sabato 30 marzo 2024

I creatori dell'essere

 

Poiché viviamo in un mondo in cui tutto è relativo, questo principio è assoluto; poiché viviamo in un mondo in cui tutto cambia, questo principio non cambia. Questo non è un paradosso, ma il modo paradossale in cui funziona la realtà.

La realtà non è costruita con una logica lineare, in base al principio di non contraddizione, ma con questa logica contraddittoria. Questo perché tutte le forze vanno a due a due e sono in un rapporto dinamico di contrasto (tutto è contesa) e di armonia nello stesso tempo. Le due polarità si combattono ma nello stesso tempo sono d’accordo per stare insieme. Né con te, né senza di te. Ti amo e ti odio.

La situazione è un po’ quella di due pugili in un ring: si combattono, ma ognuno deve la propria sopravvivenza all’altro. E, quando non c’è l’avversario, si combatte contro uno specchio. Insomma bisogna sempre essere in due per far qualcosa.

L’importanza dell’avversario: se non avessimo l’avversario, cosa faremmo da soli? Dunque l’avversario lo odiamo, ma lo amiamo perché ci è necessario.

Una cosa la amiamo se ci è necessaria, ma la odiamo proprio perché ci è necessaria. Ambivalenza totale.

Ma questa ambivalenza è vitale, è il motore del mondo.

Quando diciamo che tutto è relativo, poniamo in essere un principio assoluto! E non si tratta di una semplice questione concettuale; si tratta di un “porre in essere”, far esistere, creare necessariamente… poiché la realtà è fatta a coppie deve formarsi. Se ho una gamba, devo avere anche l’altra, dato che si cammina con due gambe. Se conosciamo il primo membro della coppia matrimoniale, sappiamo che esiste l’altro. Non si scappa!

Se tutto muta, ecco che c’è l’immutabile.

Ma, in pratica, questo che cosa ci dice?

Che noi siamo dei creatori, non dei semplici osservatori. Ciò che osserviamo (in un rapporto dialettico), lo facciamo essere.

Anzi, senza il nostro riconoscimento, le coppie non esisterebbero. Noi siamo il legame!

Buona Pasqua

 

Al di là della propaganda governativa del tg 1, per cui tutto va benissimo, la verità salta fuori: i poveri aumentano e gli italiani diminuiscono, e, se non ci fossero gli stranieri, saremmo sulla via dell’estinzione, tanto è facile la vita in Italia grazie ai nostri illuminati uomini e donne politici. Ma l’importante è che gli alberghi e i ristoranti siano pieni (lo stesso diceva Berlusconi).

E chi non è fra i fortunati che affollano gli alberghi e i ristoranti?

Chi se ne frega! L’importante è non parlarne in televisione. È risaputo che, se una cosa non appare in tv, non esiste!

venerdì 29 marzo 2024

L'anima gemella

 

Questo “essere altri da noi stessi” significa che l’ “anima gemella” non è tanto una persona fuori di noi, quanto la seconda persona dentro di noi. Perché le forze vanno sempre a due a due, e questo spiega l’origine del corpo, in cui tanti organi compreso il cervello sono a coppia , e l’origine della coscienza, che è come avere un gemello dentro di noi.  Quindi, siamo tutti duali.

Inutile dunque cercare noi stessi: troveremo sempre un altro da noi; o, comunque non un centro un unico, ma un processo in cui la relazione è di odio/amore, attrazione/repulsione. Ogni centro vede e controlla l’altro, Si differenzia, ma non può fare a meno del gemello.

Secondo la terza legge di Newton, le forze agiscono sempre a coppie, e la forza esercitata da un oggetto su un secondo oggetto è uguale e opposta alla forza esercitata dal secondo oggetto sull'oggetto originale. Le due forze costituiscono un'azione e una reazione, e agiscono su due oggetti diversi.

Questo avviene con qualunque forza, anche con quelle della mente: pensieri antinomici, sensazioni, percezioni, sentimenti, emozioni ed eventi.

Pellegrinaggi della speranza

 

In Sudafrica, un pullman di pellegrini diretto a un santuario precipita in un burrone e va a fuoco: 45 morti. Gente che cercava un aiuto da Dio… e ha ricevuto la morte. Grazie, Dio!

Anche da noi, tra i pellegrini che si recano ai vari santuari, sono più i morti che i miracolati.

Che cosa fare per convincere la gente che la loro fede in una divinità che guarisce o fa miracoli è una pura fantasia?

Non si può fare niente, dato che da millenni e in tutte le civiltà, si fanno cose del genere. La mentalità del credente è questa: visto che non riesce a risolvere i propri problemi, spera in un aiuto soprannaturale. E va a pregare.

Del resto a che cosa servirebbe un Dio che non aiutasse i fedeli?

Purtroppo (o per fortuna) una divinità del genere non esiste, perché Dio può essere immaginato come un’energia che è al di là del bene e del male. Vi pare che, pregando l’energia, questa vi aiuterà? Non sa neppure cosa sia il bene e il male.

Se però vi costruite un apparecchio per sfruttare l’energia, allora questa sì che vi sarà utile.

Ma l’energia di per sé non vi aiuta: siete sempre voi che dovete utilizzarla.

Dio non è altro da voi. E, finché lo cercherete nei santuari, nelle chiese o nei templi, non lo troverete.

 

giovedì 28 marzo 2024

Avere coscienza

 

La sinusoide è una linea a forma di “S” comunemente utilizzata per descrivere fenomeni oscillatori, come le onde sonore, le correnti alternate in elettronica e altri tipi di onde periodiche. E, guarda caso, è la linea che gli antichi taoisti immaginarono per descrivere il loro simbolo dello yang/yin, la diade fondamentale dell’universo.





Se notate, questa sinusoide (che rappresenta graficamente un’onda, cioè un movimento oscillatorio) divide la parte yang dalla parte yin di ogni fenomeno per indicare che dobbiamo vedere con la mente dei movimenti oscillatori e, inoltre, delimita un immaginario otto (due cerchi l’uno sopra l’altro) che a sua volta, girato, rappresenta il simbolo dell’infinito: 








La teoria della fluttuazione quantistica afferma che nell'universo vuoto possono verificarsi fluttuazioni casuali nell'energia, creando così particelle di materia ed antimateria che si annullano reciprocamente. Queste fluttuazioni possono generare piccole variazioni nello spazio-tempo, dando origine a nuove strutture e infine al nostro universo. L'idea è che anche il vuoto quantistico non sia davvero "vuoto", ma piuttosto un mare di fluttuazioni energetiche che possono condurre alla creazione di materia. 

