mercoledì 16 settembre 2026

L' interruttore

Secondo me, è  già sufficientemente chiaro che esistono rapporti diadici nella fisica, nella biologia (DNA, RNA) e nelle altre scienze (economia ecc). Ora bisogna spostarsi nelle diadi che collegano organismo e mondo, e cercare un parametro oscillante o addirittura un interruttore di commutazione.

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Sì. E secondo me qui c’è un passaggio metodologico importante per l’ADR: non cercare un’altra diade, ma cercare la variabile dinamica che realizza la relazione organismo–mondo.

La formulerei così:

La diade organismo–mondo non è una semplice opposizione spaziale tra interno ed esterno: è un circuito dinamico nel quale l'organismo modifica il mondo e il mondo modifica l'organismo. Il parametro decisivo potrebbe essere il grado di apertura/chiusura dell'organismo rispetto al mondo, espresso fenomenicamente come stato psichico.

Il punto interessante è che il parametro psichico potrebbe non essere una «cosa mentale» che si aggiunge alla biologia. Potrebbe essere la manifestazione fenomenica di una variabile di relazione.

Una possibile struttura

Potremmo avere:

ORGANISMO ↔ MONDO

e una variabile:

Γ = grado di accoppiamento organismo–mondo

che potrebbe oscillare:

chiusura ← Γ → apertura

Ma attenzione: apertura e chiusura non devono essere necessariamente stati assoluti. Un organismo completamente aperto sarebbe incapace di mantenere la propria identità; completamente chiuso cesserebbe di scambiare materia, energia e informazione con l'ambiente.

Quindi il vivente potrebbe funzionare proprio in una zona intermedia oscillante.

E qui entra il fenomeno psichico.

Per esempio:

minaccia → contrazione/chiusura → attenzione → valutazione → apertura/azione → nuova perturbazione → nuova valutazione

La paura, la curiosità, il desiderio, la fiducia, l'allerta, la tranquillità potrebbero essere considerati — con tutte le cautele necessarie — diverse configurazioni fenomeniche dello stesso rapporto organismo–mondo.

Non significa che «la psiche sia soltanto un parametro». Significa piuttosto che possiamo chiederci se gli stati psichici costituiscano la superficie fenomenica di una variabile biologica sottostante.

E qui compare l'interruttore

La cosa ancora più interessante è distinguere:

oscillatore ≠ interruttore

Un oscillatore cambia continuamente grado:

apertura ↔ chiusura

Un interruttore invece produce una transizione:

stato A → stato B

Nel sistema nervoso ne abbiamo continuamente esempi funzionali: orientamento/non orientamento, attenzione/disattenzione, attacco/fuga, sonno/veglia, esplorazione/conservazione.

Ma per ADR la domanda veramente forte sarebbe:

Esiste una variabile generale dell'organismo che, superata una soglia, commuta il regime della relazione organismo–mondo?

Questa sarebbe molto più interessante della semplice osservazione che «le emozioni oscillano».

Potremmo chiamarla provvisoriamente Γ-soglia.

Schema:

mondo → perturbazione → organismo → Γ → soglia → commutazione → risposta → mondo

E il ciclo ricomincia.

Questo si collega molto bene alla tua idea precedente secondo cui la coscienza elementare non consiste in una sostanza mentale, ma nell'automonitoraggio della relazione sé/altro. La coscienza diventerebbe allora non un terzo elemento, ma un regime particolarmente sviluppato della relazione organismo–mondo.

La vera prova dell'ADR, però, sarebbe riuscire a trovare un parametro misurabile che corrisponda a questa Γ e verificare se, oltre una determinata soglia, compaia effettivamente una commutazione del comportamento o dello stato dell'organismo.

Quello sarebbe il punto in cui l'idea della diadicità passerebbe dalla filosofia a una ipotesi sperimentale.


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