza meta e senza senso. Ed esseri viventi non in grado di prendere in mano l’evoluzione.

Soprattutto il tutto è scandalosamente votato all’autodistruzione e alla lotta perenne per riuscire a sopravvivere. Non c’è pace se non per brevi periodi. E non c’è modo di scampare a una fine miserevole, individuale e collettiva, terrestre e cosmica.

Evidentemente questo universo non è stato creato da nessuna mente superiore ed è una specie di soprassalto casuale della materia. Niente di più.

giovedì 17 giugno 2021

Il destino

 

Il mondo e le nostre esistenze non stanno mai ferme: tutto cambia, tutto si muove, tutto diviene, tutto accade.

Ora questo accadere non è qualcosa che decidiamo noi, ma è come un rotolo di pellicola che si svolge e in cui si trova anche la nostra volontà. Decidiamo cioè ciò che è già prescritto ed inscritto. Di fatto non decidiamo nulla.

Qualunque cosa sia registrata nella pellicola (o nel rotolo delle Parche) non è reale: è una proiezione, un’illusione, proprio come nei film. Tutti in questo film sono dei personaggi, degli attori che recitano.

Ed è assurdo identificarci con simili immagini. Noi, per fortuna, non lo siamo, non le siamo. Noi non siamo quei pupazzi che si agitano sullo schermo. Noi siamo gli osservatori, gli spettatori.

Il divenire, l’accadere, non capita a noi, ma a personaggi che hanno un certo corpo e una certa mente. Ma noi siamo i Testimoni al di fuori dell’intera tragicommedia.

L'attimo fuggente

 

A ben vedere tutti viviamo momento per momento, dato che il tempo è fatto da una successione di momenti. L'elemento decisivo sta nella nostra consapevolezza. Non sempre è possibile che i momenti siano nuovi e freschi; spesso sono ripetitivi e noiosi. C'è quindi da trovare un equilibrio tra le due esigenze: la novità e la sicurezza. Altrimenti c'è il rischio di auto-distruggersi.

Sarebbe bello vivere senza interruzione momenti sorprendenti, ma non sempre è possibile. E allora la vita può diventare pesante.

È vero che la consapevolezza può farci apprezzare di più i momenti felici o semplicemente sereni. E qui conta anche il sapersi accontentare. Ma ci porta anche brutte ombre - il tempo porta comunque a sgretolare qualunque cosa, felicità o infelicità, coscienza o incoscienza. E questa consapevolezza, se rende più intensa la vita, ci fa capire che dobbiamo anche cercare ciò che c’è al di là del tempo e della nostra dialettica delle emozioni.

martedì 15 giugno 2021

La malattia mortale

 

Qualcuno paragona la vita a una malattia e, dato che questa affezione finisce sempre con la morte del malato, a una malattia mortale. Ma di che cosa soffrono gli esseri viventi?

Innanzitutto di infelicità, dato che vivono sempre in uno stato di bisogno: fame, sete, sesso… qualcosa che dev’essere rinnovato giorno per giorno – una tortura.

Una volta soddisfati i bisogni del corpo, si potrebbe stare tranquilli per un po’. Ma ecco che negli esseri umani si attivano anche i bisogni immateriali: per esempio di amore, di affetto, di riconoscimento, di supremazia, di vittoria, di longevità, di importanza, di rinascere, di rivivere, di avere altre occasioni, di meritarsi un paradiso e così via. Dunque, i momenti di pace sono molto rari.

Poiché siamo sempre sospinti dal desiderio, cioè dalla mancanza di qualcosa, qualcuno ha pensato che dobbiamo cercare (altro tormento) il non-desiderio. Ma rinunciare al desiderio significa rinunciare alla vita stessa.

Il risultato è che gli uomini sono per lo più infelici e insoddisfatti.

Quando qualcuno realizza la fine dell’illusione (quella di essere soddisfatti), si rende conto che è come il segugio che nelle corse dei cani insegue un coniglio di pezza… non lo raggiunge mai.

Potrà mai fare a meno del cibo, dell’acqua, dell’affetto e del sesso?

Gli asceti fanno proprio questo. Ma, in fondo, si tratta di un lento suicidio. A dimostrazione del fatto che dal tormento del desiderio si esce solo con la morte.

Poiché siamo tutti ammalati di questa malattia mortale, facciamo almeno in modo – grazie ad un potenziamento della consapevolezza - di finirla qui.

lunedì 14 giugno 2021

Parlare a vanvera

 

Noi parliamo a vanvera di vita eterna, immortalità e assoluto, ma di tutte queste cose non sappiamo niente: si tratta di semplici ipotesi o di fantasie, nate dal fatto che il nostro linguaggio è dualistico: se concepiamo il bene, concepiamo immediatamente il male e viceversa, se concepiamo l’inizio concepiamo immediatamente la fine. Il gioco delle astrazioni.

La verità è che la nostra esperienza è contrassegnata da cose mortali, relative e provvisorie (e anche questi sono concetti). Tutto ciò che percepiamo è destinato non solo a cambiare in tempi più o meno brevi, ma anche a finire, a scomparire, a essere contraddetto, a essere assorbito nel nulla. Questa è la realtà. Tutto il resto è opinabile, è il frutto di una mente che se pensa a una cosa deve pensare anche al suo contrario, reale o irreale che sia. Anche il concetto di Uno è puramente ipotetico; ciò che noi conosciamo è la molteplicità, la varietà, la diversità.

Quando parliamo di metafisica o di Realtà Ultima, dunque, c’è il rischio di parlare di semplici concetti. L’unica cosa che conta è l’esperienza - e cioè che le cose funzionino o non funzionino.

