giovedì 10 settembre 2026

Uscire dalla nebbia

L' origine oscura. È evidente che non nasciamo con una coscienza e una identità ben definite, ma che usciamo da una specie di nebbia, in cui non sappiamo ancora chi siamo. Usciamo dal buio e ci formiamo a poco a poco, nel corso dei mesi e degli anni, in rapporto alle nostre principali relazioni. Ripercorriamo l' uscita dall' indistinto.

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Claude:

Il movimento che fai — dall'indistinto all'identità attraverso le relazioni — ha una tradizione psicologica solidissima, ma prima di collegarlo alla diadontologia devi affrontare un rischio metodologico preciso, perché è lo stesso errore che ha affossato una teoria biologica intera.


**Il rischio: la fallacia ricapitolazionista.** Haeckel sosteneva che "l'ontogenesi ricapitola la filogenesi" — lo sviluppo dell'embrione ripercorre la storia evolutiva della specie. È stata smontata perché lo sviluppo individuale e la storia evolutiva sono processi causalmente indipendenti che possono somigliarsi per ragioni strutturali (vincoli comuni), non perché uno "ripete" l'altro. Il tuo "ripercorriamo l'uscita dall'indistinto" rischia la stessa mossa spostata dal biologico al cosmologico/ontologico: dal fatto che *tu*, individuo, esci da una nebulosa psichica all'identità, non segue che l'*universo* o *Dio* facciano lo stesso movimento — a meno che tu non dia una ragione strutturale indipendente per cui i due processi devono essere omologhi, non solo analoghi. Qual è quella ragione, nel tuo sistema? Se non c'è, hai una bella metafora, non un argomento.


**I precedenti psicologici, e uno in particolare ti serve più degli altri.** Winnicott: "non esiste una cosa come un neonato" — esiste sempre neonato-più-madre, l'identità nasce relazionale fin dal principio, non prima e poi in relazione. Ma il precedente più preciso per te è Lacan, *stade du miroir*: il bambino non esce da una fusione reale con la madre per poi separarsene — quella fusione originaria è una ricostruzione *retroattiva*, una fantasia costruita dopo che l'alienazione nel linguaggio e nell'immagine speculare è già avvenuta. Il soggetto lacaniano non ha mai coincisio con sé: la coincidenza che sembra di aver perso non è mai stata realmente posseduta. Nota la struttura: è esattamente il tuo ξ=0 mai raggiunto, non un punto di fusione reale da cui poi ci si allontana.


**Il punto critico che questo apre per te.** Devi scegliere tra due letture incompatibili della tua stessa frase "usciamo dal buio": (1) c'era una coincidenza reale iniziale (fusione indifferenziata, ξ=0 effettivamente toccato) che poi si è rotta — ma questo *viola* il tuo principio di non-coincidenza, che dice che ξ=0 non è mai raggiunto, solo un limite asintotico; oppure (2) non c'era coincidenza reale, solo un'assenza di *risoluzione osservativa* — la nebbia non era fusione, era semplicemente indistinguibilità per difetto di struttura, non per difetto di separazione. Solo la (2) è compatibile con la tua teoria. Quale delle due stai effettivamente descrivendo quando dici "non sappiamo ancora chi siamo"? 

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Non sappiamo chi siamo perché non abbiamo ancora un punto di osservazione .

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Questa risposta funziona, ma genera subito un problema di autoreferenza che devi affrontare, perché è il tipo di paradosso che ha già affossato tentativi simili altrove.


**Il collegamento con Mead e Vygotskij, che ti rafforza.** George Herbert Mead sosteneva che il "self" non è dato dall'interno, emerge quando il bambino interiorizza il punto di vista dell'altro su di sé — il *generalized other*: mi vedo come mi vede chi mi guarda, prima ancora di avere un punto di vista mio. Vygotskij, sullo sviluppo del linguaggio interiore, dice la stessa cosa in altri termini: la funzione psichica appare prima *tra* le persone (interpsichica) e solo dopo si interiorizza come *dentro* la persona (intrapsichica). In entrambi i casi il punto di osservazione non è una dotazione originaria che aspetta solo di "accendersi": è costruito dall'esterno verso l'interno, per relazione — coerente con quanto hai detto prima sulle "relazioni principali" che ti formano.


