venerdì 6 marzo 2026

Contemplazione e fede

C'è una bella differenza tra chi è portato all'osservazione, alla riflessione o alla meditazione, e chi si sente portato alla fede e alla religione. Sono due strade diverse. Nietzsche scriveva in  Al di là del bene e del male che "chi si sente destinato alla contemplazione, e non alla fede, trova tutti i credenti troppo rumorosi e importuni, e si mette al riparo da loro". In effetti, l'uomo che crede di credere vorrebbe convincere tutti della sua fede, e diventa un seccatore. Il contemplativo lo trova eccessivamente invadente - un rozzo individuo che non vuole osservare e riflettere, schiavo di una metafisica ormai superata. Vorrebbe trovare in Dio un tappabuchi universale, non solo creatore, ma anche buono, amorevole, soccorrevole e principio di ogni etica e giustizia. Peccato che il mondo non sia né etico né giusto, segnato da leggi feroci, come quella che spinge tutti gli esseri a uccidersi per divorarsi a vicenda. Del resto, quale Dio? Quello di Putin o quello di Trump? Oggi ho visto un video della Casa Bianca in cui Trump e i suoi fedeli pregavano Dio per la vittoria in Iran...uccidendo centinaia o migliaia di persone innocenti. E, allora, quale Dio? Ancora quello che guidava gli eserciti nell'antico Israele e che comandava di sterminare i popoli vicini, fracassando la loro testa sulle pietre? E non è finita. Ci sono quelli che in nome di Dio uccidono violentemente e quelli che uccidono con più delicatezza, soffocando, imprigionando.

"Si è stati cattivi spettatori della vita se non si è vista anche la mano che delicatamente uccide". Per esempio, quella dell'amore. "L'amore verso un solo essere è una barbarie: esso infatti si esercita a detrimento di tutti gli altri. Anche l'amore verso Dio."

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