Possiamo parlare di quello che vogliamo e immaginare qualsiasi realtà astratta. Ma la prova resta la sua funzionalità. Se credo in un Dio che non mi aiuta, a che cosa serve? Se medito, ma non ottengo niente, a che cosa serve? Tutto può essere vero o non vero, ma non tutto funziona.

È vero ciò che per noi funziona.

Naturalmente pensare è molto utile. Ma solo la verifica sperimentale ci dice se, tra le mille fantasie della nostra mente, c’è qualcosa di vero o di verosimile.

venerdì 11 giugno 2021

Espandersi

 

I problemi (e il nostro mondo) nascono quando si ritaglia dalla totalità una piccola parte. Per esempio, dire “io sono un corpo”, “io sono un io” o “io sono una mente cosciente”. Ci limitiamo per esistere individualmente.

Ma esiste il movimento inverso: dis-identificarsi, ampliarsi, espandersi, aprirsi…

Vuoi mettere poter dire: “Io sono Tizio, io sono Caio, io sono Sempronio…” e poter dire: “Io sono tutto?” È questo tutto che è la nostra più lontana Origine.

Rivendica la tua grandezza.

Qualcuno dice: “Attraverso la crepa entra la luce!” Già, ma chi ci ha chiuso al buio della caverna? Chi, se non noi stessi?

Teoria delle stringhe

 

Una corda che vibra, vibrerà in vari modi e produrrà vari suoni – tutte sue manifestazioni. Ma la corda è sempre la stessa.

Così è per la coscienza.

Alienazione

 

In questi giorni, dopo la pandemia, la televisione e i mass media esaltano calcio e religione… tanto per instupidire il popolo che era riuscito per un po’ a fare a meno di queste sciocchezze.

Ripartiamo dalle cose importanti e vere, non dai giochi dei potenti per riportare la gente nella caverna platonica dell’ignoranza, dell’incoscienza e delle cose inutili.

La forza della coscienza

 

Sembra incredibile che da una “forza” impalpabile e astratta come la coscienza possa nascere un mondo materiale. Ma si pensi per esempio all’amore – un semplice sentimento invisibile, del tutto interiore, mobile e cangiante, dal quale però nascono coppie, bambini, famiglie e società.

Tante cose materiali vengono fuori da forze immateriali, come i sentimenti, i pensieri, le convinzioni… e naturalmente la coscienza. Tutto parte da lì e poi si solidifica nel mondo che conosciamo. Si può dire che le cose sono concentrati o pacchetti di coscienza.

Ecco perché è così importante concentrarsi sui nostri stati di coscienza e di consapevolezza.

martedì 8 giugno 2021

La fede nella vita

 

Da noi è tutto un esaltare la fede nella vita, come se si volesse farle pubblicità. Se però c’è bisogno di tanta pubblicità, vuol dire che la merce non attira molto.

Ma l’aspetto più sconcertante di questa fede nella vita è che presuppone una salda fede nella morte. Si tratta di una duplice convinzione che ci fa essere in questo mondo pieno di sofferenza.

Proviamo allora a convincerci di essere qualcosa che non nasce e non muore. Solo partendo da questa fede possiamo scampare al ciclo della nascita e della morte per approdare alla nostra vera natura che non può essere soggetta al tempo e alla contingenza.

Sono queste idee che danno forma ed energia al mondo in cui viviamo attualmente. Perché tutto all’inizio è coscienza.

lunedì 7 giugno 2021

Risposte indecifrabili

 

Quando hai gravi problemi e dubbi, puoi ascoltare chiunque, ma dovrai comunque cercare da solo le risposte alle tue domande.

Non ti aspettare, però, una voce che scenda dal cielo per risponderti. Non ti aspettare nemmeno parole o concetti.

Ciò che ti risponde non usa parole, ma comunica direttamente in un linguaggio che ti sei dimenticato e che devi re-imparare.

Abbandonare l'ego

 

Non siamo noi come individui a realizzare o a conquistare la saggezza e il suo potere. La saggezza deriva dall’abbandono o dal superamento dell’individualità; e il superamento dell’individualità porta ad agire universalmente, ossia ad agire non solo per il proprio vantaggio ma per il bene di tutti.

Questo in origine era anche il pensiero di Gesù: “Chi mi vuol seguire rinneghi se stesso”… cioè abbandoni il proprio egocentrismo. Ovviamente non basta dirsi cristiani per superare l’ego. Ci vuole bel altro. Ci vuole lo sviluppo di una continua auto-osservazione e consapevolezza. Occorre guardarsi e vedersi.

Tutto ciò non ha niente a che fare con la religione che si segue né con i rituali. Del resto tutti i grandi saggi, di religioni e di epoche diverse, sono giunti alle stesse conclusioni.

domenica 6 giugno 2021

Nostalgia dell'Origine

 

Per conoscere la Realtà Ultima o Prima, non bisogna compiere grandi sforzi mentali, come per risolvere un’equazione o per giocare a scacchi. Ma è piuttosto inseguire una nostalgia che è presente in noi quando ci sentiamo insoddisfatti di questo mondo. Chi è che prova nostalgia? E di che cosa?

È piuttosto come ricordare qualcosa di antico che si è in gran parte dimenticato. E, quando lo si ricorda, è come un lampo e non ci sono più parole, ma solo un “oh!”.

Non è un caso che questa idea appartenga sia alle Upanisad sia a Platone e al neoplatonismo. Qualcuno ogni tanto intravede brandelli di verità.

Questo è un meccanismo che appartiene alla meditazione e all'amore. Si rammemora ciò che in fondo già conoscevamo.