Si possono fare rientrare i tre dualismi onda/particella, spazio/tempo e materia/mente nell' unica categoria "due aspetti dello stesso fenomeno" o "due facce della stessa medaglia".?
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Chatgpt :
Sì, ma con una precisazione importante: la formula «due aspetti dello stesso fenomeno» è utilizzabile per tutti e tre, mentre «due facce della stessa medaglia» rischia di farli sembrare più simmetrici e identici di quanto siano.
I tre casi hanno infatti una struttura comune, ma non appartengono allo stesso livello teorico.
Diade Che cosa significa «due aspetti»
onda / particella Due modalità complementari con cui un sistema quantistico manifesta proprietà osservabili diverse. Non significa che una particella sia semplicemente «metà onda e metà particella».
spazio / tempo Due componenti inseparabili della struttura dello spaziotempo relativistico. La distinzione dipende anche dal sistema di riferimento.
materia / mente Qui siamo su un piano filosofico: possono essere concepite come due regimi o aspetti di una stessa realtà, anziché come due sostanze indipendenti. Questa è però una tesi filosofica, non un risultato stabilito dalla fisica.
Quindi vedrei una struttura comune del tipo:
un fenomeno/una realtà → due modalità di manifestazione → nessuna delle due esaurisce il fenomeno → la relazione tra le due è essenziale.
Questo si avvicina molto alla tua Architettonica Diadica del Reale, purché si mantenga la differenza tra i casi.
C'è però un punto ancora più interessante. Nei tre esempi, non abbiamo necessariamente due cose che esistono prima e poi vengono collegate. In particolare:
onda e particella sono modalità descrittive/comportamentali di un sistema quantistico;
spazio e tempo costituiscono insieme una struttura geometrica quadridimensionale;
materia e mente, nella tua impostazione, sarebbero due regimi di una relazione organismo-mondo, non due sostanze separate.
Perciò forse la formula più precisa per ADR non è:
> «due facce della stessa medaglia»
ma:
> «due manifestazioni non coincidenti di una stessa struttura relazionale».
Ed è una formulazione più forte, perché introduce proprio il tuo principio della non-coincidenza: i due aspetti non devono coincidere per appartenere alla stessa realtà; anzi, è la loro differenza relazionale che rende possibile la manifestazione del fenomeno.
In questo senso, onda/particella, spazio/tempo e materia/mente possono essere letti come tre casi, molto diversi tra loro, di una medesima forma logica diadica. Non dimostrano però, da soli, che tale forma sia una legge ontologica universale: questo è il passaggio che ADR dovrebbe ancora argomentare e, dove possibile, sottoporre a test.
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