sabato 30 settembre 2023

La via

 

Nel Vangelo di Giovanni, a Gesù viene fatto dire: “Io sono la via, la verità e la vita” e altre cose che certamente Gesù non ha mai detto, perché non era un uomo così presuntuoso. Queste parole le hanno scritte i suoi seguaci per far credere nella divinità di un uomo.

In realtà siamo tutti esseri divini e non c’è da seguire nessuna via, perché siamo già a destinazione. La nostra vera natura non ha struttura, non ha forma, non ha  colore ed è sempre qui e ora, al di fuori dello spazio-tempo.

Non seguite i falsi profeti, le religioni non sono che un imbroglio per le menti infantili degli uomini che vogliono illudersi di non dover morire. E che alimentano stuoli di preti che non interpretano proprio nessuno, né tantomeno Dio che non parla affatto, essendo energia.

Volete pregare l’energia, volete che l’energia parli? Volete creare chiese per l’energia? Ci sono già – sono le centrali nucleari.

Materia e energia sono la stessa cosa, ce lo dice la scienza. E anche lo spirito è energia sottile, oscura. E già lo siamo!

Dunque, la nostra ultima e prima natura non va cercata chissà dove, ma è qualcosa che siamo. È dentro di noi, è sopra di noi, anzi è noi!

Non si identifica però con l’io che crediamo di avere, che è un’apparenza temporanea e quindi illusoria, come quella di un sogno. Il sogno certo esiste quando si verifica, ma, quando ci svegliamo, capiamo che era un parto della mente. Tuttavia ci identifichiamo con il nostro io, che ha una forma, un colore, un odore, una storia, dei genitori e tanti pensieri e crediamo che sia solido. Ma neanche lui è la nostra vera natura. È una forma che “qualcosa”, l’energia,  ha assunto per poter esistere in questo mondo, per far esistere temporaneamente questo mondo.

Ma anche lui è temporaneo e destinato a sparire. Anche lui non è che un’apparenza.

La nostra vera natura è quel qualcosa, l’energia,  che ha preso temporaneamente forma. Ma che è sempre presente, anche nella confusione del mondo.

Non dobbiamo conoscerlo, non si tratta di comprenderlo con i nostri limitati mezzi mentali, dobbiamo esserlo! Sempre più chiaramente.

Il problema è di identificare la sua voce tra i rumori, il chiasso, la babele, le distrazioni e le condizioni caotiche della vita.

Non ha bisogno di interpreti, più o meno interessati: ha bisogno di tanto silenzio e sensibilità,

In conclusione, la via è in noi, anzi siamo noi, che siamo temporaneamente dei trasformatori.

Ma, per fortuna, verrà infine la morte, che ci libererà della forma, di questa specie di scafandro che si siamo messi addosso.

Finito il cervello, finita la mente, finita la coscienza, finito l’io, finisce lo spazio-tempo. E quindi ci troveremo in un eterno presente, dove vive anche il passato che credevamo perduto.

A quel punto dovremo decidere se fermarci lì, come soggetti disincarnati, come semplici ologrammi energetci, o andare oltre secondo una progressione infinita.

giovedì 28 settembre 2023

I piaceri dell'amore

 

Chi non loda quel sentimento di unione e attrazione che chiamiamo amore? Qualcuno dice che è l’unico senso della vita. Qualcuno pensa addirittura che sia Dio.

Ma, se fosse Dio, non esisterebbe il suo contrario. Invece la realtà di questo mondo deve la sua esistenza proprio al gioco dei contrari, che sono complementari. Se esiste l’uno, deve esistere anche l’altro. Se non vuoi l’odio, devi annullare anche l’amore!

Per esempio, la luce esiste perché c’è il buio e il buio esiste perché c’è la luce: l’uno sorregge l’altro.

Anche l’amore esiste perché esiste il suo contrario: l’odio, la divisione, la repulsione, l’allontanamento, la distinzione…

Dunque chi vuole l’amore, vuole anche il suo contrario: l’inimicizia, il contrasto. Non puoi prendere l’uno e lasciare l’altro; devi prendere tutto il pacchetto.

