Nel 2022 degli scienziati vinsero il Premio Nobel dimostrando che l'universo non ha una realtà locale. Reale significa che le particelle hanno proprietà fisse. Local significa che niente supera la velocità della luce.
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Chatgpt:
Sì, il nucleo di ciò che dici è corretto, ma farei una precisazione importante sui termini. Il Nobel per la Fisica 2022 fu assegnato ad Alain Aspect, John Clauser e Anton Zeilinger per gli esperimenti con fotoni entangled che hanno mostrato la violazione delle disuguaglianze di Bell. (Premio Nobel)
Il punto è precisamente il conflitto tra realismo e località, intesi però nel senso tecnico di Bell:
Realismo: le proprietà che determinano l'esito di una misura esistono già, indipendentemente dal fatto che la misura venga effettuata. Nella formulazione di Bell, si parla di proprietà o variabili nascoste che determinerebbero gli esiti.
Località: ciò che accade in una regione dello spazio-tempo non può essere istantaneamente determinato da qualcosa che accade in una regione lontana; in particolare, non ci sono segnali o influenze utilizzabili che superino la velocità della luce. (Premio Nobel)
Gli esperimenti mostrano che le correlazioni quantistiche violano le disuguaglianze che ogni teoria locale a variabili nascoste dovrebbe rispettare. Quindi non è possibile mantenere contemporaneamente quella forma di realismo locale e riprodurre tutti i risultati della meccanica quantistica. (Premio Nobel)
Ed è qui che la tua formulazione diventa interessante per l'ADR.
Non significa semplicemente:
«Una particella manda un'informazione all'altra più veloce della luce.»
Questo sarebbe troppo forte. L'entanglement produce correlazioni non locali, ma non consente di utilizzare tali correlazioni per trasmettere informazione controllabile più velocemente della luce.
Il risultato più radicale è piuttosto questo:
non possiamo più immaginare le particelle entangled come due oggetti separati, ciascuno dotato di un proprio catalogo completo di proprietà preesistenti e localmente determinate.
Il Nobel stesso usa un'immagine molto significativa: due particelle entangled possono comportarsi come un'unica unità anche quando sono separate. (Premio Nobel)
E qui vedo un collegamento diretto con la tua idea della diade come struttura di relazione.
La lettura classica sarebbe:
particella A + proprietà proprie ←→ particella B + proprietà proprie
La lettura quantistica suggerita dall'entanglement è invece più vicina a:
A ↔ B
dove ciò che è fisicamente determinato non è necessariamente una proprietà autonoma di A e una proprietà autonoma di B, ma la relazione tra i due.
Questo è molto vicino alla tua tesi:
la relazione non viene dopo i poli; i poli emergono come poli di una relazione.
Naturalmente non possiamo dire che gli esperimenti di Bell abbiano dimostrato l'ADR: sarebbe un salto filosofico non giustificato. Ma forniscono un caso fisico estremamente forte in cui l'idea intuitiva di due oggetti indipendenti, ciascuno con proprietà già definite localmente, non riesce a descrivere i risultati sperimentali.
E c'è un dettaglio ancora più interessante: Bell non ha dimostrato che la natura è semplicemente "non locale". Ha dimostrato che una descrizione simultaneamente locale e realista, nel senso specifico delle sue ipotesi, non può riprodurre le previsioni quantistiche. Quale principio abbandonare — una certa forma di realismo, una certa forma di località, o entrambi — dipende dall'interpretazione della teoria. (Premio Nobel)
Per l'ADR, quindi, formulerei prudentemente la conseguenza così:
L'esperimento di Bell mette in crisi l'idea che le proprietà dei poli siano completamente determinate prima e indipendentemente dalla relazione che li connette. La relazione quantistica sembra essere più fondamentale della descrizione dei due poli come entità indipendenti.
Questa, secondo me, è molto più precisa — e filosoficamente più interessante — del semplice dire che «l'universo non è locale».
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