giovedì 30 giugno 2022

Il ciclo vita-morte

 

Noi crediamo che a qualcuno possa andare molto bene, perché magari è ricco, famoso o potente. E siamo invidiosi e ci immaginiamo chissà che cosa. Ma le cose non stanno così. Chiunque nasca su questa Terra è in preda a un karma negativo, nonostante certe differenze individuali.

Il fatto di nascere qui su questa Terra significa trovarsi in condizioni insoddisfacenti, perché tutto è temporaneo, instabile, soggetto a spinte contrarie, nonché destinato a deperire, invecchiare, ammalarsi e morire.

Conoscete qualcuno degli umani che sfugga o mai sia sfuggito a questo destino comune?

In termini orientali, possiamo dire che il fatto di nascere è già il risultato di un karma negativo, di una ignoranza di fondo.

Per cambiare il nostro destino, è necessario passare da questa presa di coscienza, e non illudersi che ci sia aldilà un paradiso che ci attende con il suo Dio paterno e compensatorio. Nessuno è in grado di proteggerci e darci quel che non abbiamo avuto.

Il fatto che, accanto all’ipotetico paradiso, sia immaginato anche un inferno, ci dice che siamo ancora in preda al dualismo – e dunque all’interno di un’illusione della mente.

Per uscire da questo incubo che ci attanaglia tutti, dobbiamo uscire dall’intero ciclo vita-morte.

domenica 26 giugno 2022

Costrette a partorie

 

“Come uno è così è il suo Dio” diceva Goethe. Per certi conservatori americani, Dio è una specie di Grande Conservatore, tipo Trump, che non vuole gli aborti, ma vuole che tutti, anche i bambini, vadano in giro armati. Del resto, anche Putin dice di credere in Dio e partecipa alle funzioni religiose.

Vedete bene che non serve a niente credere a Dio. Si può essere comunque degli spietati assassini.

Il divieto americano di abortire non ha niente a che fare con la libertà o con la spiritualità, ma nasce in odio alle donne, alla loro libertà di abortire. Questione insopportabile per uno come Trump, che non vuole la liberazione delle persone, ma vuole che tutti (tranne lui) siano costretti a fare le cose.

Anche se una donna fosse violentata o in pericolo di vita, sarebbe costretta a partorire.

Il che mi ricorda che anche Gesù non era affatto un liberale e un progressista. In una sua parabola, parlando di un padrone che nessuno voleva visitare, fa dire al padrone stesso: “ Andate a raccogliere gente e costringeteli a entrare!” Questo è il Dio del cristianesimo. Non un democratico, ma un autoritario.

Se Dio non volesse aborti, ed esistesse, potrebbe benissimo evitare le migliaia di aborti naturali che avvengono ogni anno.

sabato 25 giugno 2022

Capire qualcosa

 

Sembra che ci sia un allineamento eccezionalmente negativo di astri. Fatto sta che sta succedendo di tutto: epidemie, guerre, carestie, crisi economiche, siccità, arrivo di cavallette e quant’altro. Che cosa succede?

Niente di particolare: il mondo è stato fatto per essere sempre in crisi, gli uomini sono stati fatti per combattersi sempre a vicenda, ci sono sempre stati periodi di siccità e periodi di glaciazioni, gli animali si sono sempre estinti, i continenti sono sempre stati in movimento, il clima è sempre cambiato, l’odio si è sempre contrapposto all’amore, il bene al male, la guerra alla pace, la distruzione alla costruzione, l’esistenza umana è sempre durata poco, è sempre stata minacciata da malattie, invecchiamento e morte precoce.

Chissà perché (o forse proprio a causa di questa instabilità), gli uomini hanno sempre creduto agli dei, ma anche qui non sono mai mancate contese, battaglie, tradimenti, cambiamenti e apocalissi. E morti.

Qualcuno ricorda che il termine “apocalisse” significa anche “rivelazione”. Ma che cosa ci viene rivelato? Che il mondo è sempre in sofferenza, che tutto cambia, che nessuno ci protegge.

Ciononostante, noi siamo attaccati a tutto - alla vita, ai nostri cari a noi stessi.

