lunedì 26 luglio 2021

La fine delle allucinazioni

 

Come, alla fine di un sogno notturno, subentra il riposo profondo, così quando ci si risveglia dal sonno della vita, ci si libera di idee, concetti, percezioni e rappresentazioni, e si scopre che l’Universo è una pura apparenza, senza sostanza: un gioco di luci e di ombre, uno spettacolo di ombre cinesi.

Allora, colui che vede questo scenario è il Testimone che non sproloquia più di Dio, di paradiso, di inferno, di premi, di punizioni, di religioni e di peccati, e assiste ormai distaccato all’intera tragicommedia, aspettando che sparisca il più presto possibile.

Il marchio della vita

 

Come volete che sia un Universo nato da una catastrofe, da un parossismo? Esattamente quello che ci risulta: selvaggio, violento, feroce, pieno di contrasti - anzi basato sui contrasti. Anche la Terra è fatta così: si passa da regioni a meno 70 gradi ad altre in cui ce ne sono più 50: caldo asfissiante, gelo, terremoti, vulcani, uragani, siccità, fenomeni estremi. Quanto agli altri pianeti, alle stelle, alle galassie e ai buchi neri, situazioni mostruose e invivibili, a stento descrivibili.

Leggo due definizioni di parossismo, che vanno bene entrambe:

-       La fase esasperata di una situazione, contrassegnata dall’abbandono del controllo

-       In medicina, l’acme di un processo morboso.

Proprio di un processo morboso si tratta. Una malattia dell’essere.

Ed anche la nostra anima risulta fatta in questo modo: piena di ogni genere di contrasto. Per fortuna si tratta tutto di un’illusione, di un sogno, di un incubo… che finisce in fretta, lasciando il posto all’equilibrio iniziale.

sabato 24 luglio 2021

Le cose accadono

 

Noi siamo convinti di essere gli autori dei nostri pensieri, delle nostre sensazioni, delle nostre emozioni, delle nostre decisioni e quindi della nostra azioni. Diciamo infatti: “Io penso… io sento… io faccio…io decido, ecc.” Ma la verità è che tutte queste azioni avvengono senza il nostro intervento – i pensieri, le sensazioni, le emozioni, ecc. non sono decise da noi. Noi le subiamo. Le cose accadono non perché siamo stati noi a volerle, ma perché sono all’interno di un divenire incessante. È un po’ come essere in un grande tavolo da biliardo in cui un colpo ha messo in movimento tutto: da quel momento le cose accadono perché tutte le palline interagiscono fra loro.

Certo possiamo decidere di dare anche noi un colpo che deve seguire determinate traiettorie. Ma, in un tavolo immenso, non saremmo in grado di seguire e prevedere tutte le traiettorie. Dunque le varie azioni accadono non per la nostra specifica volontà, ma per la volontà di chi ha fatto partire tutto.

Anche noi, in quanto individui, siamo il prodotto di questo grande gioco. In tal senso, se la nostra individualità, con tutte le sue facoltà e la volontà individuale, è predeterminata, il nostro spazio di manovra è infimo, trascurabile. Ci sembra di decidere, ma troppe cose sono pre-decise.

Ecco perché il Buddha poteva dire: “Gli eventi accadono, le azioni vengono compiute, ma non c’è alcun individuo che agisce”.

Lottare contro il nostro destino è praticamente impossibile…. Che si lotti o no, che si decida o no, sarà comunque opera del destino.

venerdì 23 luglio 2021

I sacri investimenti

 

Premi, castighi, sconti, investimenti, condanne, profitti, interessi, guadagni, perdite… Dio come il Supremo Banchiere, il Supremo Giudice, il Supremo Amministratore… anche il cielo in mano ad astuti affaristi! La mente che ha creato il mondo ha creato anche l’inferno, il paradiso, il purgatorio, Dio e la suprema Partita Doppia!

Com’è ovvio, niente di tutto questo è reale. Di là finisce tutto, anche gli investimenti in opere di bene.