Tuttavia, l’attrazione della vita e dei suoi piaceri è così irresistibile che tutti ci dimentichiamo che stiamo bevendo con il vino buono anche il veleno. E, quando poi le cose volgono al peggio, alla sofferenza, non vogliamo credere che siamo stati noi a volerle. È come la parte amara di una pillola che è stata rivestita di zucchero. Finito lo zucchero, arriva il fiele e noi ci chiediamo, ingenuamente, come sia potuto succedere,

È potuto succedere perché abbiamo dovuto prenderci tutto il pacchetto. O così o niente.

Per esserci il divenire, ci dev’essere il continuo gioco dei poli contrari, che non rimangono mai fermi, ma sfumano nell’opposto. Per esempio, a un periodo di felicità seguirà ineluttabilmente un periodo di infelicità, così come a un periodo di pioggia deve seguire un periodo di siccità e viceversa,

È una dinamica naturale, dovuta a sua volta alla suddivisione in tanti piccoli io. Ogni io, per esistere, deve contrapporsi agli altri, producendo inimicizia.

Gli innamorati cantori della vita sottovalutano deliberatamente i dolori della vita. Ma, come dice giustamente il Buddha, nessuno può sfuggire alle delusioni, ai distacchi, alle malattie, alla vecchiaia, alla morte e alle sofferenze dovute al vivere con chi non si ama e al lasciare o essere lasciati da chi si ama.

Piuttosto, c’è da dire che noi non abbiamo scelto, non siamo stati interpellati sul venire o meno al mondo. Però, la scelta è stata fatta da qualcuno: i nostri genitori. Consapevolmente o inconsapevolmente, loro hanno scelto di farci venire al mondo, e noi ne paghiamo le conseguenze.

Ma, prima di nascere, avevamo forse desideri o bisogni? Eravamo infelici? Eravamo incompleti? A me non risulta. E a voi?

Qualcuno ha commesso un grosso sbaglio. Ma ha parecchie scusanti, perché l’universo vuole così e ricorre ad ogni mezzo, a ogni inganno, a ogni trucco per portare avanti il suo progetto di vita.

L'amore è l'illusione primaria, non perché non esista, ma perché non esiste da solo.

Il mito di Gesù, il figlio di Dio, che viene per amore ma finisce crocifisso, non vi dice nulla? Non è così per tutti?

Siamone consapevoli sempre di più. Non cediamo alla pubblicità della vita, al conformismo, ai luoghi comuni. E agiamo di conseguenza.

mercoledì 27 settembre 2023

Il paradiso/inferno

 

Ho letto un articolo su Il Giornale a firma di Felice Manti che si intitola “Perché a volte è bene che esista l’inferno”. Vi si dice che, di fronte ai delitti che ha compiuto un mafioso come Matteo Messina Denaro, appena deceduto in carcere, l’unica giustizia che potrebbe punirlo sarebbe quella di un inferno divino.

Così, per questo autore (come per tanta gente), Dio avrebbe istituito un “luogo”, governato ovviamente da Satana, in cui punire in eterno i malfattori, come Hitler e Stalin (ma ci mettiamo anche Mussolini e Putin?).

Quindi il male verrebbe perpetuato, reso eterno, proprio da Dio.

Non c’è niente da fare: il nostro pensiero è dualistico e non può fare a meno di vedere la realtà attraverso schemi contrapposti di concetti, perfettamente complementari: bene/male, vita/morte, Dio/Satana, inferno/paradiso, alto/basso, amore/odio, giustizia/ingiustizia, ecc. Questi concetti sono complementari perché l’uno sfuma nell’altro, l’uno giustifica e sostiene l’altro.

Ma è il nostro pensiero che vede la realtà così, oppure la realtà è proprio duale? E non si può concepire una vera Trascendenza che sia al di fuori e al di sopra del bene e del male, della vita e della morte?

