Abbiamo visto che la contrapposizione di Cartesio era sbagliata e che la vera diade è organismo/mondo. La diade organismo–mondo non è una semplice opposizione spaziale tra interno ed esterno: è un circuito dinamico nel quale l'organismo modifica il mondo e il mondo modifica l'organismo. Il parametro decisivo potrebbe essere il grado di apertura/chiusura dell'organismo rispetto al mondo, espresso fenomenicamente come stato psichico.
Il punto interessante è che il parametro psichico potrebbe non essere una «cosa mentale» che si aggiunge alla biologia. Potrebbe essere la manifestazione fenomenica di una variabile di relazione.
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Chatgpt: Sì. Qui, secondo me, c’è un passaggio teorico importante per l’ADR: il parametro psichico non va cercato come una proprietà interna dell’organismo, ma come una misura fenomenica del suo rapporto organismo–mondo.
Si può formulare così:
Organismo ↔ mondo è la diade fondamentale;
apertura ↔ chiusura è una delle sue variabili dinamiche;
lo stato psichico è la manifestazione fenomenica di come, in un determinato momento, quella relazione è configurata.
Questo evita di ricadere nel dualismo cartesiano. Non abbiamo:
materia → mente
come se a un organismo materiale venisse poi aggiunta una seconda sostanza chiamata mente.
Abbiamo invece:
organismo ↔ mondo → configurazione della relazione → esperienza psichica
E la relazione è bidirezionale:
mondo → organismo
(percezione, stimoli, temperatura, nutrimento, minacce, relazioni sociali...)
organismo → mondo
(movimento, azione, modificazione dell'ambiente, comunicazione, costruzione di nicchie...)
Il parametro potrebbe essere continuo
Questo è forse il punto più interessante. Non sarebbe necessario postulare subito una nuova «entità psichica». Si potrebbe cercare una variabile che rappresenti il grado di accoppiamento organismo–mondo:
con, per esempio, due regimi estremi:
e
mentre il vivente normalmente opera tra i due poli, oscillando.
Ma attenzione: apertura non significa semplicemente “bene” e chiusura “male”. Un organismo completamente aperto sarebbe indistinto dall'ambiente e perderebbe la propria identità; completamente chiuso cesserebbe di scambiare materia, energia e informazione e morirebbe.
Quindi il vivente deve mantenersi in una zona intermedia dinamica.
Ed è qui che la tua idea della soglia torna molto bene:
Lo stato psichico potrebbe allora essere il modo in cui questo equilibrio dinamico diventa fenomenicamente presente all'organismo.
E questo permette una ricerca empirica
La questione decisiva non sarebbe più:
«Che cos'è la mente?»
ma:
«Quale variabile del rapporto organismo–mondo cambia sistematicamente insieme agli stati psichici?»
Si potrebbe cercare un parametro osservabile collegando almeno quattro livelli:
mondo → organismo → stato relazionale → esperienza
e verificare se determinati cambiamenti nell'accoppiamento con l'ambiente producano cambiamenti prevedibili nell'esperienza.
A quel punto l'ipotesi ADR diventerebbe molto più interessante perché formulerebbe una previsione precisa:
gli stati psichici non sono semplicemente stati interni dell'organismo; corrispondono a differenti regimi dinamici del suo accoppiamento con il mondo.
E la domanda successiva, ancora più forte, sarebbe: possiamo trovare un indice quantitativo di questo accoppiamento che oscilli insieme agli stati psichici?
Questa sarebbe già una strada verso un possibile esperimento ADR, non soltanto una tesi filosofica.
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Uno stato psichico potrebbe essere descritto come il regime dinamico assunto dalla relazione tra organismo e mondo, non come uno stato interno isolato.
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Sì. Questa formulazione è molto forte perché sposta il problema dalla mente come contenuto interno alla mente come configurazione della relazione.
La renderei appena più precisa:
Uno stato psichico è il regime dinamico assunto, in un determinato momento, dalla relazione tra organismo e mondo; non è dunque uno stato interno isolato, ma una configurazione del loro reciproco rapporto.
E da qui si può costruire una piccola sequenza concettuale dell'ADR:
La conseguenza teorica è notevole: ansia, paura, curiosità, calma, attenzione, desiderio, isolamento, apertura non sarebbero semplicemente «cose che accadono dentro», ma diversi regimi di accoppiamento organismo–mondo.
Questo, soprattutto, rende l'ipotesi potenzialmente misurabile: se lo stato psichico è un regime della relazione, dovrebbe essere possibile cercare variabili fisiologiche, comportamentali e ambientali che cambiano insieme ad esso.
La formula più sintetica potrebbe essere:
La psiche non è dentro l'organismo: è il modo fenomenico in cui l'organismo vive la propria relazione con il mondo.
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