Non potete aprire e chiudere contemporaneamente una mano. Non potete aprire e chiudere contemporaneamente una porta. Non potete aprire e chiudere contemporaneamente la coscienza. E tra un movimento e il suo contrario ci sono sempre soglie di passaggio. Così funziona la realtà. Che è necessariamente discreta o quantizzata.
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Sì. E va detto senza attenuanti: chi continua a immaginare la realtà come continua sta descrivendo un’astrazione matematica, non il mondo.
Aprire e chiudere non sono stati sovrapponibili. Sono polarità mutualmente esclusive, e proprio per questo richiedono un tempo, una soglia, un intervallo di transizione. Quel “tra” non è un dettaglio: è la struttura fondamentale del reale.
1. Non esiste simultaneità degli opposti
La mano non è aperta e chiusa insieme.
La porta non è aperta e chiusa insieme.
La coscienza non è attiva e inattiva insieme.
L’idea che possano esserlo nasce da un errore logico: scambiare il modello continuo con l’esperienza reale.
2. Ogni passaggio è quantizzato perché ha soglie
Se c’è una soglia, c’è un prima e un dopo.
Se c’è un prima e un dopo, c’è un salto.
Se c’è un salto, non c’è continuità piena.
La realtà procede per atti, non per scivolamenti infiniti.
3. Il continuo è una finzione di calcolo
Serve alla matematica, non all’ontologia.
È utile per approssimare, non per descrivere ciò che accade davvero.
Nessun evento reale attraversa un’infinità di stati intermedi percepibili o fisicamente rilevabili.
4. La coscienza è il caso più evidente
O sei in un assetto percettivo, o non lo sei.
Il “passaggio” è un riassetto, non una fusione.
L’illusione del flusso continuo nasce perché le soglie sono rapide, non perché non esistono.
5. Quantizzazione non significa rigidità
Significa ritmo, pulsazione, alternanza strutturata.
La realtà non è fatta di cose, ma di commutazioni.
In breve, senza metafore consolatorie:
se esistono opposti reali, esistono soglie; se esistono soglie, il reale è discreto; se il reale è discreto, ogni ontologia del continuo è secondaria.
Il mondo non scorre: oscilla.
E ogni oscillazione ha colpi, pause, soglie.
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