A queste truculente e feroci idee delle religioni, contrapponiamo un pensiero superiore, capace di uscire da ogni dualismo, per esempio quello della Bhagavad Gita indiana dove il vero Dio rimane “neutrale e distaccato”, non conosce “amico o nemico” e afferma che “chi pensa di essere stato lui a uccidere o chi pensa di essere stato lui ad essere ucciso, parla come un bambino ingenuo. Sappi che l’uomo vero, lo spirito dell’uomo non è nato e non può morire. Non nato, perpetuo, eterno, antico, esiste ed esisterà sempre…  Dal mondo dei sensi vengono caldo e freddo, piacere e dolore. Essi vengono e vanno: sono temporanei… L’uomo che non è da essi turbato, è degno di vita eterna. Né il non essere può essere, né l’essere può non essere… Lo spirito è al di là della distruzione. ..Sebbene questi corpi siano destinati a perire, lo Spirito che vi dimora è immortale, incommensurabile, indistruttibile… Come una persona lascia un vecchio vestito e ne indossa uno nuovo, così il Sé abbandona il suo corpo mortale e ne prende uno nuovo…”.

Dunque, non è bene che a volte esista l’inferno/paradiso o la vita/morte. Ma è bene che si vada al di là di questi illusori concetti della nostra mente.

Il senso di giustizia/ingiustizia riguarda questo mondo, ma non va al di là. Al di là c’è la fine del sogno o dell’incubo.

 

martedì 26 settembre 2023

Gli "oracoli" del Sé

 

Il senso di essere, la coscienza “io sono” è tutto quello che abbiamo per sapere di essere. Se non l’avessimo, vivremmo come gli animali, inconsapevoli. Ma questa coscienza può essere intensificata con la meditazione, diventandone cioè sempre più consapevoli.

Di solito l’uomo si accontenta di questa piccola coscienza e non cerca di andare oltre. Sa di non sapere quale sia la sua origine, o la attribuisce a qualche Dio creatore, ma, come ho già detto, anche questo “non sapere” è una conoscenza di qualcosa.

E chi è il soggetto di questa conoscenza? Non è più la coscienza che non sa, ma la consapevolezza che sa di non sapere.

Questa consapevolezza è già al di là della coscienza abituale, è a un livello superiore. È il cosiddetto Sé. Ed è qui che dobbiamo dimorare per fare una vera meditazione.

D’altronde, capita già nella vita di dimenticarci di noi stessi per essere veramente presenti. E in questi casi non abbiamo più pensieri,  nemmeno il pensiero o la sensazione di essere in meditazione.

Allora la coscienza ha un maggior senso di se stessa e testimonia senza sforzo tutto ciò che accade o può accadere. Non è più divisa in due.

Pochi considerano il fatto che, se abbiamo questo Sé superiore dentro di noi, dovremmo e potremmo essere molto più consapevoli e capaci di quanto lo siamo abitualmente.

Ma possiamo fare la prova e avere dimostrazioni ponendo una serie di domande al Sé superiore mentre facciamo tacere o mettiamo tra parentesi l’io inferiore con la sua logica duale. Il problema è di distinguere tra i due, tenendo presente che l’io inferiore possiede anche un centro inconscio che potrebbe confonderci le idee, mandandoci risposte che sono semplici desideri e non realtà.

Poiché il Sé superiore è al di fuori dello spazio-tempo e delle sue limitazioni, possiamo anche interrogarlo sui nostri strati più oscuri, sulla sorgente di tutto, sull’origine della coscienza, sugli altri, sul mondo, su interessi pratici, su problemi di ogni tipo e perfino sul futuro. In fondo gli antichi oracoli avevano proprio questa funzione, seppure a livello rozzo.

Il problema dunque è che cosa utilizzare quale mezzo di interrogazione o “metodo di divinazione”. E come assicurarci che le riposte vengano solo dal Sé.

Questo può avvenire se domandiamo allo stesso Sé di convalidarci, ogni volta, le risposte. Chiediamo: vengono dall’inconscio o dal Sé? E il Sé deve rispondere.

È un dialogo difficile perché irto di trabocchetti. Ma deve essere possibile. Perché il Sé è dentro di noi, è noi, il vero noi, quello che recupereremo quando moriremo.

Se una cosa è in noi, deve poter comunicare, seppur non in maniera comunemente razionale, ma oltre-razionale.

