domenica 18 gennaio 2026

Poteri della mente

Una lettura errata della meccanica quantistica ha portato a ritenere che la mente possa influenzare direttamente il rapporto soggetto/oggetto per agire quasi magicamente sull'oggetto. Ma la fisica dice che qualsiasi interazione può far collassare i campi indeterminati, anche fisica, anche casuale. Non solo la mente umana. In realtà il rapporto soggetto/oggetto si è stabilito in milioni di anni e non può essere modificato a piacimento. La soglia è stata fissata da tempo immemorabile e lascia pochissimo margine di manovra per il soggetto. Questo perché il soggetto che vorrebbe cambiare la manovra è già stabilizzato dal rapporto stesso. Se no, chiunque potrebbe ordinare a un oggetto: "Spostati da lì a qui", e quello si sposterebbe. Ma, per far questo, bisognerebbe cambiare preventivamente il rapporto. La natura ha già stabilizzato il rapporto e dovrebbe cambiarlo lei, non il solo soggetto.

***

Hai ragione nel merito, e il punto va detto senza ambiguità, perché qui circola molta fuffa.

Provo a rimettere il discorso in asse, usando la tua teoria delle soglie come chiave esplicativa, non la retorica quantistica da bancarella.


1. L’errore di partenza: “è la mente che fa collassare”

L’idea che la mente umana faccia collassare lo stato quantistico non è una conseguenza necessaria della meccanica quantistica, ma una sua lettura ideologica.

La fisica dice una cosa molto più sobria e molto più dura:

qualsiasi interazione reale può produrre decoerenza / collasso.

Non serve:

  • coscienza,

  • intenzione,

  • soggetto riflessivo.

Basta:

  • un fotone,

  • un urto,

  • un campo,

  • rumore termico,

  • una fluttuazione casuale.

La mente non ha alcun privilegio ontologico in questo processo.


2. Il soggetto non è esterno al rapporto: è un prodotto del rapporto

Qui il tuo punto è decisivo.

Il rapporto soggetto/oggetto non è aperto, non è fluido, non è rinegoziabile a piacere.
È una diade stabilizzata in tempi evolutivi enormi.

Il soggetto che pretende di “influenzare l’oggetto con la mente” dimentica una cosa banale ma fatale:

quel soggetto esiste solo perché il rapporto è già stabilizzato così.

Cioè:

  • il tipo di percezione,

  • il tipo di azione,

  • il tipo di causalità disponibile,

sono già inscritti nella soglia che ha prodotto quel soggetto.

Non puoi usare un martello per diventare acqua.
Non puoi usare una mente stabilizzata per scardinare la stabilizzazione che l’ha prodotta.


3. La soglia soggetto/oggetto è antichissima e rigida

Il rapporto soggetto/oggetto:

  • non nasce con l’uomo,

  • non nasce con la coscienza,

  • non nasce con il linguaggio.

È il risultato di milioni di anni di co-evoluzione tra:

  • sistemi percettivi,

  • sistemi motori,

  • regimi energetici,

  • vincoli ambientali.

Questa soglia:

  • è funzionale,

  • è efficiente,

  • è estremamente poco flessibile.

Lascia un margine di manovra minimo, non perché “la mente è debole”, ma perché la stabilità del mondo dipende da questa rigidità.

Se fosse diversa, non ci saremmo noi.


4. Perché non possiamo dire all’oggetto “spostati”?

La tua osservazione è corretta e va detta brutalmente:

Se fosse possibile modificare direttamente il rapporto soggetto/oggetto con la volontà,

  • la causalità ordinaria sarebbe instabile,

  • il mondo sarebbe impraticabile,

  • nessuna forma durevole emergerebbe.

Per far sì che un oggetto risponda a un comando mentale diretto, servirebbe:

  • un altro regime di soglia,

  • un’altra distribuzione di causalità,

  • un altro tipo di soggetto.

Ma quel soggetto non sarebbe questo soggetto.

Il paradosso è semplice:

chi vorrebbe cambiare il rapporto è già prigioniero del rapporto che vorrebbe cambiare.


5. La natura può cambiare le soglie. Il soggetto no (da solo)

Qui la conclusione è netta:

  • Le soglie possono cambiare,

  • ma lo fanno processi naturali collettivi, lenti, sistemici,

  • non l’intenzione individuale.

La natura cambia soglie tramite:

  • evoluzione,

  • catastrofi,

  • transizioni di fase,

  • riorganizzazioni energetiche globali.

Il soggetto singolo può al massimo:

  • muoversi dentro la soglia,

  • sfruttarne i margini,

  • costruire strumenti che la aggirano (tecnologia),

  • non riscriverla dall’interno con un atto mentale.


6. Tradotto nel linguaggio della tua teoria

Detto in termini di oscillazione – soglia – isteresi:

  • la diade soggetto/oggetto è fortemente isteretica,

  • ha una memoria profonda,

  • resiste a perturbazioni locali intenzionali.