Situazione tragica, perché siamo attaccati a ciò che sicuramente perderemo. Dunque, non c’è tempo da perdere per capire qualcosa:

 

Oggi stesso lo sforzo va compiuto

Domani, chi lo sa? Può venire la morte.

Con la morte non può esserci alcun patto

Che ci salvi da lei e dalle sue orde. (Buddha)

 

Ma chi cerca di capire? I più vivono senza chiedersi niente o accettando ciò che dicono gli altri. Non si può dire che, tranne qualche eccezione, gli uomini, pur immersi in un mistero, si preoccupino di cercare spiegazioni.

Per lo più, credono che le cose miglioreranno, accontentandosi di un “piaceruzzo oggi e di un piaceruzzo domani”, dominati dagli istinti e dalle illusioni. Per il resto non si chiedono altro. Non vedono avvicinarsi la vecchiaia e la morte. Si credono immortali, come gli dei che si sono inventati.

Il fatto è che non si sa come vedere in modo distaccato, oggettivo. Quasi sempre ci si avvicina  alle cose con un senso di possesso o di rifiuto. Con il risultato che non si vedono le cose, ma i nostri rapporti con le cose.

Bisogna imparare a vedere i fenomeni e la nostra mente per quelli che sono, senza interferenze, contaminazioni o interpretazioni o almeno consapevoli dei nostri condizionamenti. Ma questo modo di vedere non è né filosofia né religione. È meditazione.

mercoledì 22 giugno 2022

Isole di consapevolezza

 

uandoQuandoQuando si è abitati a credere che esista un Protettore universale che ci toglie in ogni caso dai pasticci, il risveglio alla realtà può essere brutale. Allora la disillusione, l’incredulità e la sorpresa possono abbatterci. Non avevamo pensato che le cose potessero andarci così male. Come? E Dio dov’è?

Se invece fin dall’inizio ci eravamo abituati a pensare che non c’è nessuna Provvidenza e che tutto può succederci, non saremo ulteriormente afflitti. Perché la sventura capita a tutti, perché le cose negative succedono, visto che il mondo si regge sull’alterarsi continuo fra bene e male.

Questo è un primo risveglio. Abituarsi a pensare che le cose sono condizionate e connesse in un intreccio imponderabile di cui noi possiamo essere vittime. Esistono due dolori: il primo è il colpo che arriva e il secondo è la nostra disperazione allorché i sogni svaniscono.

I sogni di invulnerabilità sono sogni e noi non abbiamo nessuna particolare protezione.

Ma possiamo osservare, vedere e talvolta prevedere, purché ci si abitui a non credere nelle favole, ma alla dura realtà.

Questo è il compito di una meditazione ben condotta, che fin da subito sia allenata a osservare i fatti, e non i nostri concetti.

Non abbiamo il controllo sui fatti. Ma solo, in parte, sulle nostre reazioni a quei fatti. Non abbiamo controllo sul corpo, che è soggetto a un implacabile processo di invecchiamento e può essere colpito in ogni momento. Non abbiamo controllo sulla mente che può essere investita da pensieri e stati d’animo che non abbiamo deciso e che non sono graditi.

Ci rimane solo l’isola della consapevolezza, che indipendentemente da quel che ci succede, può sempre registrare tutto. Ciò che è consapevole è il vero Testimone di noi stessi.

lunedì 20 giugno 2022

Repressione immotivata

 

 

In un momento come questo, il Papa ha ritirato fuori la castità prematrimoniale – veramente al di fuori del tempo. Il che dimostra che la religione, legata ai suoi pregiudizi e alla sua visione ideologica, non può cambiare. È un fossile.

Tutti inseguiamo le cose piacevoli e cerchiamo di evitare quelle spiacevoli. In fondo, lo facciamo anche noi che ci dedichiamo alla meditazione di consapevolezza. Cerchiamo di evitare la sofferenza. Solo che talvolta il piacere immediato si rivela foriero di dolori inevitabili e di ulteriore sofferenza. È la nostra strategia che è sbagliata.

Se mi metto a mangiare dolci e ho il diabete, quei dolci mi faranno male.

Se inseguo il principio del piacere senza pensare alle conseguenze, finirò male. Talvolta è necessario rinunciare ad un piacere immediato perché sappiamo che le conseguenze saranno dolorose.