 

 

Proprio oggi ho letto un articolo sul Messaggero che si occupa del panpsichismo, ovvero dell’idea, con cui concordo, che tutto possieda una forma di coscienza, dato che la coscienza, come ho già detto, è forza fondante dell’universo. Leggiamo:

 

·          

“Il panpsichismo, una delle teorie più affascinanti e antiche nel campo della filosofia della mente, suggerisce un'idea rivoluzionaria: ogni materia, dal Sole alle sedie sotto di noi, potrebbe possedere una forma di coscienza. Questa visione, che attraversa secoli di pensiero filosofico, oggi trova nuovi sostenitori e critici nel mondo scientifico.

La coscienza connessa attraverso il cosmo

Una delle figure chiave in questo dibattito contemporaneo è il biologo Rupert Sheldrake, il quale propone che la coscienza si manifesti attraverso campi elettromagnetici ritmici, offrendo una prospettiva unica sulla connessione tra tutte le forme di materia. Questa idea apre le porte a una comprensione dell'universo come un tessuto vibrante di coscienza.

Il dibattito su coscienza e realtà

Nonostante il fascino del panpsichismo, esistono voci critiche come quella di Keith Frankish, che vedono la coscienza come un'illusione prodotta dalla nostra mente. Questo dibattito solleva questioni profonde sulla natura della coscienza e il posto che occupiamo nell'universo.

Un universo di possibilità infinite

Il panpsichismo ci invita a esplorare domande fondamentali: se tutto intorno a noi è cosciente, in che modo si connettono le diverse forme di coscienza? E, considerando l'influenza che il Sole potrebbe avere sulla vita terrestre, quale ruolo giochiamo in questo cosmo intimamente connesso? Attraverso la lente del panpsichismo, teorici ed esperti invitano a considerare un universo in cui la solitudine umana è un'illusione, e dove la nostra comprensione della vita, della coscienza, e della nostra stessa esistenza può essere radicalmente trasformata.”

 

Io ho sempre detto che la coscienza è semplicemente la differenziazione iniziale, che fa dell’uno un due. Anche la nostra coscienza evoluta comporta due cervelli (sia fisicamente i due emisferi, sia il dualismo cervello recente e cervello antico, sia il dualismo conscio/inconscio). Non c’è bisogno di pensare che la coscienza sia una sostanza o una secrezione del cervello. Semmai, è il contrario: è il cervello che è un’evoluzione della coscienza.

Secondo la fisica quantistica, l’universo sarebbe nato da un fluttuazione. Infatti in un nell'universo vuoto possono verificarsi fluttuazioni casuali nell'energia, creando così particelle di materia ed antimateria (le prime diadi, direi io) che si annullano reciprocamente. Queste fluttuazioni possono generare piccole variazioni nello spazio-tempo, dando origine a nuove strutture ed eventualmente al nostro universo. L'idea è che anche il vuoto quantistico non sia davvero "vuoto", ma piuttosto un mare di fluttuazioni energetiche che possono condurre alla creazione di materia.

Queste “fluttazioni” sono in realtà delle differenziazioni di “qualcosa” che vibra o si sdoppia in due, e questo sdoppiarsi in due è il segno di una coscienza primitiva, che poi si evolve dando origine all’universo che conosciamo e alla coscienza di ogni ente vivente: piante, animali e uomo – forse anche minerali. Non per nulla, il due è la base di ogni antinomia: caldo/freddo, luce/ombra, inspirazione/espirazione, piacere/dolore, maschile/femminile, positivo/negativo, interiorità/esteriorità, forma/sostanza, ecc.

Siamo tutti fatti di energia. Ma che cos’è questa energia se non la capacità di mettere in movimento o di trasformare qualcosa? Esistono diversi tipi di energia, come l'energia cinetica (legata al movimento di un oggetto), l'energia potenziale (legata alla posizione o allo stato di un oggetto), l'energia termica (legata alla temperatura di un sistema) e molte altre forme di energia presenti in natura.

Inoltre, secondo il principio di conservazione dell'energia, l'energia non può essere né creata né distrutta, ma può solo essere trasformata da una forma all'altra. Questo significa che in un sistema isolato l'energia totale rimane costante nel tempo e quindi è eterna. In pratica è la forza creatrice che dà origine a tutto partendo da una propria variazione, vibrazione, sdoppiamento o oscillazione.

Siamo tutti fatti di una parte esterna (la forma, il corpo) e di una parte interna (la psiche), e abbiamo per lo più organi a due a due: cervello, occhi, mani, reni, polmoni, braccia, gambe… Perché in natura non esiste un essere con tre gambe?

Perché la natura ottiene in questo modo (con il due, con il dualismo) la massima efficienza con il minimo sforzo.

Ne consegue che tutti gli esseri coscienti hanno una loro coscienza che negli animali superiori è più evoluta… fino ad arrivare all’uomo che è in grado di “pensare il pensare”, di essere più cosciente. Il che non esclude che possano esserci intelligenti ancora più coscienti, magari in grado di pensare il pensare il pensare.

Dice lo scrittore Ricky Farina che “bisogna essere se stessi fino alle estreme conseguenze: diventare un altro.” Il fatto è che siamo sempre un altro… perché siamo in due (come due gemelli siamesi). In noi c’è sempre un altro. E quindi non possiamo essere noi stessi, neanche volendolo.

Siamo “altri da noi stessi”, altrimenti non potremmo avere coscienza!

 

mercoledì 27 marzo 2024

Il Dio che saremo

 

Quando l’uomo parla di Dio, in realtà parla sempre di se stesso; parla del se stesso che potrebbe essere: un creatore. Non è però in grado di pensare un Dio altro da sé. Si può pensare l’energia?

Il Dio che s’immagina è ancora costruito su se stesso.

Quell’immagine di un Dio che crea pensando e/o nominando le cose non è che il proprio Sé potenziale, è la testimonianza della propria capacità creativa. Già adesso è così: per esempio, ha creato vari dispositivi elettronici o armi nucleari quando è stato capace di concepirli/nominarli.

Voi direte: ma non sono solo cose buone, possono essere molto cattive.

Proprio così. Ma voi siete capaci di essere al di là del bene e del male? Ancora no: è per questo che parlo del futuro.

C’è molto lavoro da fare.

martedì 26 marzo 2024

La necessità di indagare

 

Per motivi di lavoro, siamo tutti costretti a specializzarci in qualche campo di conoscenza: medici, avvocati, operai, artigiani, insegnanti, contabili, psicologi, ecc. Ma, così facendo, perdiamo di vista l’insieme delle conoscenze. Siamo specialisti, ma non abbiamo una visione generale delle cose.

