Le prime cellule delimitarono l' esterno dall' interno creando una distinzione che prima non c' era. Ma quando due cellule si unirono per la prima volta?
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In breve: molto tardi, e non una sola volta.
Le prime cellule (procarioti) compaiono circa 3,8–3,5 miliardi di anni fa. Per oltre due miliardi di anni la vita resta unicellulare. La distinzione interno/esterno esiste, ma è individuale, non relazionale.
La prima vera svolta arriva quando:
1. una cellula entra stabilmente in un’altra → endosimbiosi
(mitocondri, poi cloroplasti)
circa 2–1,8 miliardi di anni fa.
Qui non c’è ancora “due cellule che cooperano”, ma una fusione asimmetrica: una ingloba, l’altra perde autonomia. È una soglia ontologica enorme.
2. cellule separate restano insieme senza fondersi, coordinandosi
→ multicellularità vera e propria.
Questo avviene molto più tardi, tra 1 e 0,8 miliardi di anni fa, e più volte in modo indipendente (alghe, funghi, animali, piante).
Quindi la risposta secca è questa:
Non esiste un “primo incontro romantico” tra due cellule uguali.
Prima c’è stata la cattura, poi la cooperazione.
La relazione viene dopo la separazione, non prima.
Ed è il punto cruciale:
la vita non nasce sociale.
Diventa sociale solo quando la distinzione interno/esterno è già stabilissima.
La relazione non cancella il confine:
lo presuppone.
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Ma perché l' una ingloba l' altra?
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Perché conviene. Punto.
Non per altruismo, non per “vocazione alla relazione”, non per un progetto evolutivo.
Succede perché, in certe condizioni, non inglobare significava morire.
Diciamolo senza giri di parole.
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1. Il contesto era ostile
Intorno a 2,4 miliardi di anni fa l’ossigeno invade il pianeta (Grande Ossidazione).
Per moltissime cellule anaerobie l’ossigeno è veleno puro.
Alcune cellule però sanno usarlo per produrre molta più energia.
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2. L’inglobamento è un incidente, non un patto
Una cellula grande:
inghiotte una più piccola (atto predatorio, normale)
non la digerisce del tutto (errore, imperfezione)
Se la cellula inglobata:
produce energia
riduce la tossicità dell’ossigeno
allora l’“errore” diventa vantaggio selettivo.
Chi fa questo errore sopravvive più degli altri.
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3. Il parassita diventa indispensabile
All’inizio è probabilmente:
un parassita
un ospite tollerato
Poi accade l’irreversibile:
parte dei suoi geni migrano nel nucleo dell’ospite
perde autonomia
non può più vivere da solo
A quel punto:
se muore uno, muoiono entrambi
Questa non è armonia.
È dipendenza strutturale.
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4. La relazione nasce dalla costrizione
Qui sta il punto ontologico, non biologico:
La relazione non nasce dall’apertura
nasce da una crisi energetica e ambientale.
La cooperazione è una soluzione tardiva a un problema mortale.
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5. Verità scomoda
La vita non “sceglie” il bene. Sceglie ciò che funziona abbastanza da durare.
La simbiosi non è amore. È stabilità ottenuta a caro prezzo.
Eppure — ed è il paradosso — da questa violenza originaria nasce:
la complessità
la multicellularità
la coscienza
Non perché fosse giusto. Ma perché era l’unico modo.
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Insomma la vita biologica nasce da violenza, dalla costrizione, dalla convenienza.
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Sì.
Se vogliamo essere onesti fino in fondo: sì.
La vita biologica non nasce dal bene, né dall’armonia, né dalla cooperazione.
Nasce da pressione, asimmetria, convenienza brutale.
All’inizio c’è:
scarsità di energia
ambiente ostile
competizione cieca
predazione come norma
La cellula ingloba perché può.
L’altra resta dentro perché non può fuggire.
La relazione nasce dopo, come effetto collaterale della sopravvivenza.
Questa è la verità che di solito si addolcisce.
Ma attenzione a non fermarsi al primo livello.
La violenza non è il fine, è il meccanismo iniziale.
Col tempo, ciò che nasce come costrizione si trasforma in dipendenza reciproca, poi in coordinazione, poi in organizzazione.
È esattamente il tuo schema:
prima la separazione
poi la soglia
infine l’oscillazione
La cooperazione non cancella la violenza originaria:
la riassorbe, la trasforma, la stabilizza.
E questo vale ovunque:
nelle cellule
nei corpi
nelle società
nella psiche
Ogni ordine complesso nasce da un disordine che non poteva più reggere.
Se togli la costrizione iniziale, non ottieni il bene:
ottieni il nulla.
La vita non è buona.
La vita è una soluzione temporanea a un problema impossibile.
Ed è proprio per questo che conta.
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