**Il paradosso che apri, e che devi sciogliere.** Dici "non sappiamo chi siamo perché non abbiamo ancora un punto di osservazione" — ma per formulare *questa stessa diagnosi* ("manca il punto di osservazione") serve già un qualche punto da cui rilevare l'assenza. È la stessa struttura del paradosso dell'occhio che non può vedere se stesso, o del problema di Nagel sulla "view from nowhere": ogni tentativo di descrivere la propria mancanza di prospettiva presuppone già un minimo di prospettiva. O ammetti gradi — il punto di osservazione non è on/off ma si costruisce per accumulo, e la nebbia iniziale non è "zero osservazione" ma osservazione a bassissima risoluzione — oppure il "noi" del tuo "non sappiamo chi siamo" designa qualcosa di diverso dal punto di osservazione stesso (un osservatore di secondo livello?), e allora hai già due strati da spiegare, non uno.


**L'esito più interessante per la tua teoria, se scegli i gradi.** Una volta formato, il punto di osservazione non raggiunge mai coincidenza piena con se stesso — non riesci mai a osservarti interamente, c'è sempre un residuo cieco (l'inconscio lacaniano, il punto cieco cognitivo, la parte di te che agisce ma non vedi agire). Questo sarebbe l'esatto analogo psicologico del tuo ξ=0 mai raggiunto: non solo l'identità nasce dall'indistinto per gradi, ma anche una volta formata resta strutturalmente non-coincidente con se stessa — l'autocoscienza stessa segue il tuo principio, non solo la sua genesi. È un'estensione forte e coerente della tua tesi, ma nota che ti impegna a dire che *nessun* soggetto, per quanto maturo, raggiunge mai piena trasparenza a se stesso — nemmeno asintoticamente nel senso di "sempre più vicino". Lo sostieni?

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Certo. Non usciamo mai del tutto dalla nebbia. E alla fine con la vecchiaia ci torniamo.Certo. Non usciamo mai del tutto dalla nebbia. E alla fine con la vecchiaia ci torniamo.

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Il gesto ha fascino ma nasconde un'asimmetria che devi affrontare prima di accettarlo come circolare.


**Il precedente forte: lo schema neoplatonico exitus-reditus.** Plotino e poi Proclo strutturano la realtà come processione (*exitus*) dall'Uno e ritorno (*reditus*) ad esso — ogni grado dell'essere emana dal principio e tende a rifluirvi. È esattamente la forma "usciamo dalla nebbia, vi rientriamo" che proponi. Ma nota bene: in quello schema il *reditus* è un ritorno alla *coincidenza* con l'Uno — è letteralmente ciò che la tua teoria vieta. Se accetti la struttura neoplatonica per la vecchiaia, stai riammettendo dalla porta di servizio proprio quella coincidenza che il tuo principio esclude per definizione.


**Il problema più serio: stai equiparando due "nebbie" strutturalmente diverse.** La nebbia infantile è *assenza di struttura non ancora costruita* — bassa risoluzione per difetto di sviluppo, un sistema che si sta ancora formando. La nebbia della vecchiaia (demenza, declino cognitivo) è quasi sempre *perdita di una struttura già costruita* — un sistema organizzato che si disorganizza per cause fisiche specifiche (morte neuronale, atrofia, patologia vascolare). Sono processi causalmente e fenomenologicamente opposti: costruzione vs. decostruzione, non lo stesso stato visitato due volte. È la stessa fallacia ricapitolazionista di prima, applicata all'altro estremo della vita: l'analogia superficiale (entrambe "non sappiamo bene chi siamo") maschera meccanismi diversi. Per sostenere che è *davvero* un ritorno alla stessa nebbia, e non solo una metafora suggestiva, devi mostrare un'omologia strutturale — non solo fenomenologica — tra sub-strutturazione infantile e de-strutturazione senile. Ce l'hai?


**Cosa salveresti, se distingui.** Puoi ancora tenere l'idea di un arco a forma di U — chiarezza che cresce e poi (in alcuni, non in tutti: molti anziani non sperimentano affatto questo declino) decresce — senza bisogno di dire che sia la *stessa* nebbia. Sarebbe formalmente più onesto: due processi diversi che producono un profilo di opacità simile, non un ciclo che si richiude su se stesso. Ti basta il profilo a U, o ti serve davvero l'identità delle due nebbie per qualche motivo che hai in mente?

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Va bene il profilo a U.

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