Ci sarebbero anche i filosofi, ma anche loro diventano specialisti di un solo campo o di un solo settore del campo. Quindi, per lo più, sono insegnanti di filosofia, il che significa che conoscono le idee degli altri, ma non sanno pensare con la propria testa.

Pensare è difficile. Tutti pensano, ma pochi pensano al pensare.

Se la filosofia fosse solo una questione di logica, i computer ne saprebbero più di noi. Ci risolverebbero ogni problema gnoseologico.

Ma “filosofia” significa “amore per la conoscenza”, non inanellare un pensiero dietro l’altro secondo logica.

Ripeto: amore! Che cosa significa?

Quando si ama qualcuno o qualcosa, la sua esistenza diventa essenziale per noi e finisce per essere il centro del nostro interesse e della nostra attenzione.

Ora, sono pochi coloro che amano la conoscenza fino a questo punto… fino al punto da sacrificarle ogni altra cosa, così da non poter vivere senza di essa.  

Pochi alzano gli occhi al di sopra del mondo e dei suoi interessi per ammirare il panorama generale.

Abbiamo tutti uno sguardo specializzato, parcellizzato, circoscritto. Siamo “ristretti” come i prigionieri di Platone. Vediamo solo ombre, non ci interessiamo delle cose più importanti, non sappiamo niente della nostra condizione umana. Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andremo?...

Se ti facessi addormentare e ti trasportassi in un isola deserta, tu, svegliandoti, ti domanderesti: che posto è mai questo? Come ci sono arrivato? Come posso andarmene?

Così la nostra condizione umana. Siamo avvolti in un’enorme mistero, in un gigantesco “giallo”, ma non indaghiamo. Ci limitiamo a credere in qualche religione stereotipata o a rinunciare a ogni indagine. Ci diciamo: vedremo! Quando moriremo, vedremo.

Ma, se non cerchiamo adesso, se non capiamo adesso, c’è il rischio che non vedremo e non capiremo mai, che il nostro sguardo resti superficiale. Perché, se c’è una spiegazione, ci dobbiamo arrivare subito, o rimanderemo ancora. In fondo, potremmo già essere morti e questo essere l’aldilà. E se non capiamo…

Ma come fai a capire se non ti applichi, se non studi, se non rifletti, se non mediti? La pappa fatta non esiste.

Quanti anni di studio hai dovuto affrontare per specializzarti in qualcosa? E ora vorresti che qualcuno ti aprisse la porta della conoscenza universale? Ma, se non te la apri tu, non te la aprirà nessuno.

Non hai molto tempo. Hai il tempo della vita, che può essere breve o lungo. Ma è sempre limitato.

Eppure sei preso da mille altre attività, da mille altre occupazioni, da mille altri interessi, dal lavoro, dalla famiglia, dai divertimenti. Sei distratto. E lasci in ultimo quello che più importa.

“Se non ora, quando?

Se io non conoscerò per me, chi conoscerà per me?”

L'interdipendenza universale

 

Il simbolo dello yin e dello yang è rappresentato da un cerchio diviso in due parti uguali da una linea curva sinusoidale. Una parte è di colore bianco con un piccolo cerchio nero al suo interno (yin), mentre l'altra parte è di colore nero con un piccolo cerchio bianco al suo interno (yang).

Puoi disegnare questo simbolo seguendo questi passaggi:

Disegna un cerchio completo. Traccia una linea sinusoidale che divida il cerchio esattamente a metà in due parti uguali. Riempi una metà del cerchio di colore bianco e aggiungi un piccolo cerchio nero all'interno. Dipingi l'altra parte del cerchio di colore nero e aggiungi un piccolo cerchio bianco al suo interno.

Se esamini bene il disegno, noterai che potresti inserirci un numero 8, ovvero il simbolo dell’infinito. Perché in fondo si tratta di due cerchi o simboli dello zero, messi l’uno sopra l’altro.

Il simbolo rappresenta l'armonia, l’equilibrio e l'interdipendenza degli opposti nell'universo, ed è un concetto fondamentale nella filosofia taoista. È costituito da due parti opposte, l’una che rappresenta lo yin (il principio ricettivo, il femminile, il nero, il passivo, il freddo, l’accogliente, il rinfrescante, la calma, l’irrazionalità, l’inconscio) e l'altra che rappresenta lo yang (il principio creativo, il maschile, il bianco, l’attivo, il caldo, il penetrante, l’energico, l’attività, il razionale, il conscio). Le due metà, separate da una linea sinusoidale, sono interconnesse e ognuna contiene un piccolo cerchio del principio opposto, il che vuol dire che ogni metà è necessaria all'altra, che ogni energia contiene il seme dell’opposta.

Ma questo simbolo non è statico: bisogna immaginarlo in movimento, come se i poli fossero le due pale di un elica che gira instancabilmente, aumentando o diminuendo ma conservandosi complementari, il che significa che, se l’uno aumenta, l’altro deve diminuire e, se l’uno diminuisce, l’altro deve aumentare, in modo però che nessuno dei due possa prevalere o scomparire del tutto. Il cerchio unitario deve essere conservato ad ogni costo, poiché ogni polo reagisce all’azione dell’altro.

Potrebbero essere anche le due ali stilizzate di una farfalla – quella farfalla che, quando batte le ali in un posto, può provocare un terremoto in un altro, poiché tutte le forze sono interdipendenti.

·         L'equilibrio tra yin e yang è essenziale per l'armonia, l’equilibrio e il benessere.

Ma l’equilibrio è dinamico. Le due metà cambiano continuamente le loro proporzioni, facendo mutare la dimensione di quella opposta. Ed è interessante notare che anche gli atomi possono essere immaginati come trottole.

Dal punto di vista della struttura interna degli atomi, si pensa che gli elettroni si muovano intorno al nucleo atomico in orbite definite. Questo movimento a orbita degli elettroni potrebbe essere paragonato al movimento rotatorio di una trottola.

Comunque, il simbolo dello yang-yin, con la sua linea sinusoidale, l’otto e i due cerchi, può rappresentare il moto di un pendolo, una oscillazione, un’onda o una vibrazione.

Sono molti i fisici che hanno studiato il moto di un pendolo, per esempio Galileo Galilei, Christiaan Huygens e Leon Foucault. Galileo Galilei fu uno dei primi a studiare il pendolo e le sue proprietà nel XVI secolo. Huygens, nel XVII secolo, contribuì significativamente alla teoria dei pendoli, introducendo concetti come il periodo di oscillazione e la legge del pendolo. Foucault, nel XIX secolo, è noto per il suo lavoro sull'oscillazione del pendolo e per avere dimostrato la rotazione della Terra utilizzando un grande pendolo sospeso.

