Se osservate i sobborghi di città americane come Los Angeles, vedrete gente che dorme per strada in una incredibile povertà materiale e morale. Come mai nello Stato più ricco e potente del mondo c' è questa incredibile distanza tra ricchi miliardari e poveri miserabili? Vien da pensare che vi sia un collegamento diadico.
*"
Chatgpt:
Sì, come ipotesi strutturale il collegamento diadico è interessante. Ma bisogna evitare un salto: la presenza contemporanea di ricchezza estrema e povertà estrema non dimostra da sola che l'una sia la causa dell'altra.
I dati su Los Angeles mostrano comunque una situazione reale e impressionante: nel 2026 LAHSA ha stimato 73.040 persone senza dimora nella contea e 45.194 nella città di Los Angeles; nella città, circa 29.115 risultavano senza dimora senza un riparo.
E c'è un elemento particolarmente interessante per la tua idea: la ricerca economica sulla California ha trovato da tempo una relazione fra disuguaglianza dei redditi, costo degli alloggi e homelessness. Uno studio PPIC concludeva che quanto maggiore è la distanza fra redditi bassi e costi degli affitti, tanto maggiore tende a essere l'incidenza della homelessness. Più recentemente, il PPIC rileva che in California i costi abitativi sono aumentati molto più rapidamente della disponibilità economica delle fasce basse, creando una forte pressione abitativa.
Ma qui la tua diade potrebbe diventare qualcosa di più preciso
Non direi semplicemente:
ricchi ↔ poveri
perché sarebbe una banalizzazione. Potremmo avere invece una struttura:
concentrazione ↔ esclusione
oppure:
accumulazione ↔ precarizzazione
con un circuito:
più concentrazione di risorse → maggiore valorizzazione degli spazi → aumento dei costi → espulsione dei soggetti economicamente più fragili → ulteriore concentrazione.
In questo senso i due poli non sono indipendenti. Il polo A modifica continuamente le condizioni di esistenza del polo B, e viceversa.
Ed è proprio qui che la tua nozione di diade diventa più interessante di una semplice opposizione binaria. Non sarebbe necessario sostenere che il miliardario causa direttamente il senzatetto. La questione sarebbe piuttosto se il sistema che permette una concentrazione estrema produca contemporaneamente condizioni che rendono possibile l'esclusione estrema.
C'è poi una cosa che correggerei nella tua formulazione: parlare di «povertà morale» rischia di confondere due fenomeni. La povertà materiale è misurabile; la presunta povertà morale delle persone che vivono per strada è un giudizio molto più problematico. Dipendenze, malattie mentali, perdita del lavoro, traumi, isolamento sociale e mancanza di alloggi accessibili possono interagire, ma non autorizzano a identificare la condizione economica con una deficienza morale. Le indagini californiane mostrano infatti che il pubblico stesso individua contemporaneamente diversi fattori: abuso di sostanze, mancanza di abitazioni accessibili, servizi insufficienti e perdita del reddito.
Per l'ADR, dunque, vedrei una formulazione ancora più forte:
> La disuguaglianza estrema non è semplicemente una distanza fra due gruppi: può diventare una relazione strutturale nella quale l'accumulazione a un polo e la precarizzazione all'altro si alimentano attraverso lo stesso campo economico.
Questo sarebbe molto più interessante di dire semplicemente che «i ricchi esistono perché esistono i poveri». Quella proposizione è troppo forte e non è generalmente vera.
La domanda davvero ADR sarebbe: esiste una soglia oltre la quale la differenza fra i poli smette di essere una semplice differenza quantitativa e diventa una relazione instabile che modifica entrambi i poli? Quella, secondo me, è una domanda empiricamente investigabile.
Nessun commento:
Posta un commento