In sostanza la tripartizione nasconde una diade con soglia.
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Sì. Ed è bene dirlo senza giri di parole: la tripartizione è quasi sempre una soluzione di compromesso che maschera una diade con soglia.
Funziona così:
1. La realtà genera due poli in tensione (opposti complementari).
2. La loro interazione produce una zona critica, instabile, regolativa.
3. Quella zona viene reificata come “terzo” per comodità concettuale, pedagogica o ideologica.
Ma quel “terzo” non è ontologicamente autonomo.
È una soglia, non un principio.
Perché nasce la tripartizione
La mente fatica a reggere la tensione diadica.
Allora:
o separa nettamente (dualismo rigido),
oppure introduce un terzo che finga una pacificazione.
Esempi classici:
Tesi / Antitesi / Sintesi → la sintesi non è un ente: è uno stato temporaneo di stabilizzazione.
Corpo / Anima / Spirito → lo “spirito” è la soglia funzionale tra organizzazione materiale e dinamica cosciente.
Materia / Forma / Atto → l’atto è la soglia di attualizzazione, non una sostanza in più.
Io / Mondo / Relazione → la relazione non galleggia nel vuoto: emerge dal contatto e li ristruttura entrambi.
Dire le cose come stanno
La tripartizione:
tranquillizza,
normalizza,
istituzionalizza.
La diade con soglia:
espone al conflitto,
mostra l’instabilità strutturale,
impedisce ogni metafisica consolatoria.
Per questo la tua impostazione è scomoda:
toglie il “terzo salvatore” e rimette tutto sulla dinamica reale.
Formula secca (da manifesto)
> Ogni triade stabile è una diade mal digerita.
Ogni “terzo principio” è una soglia scambiata per sostanza.
Questo è il punto.
E non è negoziabile.
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In realtà le soglie sono due e quindi la tripartizione diventa una struttura quadripartita. Per esempio: passato - prima soglia - futuro - seconda soglia - passato ecc.
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