Recentemente, Werner Heisenberg, noto per il suo contributo fondamentale alla meccanica quantistica, non ha studiato il pendolo nel senso classico come avevano fatto Galilei o Huygens, ma il suo famoso “principio di indeterminazione” ha implicazioni che possono essere applicate a un sistema come il pendolo in un contesto quantistico.

Comunque,il moto pendolare o oscillatorio è fondamentale anche nella vita mentale. I nostri pensieri, le nostre sensazioni, i nostri sentimenti e le nostre emozioni sono soggetti a un moto oscillatorio, ovvero funzionano per contrappunto. E non è finita. Anche gli eventi seguono questo schema… karmico di azione/reazione.

Lo schema basilare di tutto il moto, fisico e mentale, sembra essere quello oscillatorio di due poli contrapposti e complementari, riuniti in un’unità che io definisco antinomia o diade.

Le diadi sono moltissime. Molte sono solo concettuali, in quanto sono immagini antropiche senza corrispondenza nella realtà materiale (per esempio, bene/male, bello/brutto, giusto/ingiusto, ecc.), altre portano ad idee troppo astratte o polivalenti(alto/basso, dentro/fuori, positivo/negativo,ecc.), ma altre esprimono o rispecchiano perfettamente il dualismo dialettico della realtà, tanto da concludere che derivano da esperienze concrete (per esempio, caldo/freddo, maschile/femminile, dolore/piacere, ecc.). Queste ultime nascono da percezioni.

Ora, anche le percezioni possono ingannare. Ma tutti saranno d’accordo che il fuoco è caldo e il ghiaccio è freddo, che una carezza è piacevole mentre un pugno è doloroso, che esistono il maschile e il femminile, ecc.

Il problema è che noi spesso non ci ne rendiamo conto di questa dialettica perché non abbiamo i concetti (e quindi le parole) per definire le varie diadi. Per esempio, con il termine “respirazione” tutti indichiamo un movimento dialettico fra due movimenti: inspirazione ed espirazione; e nessuno si sognerebbe di dire che l’uno non sia il contrario dell’altro, che non si tratti di un’oscillazione e che l’una possa esistere senza l’altra. Ma per tutte le altre diadi complementari (per esempio, amore/odio, attrazione/repulsione, interno/esterno, ecc., non abbiamo concetti unitari che le esprimano e perciò continuiamo a considerale separate e indipendenti. Non interdipendenti, indipendenti. E questo non ci fa vedere l’unità degli opposti, il fatto che il mondo è fatto da coppie di forze contrarie ma unite insieme, indissolubilmente.

domenica 24 marzo 2024

L'occasione dell'intelligenza artificiale

 

L’intelligenza artificiale sarebbe una grande occasione per potenziare l’intelligenza umana. Perché può attingere a immensi database. Ma gli uomini, che vivono nell’ignoranza, la guasteranno.

Mi dà un gran fastidio trovare in Internet un articolo interessante, che arricchirebbe la mia conoscenza, e trovarmi un paywall che mi dice: abbonati o non lo leggi. Come? La conoscenza sarebbe possibile solo a chi ha soldi?

C’è anche la minaccia che perfino l’IA diventi a pagamento, come già sono i collegamenti dei provider. Tutti vogliono fare soldi e non si preoccupano se in questo modo si tarpano le ali a chi non li ha.

Internet deve essere libera e gratuita. Tutti i libri e tutti gli scritti devono essere disponibili gratis. O rimarremo quelle piccole merde che siamo, con le menti ristrette. Aboliamo il copyright e obblighiamo tutti gli editori a rendere fruibili i loro contenuti sulla rete.

Oltretutto, chi ha i soldi di solito non è interessato alla conoscenza. Ma li spreca in stronzate inutili.

I nostri governi, però, sono interessati a normare e a limitare, a tenere ignorante la gente, che così non si ribella.

Chi la fa l'aspetti... Ma tutti facciamo

 

Putin ha definito "sanguinoso e barbaro" l’attentato di Mosca.

Senti chi parla! Lui che ordina tutti i giorni di tirare missili sui civili in Ucraina. Sono migliaia i morti che ha provocato.

Ogni tanto, il karma o chi per lui si ricorda di funzionare in modo “giusto”, e non all’incontrario.

Ora, Putin prepara la sua feroce vendetta, magari contro le solite vittime ucraine. E potete stare sicuri che sarà “sanguinosa e barbara”.

Che non c’è nessun Dio che regoli i conti è evidente da questi e mille altri fatti. Ma gli ingenui continuano a credere, magari in una giustizia ultraterrena.

Ma, per fortuna, c’è il karma. Che funziona un po’ come la divina Provvidenza – a cazzo.

Sì, perché i morti sono sempre degli innocenti che non c’entrano niente. Putin è stato colpito solo indirettamente: le vere vittime, i morti, sono altri: gente che era lì per divertirsi.

E Putin chi lo colpisce? Nessuno, così come nessuno colpiva Hitler, Mussolini, Stalin, Gheddafi, ecc. – se non alla fine. Dimostrazione dell’inesistenza di Dio. Perché alla fine moriamo tutti, di una morte che è comunque violenta.

Il karma agisce all’ingrosso, nel senso che il male fatto da qualcuno non ricade immediatamente su di lui, ma ricade su altri. Anzi, nell’immediatezza, il cattivo viene premiato e protetto, perché nel campo degli eventi vige il principio della logica inversa: il male è sostenuto dal bene (del colpevole) e viceversa.

Solo nel mondo umano, si vuole che il cattivo sia punito, e spesso il meccanismo fa cilecca. Ma alla natura non interessa. La natura è come un commerciante che vende all’ingrosso: non gli interessa se a comprare sia un cattivo o un buono, L’importante è vendere. Pecunia non olet.

sabato 23 marzo 2024

Come funzionano i miti

 

Nessuno riesce più a eliminare quella cretinata dell’ora legale. Il pretesto è che si risparmia energia elettrica. Ma così siamo costretti a vivere un’ora di più al sole in un caldo soffocante, che ci costringe ad accendere gli impianti di condizionamento.

Le estati non sono sempre più calde? E allora perché vivere un’ora di più al sole? Bisognerebbe vivere un’ora di più la sera. E poi a me risulta che il consumo energetico schizza ai massimi per tenere accesi i condizionatori e creare un po’ di fresco. E allora, governanti cretini, incapaci di ragionare con la propria testa, come la mettiamo col mito del risparmio energetico?

Ogni governo riconferma questa scemenza. Destra o sinistra, uniti nella stupidità.