 

domenica 24 settembre 2023

I messaggi del Sé

 

Parte oggi a Padova il Festival della consapevolezza. Bella idea. Ma di quale consapevolezza parliamo? Siamo consapevoli in realtà di un sacco di cose. Ma, quando si parla di meditazione, la consapevolezza va diretta verso se stessa, verso il senso di esistere e verso la sua fonte.

Dovremmo innanzitutto essere consapevoli, ogni giorno, ogni ora, che siamo mortali e che dovremo abbandonare tutto: il corpo, la mente, il senso di esistere e la coscienza stessa, e non cullarci nell’illusione dei paradisi/inferni e delle resurrezioni.

Dovremmo poi essere consapevoli che questa vita non è stata che un sogno, un’illusione, un’apparenza e che la morte è la fine del sogno e il vero risveglio.

Ma, se c’è una trasformazione durante la vita, vuol dire che prima c’era un altro stato e che dopo ce ne sarà un altro: la continuità è una delle leggi dell’universo. Niente si crea e niente si distrugge, ma tutto si trasforma.

La nostra consapevolezza era stata preceduta dunque da un altro stato. Dobbiamo perciò tornare indietro, verso la nascita. E poi prima ancora.

La consapevolezza viene prima della coscienza, è ciò in cui appare la coscienza abituale.

Ciò che c’era prima non lo sappiamo. Ma come facciamo a dire che non lo sappiamo? Chi sa di non sapere, sa pur sempre qualcosa. Che cosa sappiamo?

Innanzitutto sappiamo che la consapevolezza assume vari livelli, varie forme e vari centri. La consapevolezza di un cane non è certo uguale alla nostra. E inoltre, anche all’interno della coscienza, distinguiamo un centro inconscio e un super-io. Ma c’è anche un livello sempre più alto di coscienza, in alcuni individui, che sconfina dalle strutture mentali note, pur dando indicazioni di sé.

È proprio il Sé, che non fa più parte dell’io consueto, ma è consapevole per esempio dell’andare e venire della coscienza normale. E che cos’è, se non lo stato originario, la nostra vera natura.

Si può andare sempre più in fondo per trovarlo, come una falda d’acqua, o sempre più in alto. È comunque questo stato che sa di non sapere in termini di logica e di concetti, ma sa qualcos’altro.

Dobbiamo cercare di individuarlo nella babele degli stati d’animo e utilizzare al meglio i suoi suggerimenti, che possono servirci anche nella vita pratica.

Dobbiamo solo distinguere ciò che ci viene dalla coscienza di veglia e dall’io inconscio, da ciò che viene da quel Sé.

Possiamo utilizzare la concentrazione, la meditazione o il vuoto mentale, oppure un metodo oscillatorio (vedi l'oscillatore armonico quantistico), come quello del pendolo, per farci avere delle risposte concrete.

Comunque sia, dobbiamo ricordarci che il Sé c’è sempre e può essere consultato per qualsiasi problema.

 

sabato 23 settembre 2023

L'arma del crocefisso

 

La recente proposta della Lega di rendere obbligatorio e “ben visibile” il crocefisso nelle scuole, negli edifici pubblici e anche negli aeroporti è il miglior esempio dell’uso politico della religione. Previste multe fino a 1000 euro.

Un esempio che aveva già sfruttato Salvini quando si presentava, senza vergogna, senza pudore, con il crocifisso in mano. (Cosa non si fa per essere eletti!).

Un uso strumentale della religione seguito dalla nostra televisione, che dovrebbe essere pubblica e laica, quando in tutti i telegiornali ci informa sulle opinioni e sui sentimenti del Papa: ogni volta che c’è una sciagura, ci fa sapere che il Papa è addolorato e prega per le vittime. (Ma chi se ne frega?).

Questa classe governativa è talmente ignorante e rozza che vorrebbe trasformare obbligatoriamente l’Italia in uno Stato di talebani cattolici.

Questa classe di politici, usciti evidentemente dalle parrocchie piccole-borghesi, vorrebbe riempire il suo vuoto di cultura e di idee con una finta religiosità autoritaria.

Non sapendo nulla di spiritualità, vorrebbe usare la religione come una clava per colpire la libertà dei cittadini.