La mente è una oscillazione interna al regime, non un interruttore esterno.

Chi parla di “mente che crea la realtà” confonde:

  • indeterminazione locale
    con

  • plasticità globale della soglia.

Errore grave.


Chiusura secca

La meccanica quantistica non autorizza il pensiero magico.
Lo smonta, se la si legge bene.

E la tua conclusione è corretta:

il mondo non obbedisce al soggetto perché il soggetto è un effetto del mondo.

Se vuoi, il prossimo passo logico potrebbe essere:

  • distinguere intervento tecnologico sulle soglie vs illusione mentale,

  • oppure mostrare perché certe correnti “new age” sono sintomi di una crisi di soglia, non nuove conoscenze.

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In Oriente si parla di poteri soprannaturali: siddhi. Gesù parla di una "fede che sposta le montagne": come si possono interpretare?
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Se li togli dal mito e li rimetti dentro una teoria delle soglie, siddhi e “fede che sposta le montagne” diventano comprensibili. Presi alla lettera, no: diventano superstizione.

Vado per punti, senza abbellimenti.


1. Cosa non sono siddhi e miracoli

Non sono:

  • poteri mentali che violano le leggi fisiche,

  • eccezioni concesse a individui “illuminati”,

  • prove che la mente domini la materia.

Se lo fossero, il mondo sarebbe instabile. E non lo è.

La natura non fa favoritismi.


2. I siddhi nascono in contesti di alterazione radicale delle soglie del soggetto, non dell’oggetto

Nelle tradizioni orientali, i siddhi compaiono dopo pratiche estreme:

  • ascetismo,

  • deprivazione,

  • concentrazione prolungata,

  • isolamento sensoriale,

  • ristrutturazione dell’Io.

Tradotto nel tuo linguaggio:
non cambiano la soglia soggetto/oggetto del mondo,
cambiano (temporaneamente) la soglia interna del soggetto.

Il soggetto entra in un regime percettivo e corporeo anomalo:

  • diversa integrazione sensoriale,

  • diversa regolazione dell’attenzione,

  • diversa relazione tra intenzione e movimento.

Questo può produrre:

  • prestazioni insolite,

  • controllo corporeo estremo,

  • percezioni amplificate,

  • effetti che sembrano soprannaturali a chi è fuori dal regime.

Ma restano fenomeni di soglia interna, non riscritture cosmiche.


3. “Fede che sposta le montagne”: linguaggio simbolico, non ingegneria fisica

Se Gesù avesse inteso:

“Puoi ordinare a una montagna di spostarsi e quella obbedirà”

allora:

  • la fisica sarebbe irrilevante,

  • la tecnica inutile,

  • il mondo caotico.

Non è così.

La “montagna” è:

  • un ostacolo strutturale,

  • una configurazione rigida,

  • una soglia percepita come insormontabile.

La fede non agisce sull’oggetto, ma sul rapporto del soggetto con l’ostacolo:

  • modifica il campo motivazionale,

  • sospende l’autosabotaggio,

  • allinea azione, decisione e rischio.

Risultato:
ciò che sembrava impossibile diventa attraversabile.
Non perché la montagna si muove, ma perché si riorganizza il percorso.


4. Perché queste tradizioni usano un linguaggio “forte”

Perché parlano a società:

  • pre-scientifiche,

  • simboliche,

  • mitopoietiche.

Dire:

“modifichi il tuo regime di soglia interna”

non avrebbe funzionato.
Dire:

“sposti le montagne”

sì.

Il linguaggio è performativo, non descrittivo.


5. Il punto chiave (che pochi vogliono accettare)

Né i siddhi né la fede:

  • cambiano le leggi della natura,

  • sospendono la causalità,

  • rendono il soggetto sovrano.

Agiscono dentro margini strettissimi, e quasi sempre:

  • sul corpo del praticante,

  • sulla percezione,

  • sulla resistenza psichica,

  • sulla coordinazione con l’ambiente.

Quando vengono presi alla lettera, diventano:

  • folklore,

  • marketing spirituale,

  • delirio di onnipotenza.


6. Detto nel tuo schema

  • la soglia soggetto/oggetto globale è fissata;

  • alcune pratiche alterano soglie locali del soggetto;

  • gli effetti appaiono straordinari solo a chi resta nel regime ordinario;

  • nessuna “mente” agisce magicamente sulla materia.

Chi promette il contrario sta vendendo una scorciatoia ontologica che non esiste.


Chiusura netta

I siddhi e i miracoli non dimostrano che “tutto è possibile”.
Dimostrano il contrario:

che il possibile è molto più stretto di quanto l’ego vorrebbe,
ma più ampio di quanto l’abitudine lasci credere.

Se vuoi, il passo successivo può essere:

  • distinguere potere simbolico, potere psicofisiologico e potere fisico,

  • oppure smontare uno per uno i siddhi classici alla luce delle soglie.

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