Un Dio affarista

 

La miglior definizione di capitalismo, degli effetti devastanti del vivere solo per i soldi, della nostra miseria materiale e spirituale, del nostro stato di asservimento, la troviamo niente di meno che nei Vangeli. Non ci crederete, ma è così.

“A chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”

Questa citazione si può trovare nel Vangelo secondo Matteo, precisamente nel capitolo 25, versetti 29-30. I versetti fanno parte della parabola dei talenti, in cui Gesù racconta la storia di un padrone che distribuisce talenti (unità di denaro antiche) ai suoi servi e chiede loro di farli fruttare mentre lui è via. Alla fine della parabola, il padrone premia i servi che hanno moltiplicato i talenti affidati loro, ma punisce colui che ha seppellito il talento senza farlo rendere.

Avete capito bene? Non è la fotografia della nostra condizione sociale, con i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri?

Si dirà che la frase sottolinea il concetto di responsabilità e premia chi fa buon uso delle risorse ricevute.

Ma leggete bene, non con gli occhi dei preti. Innanzitutto, il padrone è un individuo odioso, “un uomo duro” che torna dopo molto tempo “per regolare i conti” con i “servi”. E loda quelli che hanno investito meglio e hanno guadagnato di più. E poi rimprovera il servo che non ha lucrato abbastanza affidando il denaro ai “banchieri” e ottenendo un “interesse”.

Sembra una parabola scritta oggi che chiarisce che il cristianesimo è una religione di banchieri, investitori, padroni, interessi e servi. La mentalità è quella. Una religione del lucro, dove le azioni “buone” devono essere fatte in vista di un interesse in un’altra vita. E non è finita. Come si conclude? Il padrone ordina:

Il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.

Non vi sembra un po’ eccessivo e feroce? Solo perché un poveretto non ha investito il denaro?

Siete ancora convinti che il messaggio cristiano sia così caritatevole e non ci presenti Dio come un padrone spietato che non ama affatto i poveri?

Gli effetti di questa mentalità da sfruttatori sono proprio oggi sotto i nostri occhi.

“Ai ricchi sarà dato sempre di più e ai poveri sarà tolto tutto!” Amen!

PS. Ogni volta che critico Gesù e la Chiesa, perdo un po’ di lettori. Pazienza, meglio così. Pochi, ma buoni.


venerdì 22 marzo 2024

Cattivissimi maestri

 

Se vuoi la pace devi preparare… la pace – dice il cardinale Zuppi, adeguandosi a quel che dice il Papa (nella Chiesa vige il pensiero unico!)

Bella frase, frase ad effetto, ma sbagliata. Come dire che la Terra dovrebbe essere piatta, non tonda, perché lo aveva detto qualche ignorante profeta duemila anni fa: va contro la realtà.

La pace di cui parla lui è quella delle vittime sacrificali, sull’esempio di Gesù. Farsi crocifiggere pur di non combattere, mentre la vita – che sarebbe creata dal Padreterno - è tutta una lotta: mettetevi almeno d’accordo fra di voi, padri e figli!

Le cose non vanno così. Se non vuoi essere attaccato (e dunque vuoi la pace!), se non vuoi fare la vittima, devi armarti e prepararti almeno quanto il tuo avversario – e non offrirgli l’altra guancia. Prova ad offrire l’altra guancia a Putin o al capo della mafia! Vediamo come ti uccideranno.

Solo armandoti e facendoti forte, il nemico non è incoraggiato a farti la guerra. Sono leggi universali. Se ti arrendi prima di combattere, stai sicuro che finirai come Gesù.

Ricordo, fra parentesi, che quando Ponzio Pilato chiese alla folla chi volesse salvare tra Gesù e Barabba, la folla – che non era stata ancora inquinata dalla sragionevolezza cristiana – scelse Barabba, perché Barabba era un partigiano che combatteva contro gli occupanti romani.

Purtroppo, siamo stati inquinati dalla retorica cristiana che, a forza di predicare la resa preventiva, ha distrutto l’impero romano e ridotto l’Italia a un covo di pavidi che si sono fatti sconfiggere e conquistare da tutti. E ancora questa gente parla!

Il cristianesimo, religione di masochisti.

Elon Musk

 

Tutti conoscono l’ultima trovata di Elon Musk: ha impiantato un elettrodo nel cervello di un uomo paralizzato per far sì che possa comunicare col solo pensiero con un computer. E pare che la cosa funzioni, pur essendo invasiva e avendo vari problemi.

Era inevitabile che qualcuno prima o poi ci provasse. I tempi sono maturi. Immettere direttamente dei chip nel cervello per captare l’aspetto elettrico dei pensieri. Ma questo uomo-macchina sarebbe un mostro con della ferraglia in testa. Un Frankenstein.

No, la vera rivoluzione verrà quando si riuscirà a influenzare direttamente con la mente (non col cervello) la realtà.

Questo già avviene nel sistema psicosomatico e attraverso le azioni umane, che cambiano il mondo. Ma nessuno è mai riuscito a influenzare qualcosa direttamente col pensiero. Compiere un’operazione mentale cui corrisponda un’operazione materiale – il sogno di tutti gli uomini.

L’ipotesi si basa sull’idea che il pensiero-mente è già connesso con la realtà. Il cervello-mente non è un semplice pezzo di materia che è riuscito a pensare e a essere cosciente, quasi fosse una secrezione, uno sperma (non per nulla si parla di spremere il cervello). Io spremo il cervello e quello secerne un pensiero. Non è così. A parte il fatto che i pensieri, i sentimenti e le emozioni non sono “prodotti” ma spesso si presentano loro alla mente (cioè non siamo noi i soggetti dei movimenti mentali), questa è una visione rozza e meccanicistica.

In realtà il pensiero-coscienza è già legato, connesso e intrecciato con la materia, che non potrebbe esistere da sola, separata. La coscienza è materia e la materia è coscienza. La materia esiste perché esiste il suo contrario: la coscienza. E la coscienza esiste perché esiste il suo contrario: la materia. Si tratta della diade  basilare. Ovvero la coscienza fa essere la materia e la materia fa essere la coscienza. Sono due aspetti di una stessa cosa. La materia non è del tutto materiale e la mente non è del tutto mentale. La materia è mente e la mente è materia. Gli enti sono una combinazione dei due principi, che sono uguali per potenza e contrari per senso.

È il solito discorso delle antinomie, che esistono simultaneamente nella realtà e nella mente. E l’una contraddice ma supporta l’altra.

