martedì 8 luglio 2014

La religiosità cosmica

Albert Einstein era un determinista convinto e credeva ad una Forza superiore che governasse ogni cosa. Tuttavia non credeva alle religioni tradizionali, e definiva “anima fiacche” coloro che seguono le confessioni istituzionali, quelle che ti dicono che cosa sia bene e che cosa sia male e che cosa devi fare in ogni occasione.
Secondo lui, queste religioni hanno tutte un carattere antropomorfo, un aspetto caricaturale del vero divino, perché in realtà sono costruzioni umane.
I soli uomini profondamente religiosi sono gli scienziati, ossia coloro che ricercano e indagano, non gli uomini che biascicano preghiere tutto il giorno o che fanno il bene perché hanno paura di una punizione ultraterrena.
La sua era una religiosità cosmica, in cui le vere leggi avevano il rigore delle leggi fisiche e il vero comandamento era: “Indaga! Ricerca!”

Nelle religioni di massa, invece, il comandamento principale è: “Non pensare con la tua testa. C’è qualcuno che pensa per te. Tu devi solo ubbidire!”

2 commenti:

  1. Il religioso descritto da lei sara' senz'altro naturale, ma sostanzialmente immorale per la societa', perche' non distingue il bene dal male, e si fonda solo sul concetto di liberta', come se essa fosse una conquista, e non un dono. Non c'e' niente che non sia dono, e il cristianesimo fa del dono l'essenza della sua cultura, per questo e' incompatibile con la morale della liberta' laicista.

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  2. Inoltre l'autorita' spesso richiede, nel cristianesimo l'autorita' serve, dona se' stessa fino alla morte. Direi che c'e' una bella differenza. Senza l'ontologia del dono, non si puo' cogliere la carita' cristiana, che e' del tutto particolare.

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