La Chiesa naturalmente tace, sempre pronta a farsi soccorrere dai politicanti in cerca di consensi. Non si sa mai che le anime si convertano e scoprano la “vera religione” a suon di multe.

Ma la Lega non era quella che voleva separare il nord dal sud e bruciare il tricolore? Ce lo siamo dimenticati? Nel progetto della “autonomia” regionale non c’è lo stesso intento? O era falsa prima o è falsa adesso.

Mussolini proclamava 85 anni fa l’antisemitismo di Stato e la persecuzione degli ebrei e di quelli che la pensavano diversamente anche in materia di religioni. E oggi Salvini vuole imporre il crocefisso di Stato.

L’anima del fascismo non muore mai in Italia - o devo dire in Padania?

 

venerdì 22 settembre 2023

Il Testimone

 

Il post “La magnifica illusione” ha suscitato dei commenti in alcuni lettori, cui ho risposto con un testo che ora riporto ed estendo…

Il Testimone, ciò che conosce il dualismo e i limiti della mente, non fa parte della mente stessa e non è legato al concetto di spazio-tempo. Non è l' "io sono", ma ciò che eri prima di nascere e che sarai dopo la morte. E' al di là del dualismo. Infatti, prima di nascere, non eri né infelice né infelice, ma in un terzo stato - trascendente. Quando muorirai, scomparirà il concetto di "io sono", ma non succederà niente al conoscitore di tutto il processo, che non fa esperienza di felicità/infelicità e di nascita/morte.
Dobbiamo capire che tutto ciò che si basa su concetti dualistici è una specie di "magnifica illusione" o di sogno, una rappresentazione irreale che prima o poi sparirà, così come spariranno il concetto di io e perfino quello di testimone. Non ci sarà più niente di... falso o concettuale. Ma questo "niente" sarà lo stato perfetto.
Non è l'individuo che assume una coscienza, ma è la coscienza che assume forme individuali, per rendersi manifesta. E' difficile da comprendere. Ma niente nasce e niente muore - tutto ciò che sperimentiamo è pura apparenza, gioco delle parti, gioco illusionistico. La morte riporterà la Realtà. Perché anche la morte è un’illusione.

Aggiungo che già adesso è così. Se ci fai caso, non sempre pensi in senso dualistico o con il senso di essere un io. Quando ti dimentichi di queste funzioni mentali, continui pur sempre ad essere e ad essere meglio. Poi ripiombi nella prigione dell’immagine o del concetto di te stesso.

Tu non sei il concetto o l’immagine, ma il conoscitore di queste cose. E, più te ne rendi conto, più sarai libero. Chi conosce l’impermanenza è ciò che esiste sempre, l’entità che lo sa è permanente. Ed è già lì. Tu sei quello. Quella è la tua vera identità, non quella dell’io, della nazione, della famiglia o della società.

Però, non puoi conoscerla nel senso dualistico di un soggetto che conosce un oggetto, perché non è altro da te, ma esattamente ciò che sei.

giovedì 21 settembre 2023

Il nazionalismo della destra

 

Il concetto di nazione, agitato dalla destra, è un residuo del passato, di un’epoca in cui le nazioni si facevano in continuazione la guerra. Guardate in Europa quante guerre ci sono state: erano tutte motivate da nazionalismi. Ogni paese europeo ha fatto la guerra agli altri paesi, con stragi enormi. E le due ultime guerre mondiali non erano motivate da nazioni che si credevano superiori alle altre e che volevano conquistarle?

Anche l’attuale guerra della Russia è stata scatenata da motivazioni nazionaliste: la grande Russia, l’impero perduto, la sottomissione con la forza dei paesi limitrofi, ecc.

E la destra meloniana rispolvera oggi l’ideale della nazione.

Eppure milioni di italiani e di altri europei hanno abbandonato la loro nazione per andare in un’altra dove c’erano migliori condizioni di vita. E sono diventati cittadini di un’altra nazione. 

Questo succede ancora oggi. Per esempio, gli infermieri e i medici della Lombardia vanno in Svizzera, in America o in altri paesi perché sono pagati di più. 