La nascita della coscienza: la tecnica del contrappunto

 Io sostengo che le diadi (le coppie di polarità uguali e contrarie) siano create dalla mente umana, fisicamente, concretamente, la quale a sua volta è lo specchio della natura – esattamente come l’esterno/interno di un guanto: potete avere un guanto eliminando o costruendo solo l’esterno o l’interno? Evidentemente no: il guanto è formato contemporaneamente, simultaneamente, dalle due parti unite insieme – e non c’è modo di separarle. Potete fare un guanto solo con la parte esterna o quella interna? Potete distinguerle mentalmente ma non dividerle o il guanto non ci sarebbe più. Ma  non potete neanche immaginarlo, come il sorriso del gatto Cheshire o il battito di una mano sola. Le due cose (il gatto e il suo sorriso o le due mani destra e sinistra) devono andare insieme, mentalmente e fisicamente. Il che mi fa pensare che la destra e la sinistra (altra diade) debbano sempre andare insieme ma essere sempre due, come l’ispirazione e l’espirazione o gli emisferi del cervello.

Perché due e non uno o tre? Perché questa è una struttura universale che la natura ha scoperto funzionante (materialmente e mentalmente) con il minimo impiego di risorse. Perché ogni particella ha la sua antiparticella? Perché ogni parte ha la sua controparte, e non tre? Anche noi abbiamo inventato un codice binario per far funzionare i computer!

Uno sarebbe troppo poco, tre sarebbero troppe!

Lo schema dello yang/yin lo aveva già capito.

Ed ecco perché abbiamo due occhi, due orecchie, due braccia, due gambe, due reni, due polmoni, due atti respiratori, due facce (non perfettamente simmetriche)… due cervelli! La parte destra del cervello controlla la parte sinistra del corpo e viceversa. In questo modo i comandi sono sdoppiati, sia per una maggior sicurezza ( se se ne dovesse rompere uno) sia per una maggiore efficacia.

Perché in natura ci sono due sessi (e non tre o cinque)? Perché l’origine stessa è uno sdoppiamento (divisione in due) di un ipotetico uno, sia perché così si ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo, con il minor impiego di risorse. Anche noi abbiamo inventato un codice binario per far funzionare i computer! Zero o uno, cioè due, non tre.

Perché la musica è una vibrazione, come quella degli atomi che si muovono come trottole? E che cos’è una vibrazione se non un’onda? E perché le particelle possono presentarsi come onde?

Una vibrazione è un movimento periodico avanti e indietro di un oggetto intorno a una posizione di equilibrio. Questo movimento periodico crea onde che si propagano attraverso un mezzo (come l'aria, l'acqua o un solido) trasportando energia. Le vibrazioni sono presenti in molte forme e scale diverse, dall'oscillazione di una corda di chitarra al movimento delle molecole nell'aria che percepiamo come suono.

Perché nel mare e nello spazio cosmico si formano onde e non quadrati o triangoli?

Ma il due, lo sdoppiamento, è anche alla base di quel meraviglioso fenomeno che chiamiamo coscienza. La coscienza nasce quando nasce una diade di poli uguali ma contrari. Ecco perché abbiamo due cervelli in uno: siamo in sostanza come due specchi posti l’uno di fronte all’altro e uniti. Siamo due in uno. Siamo due!

Ed ecco perché la coscienza nasce da un cervello doppio sia in senso orizzontale sia in senso verticale. Cioè, abbiamo sempre due cervelli (non tre) esteriori ed interiori. Ed ecco perché esistono le diadi interno/esterno, dentro/fuori, forma/sostanza, soggettivo/oggettivo, vuoto/pieno, nulla/tutto, ecc.

La coscienza, in forma elementare, esiste dunque fin dall’inizio del mondo, perché mente e materia si sono coevoluti. E non è vero che c’è stata una lenta evoluzione della coscienza nata dalla materia. La coscienza è già fin dall’inizio il polo opposto della materia, è una proprietà fondamentale dell’universo, presente in tutte le cose, anche quelle inanimate. Quindi la differenza è solo una diversità di grado.

La coscienza non è una secrezione della materia o un epifenomeno. È nata fin dall’inizio insieme alla materia, con cui forma una diade fondamentale, salvo poi evolversi in forme diverse nei vari enti. Senza la coscienza, la materia non potrebbe esistere. Senza la materia, la coscienza non potrebbe esistere. I due poli sono legati fin dall’origine e per sempre. E tutto è creato così.


giovedì 21 marzo 2024

Esperienze di quasi-morte

 

Il paradosso è che della morte possono parlare solo i vivi, che non la conoscono. I morti voi li avete mai sentiti parlare? Qualcuno dice che è morto per qualche minuto, ha avuto certe esperienze dell’aldilà, e poi è tornato a vivere. Ma resta il fatto che ha raccontato queste cose da vivo, non da morto, e quindi non si può dire che sia veramente morto… definitivamente.

Ma può esistere una morte temporanea, o si sono semplicemente aperte le porte dell’inconscio in quel breve periodo prima della morte? Si può morire per un po’? Se fosse possibile, tutti vorremmo provare. Però ci vogliono una malattia, un incidente o un’operazione… insomma situazioni estreme.

Allora perché non credere alle esperienze di quasi-morte di sciamani, mistici, yoghi, profeti o di certi meditanti? A pensarci bene, ci sono molte esperienze di quasi-morte. Gesù si diceva che era morto, ma a un certo punto è tornato come se nulla fosse, e quasi non lo riconoscevano. Ma non ha raccontato nulla dell’aldilà, e poi è morto di nuovo. È ri-morto. E così Lazzaro, resuscitato, non ha detto nulla della morte. E poi che cosa ha fatto? È morto di nuovo? Mi sembra un po’ ridicolo.

Eppure la morte è inevitabile. Se sei vivo, è certo che morirai. Questa – vita/morte - è una diade fondamentale, Ma, in come tutte le diadi (cioè situazioni di polarità uguali e contrarie), un po’ le subiamo e un po’ le creiamo. Le subiamo perché non vogliamo morire (ma abbiamo forse voluto nascere? Qualcuno ci ha interpellato?) A me non risulta. Mi sono trovato “gettato” (come dicono gli esistenzialisti) in un mondo che non mi piace e, per di più, adesso mi tocca morire. Altro che dono! Una doppia imposizione. Ora mi tocca vivere, ora mi tocca morire. Se ci fosse un Dio che avesse architettato tutto questo andare e venire, gli direi: “Io non ci sto! Potevi risparmiarti la fatica!”

“Aiuto, fatemi scendere!” diceva Woody Allen. Ma non si può: nessuno sceglie. Sono i nostri genitori che, per il loro piacere, ci hanno catapultati qua dentro. Grazie, ma preferisco di no! Però ora siamo in ballo e dobbiamo ballare.

