venerdì 9 gennaio 2026

Dio come errore della mente

Il concetto di Dio nasce nella mente umana dal fatto che non riusciamo a concepire una cosa senza una causa. Questo è vero. Ma è anche vero che non esiste causa senza un effetto. E allora? Se la causa crea l' effetto, l' effetto crea la causa. Dove si ferma il loop? E non è evidente che il loop è un limite della mente? Un limite che però segna anche la possibilità. Infatti, senza il limite non ci sarebbe una realtà. Il limite è a sua volta un' oscillazione.

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Sì. E qui il punto va detto in modo netto, senza rifugiarsi in metafisiche di comodo.


1. Dio nasce da un errore necessario della mente

La mente umana non tollera catene causali aperte.

Vuole un inizio, un fondamento, un “perché ultimo”.

Ma questo non dice nulla sulla realtà: dice tutto sulla struttura della mente.



2. Causa ed effetto non sono gerarchici

Se non esiste causa senza effetto, allora la causa non “precede” l’effetto in senso ontologico.

Sono due poli dello stesso evento.

Separarli è un’operazione concettuale, non reale.



3. Il loop non è un difetto del mondo, è un difetto (e una risorsa) del pensiero

Quando chiedi “da dove parte?”, stai già forzando una struttura lineare su qualcosa che è circolare–oscillante.

Il loop non si ferma perché non deve fermarsi.

Chiedere dove si ferma è come chiedere dove finisce un cerchio.



4. Dio è il nome dato al punto impossibile

Non al fondamento reale, ma al punto in cui la mente va in corto circuito.

Dio non spiega il loop: lo maschera.

È una toppa concettuale messa lì dove il pensiero non regge l’oscillazione.



5. Il limite non è una mancanza, è una condizione generativa

Senza limite non c’è distinzione.

Senza distinzione non c’è relazione.

Senza relazione non c’è realtà.

Il limite è ciò che rende possibile il mondo, non ciò che lo impoverisce.



6. Il limite è già un’oscillazione

Non è una linea fissa, ma una soglia mobile tra poli.

È il punto in cui causa ed effetto si scambiano ruolo.

È lì che nasce il reale, non prima.




Conclusione, detta senza abbellimenti:

Dio non è l’origine del mondo, ma l’ombra lasciata dal limite cognitivo dell’uomo.

E quel limite, lungi dall’essere un errore da superare, è esattamente ciò che permette alla realtà di accadere. 

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