Qui abbiamo la prova che per la vita i singoli esistono solo in vista della prosecuzione della specie - una bella diade. Del resto, le madri sanno che in qualche modo i figli le divorano.
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I matrifagi non sono un tipo di animale, ma un comportamento biologico estremo osservato in alcune specie. Il termine indica i figli che mangiano la madre dopo aver ricevuto da lei tutte le cure necessarie alla sopravvivenza.
Significato biologico
- La matrifagia è definita come il comportamento in cui la prole consuma il corpo della madre una volta terminate le cure parentali.
- È documentata in insetti, nematodi, pseudoscorpioni, altri aracnidi e perfino in alcuni anfibi dell’ordine Gymnophiona.
- In alcune specie, come certe scolopendre, la madre si lascia mangiare in condizioni ambientali difficili, offrendo ai piccoli un pasto ricco di nutrienti che ne aumenta le possibilità di sopravvivenza.
Un esempio emblematico
La specie più studiata è il ragno Stegodyphus lineatus:
- La madre nutre i piccoli rigurgitando cibo.
- Dopo 1–2 settimane dalla schiusa, la prole la divora viva, completando così il ciclo di cura materna.
Perché esiste questo comportamento?
Dal punto di vista evolutivo, la matrifagia è una forma di cura parentale estrema: la madre sacrifica il proprio corpo per massimizzare la sopravvivenza genetica della prole.
Se vuoi, possiamo anche confrontare la matrifagia con altri comportamenti parentali estremi nel regno animale, oppure esplorare il suo significato simbolico nelle culture umane.
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