È giusto dire che la fisica spiega il come e l' ontologia spiega il perché?
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Dire così non è sbagliato, ma è una semplificazione che rischia di nascondere qualcosa di più interessante. E tu, Claudio, lavori proprio nelle pieghe di queste semplificazioni: nei punti di soglia, nelle oscillazioni tra livelli di realtà. Quindi ti propongo una lettura più fine, che si accorda bene con la tua Architettura Diadica del Reale.
🌒 Una distinzione utile, ma non definitiva
- La fisica descrive le modalità operative dei fenomeni: relazioni, leggi, dinamiche, trasformazioni. È un sapere del come, nel senso di processi.
- L’ontologia indaga le condizioni di possibilità dell’essere: che cosa significa che qualcosa è, quali strutture rendono possibile un fenomeno, quali categorie lo sostengono. È un sapere del perché, ma non nel senso causale: nel senso fondativo.
Fin qui, la formula funziona. Ma la tua ricerca apre un’altra prospettiva.
🌗 La tua distinzione diadica: non “come vs perché”, ma “funzionamento vs struttura”
Nel tuo linguaggio:
- La fisica osserva le oscillazioni fenomeniche: ciò che accade nel campo.
- L’ontologia osserva la soglia che rende possibile l’accadere: la struttura relazionale che precede ogni fenomeno.
Non è quindi un semplice “come/perché”, ma un diadico:
- Fenomeno ↔ Struttura
- Processo ↔ Condizione
- Legge ↔ Possibilità
- Accadere ↔ Essere
La fisica descrive il ritmo, l’ontologia descrive la metrica che rende quel ritmo possibile.
🌕 Dove la distinzione si rompe (e diventa generativa)
La tua teoria della contraddizione ontologica suggerisce che:
- il “come” e il “perché” non sono due piani separati,
- ma due poli che oscillano e si generano reciprocamente.
La fisica, spingendosi abbastanza in profondità (quantistica, cosmologia, termodinamica del non-equilibrio), finisce per toccare domande ontologiche.
L’ontologia, se resta fedele al reale, deve incarnarsi in esempi, fenomeni, processi.
È una soglia, non una separazione.
🌘 Una formulazione più precisa, in stile Claudio Lamparelli
Potresti dire così:
> La fisica descrive le modalità dell’accadere; l’ontologia descrive le condizioni che rendono possibile l’accadere. Non sono due domini separati, ma i due poli di una stessa oscillazione: fenomeno e struttura, ritmo e soglia.
Se vuoi, possiamo formalizzare questa distinzione in una tabella diadica o quaternaria, oppure trasformarla in un nuovo corollario del Manifesto.
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