La vita è un esame, come dicono certi credenti? Ma perché mai dovrei affrontare un esame? Io non amo gli esami.

Saul Bellow scriveva che la morte è come il fondo scuro di uno specchio che serve a vedere qualcosa. Ma, se devo vedere la mia faccia, non ci tengo affatto. Comunque, anche lui conferma la struttura antinomica della realtà. La vita per la morte e la morte per la vita: un ciclo perfetto – perfettamente inutile.

Ci vogliono due mani per applaudire. Ma i maestri zen si e vi domandavano: ascolta il battito di una mano sola!

Ora il dubbio terribile che mi si affaccia è proprio questo: che abbia creato o voluto io questo pasticcio? Perché un Dio perfetto non sarebbe così stupido da creare una cosa del genere. Sarebbe un po’ come l’apprendista stregone, che rimase vittima dei propri esperimenti. Io non voglio dar la colpa a nessuno. E allora concludo che forse è colpa mia. Sono prigioniero di un buco nero in cui mi sono infilato io stesso.

Tutto, pur di salvare la faccia a Dio!

 

mercoledì 20 marzo 2024

L'architettura universale

 

L’universo è come quelle spettacolari costruzioni umane che non si sa come facciano a stare in piedi, come certi ponti o certe volte a crociera. Il fatto è che queste ardite architetture sono fondate su un gioco di spinte e controspinte che assicurano la stabilità… almeno per un certo periodo. Ma, a lungo andare, tutto crolla, tutto deve crollare, per il semplice fatto che è… costruito.

Questa è una legge inderogabile. Tutto si muove, tutto si trasforma, tutto passa da una forma all’altra. Niente si crea, niente si distrugge ma tutto si trasforma.

Però qui arriviamo ai paradossi. Se tutto si trasforma o muore sotto una forma per apparire sotto un’altra, questa legge non muta. Se tutto cambia (e come si può negarlo?), questa legge non cambia. Se tutto è relativo, questa legge è assoluta. Il che è logico da un punto di vista della logica contraddittoria che sta alla base di tutto. Gli opposti, in realtà, si sostengono a vicenda – attraverso le spinte e controspinte. Quindi, l’assoluto deve esistere se esiste il relativo, la stasi deve esistere se esiste il movimento. L’oggettivo deve esistere se esiste il soggettivo. L’in-sé deve esistere se esistonoe il per-sé o il per-altro.

E questo non per un semplice fatto mentale e grammaticale, ma per come è fatta la realtà stessa. In altri termini le strutture del pensiero riflettono le strutture della percezione che riflettono le strutture della coscienza che riflettono le strutture fisiche, che sono duali, antinomiche. Ma, se i poli delle antinomie o diadi sono uguali e contrari, e perciò si respingono e si attraggono, sono pur sempre tenuti insieme da una forza. E qual è?

Il fenomeno è ben visibile nel simbolo dello yang-yin, in cui le due polarità uguali ma contrarie, sono inscritte in un unico cerchio. Oppure sono visibili nella fisica delle particelle, dove la forza che tiene insieme negli atomi le particelle contrapposte è la forza nucleare forte. La forza nucleare forte è una delle quattro forze fondamentali della natura ed è responsabile della coesione all'interno del nucleo atomico. Essa è molto potente e previene la repulsione elettrostatica tra le particelle cariche positivamente nel nucleo, consentendo loro di rimanere insieme nonostante abbiano cariche opposte. La forza nucleare forte è essenziale per sostenere la stabilità degli atomi e garantire che gli elementi chimici siano stabili e sostanzialmente invariati nel tempo.

Ma tutto questo è valido anche nella nostra dimensione. Ci deve essere una superforza che tiene insieme i poli uguali e opposti. Che, altrimenti, se ne andrebbero per conto loro, smontando l’immensa architettura. Qual è questo sistema di equilibrio?

Le forze contrapposte possono essere equilibrare da un sistema che le tiene insieme. Questo sistema di equilibrio può essere rappresentato da varie condizioni o meccanismi che agiscono per mantenerle in un stato di stabilità. Ad esempio, in un'opera architettonica le forze di spinta e controspinta possono essere equilibrate tramite l'uso di elementi strutturali di supporto, come archi, travi, pilastri, fondazioni ben progettate e così via. Inoltre, il design delle strutture architettoniche tiene conto di tutte le forze coinvolte per garantire che la costruzione sia stabile e sicura.

Inoltre, in fisica, esistono anche leggi come la terza legge di Newton (azione e reazione) che illustrano come le forze contrapposte si bilanciano a vicenda. Queste leggi fondamentali della fisica aiutano a spiegare come le forze interagiscono e si compensano reciprocamente.

In generale, le forze contrapposte possono essere tenute insieme da un equilibrio tra i vari elementi coinvolti nel sistema, che possono essere fisici, strutturali o legati alle leggi della fisica.

Insomma, è la stessa legge di equilibrio che tiene insieme le due forze contrapposte; non c’è bisogno di una terza forza.

È proprio l’insieme di spinte e controspinte che tiene in piedi l’universo. Se vincesse la spinta o la controspinta. Tutto crollerebbe come un castello di carte.

Ecco perché, nel mondo umano, non appena appare il bene, appare il male. È per una questione di equilibrio, non di morale. O, se volete, la morale è proprio una forma di equilibrio.

O forse pensate che un giorno vincerà il bene? Non è possibile. Non auguriamocelo, perché quel giorno finirà tutto.

L’equilibrio va mantenuto; e quindi il male, che è utile …proprio al bene. Vedete come è fatto il mondo? Ecco perché quando sento dire che Dio è il Dio del bene, mi viene da ridere. Dio, l’Origine, non può che essere al di là del bene e del male, al di là delle contrapposizioni. Proprio perché, essendo origine, deve comprendere in sé anche la fine, il bene e il male. Non può che essere la cornice, che non esiste, perché non c’è bisogno di cornice. O è la Forza ultima. Ma se è ultima....

Sembra piuttosto un rimando infinito.

 

martedì 19 marzo 2024

La guerra e l'amore

 

Ci sono cani che, quando rientra il padrone, impazziscono dalla gioia: saltano, ballano, abbaiano, si strusciano, scodinzolano, si sdilinquiscono, ne fanno di tutte per dimostrare il loro amore.

Non ho mai visto una donna fare lo stesso. Forse vi ama meno del cane? Forse non vi riconosce come suo “padrone”? Fatto sta che, con l’emancipazione delle donne, i rapporti nella coppia si sono fatti più freddi e distanti. Nessuno vuole cedere. Nessuno vuole fare da servo. Anche le donne rivendicano la loro autonomia.

È giusto, ma che fare per ridare un po’ di coesione alla coppia?

