domenica 17 febbraio 2019

Big Mind


Di solito, pensando al futuro in termini evolutivi, immaginiamo che gli uomini saranno sempre più intelligenti. E speriamo che sia così. Ma niente è sicuro. Può anche darsi che diventino più cretini. Se esaminiamo il mondo attuale, vediamo società sempre più stupide che eleggono, per esempio, governanti idioti e ignoranti. Come mai?
Il fatto è che mettendo insieme le intelligenze, come succede nella Rete, non sempre si ottiene la somma delle parti – qualche volta succede il contrario. C’è folla e folla. C’è una folla che può risultare più intelligente dei singoli individui e c’è una folla che può risultare molto più stupida. Un gruppo di scienziati può produrre risultati superiori a quelli dei singoli, ma un gruppo di tifosi può essere molto più stupido del più stupido dei suoi componenti.
Ieri ho visto un servizio televisivo in cui si dimostrava che, a causa dei tanti inquinanti, l’intelligenza umana è in declino, perché gli interferenti endocrini creano dei cervelli sempre più labili.
Non sempre, dunque, il percorso evolutivo si sviluppa in un senso positivo. Talvolta regredisce, così come risulta proprio da un esame dell’evoluzione degli esseri viventi. Niente è assicurato. Può darsi che diventeremo esseri superintelligenti o può darsi che il nostro vertice intellettivo sia già stato raggiunto e che adesso torniamo indietro, sempre più stupidi.
Del resto, se l’intelligenza degli esseri viventi aumentasse continuamente, dovremmo essere ormai molto intelligenti, in questo pianeta o altrove. Ma dove sono le civiltà superiori? In quasi tutte le cosmologie antiche si parla di civiltà scomparse o di ere in cui l’intelligenza aumenta e diminuisce.
Forse, siamo nel Kali Yuga, l’era della dell’involuzione.

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