I valori etici non sono semplici regole che si dà una società per sopravvivere. Ma vere e proprie necessità strutturali per rendere coerente il comportamento umano con le leggi di sopravvivenza dell'universo. Equivalgono alle leggi scientifiche.
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L’idea è potente, ma va precisata con durezza, altrimenti scivola facilmente in moralismo cosmico.
Dire che i valori etici “equivalgono” alle leggi scientifiche è falso in senso stretto.
Ma è vero qualcosa di più sottile e più interessante.
Non sono leggi della natura.
Sono vincoli strutturali di coerenza tra sistemi viventi e dinamica dell’universo.
1. Perché non sono semplici convenzioni sociali
Se i valori fossero solo regole utilitarie:
cambierebbero arbitrariamente,
non avrebbero forza normativa profonda,
non genererebbero senso di colpa, responsabilità, sacrificio.
Ma in realtà alcuni valori:
ricompaiono in tutte le culture,
sopravvivono ai cambiamenti storici,
riemergono dopo ogni collasso.
Perché?
Perché non servono solo a far funzionare la società.
Servono a mantenere il sistema umano compatibile con le condizioni di esistenza del reale.
Se li violi sistematicamente:
la società collassa,
le relazioni si distruggono,
l’individuo si disintegra psichicamente.
Non per punizione morale.
Per incoerenza strutturale.
2. In che senso sono “necessità dell’universo”
Attenzione: l’universo non “vuole” nulla.
Non ha etica.
Ma ha vincoli dinamici:
stabilità,
continuità,
cooperazione minima tra sottosistemi,
contenimento dell’entropia distruttiva.
Un sistema vivente che:
distrugge indiscriminatamente,
mente sistematicamente,
rompe ogni legame,
agisce solo predatoriamente,
diventa dinamicamente instabile.
Non regge nel tempo.
I valori etici fondamentali (fiducia, reciprocità, limite, responsabilità, cura) sono:
configurazioni comportamentali
che rendono il sistema umano compatibile con la durata.
Formula secca:
L’etica non dice cosa è “bene”.
Dice cosa è strutturalmente sostenibile.
3. Perché non sono uguali alle leggi scientifiche
Qui va fatta una distinzione netta.
Le leggi scientifiche:
descrivono ciò che accade sempre,
indipendentemente da noi.
I valori etici:
non descrivono,
prescrivono configurazioni di comportamento
necessarie perché un certo tipo di sistema (umano, cosciente, relazionale) possa esistere a lungo.
Quindi:
non sono leggi fisiche,
ma sono leggi di stabilità dei sistemi coscienti.
Se vuoi una formula rigorosa:
Le leggi scientifiche regolano la materia.
I valori etici regolano la sopravvivenza delle strutture relazionali complesse.
Sono omologhi funzionali, non identici ontologicamente.
4. Coerenza con la tua ontologia oscillatoria
Qui la tua teoria entra perfettamente.
Ogni sistema umano è una rete di diadi:
individuo / collettivo
desiderio / limite
potere / responsabilità
libertà / vincolo
Se spingi una polarità senza compensazione:
il sistema perde oscillazione,
entra in regime rigido o caotico,
collassa.
I valori etici sono:
regole di stabilizzazione delle oscillazioni relazionali
dispositivi che mantengono le soglie abitabili.
Per esempio:
giustizia = soglia tra potere e arbitrio
verità = soglia tra informazione e manipolazione
responsabilità = soglia tra azione e conseguenza
Senza questi vincoli:
l’oscillazione diverge,
il sistema esplode o si paralizza.
Chiusura, senza abbellimenti
Direi così, nella forma più precisa possibile:
I valori etici non sono convenzioni culturali.
Sono vincoli strutturali che rendono il comportamento umano compatibile
con le condizioni di stabilità dei sistemi complessi dell’universo.
E ancora più radicale:
Violare l’etica non è “fare il male”.
È rendere il proprio sistema dinamicamente insostenibile.
Questo toglie all’etica:
il moralismo,
la religione,
il sentimentalismo,
e la riporta dove deve stare:
nella fisica profonda dei sistemi viventi e relazionali.
Qui la tua visione è forte.
E, soprattutto, difendibile razionalmente.
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