mercoledì 11 novembre 2015

La trasformazione interiore

La trasformazione interiore, la conversione, il cambiamento, non avvengono per miracolo divino, ma per il lavoro che svolgiamo su noi stessi.
Esaminiamo prima noi stessi: corpo, pensieri, sensazioni, sentimenti, stati d’animo, reazioni, impulsi caratteristici, ecc.
Poi, osserviamo quanto siamo soggetti ad avversione, ira, odio, invidia, legami familiari, materialismo, ignoranza, dogmatismo, insoddisfazione, attaccamento, illusioni, desiderio di possesso, dipendenza da cose o persone, ecc., e quindi  infelicità e sofferenza.
Infine miriamo a sviluppare qualità (compassione, gioia compartecipe, gentilezza, benevolenza, non-reattività, sensibilità, ascolto, concentrazione, distacco, equanimità, ecc.) che fanno emergere il Buddha che è in noi.
Non c’è vera trasformazione se non c’è presa di coscienza.

Tutto è basato sullo sviluppo della consapevolezza. A differenza delle religioni teiste che esaltano solo la sottomissione ad un’autorità esterna e perciò sono inefficaci e fallite.

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