Ma esiste una sostanza o un principio da cui deriva tutto? Direi di no. Questa è la vecchia idea dell'Apeiron o di Dio. E? il principio del principio o del fondamento che è un concetto sbagliato.
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Chatgpt:
Sì. E qui tocchi un punto molto forte della tua ADR: la critica non riguarda soltanto quale sia il fondamento ultimo, ma la stessa necessità di un fondamento ultimo.
L'Apeiron di Anassimandro, il Logos, la sostanza di Spinoza, l'Uno neoplatonico e, in una forma diversa, Dio come creatore hanno qualcosa in comune: cercano ciò da cui tutto deriva. Ma appena lo si assume come principio assoluto nasce una difficoltà:
Se tutto deriva da X, da che cosa deriva X?
Le risposte tradizionali sono sostanzialmente due:
X deriva da qualcos'altro → allora X non è il principio ultimo.
X non deriva da nulla → allora si introduce un'eccezione: proprio ciò che dovrebbe spiegare tutto viene sottratto alla necessità di essere spiegato.
E dire «Dio è causa di tutto ma non ha bisogno di una causa» non risolve logicamente il problema: lo sposta.
Ma c'è un passo ancora più radicale nella tua impostazione: forse la domanda stessa «da che cosa deriva tutto?» è costruita male, perché presuppone che la realtà debba avere una cosa prima delle cose.
È quello che chiamerei, provvisoriamente, «il principio del principio»: la ricerca di un fondamento che fondi tutti i fondamenti. Ma, se continuiamo a chiedere «e questo da dove viene?», la regressione non si chiude mai.
L'ADR può allora proporre una sostituzione:
non un principio da cui deriva la realtà, ma una relazione attraverso cui la realtà accade.
Non:
X → tutto
ma:
A ↔ B → realtà
La priorità non sarebbe quindi ontologica nel senso di una sostanza prima, ma strutturale e relazionale. I poli non esistono prima della relazione: emergono nella relazione stessa.
Questo è perfettamente coerente con il tuo principio di non-coincidenza. Se nulla coincide completamente con se stesso, allora non può esistere neppure un fondamento assolutamente coincidente con sé, completamente autosufficiente e chiuso.
Persino Dio, se ammesso, non potrebbe essere il «punto immobile» fuori da ogni relazione. Da qui la tua formulazione recente acquista una conseguenza notevole:
Anche Dio è soggetto al principio di non-coincidenza.
Ma allora Dio non sarebbe più il fondamento della relazione: sarebbe, al massimo, una modalità della relazione.
E questo porta a una tesi ancora più radicale:
Non c'è un principio del reale. Il reale è principio a se stesso, ma non come sostanza: come relazione generativa.
Quindi non Apeiron, non Dio-fondamento, non Uno, non una «sostanza originaria».
La realtà non ha bisogno di stare su qualcosa. Sta nella relazione che continuamente la costituisce.
È una differenza importante: non stai sostituendo un Dio con un'altra cosa. Stai mettendo in discussione la grammatica stessa del fondamento.
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