Cosa c'è di più oscillatorio in senso contrapposto dei nostri stati psichici? Potremmo vederli come misura del rapporto tra mente e materia?
**
Chatgpt:
Sì, ma farei una precisazione importante: gli stati psichici sono certamente oscillatori, ma non sono semplicemente un pendolo tra due poli. E proprio qui la tua ADR potrebbe trovare un terreno interessante.
Pensiamo a fenomeni elementari:
piacere ↔ dispiacere
attrazione ↔ repulsione
apertura ↔ chiusura
eccitazione ↔ calma
fiducia ↔ diffidenza
attività ↔ riposo
attenzione ↔ distrazione
speranza ↔ delusione
amore ↔ odio
sicurezza ↔ paura
Non rimaniamo stabilmente in uno dei due estremi. La vita psichica è continuamente una regolazione della distanza dal polo opposto. E spesso l'oscillazione non è periodica: è irregolare, con inerzia, soglie, sovraelongazioni e ritorni.
Questo permette una formulazione interessante per l'ADR:
Uno stato psichico potrebbe essere descritto come il regime dinamico assunto dalla relazione tra organismo materiale e mondo, non come uno stato interno isolato.
In questo senso, però, eviterei di dire che lo stato psichico è la misura del rapporto tra mente e materia. Sarebbe troppo forte scientificamente. Direi piuttosto:
Lo stato psichico è una possibile manifestazione fenomenica e dinamica del rapporto tra il regime materiale dell'organismo e il suo regime mentale.
Il punto decisivo è che la materia non è un polo statico. Il cervello, il sistema nervoso, gli ormoni, il corpo autonomico sono essi stessi sistemi dinamici. E ciò che chiamiamo paura, desiderio, gioia o ansia emerge dalla loro relazione con ciò che l'organismo percepisce e con la rappresentazione che costruisce del proprio rapporto con l'ambiente.
Quindi potresti avere una catena di questo tipo:
ambiente → corpo → percezione → stato psichico → azione → modificazione dell'ambiente
e poi di nuovo:
ambiente modificato → corpo modificato → nuova percezione → nuovo stato psichico...
Questa è un'oscillazione circolare, non semplicemente lineare.
Ed è molto vicina alla tua idea recente che la coscienza non sia semplicemente mente che osserva materia, ma la relazione circolare tra organismo, ciò che esso percepisce e la capacità di percepire il proprio rapporto con ciò che percepisce.
La conseguenza teoricamente forte sarebbe questa:
La psiche non sarebbe una terza sostanza collocata tra mente e materia, ma il regime oscillatorio della loro relazione.
Questa formulazione, però, va trattata come ipotesi filosofico-teorica, non come fatto scientificamente dimostrato. Per diventare una vera proposta quasi-scientifica dell'ADR, bisognerebbe poi specificare quale variabile osservabile corrisponda alla "distanza" o allo "scarto" tra i due regimi e verificare se gli stati psichici mostrino effettivamente dinamiche riconducibili a quella variabile.
Nessun commento:
Posta un commento