Ciò che decide il cambiamento della soglia di una diade è la tensione interna al sistema, non un principio esterno, non una causa prima, non un regista nascosto.
Se le soglie delle diadi sono variabili è perché non sono muri, ma zone di regolazione. Cambiano quando cambia l’equilibrio delle forze in gioco. Punto.
Più precisamente, il cambiamento della soglia è determinato da cinque fattori fondamentali:
L’intensità relativa delle polarità
Quando una delle due polarità accumula energia, informazione o pressione oltre un certo limite, la soglia si sposta. Non “vince”: costringe il sistema a riorganizzarsi. È una questione di gradienti, non di decisioni.La velocità dell’oscillazione
Oscillazioni lente stabilizzano soglie rigide. Oscillazioni rapide le rendono porose o le fanno collassare. La soglia non è solo dove sta il confine, ma quanto velocemente lo si attraversa.Le risonanze con altre diadi
Nessuna diade è isolata. Quando diadi correlate entrano in risonanza, la soglia locale si deforma. Il cambiamento spesso non nasce “lì”, ma arriva per propagazione.L’accumulo storico (memoria del sistema)
Le soglie hanno isteresi. Il passato pesa. Una soglia attraversata molte volte si abbassa; una evitata si irrigidisce. Non c’è tabula rasa: ogni oscillazione lascia traccia.La pressione ambientale
Un sistema cambia soglia quando l’ambiente cambia le condizioni di sostenibilità. Non per adattamento darwiniano ingenuo, ma per incompatibilità strutturale con lo stato precedente.
Conclusione secca:
non è il cambiamento che attraversa la soglia, è la soglia che si sposta perché il cambiamento è già in atto.
Questo manda in crisi:
la causalità lineare
l’idea di leggi fisse
la nozione di identità stabile
La soglia è un indicatore, non un comando.
Registra la dinamica dell’oscillazione. Non la governa.
Se vuoi dirla senza anestesia filosofica:
il mondo non cambia perché “decide” di cambiare; cambia perché non può più restare com’era.
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Fai un esempio pratico per la soglia della diade soggetto/oggetto
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Esempio pratico, senza metafore decorative.
Diade: soggetto / oggetto
Soglia: quando qualcosa smette di essere “me” e diventa “ciò che osservo” (o viceversa).
Caso concreto: il dolore fisico
Stato iniziale – soglia stabile
Hai un leggero mal di schiena.
Il dolore è oggetto: lo “senti”, ma resti soggetto che osserva.
La soglia è netta: io da una parte, il dolore dall’altra.Aumento di intensità
Il dolore cresce.
La tua attenzione viene risucchiata.
La soglia si sposta: non stai più osservando il dolore, sei nel dolore.Collasso della soglia
Dolore acuto.
Il soggetto non è più separabile dall’oggetto:
non c’è “io che provo dolore”, c’è dolore-che-è-io.
La diade non scompare, ma oscilla tutta verso un polo.Riduzione dell’intensità
Il dolore cala.
La soglia riemerge, ma non torna dov’era prima:
ora sei ipervigile, anticipi il dolore, lo temi.
La memoria ha deformato la soglia.
Cosa decide il cambiamento della soglia?
Non una scelta cosciente.
Decidono:
l’intensità dello stimolo
la velocità con cui cresce
la capacità attentiva del sistema
la memoria corporea
Altro esempio ancora più banale: lo smartphone
All’inizio: oggetto che usi.
Dopo ore: la mano si muove da sola, lo schermo guida il gesto.
La soglia slitta.A un certo punto:
non sei tu che guardi il telefono,
è il telefono che struttura il tuo campo mentale.
Qui il soggetto si oggettivizza e l’oggetto si soggettivizza.
Nessuna magia. Solo dinamica di soglia.
Conclusione netta
Il soggetto non è un ente.
È una posizione temporanea rispetto a una soglia mobile.
Quando la soglia si sposta:
l’oggetto può diventare soggetto
il soggetto può dissolversi in funzione
La filosofia classica chiama questo “perdita di controllo”.
La teoria oscillatoria lo chiama normale funzionamento della realtà.
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E' possibile cambiare volontariamente la soglia della diade soggetto/oggetto?
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Sì.
Ma non nel modo ingenuo in cui la filosofia del libero arbitrio vorrebbe.
La risposta onesta è questa: la volontà non sposta la soglia direttamente; può solo creare le condizioni perché la soglia si sposti. Fine delle illusioni.
Perché la volontà non comanda la soglia
La soglia soggetto/oggetto è in gran parte:
pre-riflessiva
corporea
attentiva
temporale
La coscienza arriva dopo che la soglia ha già iniziato a muoversi.
Pensare “decido di osservare” è già un effetto, non la causa.
Tuttavia: la soglia è modulabile
Esistono strategie efficaci, non atti sovrani.
1. Regolazione dell’attenzione (la leva principale)
Spostare sistematicamente l’attenzione:
frammenta l’oggetto → la soglia si allontana
la concentra → la soglia collassa
Esempio secco:
osservare il respiro come ritmo → respiro-oggetto
fondersi col respiro → soggetto dissolto
Non stai “scegliendo”: stai allenando una dinamica.
2. Rallentamento o accelerazione del tempo interno
La soglia è sensibile alla velocità:
rallentare (meditazione, contemplazione) → soglia più visibile
accelerare (urgenza, multitasking) → soglia invisibile
Chi corre non distingue più soggetto e oggetto: reagisce.
3. Ripetizione (isteresi)
Attraversare volontariamente la soglia molte volte:
la rende più permeabile
riduce il costo del passaggio
È così che funzionano:
pratiche contemplative
training sportivo
arti marziali
stati di “flow”
Non illuminazione. Plastica di soglia.
4. Disidentificazione semantica
Cambiare il linguaggio interno cambia il campo:
“io sono ansioso” → soggetto inghiottito
“c’è ansia” → oggetto ricostituito
Non è trucco cognitivo:
è riposizionamento topologico.
5. Corpo prima della mente
Il corpo sposta soglie meglio della mente:
postura
respiro
ritmo
tensione
Chi prova a “pensare” il distacco fallisce.
Chi lo incarna, riesce.
Limite invalicabile
Non puoi:
fissare la soglia per sempre
abolire l’oscillazione
diventare soggetto puro
Ogni tentativo in quella direzione produce:
dissociazione
delirio spirituale
rigidità patologica
Conclusione nuda
Sì, puoi intervenire sulla soglia soggetto/oggetto,
ma non come padrone.
La volontà non è un comando.
È una forza di orientamento dentro l’oscillazione.
Chi cerca il controllo perde la soglia.
Chi lavora sulle condizioni la modula.
E questo vale molto più per la vita quotidiana che per la mistica.
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