Attenzione: la diade maschio/femmina  non può collassare, pena la fine del mondo. L’universo vuole la lotta, la contesa, la guerra. la competizione, l’odio, ma non vuole né che uno poli vinca né che perda completamente, definitivamente. Vuole invece un equilibrio dinamico. Vuole anche il polo opposto, l’amore.

Quando la freddezza prevale in una coppia è la sua fine. Ed è necessario ricrearne un’altra. Per fortuna le diadi e le proporzioni sono innumerevoli.

Ma io vedo un pericolo maggiore: un cambiamento antropologico che non può lasciare nessuno indenne. Sta estinguendosi l’amore? Allora confidiamo nell’odio. Non per nulla tirano venti di guerra! “La guerra, unica igiene del mondo” diceva il futurista Marinetti. Che avesse ragione?

La guerra come unico strumento per ristabilire la pace – anche tra i sessi? Sarà per questo che scoppiano le guerre? Questa è la logica dell'universo.

La guerra della vita


Poiché nella vita tutto è guerra (contesa, direbbe Eraclito), la regola del “si vis pacem para bellum” vale per tutto, anche per quella particolare guerra che c’è fra maschi e femmine (che, poiché sono contrari, sono attratti vicendevolmente, ma, poiché sono uguali, si respingono) – e, in genere, in tutte le forme di competizione (dall’economia allo sport).

Non è una legge contingente, ma una legge cosmica, che agisce dalle più piccole particelle alle galassie.

Non date retta alle stupidaggini cristologiche dell’  “offrire l’altra guancia” e dell’issare subito bandiera bianca. Siamo in ballo e dobbiamo ballare, volenti o nolenti.

Vi pare che si possa affrontare una competizione arrendendosi subito? Se sei così, hai sbagliato pianeta. Se ti arrendi, avrai perso prima di combattere e i prepotenti comanderanno. Sarai uno schiavo.

Vi dovete armare contro i vostri nemici, preparandovi in tutti i sensi. Non voglio la guerra. Ma, se non volete la guerra, dovrete armarvi fino ai denti ed essere forti (almeno) come i vostri nemici.

La vita è guerra, e, per avere la pace, non c'è che da prepararsi e combattere valorosamente.

Nella Bhagavad Gita, lo diceva il dio Krishna ad Arjuna alla vigilia di una battaglia decisiva. Arjuna era confuso ed esitante, e si domandava se valesse la pena combattere. Ma il dio gli disse: “Amico mio, devi comunque combattere, perché la vita è sempre una guerra. E non c’è modo di evitarla. Tanto vale, allora, prepararti bene!”

Anche i rapporti fra maschio e femmina sono una guerra per il predominio. O domini o sei dominato. Dimenticati dell’amore gioioso e mieloso. Quello è lo zuccherino che si dà agli elefanti perché eseguano gli ordini. Sotto quel miele, c’è la contesa, chi vince e chi perde. E sarà sempre così.


Ahi, serva Italia!

 

Ma che cosa ci vuole per risvegliare le coscienze degli italioti, per destarli dal loro sonno secolare, per vedere un loro scatto di consapevolezza e di orgoglio?

Tutti vedono che ci stanno scippando il Sistema Sanitario, ugualitario e gratuito, ma nessuno si ribella. Tutt’al più mugugnano in privato, ma non agiscono pubblicamente. Tutti capiscono che l’autonomia regionale è una porcata di Calderoli, che dividerà l’Italia, ma tutti accettano le leggi di questo individuo che aveva già fatto una “porcata” con la legge elettorale. Così adesso farà la seconda boiata.

Se una cosa del genere fosse successa in Francia, avrebbero fatto la Rivoluzione e alzato le barricate nelle strade. Ma l’italiota accetta tutto, piegato ai voleri dei potenti da secoli di servaggio. Non è un cittadino, fiero dei propri diritti, ma un suddito che si piglia tutto senza protestare.

Mai visto un popolo così sottomesso. Sono sicuro che dopo aver accettato il cattolicesimo senza protestare, accetterebbero anche l’Islam.

Che cosa ci vuole perché questo popolo si indigni e faccia la rivoluzione?

La religione nelle scuole: un abominio

 

A Pioltello, Milano, scuola chiusa per il Ramadan, visto che la maggioranza degli allievi sono musulmani e stanno a casa.

Che cosa avevo scritto tempo fa sull’introduzione dell’insegnamento religioso nelle scuole pubbliche? Che era un errore madornale, perché adesso i musulmani vogliono che certe scuole in cui sono ormai maggioranza rispetti le loro usanze. Bisognava fare come i francesi, più intelligenti di noi (e ci vuole poco!), che hanno estromesso dalle scuole pubbliche tutti i simboli e le dottrine religiose. Giustamente, nelle scuole pubbliche, non devono entrare le religioni con i loro crocefissi, i loro rosari, i loro presepi, i loro rituali e l’insegnamento dei loro catechismi.

Ma da noi gli stupidi integralisti hanno voluto confondere i due piani e mettere l’ora di religione con migliaia d’insegnanti pagati dallo Stato, cioè da noi, nelle scuole dove si dovrebbero insegnare altre materie, non le mitologie. Per questo, ci sono le chiese, le parrocchie, gli oratori, i templi, le scuole private e mille altri luoghi.

Vi ricordate le battaglie di Salvini e di altri leghisti per appendere crocifissi in tutti i luoghi pubblici, compresi i tribunali e gli aeroporti, oltre che sulle cime delle montagne? Tutto è dominio di Gesù e dei suoi sostenitori italioti. Una volontà fascista di potenza, che si serve della religione (che non dice mai di no) per indottrinare i giovani.

Ma adesso paghiamo gli errori di questi italioti, che vogliono anche introdurre l’ “autonomia delle regioni” per dare il colpo di grazia all’unità nazionale.

Purtroppo, i loro madornali errori, la loro miopia politica, ricadono sulle nostre spalle. E, quando, ci saranno in questo paese più musulmani che cattolici, i primi vorranno che sia insegnata nelle scuole pubbliche la loro religione e che tutti si adeguano.

E, a proposito di francesi, lori hanno introdotto il diritto all’aborto nella Costituzione, per evitare ciò che succede in Italia, che il diritto di aborto venga abolito o reso impossibile dai soliti zelanti servitori della Chiesa – cosa che si sta già facendo.

Io devo chiedere asilo politico in Francia, perché questo paese è governato da fanatici cattolici che fanno di tutto per servire gli interessi non dell’Italia, ma del Vaticano. Così, i nostri "patrioti" non fanno gli interessi dell'Italia, ma di uno Stato estero. Veri traditori.