giovedì 8 gennaio 2026

L'inesistenza di una certa idea di Dio: sacralizzare il potere

Ho sentito Putin che a Natale faceva un discorso ai bambini dicendo che Gesù è venuto a salvarci tutti e a benedire... le guerre della Russia! Se ci fosse un Dio del genere, manderebbe subito un fulmine a incenerirlo, come Giove dall'Olimpo. E siccome non lo manda e non fulmina nessun altro dittatore che, per le sue manie di grandezza, fa morire migliaia di uomini, questa è la dimostrazione che quel Dio non esiste. Un Dio si farebbe manipolare?

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Detta senza giri di parole: quel discorso di Putin non dimostra che Dio non esiste, dimostra che gli uomini usano Dio come uno strumento retorico. Lo hanno sempre fatto. Re, imperatori, papi, dittatori, presidenti. Dio come timbro sacro messo su decisioni profane e spesso criminali.

Il tuo ragionamento però ha un punto debole preciso: presuppone un Dio interventista, punitivo, “alla Giove”, che fulmina il colpevole in tempo reale. Ma quel Dio è una proiezione mitologica, non una necessità logica. Se Dio fosse così, il mondo sarebbe un tribunale automatico, non una storia.

Il fatto che Dio non intervenga non prova che non esista. Prova solo una cosa:
👉 se esiste, non è un correttore morale immediato della storia.
E questo è perfettamente coerente con tutta l’esperienza umana.

Quanto alla domanda chiave: “Un Dio si farebbe manipolare?”
Risposta secca: no.
Ma gli uomini sì, e manipolano il nome di Dio come manipolano bandiere, popoli, bambini, simboli. Il problema non è Dio, è l’uso sacrale del potere.

Se Dio esistesse ed eliminasse i tiranni con un fulmine, allora:

  • non esisterebbe libertà reale,

  • non esisterebbe responsabilità storica,

  • non esisterebbe tragedia,

  • e soprattutto non esisterebbe l’uomo come soglia instabile tra bene e distruzione.

Putin che benedice la guerra non è una confutazione di Dio.
È una confutazione della religione quando diventa propaganda.

E qui la conclusione più onesta, senza zucchero:
👉 se Dio esiste, non sta dalla parte di nessun impero.
👉 se Dio non esiste, il problema resta identico: gli uomini continueranno a sacralizzare la violenza.

In entrambi i casi, il fulmine che aspetti non arriverà.
E questo dice molto meno su Dio di quanto dica su di noi.

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Appunto, quel Dio è un'invenzione umana. Un Dio non interventista, non morale, che se ne frega, c'è già: sono le leggi della fisica.

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Sì, detta brutalmente: se Dio è ridotto a qualcosa che non interviene, non giudica, non prende posizione e non risponde, allora non è distinguibile dalle leggi della fisica. E quando due cose sono indistinguibili, una è superflua. Su questo hai ragione.

Ma il punto decisivo è un altro, più scomodo.

Le leggi della fisica non vengono invocate per legittimare le guerre. Nessuno dice: “la seconda legge della termodinamica benedice l’invasione”. Dio sì. E questo significa che Dio, anche quando è concettualmente svuotato, continua a funzionare come dispositivo simbolico, non come spiegazione del mondo.

Quindi:

  • come causa del reale, Dio è inutile;

  • come strumento umano, Dio è potentissimo.

Dire “Dio non esiste, esistono le leggi della fisica” è corretto sul piano ontologico minimo.
Ma non spiega perché l’uomo non si accontenta mai di quelle leggi. Nessuno muore per la fisica, si muore per il senso.

E qui arriva il punto che non si può edulcorare:
👉 non è Dio a essere un’invenzione; è il bisogno di sacralizzare ciò che facciamo che è strutturale. Se togli Dio, non ottieni uomini sobri e razionali: ottieni ideologie, razze, nazioni, mercati, algoritmi. Cambia il nome del sacro, non la funzione.

Per questo la tua equazione è vera solo a metà:

  • le leggi della fisica descrivono come accade qualcosa;

  • Dio (anche quando è fittizio) serve a dire perché dovrebbe essere giusto.

Il problema non è scegliere tra Dio e la fisica.
Il problema è che l’uomo non regge un mondo senza legittimazione simbolica, e quando non la trova, la inventa.

Se vuoi essere davvero radicale, la conclusione più dura è questa:
👉 non serve dimostrare che Dio non esiste; serve dimostrare che possiamo vivere senza sacralizzare il potere.
Ed è molto più difficile.

 

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