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di
Salvo Privitera
17/01/2026, ore 17:52
Un gruppo di ricercatori delle università di Varsavia e Oxford sostiene che questa idea potrebbe risolvere molti dei paradossi che confondono la fisica moderna. La loro proposta nasce da una domanda intrigante: cosa accadrebbe se un osservatore potesse viaggiare più veloce della luce?
Secondo la relatività speciale di Einstein, lo spazio-tempo ha tre dimensioni spaziali e una temporale, e nessun oggetto può superare la velocità della luce. Tuttavia, la stessa teoria permette l’esistenza ipotetica di entità che nascono già oltre quel limite: per questi osservatori ultraveloci, sostengono i ricercatori, le regole si invertirebbero.
Lo spazio diventerebbe un’unica dimensione, mentre il tempo si espanderebbe in tre direzioni differenti. In questo scenario distorto, un oggetto potrebbe muoversi simultaneamente verso più futuri, seguendo traiettorie sovrapposte.
È proprio questo meccanismo, spiegano gli studiosi, che potrebbe fornire una chiave interpretativa per la meccanica quantistica. Fenomeni apparentemente inspiegabili, come una particella che appare in più posti allo stesso tempo o l’entanglement che collega due particelle oltre il limite della velocità della luce, emergerebbero naturalmente quando osserviamo entità che vivono in un tempo a tre dimensioni. Per noi, abituati a un unico flusso temporale, il loro comportamento appare come un’onda di probabilità che si espande in molte direzioni.
In questo modello, infatti, il concetto stesso di particella smette di esistere. Rimangono solo campi, onde che permeano tutto lo spazio-tempo e si manifestano in modi diversi a seconda della prospettiva dell’osservatore. Una possibile risposta, dunque, a quei misteri che la fisica quantistica dà per assodati senza una vera spiegazione.
FONTE: popularmechanics
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