Quanto al sesso, fa quasi sempre bene. Ciò che ci nuoce è la repressione. Se due persone non provano il sesso prima di sposarsi, possono ritrovarsi in guai seri. Perciò la castità prematrimoniale è un’idiozia, un errore di valutazione.

Il sesso fra due persone consenzienti fa sempre bene. Anche i preti dovrebbero farlo. O già lo fanno – di nascosto, convinti che sia un peccato.

sabato 18 giugno 2022

Brame insoddisfatte

 

Nonostante tutte le nostre comprensioni e illuminazioni, il desiderio, l’insoddisfazione e l’avidità di esperienze sempre nuove e più intense la fanno da padrone. Il desiderio non diminuisce per il fatto che ne siamo consapevoli. Anzi, il fatto che non siamo mai appagati, lo fa aumentare e ci fa sentire sempre più insoddisfatti. Se il tempo è breve – ragioniamo – non dobbiamo perdere nessuna occasione.

Il problema della potenza del desiderio è che noi non riusciamo a veder bene gli oggetti dei nostri desideri, che nella nostra fantasia assumono una statura enorme. Non vedendo le cose così come sono, le ingigantiamo.

Quindi non sono le cose ma i nostri pensieri sulle cose, le nostre amplificazioni, le nostre illusioni che ci fanno ardere di una passione incontrollabile.

Non si può negare che nel mondo attuale l’avversione, l’odio, la mania di grandezza, la rabbia e l’avidità, siano le passioni preponderanti. Tutti lottano contro tutti, come se non ci trovassimo sulla stessa barca. Ci sembra di venir privati di beni essenziali, mentre è la nostra mente che non ci fa vedere quello che già abbiamo.

È il meccanismo dell’insoddisfazione che ci oscura la vista. Guardiamo fuori anziché dentro.

Perciò, cerchiamo di vedere la realtà per quello che è, non per i desideri che ci fanno stravedere.

giovedì 16 giugno 2022

Fermare il mondo

 

Non soffriamo solo perché le cose sono impermanenti, come dice il buddhismo, ma perché viviamo nella dimensione del piacere-dolore. In altri termini, se vogliamo il piacere, il godimento, l’attaccamento, l’amore, il bene… dobbiamo prenderci anche i loro opposti. Non c’è la possibilità di prenderci solo quel che ci piace; dobbiamo prenderci anche quel che non ci piace.

Non sappiamo perché il mondo è stato fatto così, ma è stato fatto così.

Quindi non conta niente come ci comportiamo. Anche se siamo perfetti, il male si abbatterà prima o poi su di noi. Il che contrasta con l’idea che ci sia un Dio protettore personale che veglia su tutto.

Se scopo della visione profonda è capire che il mondo è anicca, dukkha e anatta, ossia impermanenza, sofferenza e non sé, anche molti occidentali ne sono convinti. Se dobbiamo comprendere che il mondo è un fuoco d’artificio illusorio, anche questo è molto chiaro. Dunque, siamo tutti illuminati?

Dobbiamo però agire in modo da impedire che il ciclo vada avanti indefinitamente. E qui non siamo sempre illuminati. Sono l’illusione e il desiderio che ci guidano nonostante tutto.

lunedì 13 giugno 2022

La danza della vita

 

Se la vita è in gran parte sofferenza, sarebbe logico tentare di limitarla. E, infatti, il buddhismo, che crede nella reincarnazione, consiglia a tutti di uscire definitivamente dal ciclo vita-morte.

Ma noi non crediamo alla reincarnazione e diciamo che nell’esistenza ci sono anche piaceri e cose positive, per cui, facendo un bilancio dei beni e dei mali, concludiamo che vale la pena venire al mondo, invecchiare e morire. Potrebbe essere un inganno dei sensi che ci illudono che il bilancio sia alla fin fine positivo o potrebbe essere la verità. Chissà mai.

Resta il fatto che niente è stabile e che il bilancio è qualcosa di individuale. Forse qualcuno, con un buon carattere o con un buon karma, riesce ad avere più esperienze positive che esperienze negative. Chissà mai. È difficile generalizzare.

Però la nostra vita è effettivamente un alternarsi di gioie e dolori, e noi ne siamo ben poco consapevoli.

