" Per decine o centinaia di milioni di anni, il pianeta rimane in uno stato di equilibrio grazie a meccanismi di retroazione tra l’atmosfera, gli oceani e la vita stessa. Ma, di tanto in tanto, il sistema supera una soglia critica e passa bruscamente a un nuovo regime. È proprio durante queste rapide transizioni che la vita diventa straordinariamente fragile e vulnerabile.
Per individuare questi indicatori, i ricercatori hanno creato un «indice di vulnerabilità della biosfera», incrociando i dati sugli isotopi del carbonio e dell’ossigeno con i dati del registro fossile. I dati hanno mostrato che i picchi di massima vulnerabilità biologica coincidevano in modo sorprendente con le grandi estinzioni di massa, le famose «Big Five» (l’estinzione dell’Ordoviciano, l’estinzione del Devoniano, l’estinzione del Permiano, l’estinzione del Triassico e l’estinzione del Cretaceo). Sembra che, quando il sistema climatico si riorganizza, gli ecosistemi non abbiano il tempo di adattarsi alla combinazione di stress termico, acidificazione e perdita di habitat.*
In sostanza, anche il clima si rivela basato su dinamiche d'equilibrio, come in una vera diade. Ma ci sono dei momenti in cui l'equilibrio viene turbato in breve tempo e da un regime si passa bruscamente all'altro. Insomma noi crediamo di poter tornare indietro, ma non è detto che sia possibile. Gli organismi non hanno il tempo di adattarsi, e allora si arriva all'estinzione di massa. Se ne contano già cinque. Per esempio, l’estinzione del Permiano-Triassico, avvenuta 252 milioni di anni fa e conosciuta come la Grande Morìa, che spazzò via il novantacinque per cento delle specie (quasi tutte le specie marine e il settanta per cento dei vertebrati terrestri). Sulla Terra abbiamo già superato un aumento di 1,5 gradi. Torneremo indietro? Non è detto. C'è una soglia oltre la quale non è più possibile e l'equilibrio si spezza. Non mi pare che ci sia consapevolezza del grave rischio che corriamo.
dati del National Geographic
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