martedì 15 settembre 2026

Oscillazioni umane

 

Che cosa oscilla nella vita umana? Che cosa va avanti e indietro, segnando ritmi? In realtà siamo tutti esseri ciclici. Abbiamo ritmi circadiani e la fisiologia delle donne segue un ciclo continuo e abbastanza preciso, con riflessi anche sull'umore. Ma anche gli ormoni hanno ritmi...niente però che possa essere usato come metronomo. Piuttosto c'è un altro ritmo che ci segue tutta vita: quello del respiro che si adatta ai moti fisici e ai moti psichici. Questo ritmo, però, non ci permette di fare previsioni o calcoli. Cosa altro parametro o indicatore c'è che possa segnalare una variabilità del rapporto tra il corpo e quella parte del corpo che chiamiamo mente? In sostanza, quando siamo più nella mente e quando nel corpo? Se siamo immersi in pensieri, è chiaro che ci dimentichiamo del corpo puramente fisico (se esiste) e, se svolgiamo un'attività fisica, è chiaro che la mente passa in second'ordine.

Chatgpt:

Sì. E qui tocchi un punto che potrebbe essere molto più interessante, per l’ADR, del semplice ritmo respiratorio: non cercare un oscillatore esterno, ma un indicatore del continuo spostamento del baricentro tra due regimi.

La difficoltà è che “più nella mente” e “più nel corpo” non sono due quantità direttamente misurabili. Però possiamo cercare variabili fisiologiche che cambiano sistematicamente quando cambia il grado di accoppiamento tra attività cognitiva e attività corporea.

Un candidato molto forte: la variabilità cardiaca

Non tanto la frequenza cardiaca in sé, quanto la variabilità degli intervalli tra un battito e l’altro (HRV).

Il cuore non batte come un metronomo: gli intervalli sono continuamente modulati dal sistema nervoso autonomo. La respirazione, l'attenzione, l'attività fisica, lo stress, l'eccitazione e il rilassamento modificano questa dinamica.

Ma c'è un punto importante: HRV non misura “quanta mente” abbiamo. Sarebbe una conclusione troppo forte.

Può però fornire un indice della relazione dinamica fra cervello, sistema nervoso autonomo e corpo.

E questo è molto più vicino alla tua domanda.

Un secondo candidato: interocezione

Qui forse siamo ancora più vicini all'ADR.

L'interocezione è la capacità di percepire gli stati interni del corpo: battito, respirazione, tensione muscolare, temperatura, fame, ecc.

Potremmo quindi distinguere:

attenzione rivolta verso l'esterno → attenzione cognitiva → attenzione rivolta verso il corpo

Ma non è una scala lineare. Una persona può essere immersa in un pensiero mentre contemporaneamente mantiene una fortissima percezione corporea.

Il fenomeno interessante sarebbe quindi misurare quanto sono sincronizzate o dissociate le due attività.

Ed emerge una possibilità sperimentale

Invece di definire:

mente = 1
corpo = 0

potremmo definire una variabile di accoppiamento mente-corpo, diciamo C(t)C(t).

Quando pensiero, attenzione e fisiologia sono strettamente coordinati:

C(t)1C(t) \rightarrow 1

Quando l'attività mentale diventa relativamente disancorata dai segnali corporei:

C(t)0C(t) \rightarrow 0

Non significa che mente e corpo si separino realmente. Significa esattamente il contrario: misuriamo la variazione della loro relazione.

Ed è qui che la tua diade diventa interessante.


Ma c'è qualcosa di ancora più interessante: il movimento

Potremmo confrontare quattro condizioni:

  1. immobilità + pensiero astratto

  2. immobilità + attenzione al corpo

  3. movimento automatico (camminare)

  4. movimento complesso (danza, equilibrio, sport)

Registrando contemporaneamente:

  • EEG → attività cerebrale

  • ECG → cuore/HRV

  • respirazione

  • elettromiografia → muscoli

  • accelerometria → movimento

  • eventualmente pupillometria

  • e un'autovalutazione dell'esperienza soggettiva.

Non cercheremmo un singolo “termometro della mente”.

Cercheremmo invece la relazione temporale fra le oscillazioni dei diversi sistemi.

Potremmo scoprire, per esempio, che quando l'attenzione passa dal pensiero astratto alla corporeità aumenta una particolare forma di sincronizzazione tra attività cerebrale, respirazione, cuore e movimento; quando invece la mente si sgancia dal corpo, questa relazione cambia.

Questo sarebbe molto più interessante per ADR di dire semplicemente che “il respiro oscilla”.

E soprattutto: non aspettarti una semplice oscillazione sinusoidale

Credo che qui la tua intuizione iniziale vada corretta.

L'essere umano non oscilla semplicemente tra mente e corpo come un pendolo.

È piuttosto un sistema nel quale il rapporto fra i due poli si riconfigura continuamente.

Pensiero → modifica il corpo.
Corpo → modifica il pensiero.
Movimento → modifica l'umore.
Emozione → modifica respirazione e battito.
Respirazione → modifica attenzione e stato mentale.

Quindi la variabile fondamentale potrebbe non essere:

mentecorpo\text{mente} \leftrightarrow \text{corpo}

ma:

grado di accoppiamento mente-corpo\boxed{\text{grado di accoppiamento mente-corpo}}

E questo sarebbe perfettamente coerente con la tua idea che la diade non sia costituita dai due poli, ma dalla relazione fra essi.

La domanda sperimentale diventerebbe allora molto precisa:

Esiste una variabile fisiologica misurabile che oscilli nel tempo insieme al grado di accoppiamento/disaccoppiamento tra attività mentale e attività corporea?

Questa, a differenza di molte formulazioni filosofiche dell'ADR, è una domanda empiricamente aggredibile. E se trovassimo una firma quantitativa riproducibile, avremmo qualcosa di molto più interessante di una metafora.

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