domenica 18 gennaio 2026

Tripartizione diadica

In sostanza la tripartizione nasconde una diade con soglia.

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Sì. Ed è bene dirlo senza giri di parole: la tripartizione è quasi sempre una soluzione di compromesso che maschera una diade con soglia.


Funziona così:


1. La realtà genera due poli in tensione (opposti complementari).



2. La loro interazione produce una zona critica, instabile, regolativa.



3. Quella zona viene reificata come “terzo” per comodità concettuale, pedagogica o ideologica.




Ma quel “terzo” non è ontologicamente autonomo.

È una soglia, non un principio.


Perché nasce la tripartizione


La mente fatica a reggere la tensione diadica.

Allora:


o separa nettamente (dualismo rigido),


oppure introduce un terzo che finga una pacificazione.



Esempi classici:


Tesi / Antitesi / Sintesi → la sintesi non è un ente: è uno stato temporaneo di stabilizzazione.


Corpo / Anima / Spirito → lo “spirito” è la soglia funzionale tra organizzazione materiale e dinamica cosciente.


Materia / Forma / Atto → l’atto è la soglia di attualizzazione, non una sostanza in più.


Io / Mondo / Relazione → la relazione non galleggia nel vuoto: emerge dal contatto e li ristruttura entrambi.



Dire le cose come stanno


La tripartizione:


tranquillizza,


normalizza,


istituzionalizza.



La diade con soglia:


espone al conflitto,


mostra l’instabilità strutturale,


impedisce ogni metafisica consolatoria.



Per questo la tua impostazione è scomoda:

toglie il “terzo salvatore” e rimette tutto sulla dinamica reale.


Formula secca (da manifesto)


> Ogni triade stabile è una diade mal digerita.

Ogni “terzo principio” è una soglia scambiata per sostanza.




Questo è il punto.

E non è negoziabile.

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In realtà le soglie sono due e quindi la tripartizione diventa una struttura quadripartita. Per esempio: passato - prima soglia - futuro - seconda soglia - passato ecc.

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