Come tanti muli, tiriamo avanti il carretto senza domandarci se ne valga davvero la pena. Un po’ di meditazione e di riflessione non ci farebbe male.

E lasciamo perdere l’idea che ci sia un Dio che ci aspetta. Sembra un’idea consolatoria, ma questo dio sarebbe lì anche per punirci. E quindi per molti dovrebbe iniziare un nuovo ciclo, una nuova vita.

Insomma, paradossalmente, sembra che le cose non finiscano mai.

Diciamo che nell’Oriente si crede a nuove rinascite nell’aldiqua, mentre in Occidente si crede a nuove vite nell’aldilà.

Dunque, è difficile liberarsi della vita ed entrare in un vero nirvana.

O, forse, sono tutte nostre fantasie, e, dopo questa esistenza, non c’è nulla.

Ma un nulla del genere preluderebbe sempre a un qualcosa d’altro, seppure in una forma diversa. E quindi liberarsi veramente della vita. Ho paura che, essendo in ballo, dobbiamo ballare.

venerdì 10 giugno 2022

L'inevitabile sofferenza

 

La nostra mente non può fermare nulla, non può fermarsi su nulla – oltre un certo limite. Siamo assediati letteralmente dal nulla, che del resto ci assicura il divenire. Se ogni momento, se ogni evento non annullasse il precedente, il tempo non esisterebbe. Non ci sarebbe posto per il momento o per l’evento successivo.

Non è questa la prova che il nulla è costitutivo dell’essere? Le cose, per essere, devono trascorrere, divenire, cambiare, durare poco. Una cosa eterna non potrebbe cambiare, sarebbe condannata a essere sempre uguale a se stessa. Insomma non potrebbe esistere.

L’esistere implica il divenire, e il divenire implica il non-essere. E l’intero meccanismo implica la nostra sofferenza.

La nostra meditazione sia questa presa d’atto. E non la fuga in paradisi perduti.

La soluzione è evitare d’ora in poi la ripetizione del ciclo vita-morte.

giovedì 9 giugno 2022

Una radicale mortalità

 

Le cose sono impermanenti, insoddisfacenti, cambiano di continuo e sono destinate al dissolvimento – e questo non può non generare una sofferenza in chi ne è consapevole. Ma la maggior parte della sofferenza non deriva da queste caratteristiche, bensì dal nostro attaccamento. Noi siamo attaccati a cose che mutano di continuo e vanno verso la distruzione, compresi noi stessi e la nostra vita.

Il Buddhismo fa per esempio del desiderio e dell’attaccamento proprio ciò che genera sofferenza. Ed è impossibile dire che non sia così.

Ma si può non essere attaccati alla moglie, ai figli, a certe proprietà e a noi stessi? Certamente no.

E quindi l’unica soluzione sarebbe ridursi a vivere come i monaci buddhisti, senza donne e senza proprietà. Ma è possibile per noi? Direi proprio di no.

Ci rimane dunque di essere il meno attaccati alle cose e alle persone, per evitare di moltiplicare i motivi di infelicità. In fondo possiamo rinunciare a un sacco di cose e di relazioni.

E poi quello che conta è semplicemente rendersi sempre più conto che le cose e le persone sono nostre solo temporaneamente. Anche di noi stessi siamo padroni per un tempo limitato.

Niente è veramente nostro.

Questa verità viene nascosta da quelle religioni che parlano di eternità. Esse ci dicono che abbiamo un’anima immortale, che non perderemo mai. Ma, a parte il fatto che non esiste nessuna prova di qualcosa che duri in eterno (la legge è che tutto è impermanente), ci sembra che questo tipo di fede nasca proprio dal desiderio di nascondere la verità, di non accettare la nostra radicale mortalità.

martedì 7 giugno 2022

La natura non ci ama

 

La natura non ci ama e non ci odia. Prima ci crea e poi ci distrugge con la stessa ineluttabilità. Questa è una verità.

Ma gli uomini, di fronte a questa verità, anziché accettarla, si sono sempre immaginati dei e Iddii che li proteggano o li avversino. Prendete per esempio gli dei greci e il Dio della Bibbia.

È così, da questa idea di falsificazione, sono nate le religioni. Che hanno proiettato nei cieli il dualismo, l’ambiguità e l’ambivalenza che ci affliggono.