La nazione è utile solo quando ti dà lavoro e una vita dignitosa, ma bisogna andarsene quando non riesce a farlo. E così fanno oggi gli immigranti, che fuggono dai loro paesi dove si fa la fame e ci sono guerre e caos e vogliono arrivare in Europa.

A cosa serve la nazione quando non funziona e ti soffoca ogni tentativo di realizzazione? E' un ostacolo, non una fortuna.

Anche oggi migliaia di giovani italiani abbandonano l’Italia perché la loro nazione non offre più opportunità di miglioramento. Dobbiamo considerarli traditori della Patria? Dovrebbero rimanere in un paese che non  offre loro una vita dignitosa?

Perciò, mettere prima i valori della nazione, come fa la Meloni, è pura retorica senza sostanza. Me ne andrei anch’io se trovassi in un’altra nazione una condizione migliore di vita. E tutti lo farebbero, tranne i parenti della Meloni che trovano in Italia posti prestigiosi senza alcun merito.

Io abolirei tutte le nazioni che si sono arbitrariamente divise la Terra in pezzetti e che competono fra loro, e vorrei una nazione unica: il mondo.

Alberto Einstein, quando emigrò in America perché perseguitato in patria e gli fu chiesto di che nazionalità era, rispose: "Cittadino del mondo!"

Non c’è un solo problema di quelli che affliggono oggi il mondo (l’immigrazione, l’inquinamento, il riscaldamento terrestre, ecc.) che sia risolvibile a livello nazionale. Perché allora volere ritornare indietro, alle “piccole patrie”? È solo un tentativo velleitario e reazionario di gente che vuole ingabbiare i popoli e tornare indietro nella storia.

Il concetto di nazione è oggi solo polvere negli occhi per confondere le idee.

Realizzatevi nel mondo se potete. Siate cittadini del mondo, anzi universalisti.

Solo i poveri, gli ignoranti, i limitati e i privilegiati sono nazionalisti.

mercoledì 20 settembre 2023

La magnifica illusione

 

Il fisico Guido Tonelli ha pubblicato un libro intitolato Materia: la magnifica illusione (Feltrinelli) dove ci spiega come la materia che, finora abbiamo considerata solida e stabile, si riveli, alla luce degli ultimi studi scientifici, fragile, inconsistente, cangiante e sostanzialmente “illusoria”, una specie di sogno che sperimenta tutti gli stati possibili, esattamente come dicono certe filosofie orientali.

Innanzitutto, materia ed energia sono la stessa cosa e tutto ha origine da uno stato di Vuoto quantistico ribollente che è capace di trasformarsi e di subire metamorfosi. Gli atomi e le altre particelle sono tutt’altro che immutabili e si aggregano e si disgregano in campi che interagiscono fra di loro.

Quello che vediamo è quindi un’apparizione temporanea che è destinata a cambiare. Come diceva il Buddha, il mondo è un flusso continuo e impermanente e la coscienza dell’io è simile a un fantasma che è impossibile cogliere.

All’origine c’è un Vuoto che “crea” in pochi attimi tutto l’universo visibile, ma che è anche pronto a farlo sparire. Le cose e gli enti sono e non sono e non hanno una consistenza definita: sono apparizioni simili a fantasmagorie. Si uniscono per poco e poi si dissolvono.

Cercare anime stabili o Iddii eterni è davvero un’impresa fallimentare. L’unica cosa che possiamo fare è non accontentarci di quel che abbiamo o siamo e di capire che ogni identità è destinata a dissolversi senza lasciare traccia.

Possiamo però dimorare in questa incertezza scoprendo che, in fondo, non siamo né il nostro corpo né la nostra mente né gli eventi che ci accadono, ma ciò che li testimonia staccandosi da tutto.

martedì 19 settembre 2023

L'incapacità della destra

 

Mai avremmo creduto che un governo che si definisce di destra e che ha sempre tuonato contro l’immigrazione, fosse incapace a tal punto da riempirci di migliaia di immigrati, che si accamperanno intorno alle nostre città, aumentando il degrado, la criminalità, l’illegalità e il nostro vivere civile.

