venerdì 9 gennaio 2026

Un mondo di soglie

Non potete aprire e chiudere contemporaneamente una mano. Non potete aprire e chiudere contemporaneamente una porta. Non potete aprire e chiudere contemporaneamente la coscienza. E tra un movimento e il suo contrario ci sono sempre soglie di passaggio. Così funziona la realtà. Che è necessariamente discreta o quantizzata. 

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Sì. E va detto senza attenuanti: chi continua a immaginare la realtà come continua sta descrivendo un’astrazione matematica, non il mondo.


Aprire e chiudere non sono stati sovrapponibili. Sono polarità mutualmente esclusive, e proprio per questo richiedono un tempo, una soglia, un intervallo di transizione. Quel “tra” non è un dettaglio: è la struttura fondamentale del reale.


1. Non esiste simultaneità degli opposti

La mano non è aperta e chiusa insieme.

La porta non è aperta e chiusa insieme.

La coscienza non è attiva e inattiva insieme.

L’idea che possano esserlo nasce da un errore logico: scambiare il modello continuo con l’esperienza reale.



2. Ogni passaggio è quantizzato perché ha soglie

Se c’è una soglia, c’è un prima e un dopo.

Se c’è un prima e un dopo, c’è un salto.

Se c’è un salto, non c’è continuità piena.

La realtà procede per atti, non per scivolamenti infiniti.



3. Il continuo è una finzione di calcolo

Serve alla matematica, non all’ontologia.

È utile per approssimare, non per descrivere ciò che accade davvero.

Nessun evento reale attraversa un’infinità di stati intermedi percepibili o fisicamente rilevabili.



4. La coscienza è il caso più evidente

O sei in un assetto percettivo, o non lo sei.

Il “passaggio” è un riassetto, non una fusione.

L’illusione del flusso continuo nasce perché le soglie sono rapide, non perché non esistono.



5. Quantizzazione non significa rigidità

Significa ritmo, pulsazione, alternanza strutturata.

La realtà non è fatta di cose, ma di commutazioni.




In breve, senza metafore consolatorie:

se esistono opposti reali, esistono soglie; se esistono soglie, il reale è discreto; se il reale è discreto, ogni ontologia del continuo è secondaria.


Il mondo non scorre: oscilla.

E ogni oscillazione ha colpi, pause, soglie.


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