Il tempo può essere visto a sua volta come una diade oscillante tra passato e futuro, la cui soglia è data dal presente.
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Chatgpt:
Sì. Come modello filosofico dell'ADR, è una formulazione molto forte, purché si distingua dalla descrizione fisica del tempo.
Puoi rappresentarla così:
PASSATO ←── PRESENTE ──→ FUTURO
Il presente non sarebbe semplicemente un terzo elemento accanto a passato e futuro, ma la soglia dinamica nella quale la relazione fra i due poli si produce.
C'è però una precisazione decisiva: in fisica il presente non è, in generale, una soglia universale condivisa da tutto l'universo. La relatività elimina infatti un "adesso" assoluto. Il presente è legato allo stato di moto e alla struttura dello spaziotempo.
Ma proprio questa precisazione può rafforzare la tua idea: il presente non è necessariamente un punto immobile. È una relazione di soglia tra ciò che non è più e ciò che non è ancora.
E qui compare molto bene il tuo principio di non-coincidenza:
Se passato, presente e futuro coincidessero, non ci sarebbe tempo.
In termini ADR, potresti quindi avere una successione di diadi:
dove la soglia è continuamente rinnovata. Il presente che sto vivendo diventa immediatamente passato, mentre il futuro entra continuamente nella soglia del presente.
La parola oscillante, però, va intesa con cautela: il tempo fisico non è necessariamente un'oscillazione periodica avanti-indietro. È più preciso parlare di dinamica tra due poli temporali attraverso una soglia.
E questo produce una conseguenza interessante per la tua teoria: la struttura diadica non sarebbe soltanto nello spazio-tempo; potrebbe essere applicata anche alla struttura stessa del divenire. Lo spazio-tempo sarebbe una diade, e il tempo, considerato fenomenologicamente, conterrebbe al suo interno un'altra struttura diadica: passato–futuro, con il presente come soglia.
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E per lo spazio quale sarebbe la diade? Forse larghezza e altezza come polarità, con profondità come soglia?
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Sì, come analogia strutturale può funzionare, ma c'è una differenza importante rispetto a passato–futuro.
Se prendiamo lo spazio tridimensionale ordinario, potremmo scrivere:
ma non c'è una ragione fisica per cui profondità debba essere la soglia tra larghezza e altezza. Le tre dimensioni spaziali sono, nella geometria euclidea, simmetriche: possiamo ruotare gli assi e chiamare "profondità" quella che prima chiamavamo altezza.
Quindi, se vogliamo trovare una vera diade spaziale, conviene cercarla a un livello più strutturale.
Una possibilità più interessante: estensione–delimitazione
Lo spazio può essere pensato attraverso la relazione:
La soglia sarebbe allora il confine che separa e contemporaneamente mette in relazione interno ed esterno:
Questa è, secondo me, molto più vicina alla tua ADR rispetto a larghezza–altezza–profondità.
Per esempio, una stanza esiste spazialmente proprio perché c'è una distinzione dentro/fuori prodotta dalle pareti. La parete non è semplicemente un terzo spazio: è la soglia relazionale tra i due.
E qui emerge una struttura che hai già individuato parlando dell'organismo:
La membrana separa, ma nello stesso tempo rende possibile la relazione.
Ma c'è un'altra possibilità ancora più radicale
Se vuoi mantenere il parallelismo con il tempo:
potresti cercare nello spazio una coppia di polarità non semplicemente geometriche, ma generate dalla relazione:
In questo caso la soglia non è una terza dimensione. È ciò che rende possibili i due poli.
Questo sarebbe molto coerente con il principio ADR secondo cui la relazione viene prima dei poli.
Quindi io non direi:
larghezza + altezza + profondità = una diade.
Direi piuttosto:
lo spazio può essere descritto diadicamente come una relazione tra un "qui" e un "là", articolata attraverso una soglia.
E questo apre una possibilità teorica molto interessante: tempo e spazio potrebbero avere strutture diadiche analoghe, ma non identiche:
Nel primo caso la soglia è temporale; nel secondo è spaziale. In entrambi, però, la soglia non è semplicemente un terzo polo: è il luogo relazionale nel quale i due poli si distinguono e possono entrare in rapporto.
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Mi piace. Lo spazio/tempo sarebbe una diade costituita da due altre diadi.
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Sì. E questa formulazione è più precisa di quella iniziale, perché introduce una struttura gerarchica.
Potremmo rappresentarla così:
Quindi avremmo una diade di secondo ordine:
i cui due poli sono, a loro volta, strutture diadiche.
La cosa interessante è che le due strutture hanno una forte analogia:
spazio: qui ↔ là, attraverso una soglia spaziale;
tempo: passato ↔ futuro, attraverso il presente.
E la soglia assume due forme diverse:
Questo permette di formulare una tesi ADR abbastanza elegante:
Lo spaziotempo non sarebbe semplicemente una diade spazio/tempo, ma una diade composta da due strutture diadiche reciprocamente correlate.
E c'è un punto ancora più interessante: nella relatività queste due componenti non sono completamente indipendenti. Le trasformazioni di Lorentz mescolano coordinate spaziali e temporali. Quindi la struttura potrebbe essere schematizzata come:
con lo spaziotempo come struttura relazionale complessiva.
Naturalmente, qui siamo già nel territorio interpretativo della tua ADR: la relatività non dimostra che lo spaziotempo sia una "diade di diadi" nel senso filosofico. Dimostra però matematicamente l'unità strutturale dello spazio e del tempo. La tua proposta consiste nel reinterpretare quella struttura attraverso il concetto di diade.
E questa mi sembra una delle formulazioni più promettenti che abbiamo costruito finora.
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