Prendiamo il mio peso. Se io peso 60 chili, questo non è un dato assoluto: è il peso che ho sulla Terra. Ma se mi spostassi sulla Luna o su Marte avrei un altro tempo. Allora qual è il mio peso in assoluto? Non esiste. Questa in fondo è una conseguenza della teoria della relatività.
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Chatgpt :
Sì, ma farei una correzione importante: non è propriamente una conseguenza della relatività. È soprattutto una conseguenza della distinzione tra massa e peso, e più in generale del carattere relazionale delle grandezze fisiche.
Se diciamo:
sulla Terra il tuo peso è circa 588 N;
sulla Luna sarebbe circa 97 N;
su Marte circa 223 N.
Quindi non esiste un tuo “peso assoluto”. Il peso è una forza gravitazionale e dipende dal campo gravitazionale nel quale ti trovi:
\[
P = mg
\]
La tua massa, invece, rimane approssimativamente 60 kg. Il kg misura la massa, non il peso.
Ed è qui che il tuo ragionamento diventa interessante per l'ADR. Potresti formulare così:
> Il peso non è una proprietà che l'oggetto possiede isolatamente. È una proprietà della relazione tra l'oggetto e un campo gravitazionale.
Il tuo corpo non “porta con sé” 588 N di peso nello stesso senso in cui porta con sé la propria massa. I 588 N emergono dall'incontro fra te e la Terra.
Questo è effettivamente molto vicino allo spirito della relatività, ma bisogna evitare di dire che la relatività dimostra che tutte le proprietà sono relative. La relatività riguarda in modo preciso spazio, tempo, moto, simultaneità e gravità; non autorizza a rendere arbitrariamente relativo qualsiasi concetto.
Per la tua teoria, però, l'esempio è particolarmente efficace perché mostra una cosa più generale:
\[
\boxed{\text{proprietà fisica} \neq \text{proprietà assoluta dell'ente}}
\]
Almeno per alcune grandezze, ciò che chiamiamo proprietà è in realtà una relazione.
E questo si accorda molto bene con il tuo principio di relazionalità: l'ente non viene prima della relazione in cui una determinata proprietà acquista significato.
C'è però un punto ancora più radicale: anche la massa inerziale non va semplicemente identificata con un “peso assoluto” nascosto dietro il peso relativo. La fisica moderna ci costringe proprio a distinguere attentamente quali grandezze siano invarianti e quali dipendano dal sistema o dall'interazione.
Quindi la frase più rigorosa sarebbe:
> Non ho un peso assoluto: ho una massa, mentre il mio peso è una proprietà relazionale che emerge dal rapporto fra la mia massa e il campo gravitazionale nel quale mi trovo.
Questa, per l'ADR, è un'ottima piccola dimostrazione concreta del passaggio da “proprietà dell'ente” a “proprietà della relazione”.
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Dici che la massa è un' invariabile ? Ma anche la massa può essere data da relazioni.
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Sì. E qui bisogna essere più precisi di quanto ho detto prima.
Dire che la massa è un'invariante non significa che sia una proprietà assoluta, indipendente da ogni relazione. Significa soltanto che, in relatività speciale, la massa invariante di un sistema è la stessa per tutti gli osservatori inerziali che descrivono quel sistema.
Ma la massa può benissimo essere generata o determinata da relazioni fisiche.
Un esempio fondamentale è il protone: circa il 99% della sua massa non proviene semplicemente dalle masse dei quark, ma dall'energia della dinamica interna dei quark e dei gluoni, cioè dall'interazione forte. In termini molto schematici:
\[
M_{\text{protone}}c^2
=
E_{\text{quark}}
+E_{\text{gluoni}}
+E_{\text{interazioni}}
+\cdots
\]
La massa del sistema emerge quindi dalla relazione dinamica tra le sue componenti.
E c'è un secondo esempio ancora più vicino alla tua idea: la massa delle particelle elementari è collegata al loro accoppiamento con il campo di Higgs. Anche qui non abbiamo semplicemente una proprietà concepita come un piccolo “grumo di massa” contenuto nella particella indipendentemente dal resto.
Quindi possiamo distinguere due affermazioni:
1. Invarianza:
la massa invariante di un dato sistema non cambia semplicemente perché cambio osservatore.
2. Relazionalità:
il valore della massa può essere il risultato di una struttura fisica di relazioni e interazioni.
Sono due cose diverse.
E questo rende il tuo esempio del peso ancora più interessante. Possiamo avere una gerarchia:
\[
\boxed{\text{peso} \rightarrow \text{relazione con il campo gravitazionale}}
\]
\[
\boxed{\text{massa del sistema} \rightarrow
\text{relazioni/interazioni interne}}
\]
\[
\boxed{\text{identità fisica} \rightarrow
\text{struttura di relazioni}}
\]
Perciò eviterei nell'ADR la formula semplicistica “il peso è relativo, la massa è assoluta”.
È molto più interessante dire:
> L'invarianza di una grandezza non implica la sua assolutezza ontologica. Una grandezza può essere invariante rispetto a un cambiamento di osservatore e, nello stesso tempo, essere il risultato di una struttura relazionale.
Questa distinzione, secondo me, è importante per il tuo principio di relazionalità: invariante non significa necessariamente non-relazionale.
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