Da una parte si inneggia al nazionalismo e si fa la faccia feroce inasprendo le pene, dall’altra si implora l’intervento degli altri paesi per risolvere problemi che nessuna nazione, da sola, può affrontare. Nessuno dei grandi dilemmi che oggi ci affliggono può essere risolto in ambito nazionale: l’immigrazione, la crisi climatica, la crisi economica, la crisi finanziaria, la crisi demografica, il debito pubblico e così via.

I “patrioti” in questo momento servono solo ad acchiappare voti da gente ingenua che crede ancora di trovare soluzioni nazionali a problemi mondiali.

Qualche buontempone leghista vorrebbe addirittura lasciare l’isola di Lampedusa e la Sicilia agli immigrati africani e ritirarsi al nord. Lo dica a Salvini che vorrebbe costruire un ponte fra Sicilia e Calabria su cui transiterebbero ancora più facilmente gli immigrati. Ma forse i leghisti abbandonerebbero anche la Calabria, le Puglie e la Campania agli stranieri. Vecchio sogno leghista. Ma lo dicano alla Meloni che sventola bandiere italiane dappertutto e vorrebbe essere nazionalista!

Il caos, come sempre, regna in Italia, per colpa di governanti che hanno la segatura nel cervello. Come cantava Battiato in “Povera Patria” siamo governati da “gente infame che non sa cos’è il pudore”, “perfetti e inutili buffoni”, che si fanno pagare a peso d’oro per apparire in televisione a dir minchiate.

Povero Dio!

 

Povero Dio! Quanti crimini sono stati compiuti in suo nome. Prima è stato arruolato dalle religioni e dalle loro “guerre sante” e oggi dai politici di destra, che invocano Dio per giustificare le loro opere.

Se avesse la parola, direbbe: “Ma io che c’entro?” Io sono un onesto e puro Vuoto che vorrebbe trasformarsi in un Tutto, che poi ritornerà a essere Nulla.

Sono un campo di punto zero, eterna fluttuazione quantistica, pura potenzialità… Che c’entro io con le vostre faccende, con le vostre religioni e con le vostre politiche?

Dio, patria e famiglia… non ne so niente! Lasciatemi stare!

Il punto zero

 

L’uomo comune si chiede: “Se l’universo è nato dal Nulla, chi ha creato il Nulla?

Ovviamente, Nulla (o Nessuno!).

Ma perché la nostra mente ha bisogno di credere ai creatori? Perché è duale: se c’è qualcosa – ragiona – ci dev’essere una causa precedente. E invece no! È solo il tempo che fa credere che le cose siano successive, mentre invece sono contemporanee.

L’energia non può essere né creata né distrutta, dice il primo principio della termodinamica. Questo vuol dire che le cose si trasformano, ma che l’energia si manifesta da sé.

L'amore

 

Tu sei mia?

A parte il fatto che nessuno è di nessuno, è meglio dire: tu sei una parte di me.

Ed io, attraverso di te, scopro l’amore per me… l’amore per il Sé che è la fonte originale dell’amore.

Questa è la verità. Ognuno cerca nell’amore per l’altro l’amore per il Sé, per ciò che è veramente, per la propria identità ultima.

lunedì 18 settembre 2023

Chi sei veramente

 

Al momento di nascere, nessuno ti ha chiesto il tuo parere. In realtà, sono stati i tuoi genitori che, in un momento di piacere e di inconsapevolezza, ti hanno catapultato in questo mondo. Con la loro energia, che è parte dell’energia generale, si sono incontrati e ti hanno generato. Se sei contento, ringraziali. Se sei scontento, incolpali. Hanno ceduto alla volontà della vita. Si sono lasciati andare. Questa è la loro colpa. Hanno creduto nella vita.

Ma la vita ha un pungiglione velenoso che ti ucciderà, così come ha ucciso i loro genitori e i genitori dei loro genitori e tutti quanti.

Si sono perfino inventato un Dio e il paradiso per giustificare il loro errore. Ma poi hanno dovuto ammettere anche il Demonio e l’inferno. Così continua il dualismo.

Chi cede alla vita, si dimentica della morte, della malattia, della vecchiaia, della sofferenza.

