lunedì 6 aprile 2015

Il condizionamento religioso

Non è vero che il concetto di Dio – Dio come Persona, non come un principio o un’energia impersonale - sia naturale. È un prodotto mentale. Noi lo mettiamo in testa ai bambini parlandone loro fin da piccoli.
Ma, se prendessimo un gruppo di bambini e li allevassimo in un’isola deserta eliminando ogni riferimento culturale a Dio, loro non ci penserebbero – soprattutto non penserebbero mai ad un Dio storico, ad uno degli Iddii delle religioni.
Ci sono culture dove questo concetto non esiste.
Il Italia condizioniamo immediatamente i bambini con tale concetto – ed è per questo che la Chiesa fa di tutto per inserire l’insegnamento della sua dottrina negli asili e nelle scuole. A quel punto i bambini sono costretti a fare i conti con questa idea… fino a che diventeranno dubbiosi, indifferenti o atei, di fronte all’evidenza che Dio non c’è o non li aiuta (ma anche gli atei faranno comunque riferimento al concetto). Insomma non si sfugge al condizionamento culturale. Il che avviene in tutto l’Occidente cristiano, nel mondo musulmano e nella cultura induista.
Sarebbe ora che decondizionassimo le menti dei nostri figli. Ma ormai il “peccato originale” è stato commesso (dai preti) e ritornare allo stato di naturalezza è difficile. È necessario lavorare con contro-idee e con lo sviluppo di una retta visione e della consapevolezza, che siano in grado di far vedere come noi crediamo a ciò che la cultura ci spinge a credere.


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