Perché questa teoria è venuto in mente a uno come me che si è sempre interessato di filosofie orientali? Perché nelle filosofie orientali ci sono idee molto moderne: gli enti come realtà ondulatoria, la realtà vibrazionale, la relazione come primaria rispetto agli enti, la complementarità degli opposti...tutte idee che sono arrivate in Occidente da pochi decenni attraverso la scienza . Non certo attraverso la filosofia. Da noi c'è stato Cartesio con la sua idea deleteria della divisione tra mente e materia. Di conseguenza c'è stata una divisione della filosofia dalla scienza e lo sviluppo di tanti saperi separati. Da una parte questa è stata la fortuna della scienza, che si è potuta sviluppare senza fardelli. Ma in Oriente c'era un'idea che io ho ripreso: che tutta la conoscenza potesse avere un'unica origine e che si potesse elaborare una tecnologia della coscienza. Pensate ad un'opera come gli Yogasutra di Patanjali, un tentativo di costruire una scienza della mente. Patanjali aveva capito che la mente è un centro di vibrazioni, di oscillazioni o di fluttuazioni, e si poneva il problema di come regolarle. E vedeva l'importanza delle posizioni del corpo (asana), della modulazione della respirazione (pranayama), della ritrazione sensoriale, della concentrazione e della meditazione. Eh sì, perché la meditazione è sempre stata questo: un tentativo di controllare tecnicamente la coscienza. Lasciate perdere le interpretazioni misticcheggianti e vedetela come una primitiva tecnologia della coscienza. I miei primi libri si riferivano proprio alla "tecniche" per influire sulla coscienza. Tecniche . Anche il mio costante riferimento al Taoismo e al suo concetto di complementarità degli opposti può essere visto un tentativo di collegare queste idee alla scienza moderna. Pensate che il famoso simbolo dello Yang e dello Yin, con la sua divisione sinusoidale (cioè ondulatoria), richiama alla mente la struttura del DNA (la doppia elica) e le tante strutture bipolari o spiraleggianti della natura, dalle conchiglie alle galassie. E pensate che il suo codice numerico richiama un codice binario (il che fu notato nel 1700 da Leibnitz) e dunque l'attuale codice informatico. Se al posto di Yang mettete 1 (il maschile) e al posto di Yin mettete 0 (il femminile) avete il meccanismo in base a cui oggi funzionano i computer. E pensate che i computer quantistici di ultima generazione lavorano non solo grazie allo stesso codice ma anche alle sovrapposizioni oscillatorie di 1 e 0. Il che fa del qubit una perfetta rappresentazione della diade oscillante.
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