sabato 16 febbraio 2019

Autonomia e secessione


Con la proposta dell’autonomia regionale si ripresenta il vecchio progetto della Lega: creare uno Stato del Nord (coincidente più o meno con la Padania) lasciando perdere il resto dell’Italia. Le regioni ricche sarebbero come tanti Stati e forse si coordinerebbero, e le povere affonderebbero del tutto.
       La cosa più incredibile è che le regioni del sud e le isole abbraccino questa idea, votando per la Lega. Come si dice, la madre del cretino è sempre incinta… anche perché se una donna è sempre incinta deve essere parecchio cretina.
       Autonomia non è sinonimo di buon governo. Prendiamo la Sicilia, dove i privilegi, le ingiustizie, la povertà, le mafie e il malgoverno sono sotto gli occhi di tutti. Ma il vero problema è che una regione ricca e ben amministrata, a poco a poco vuol diventare uno Stato autonomo. Guardate la Val d’Aosta, l’Alto Adige, il Trentino e il Veneto: se potessero, si organizzerebbero come veri e propri Stati.
       La verità è che le regioni italiane furono un tempo Stati autonomi. E, quindi, riprendere l’autonomia, significa per loro tornare all’antico.
       Insomma, un’autonomia del genere porterebbe alla dissoluzione dell’Italia, della ragione stessa per cui si è formata l’Italia.
Se vogliamo tornare ad essere tanti Staterelli (dominati dalle potenze straniere che non ci pensano minimamente a cancellare la propria unità), andiamo avanti. Altrimenti fermiamoci.
Resta il fatto che gli italiani si stanno preparando a votare in massa per Salvini. E, una volta che la Lega sarà padrona del governo, che cosa le impedirà di organizzare la sua secessione?

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