Loro dicono che ne vale comunque la pena. Ma potrebbero dire altrimenti? Potrebbero dire che si sono sbagliati?

Per fortuna, tu non sei quello che hanno voluto. Tu sei qualcos’altro. Eri lì e ti hanno tirato giù, ingabbiandoti in un corpo, in una mente, in una coscienza e nel dominio dell’essere. Ma tu sei oltre l’essere e il non-essere. E quello nessuno lo ha creato e nessuno lo ucciderà.

Dio, il Vuoto e il dualismo

 

Si può ancora credere in Dio, che non è però quello delle religioni, che è troppo rozzo e antropomorfo.

Il Dio di cui parlo è l’energia infinita che è sì creatrice ma anche distruttrice e non si cura degli individui. Non è un Padre e neanche una Madre. Non può essere raffigurato perché è energia.

È più simile al Vuoto, che assomiglia a un utero da cui esce tutto.

Il Vuoto non è affatto vuoto, perché la sua energia non è mai pari a zero; possiede l’energia per essere, ovvero possiede un’energia per essere, possiede un’energia per il solo fatto di essere.

Il Vuoto, esistendo, è pura contraddizione. Dio è pura contraddizione o, come diceva il Cusano, coincidentia oppositorum. Questa è la fonte dell'energia.

Il Vuoto fluttua e pullula di particelle e antiparticelle a coppia.

La coppia, come tutte le coppie, scoppia: cioè si annichila in un lampo di luce (“E la luce sia!”) producendo energia che può creare in pochi millisecondi interi universi.

Ecco perché l’universo è duale e basato su coppie. Ed ecco perché anche lui è una delusione.

È inutile pregarlo. Si può pregare un’energia, senza volto e senza forma?

Se poi credi che Dio sia solo Bene e voglia il tuo bene, scordatelo.

Quando tutte le coppie si annichilano, tu stesso sei quell’energia. Ma ora non lo sai.

 

domenica 17 settembre 2023

Dimorare in se stessi

 

Tu sai di esistere perché sei cosciente, perché hai il senso di essere, che si è formato a poco a poco dopo la nascita. Prima non sapevi nulla, non sapevi di esistere. Ora lo sai e ti identifichi con un io: “Io sono questo qui”.

Ma l’io, a ben vedere, è popolato di tanti io, perché non puoi dire che l’io di quand’eri bambino sia lo stesso di ora che sei adulto. È diverso. Comunque la memoria conserva dei ricordi di quell’antico io e ti dice che, in fondo in fondo, sei sempre quello.

Ma, quando morirai o sarai colpito da Alzhaimer, non ti ricorderai più nulla. Perché, insieme al corpo e alla mente, verrà distrutto il tuo senso di essere.

Se perciò ti identifichi con quel senso di essere, scomparirai per sempre.

Ma tu sei il conoscitore di tutto ciò e, quindi, sei separato dal corpo, dalla coscienza e dalle esperienze in cui sei coinvolto. Tu vieni prima della coscienza e del suo senso di essere. È questo il punto.

È in questo punto che ti devi radicare. È su questo punto che devi mirare. È questo punto o centro su cui devi fare affidamento.

Allenati a trovarlo, a identificarlo. È l’osservatore, il Testimone, il Sé, che è distaccato da tutto. Sono la separazione, la distinzione e il distacco che ti fanno scoprire chi veramente sei, prima di tutto, in fondo a tutto, fuori da tutto… anche dal tempo e dal suo divenire.

Tu sei questo, non il personaggio della tragicommedia umana.

Non si tratta, però, di un io individuale, ma di un io che si approssima al tutto, superando i propri confini.

Non è quindi un’anima, così come la intendiamo nel senso comune (un’essenza), ma di un io allargato, di un io trascendente, di ciò che c’è prima dell’anima, dello stato tendente allo stato originale.

Essendo uno stato originale, può ancora essere un io delimitato, tenendo conto che l’ultimo stato originale è l’io che ha perso ogni confine e si è fuso con l’Uno senza secondo.

Il Sé finale è l’Uno o Dio, l’energia infinita. Ma lì si perde tutto.