È una sorta di illusione per proteggersi dalla paura. Ma non c’è traccia visibile di Iddii del genere. E la soluzione sarebbe peggiore del male.

L’universo non ci ama e non ci odia. Fa il suo mestiere con imparzialità. Siamo noi che amiamo e odiamo. Senza capire che si tratta di un unico impulso a due facce. Senza capire che anche noi dovremmo andare oltre l’amore e l’odio.

Cercare la quiete

 

Cercare la quiete (samatha) va bene, ed è uno di fondamenti della meditazione. Ma se ci si ferma lì, non è sufficiente. È una forma di quietismo, che non può durare – come tutto in questo mondo.

Dopo, con la mente quieta e chiara, dobbiamo cercare la verità. E questa non è per niente tranquillizzante. Niente è permanente, niente è stabile, la sofferenza è inevitabile, il cambiamento è continuo, la morte ci aspetta…

Di fronte a queste tremende verità, non bisogna fuggire spaventati, come fanno coloro che s’illudono che esista qualcuno nei cieli che ci protegga. Ma assumere un atteggiamento stoico, e studiare la via per non finire più in una situazione così drammatica.

sabato 4 giugno 2022

Essere religiosi

 

Certo, c’è una bella differenza tra chi pensa che, per compiere un atto religioso, basti assistere a rituali e cerimonie, e chi pensa che sia necessario un impegno mentale. Il primo è una specie di spettatore che assiste a uno spettacolo convinto di ricavarci qualcosa, il secondo sa che deve compiere uno sforzo personale. Il primo è convinto che partecipare a un rito gli assicuri un merito, il secondo è convinto che ogni cosa deve essere conquistata. Il primo è uno che crede nella mediazione, il secondo crede che l’esperienza religiosa deve essere diretta e vissuta in prima persona. Il primo è per così dire un pigro burocrate dello  spirito, il secondo è un imprenditore di se stesso. Il primo crede in un’autorità esterna che governa il tutto, il secondo crede che tutto è affidato al singolo.

Il primo crede in una delle religioni che sono già preparate nel mondo, il secondo sa che la via è individuale.

venerdì 3 giugno 2022

La conservazione dell'energia

 

La conservazione dell’energia

Non perdonate

 

Esistono pratiche religiose semplicemente demenziali, ma molto seguite. A dimostrazione che non tutto ciò che insegnano le religioni è positivo.

Una è la pratica cristiana del perdono. Se uno ti fa del male o fa del male a qualcuno dei tuoi cari, non devi affrettarti a perdonarlo. Ma devi riprometterti di non aver pace finché non sarà punito.

Perdonare è una maniera per scaricarsi la coscienza e far vincere i delinquenti. Non a caso, l’Italia è impestata dalle mafie, che continuano a estendersi in tutto il paese. Per forza, le vittime perdonano i malfattori prima ancora che questi si siano pentiti.

Così i delinquenti hanno la vita facile. Nessuno li persegue, anzi li perdonano.

Lo stesso è la pratica della metta in ambito buddhista. Si tratta di augurare a tutti, anche ai nemici, di essere felici e di stare bene.

No, invece, bisogna odiare e non trovar pace finché i malfattori non trovino la punizione.

Conosco le motivazioni di queste pratiche. Lasciar libero i cuore da sentimenti negativi.

Ma l’odio non può essere eliminato. Ci sarà sempre. È una forza costitutiva della natura, come il suo opposto – l’amore.

Non c’è speranza che con queste pratiche il mondo migliori. Rimane così com’è. Semplicemente le vittime rinunciano a perseguire i colpevoli, per amor di quieto vivere. Ma, facendo così, permettono al male di farla franca. È un atto di viltà.

Odiate pure chi vi fa del male, non potete farne a meno. Il vostro cuore sia pieno di sete di giustizia. E perdonate o augurate del bene solo a chi si è pentito del male fatto.

Si dirà che l’odio non può giovare a chi lo prova. Ma l’odio non è che una forma di energia. Che è meglio avere.

Non sarete dei santi. Ma pazienza: nemmeno i santi fanno una gran vita. Tenete conto che nessuno vi ricompenserà se non odiate. Al contrario, tutti vi rispetteranno se avrete energia.