La santa economia

 

Il mondo è strano. In questi tempi di pandemia, ci sono certi uomini politici che preferiscono far sopravvivere l’economia anziché far sopravvivere la popolazione. In effetti fanno gli interessi dei ricchi che si salvano comunque con i loro medici e le loro ville faraoniche.

L’economia, i soldi, sono la cosa più importante in questo mondo, perché la ricchezza ti fa ottenere qualunque cosa tu possa desiderare (tranne la verità). In tal senso sono il Dio di questo mondo: Gesù che lo aveva capito diceva che non si possono servire due padroni, Dio e Mammona (i soldi), perché se si serve l’uno si perde l’altro. Ma non aveva ancora conosciuto la Chiesa che avrebbe preso indebitamente il suo nome e che, pur parlando di Dio, insegue sempre la ricchezza attraverso oculati investimenti in immobili, banche, ecc.

D’altronde, le religioni hanno sempre inseguito il potere e la ricchezza, perché hanno sempre capito che senza queste due cose non di fa niente su questa Terra. Ma la mentalità economico-finanziaria è l’essenza stessa delle religioni, che vorrebbero applicare anche all’aldilà i concetti di profitti e perdite, guadagni, interessi, ecc. Secondo loro Dio è proprio una specie di Grande Banchiere che presta la vita e i talenti e poi li rivuole indietro con gli interessi. E, se non investi bene, sono guai dopo. Leggete la parabola evangelica dei talenti e vedrete ch si conclude con il manifesto del capitalismo: “A chi ha sarà dato e vivrà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha…”

No, il mondo non è strano: è esattamente il prodotto di un pensiero economico che permea ogni cosa e ogni individuo. E che naturalmente non ha niente a che fare con la verità. Uomini con questa mentalità non solo non possono salvare il mondo, ma neanche se stessi.

 

giovedì 22 luglio 2021

Ciò che si perde e ciò che rimane

 

Poiché siamo attaccatissimi al nostro corpo fisico, vogliamo sperare – nei nostri migliori sogni - che ci sopravviva, magari sotto forma di energia. Ma avete mai visto un’energia che se ne vada in giro senza una forma fisica? E poiché siamo attaccatissimi alla nostra identità psichica, vogliamo sperare – nei nostri sogni più arrischiati – che ci sopravviva, magari sotto forma di spirito. Ma avete mai visto uno spirito che se ne vada in giro senza un corpo?

Dobbiamo dunque ammettere che morirà il nostro corpo e morirà la nostra coscienza. Purtroppo ci siamo identificati con entità che spariranno. Sparirà il corpo, sparirà, la mente, sparirà la coscienza, sparirà l’io e sparirà la memoria. E allora su che cosa possiamo puntare?

Su ciò che c’era prima di tutto questo e che rimarrà anche dopo, su qualcosa che non può morire per il semplice fatto che non è mai nato, che è universale ed eterno. Si dirà però che questa realtà universale non è personale, non è individuale. E dunque perderemo noi stessi, la nostra identità!

D’accordo, ma chi perderà, se mancherà proprio il soggetto? Chi si dispererà?

Adesso ci disperiamo, proprio perché ci siamo individuati… ma dopo? Chi ci sarà a soffrire? Proprio nessuno.

Che colpa ne ha il Non-nato e il Non-morto se ci siamo illusi di essere nati e se siamo terrorizzati dal morire? Che colpa ne ha il Reale se ci siamo persi nell’irreale?

martedì 20 luglio 2021

Vita eterna

 

Molti credono in vite precedenti o in vite successive. Ma finché c’è vita, c’è morte – con tutte le negatività relative (vecchiaia, malattia…) – e dunque sofferenza.

Solo la fine dell’intero ciclo vita-morte può portare alla fine della sofferenza.

Alcuni s’immaginano, dopo la morte, di vivere in eterno in compagnia di Dio e dei loro cari. Ma che significa vita eterna? C’è il tempo o non c’è? Se c’è il tempo, quella vita non può essere eterna. E se non c’è il tempo, è un’eterna immobilità.

La verità è che non si ragiona mai seriamente su queste cose e ci si affida a un generico ottimismo senza fondamento.