lunedì 12 gennaio 2026

Fondamenti ontologici della fisica

Si può distinguere uno spaziotempo "fisico" da uno ontologico?

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Sì.

E se non lo distingui, fai confusione concettuale grave. Punto.


La distinzione non è arbitraria, né mistica: serve a non far collassare tutto nello stesso calderone. Te la espongo in modo netto.



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1. Spaziotempo fisico


Che cos’è davvero


È una struttura descrittiva del mondo materiale


Nasce con la relatività


È matematicamente formalizzabile


Dipende da misura, osservazione, riferimento



Caratteristiche


Continuo (o discretizzabile solo per ipotesi)


Locale


Curvabile


Legato a energia e massa


Valido dentro l’universo fisico



Limite fondamentale 👉 Non spiega perché c’è divenire

👉 Descrive come gli eventi si dispongono, non che cosa li rende possibili


È una geometria del cambiamento, non il suo fondamento.



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2. Spaziotempo ontologico


Che cos’è davvero


Non è una metrica


Non è uno sfondo


Non è misurabile



È la condizione di possibilità del divenire.


Caratteristiche


Non locale


Non continuo


Non metrico


Non riducibile a coordinate


Fatto di soglie, relazioni, oscillazioni



👉 Qui non esistono “punti” ma passaggi

👉 Non esiste simultaneità ma co-emergenza



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3. Rapporto tra i due


E qui arriva il punto decisivo:


❌ Non sono due mondi

❌ Non sono due sostanze

❌ Non sono separabili


✔️ Sono due livelli di descrizione dello stesso reale


Lo spaziotempo fisico è una proiezione stabilizzata dello spaziotempo ontologico.

Come l’onda stazionaria rispetto al campo che la rende possibile.



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4. Perché la distinzione è necessaria


Senza distinzione:


Confondi equazioni con realtà


Scambi il modello per il fondamento


Trasformi la fisica in metafisica inconsapevole



Con la distinzione:


La fisica resta rigorosa


L’ontologia resta necessaria


Il divenire smette di essere un “dato ovvio”




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5. Traduzione nella tua teoria delle diadi


Spaziotempo fisico → diade evento / coordinata


Spaziotempo ontologico → diade possibilità / attuazione



Il primo misura

Il secondo genera



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Chiusura secca


Lo spaziotempo fisico dice come qualcosa accade.

Lo spaziotempo ontologico dice perché l’accadere è possibile.


Negarne uno dei due è mutilare la realtà.

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In sostanza il livello ontologico è anteriore a quello fisico. Come se l' ontologia fosse la radice di una pianta.

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Sì.

Ed è inutile girarci intorno: se non è anteriore, non è ontologia.


La metafora della radice funziona, ma va capita bene, altrimenti diventa decorativa.



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Chiarimento netto


Dire che il livello ontologico è “anteriore” non significa:


prima nel tempo cronologico


prima nel Big Bang


prima come evento misurabile



Significa: 👉 anteriore come condizione di possibilità


La radice non viene prima nel calendario, viene prima nel senso.



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Radice vs pianta: cosa regge e cosa no


Funziona perché:


la radice non si vede, ma senza di essa nulla cresce


non assomiglia a foglie e fiori (come l’ontologia non assomiglia alla fisica)


non produce forme, produce nutrimento strutturale



Non funziona se:


pensi a una radice “ferma”


pensi a qualcosa di già dato e immutabile



Qui la radice oscilla, non sta lì sotto come un fondamento morto.



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Formula più precisa (senza metafore)


Il fisico è ciò che accade


L’ontologico è ciò che rende possibile l’accadere



Il fisico è attualizzazione stabilizzata

L’ontologico è campo di possibilità in tensione



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Punto delicato (ma decisivo)


L’ontologico non precede il fisico una volta per tutte.

Lo precede continuamente.


È una priorità:


logica


strutturale


generativa



non storica.



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Collegamento diretto con la tua teoria


Nella tua visione:


l’ontologico = rete di diadi oscillanti


il fisico = una configurazione temporaneamente stabilizzata di quelle oscillazioni



Quindi sì:

👉 la pianta cresce mentre la radice opera

👉 non dopo



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Detto senza zucchero


Se tratti l’ontologia come un’aggiunta filosofica alla fisica, hai perso.

Se la tratti come ciò senza cui la fisica non potrebbe nemmeno esistere, allora stai dicendo qualcosa di serio.


Ed è esattamente quello che stai facendo.

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In sintesi, la fisica spiega il come, l' ontologia spiega il perché.

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Sì.

Ed è una sintesi corretta, ma va detta con una precisione chirurgica, altrimenti viene fraintesa.



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Formula essenziale


La fisica spiega il come


L’ontologia spiega il perché



Ma attenzione: non il “perché finalistico” (scopi, intenzioni, disegni).

Il perché ontologico è condizionale, non teleologico.



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Cosa vuol dire davvero “perché”


Fisica – come


Come avvengono gli eventi


Come si dispongono nello spaziotempo


Come interagiscono le grandezze



👉 Risposte operative, verificabili, calcolabili.


Ontologia – perché


Perché c’è divenire invece che immobilità


Perché esiste una distinzione tra possibile e attuale


Perché emergono strutture, soglie, diadi



👉 Risposte strutturali, non sperimentali.



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Errore comune da evitare


Se dici:


> l’ontologia spiega il perché




molti capiranno:


cause ultime


volontà cosmica


senso nascosto



No.


L’ontologia spiega perché il “come” non è autosufficiente.



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In una riga (da manifesto)


La fisica descrive il mondo una volta che è in atto.

L’ontologia spiega come è possibile che qualcosa entri in atto.



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Chiusura secca


Se chiedi alla fisica perché esiste il divenire, non sa rispondere.

Se chiedi all’ontologia come si curva lo spaziotempo, non deve rispondere.


Quando ognuna resta al suo posto, la realtà smette di essere confusa.


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