Secondo un recente studio pubblicato su Science Advances, il riccio di mare è tutto testa. Non ha altre parti del corpo e presenta un sistema nervoso notevolmente complesso che forma un “cervello-corpo”, come descritto dagli autori.
Ma questo sistema nervoso non è solo un gruppo indifferenziato di neuroni, bensì una sofisticata rete di cellule che assomiglia molto alle strutture cerebrali dei vertebrati. Inoltre, la testa ha diverse cellule sensibili alla luce, o fotorecettori, che suggeriscono che forse queste creature un tempo avessero una certa capacità visiva.
“I nostri risultati mostrano che gli animali che non hanno un sistema nervoso centrale convenzionale possono sviluppare un’organizzazione simile a quella del cervello”, ha detto Jack Ullrich-Lüter, autore principale dello studio e ricercatore del Museo Naturale di Berlino, Germania. “Questo cambia radicalmente il nostro modo di pensare all’evoluzione dei sistemi nervosi complessi”.
Voi sapete che la mia teoria si basa su strutture diadiche, ossia su un bilateralismo dinamico oscillante. In effetti molti animali, compresi gli esseri umani, sono bilateralmente simmetrici, il che significa che i lati sinistro e destro del loro corpo sono generalmente speculari. Ma i ricci e i loro parenti, come le stelle marine o i cetrioli di mare, iniziano essendo simmetrici e poi subiscono una metamorfosi che conferisce loro una simmetria pentaradiale, una divisione circolare e simmetrica in cinque parti, come nelle stelle marine.
Il team ha inizialmente studiato i misteri del genoma del riccio di mare durante la sua transizione. Come poteva un unico genoma produrre “due piani corporei così diversi”? Ha condotto un’analisi genetica approfondita sui ricci di mare che avevano appena completato la loro trasformazione per identificare quali cellule fossero all’origine dei cambiamenti.
In questo processo, il team ha scoperto qualcosa di molto più straordinario: una rete di cellule neuronali inaspettatamente raffinata che costituisce l’intero corpo del riccio. Il suo corpo è una testa gigante, e i geni che in altre creature definirebbero gli organi interni sono tutti racchiusi lì.
Tuttavia, questi gruppi di neuroni sono più raffinati di “una semplice rete di neuroni e gangli interconnessi”, secondo lo studio. Ciò contraddice la precedente convinzione che i ricci fossero “semplici” perché non avevano un cervello centralizzato.
Quindi la struttura diadica non viene smentita. Solo che può evolvere in forme più complesse. Esistono anche rare strutture triadiche, ma sono comunque evoluzioni di strutture diadiche.
In natura esistono strutture triadiche: la triade non è solo un concetto filosofico, ma si manifesta anche in geometria, biologia e cosmologia.
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🌿 Esempi di strutture triadiche in natura
- Molecolare e chimico
- Alcune molecole hanno geometrie triassiali o trigonal-planari (es. il borano o il carbonato), dove tre legami si dispongono simmetricamente attorno a un centro.
- Biologico
- Molti fiori presentano simmetria triadica (tre petali o tre sepali).
- Alcuni organismi marini, come certe meduse, mostrano strutture tripartite.
- Geologico e fisico
- Le forme cristalline possono avere simmetrie ternarie.
- In fisica nucleare recente si parla di geometria triassiale del nucleo atomico, dove la distribuzione di massa non è più solo sferica o ellissoidale, ma triassiale, con tre assi distinti di oscillazione.
- Cosmologico e rituale
- Le civiltà antiche hanno spesso costruito piramidi triadiche, come i Maya, con un edificio centrale affiancato da due laterali, riflettendo una concezione cosmologica della triade.
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📐 Significato filosofico e simbolico
- La struttura diadica (binaria) si fonda sull’opposizione: luce/ombra, vita/morte, maschile/femminile.
- La struttura triadica introduce un terzo elemento che media, trasforma o sintetizza. In filosofia hegeliana, ad esempio, la triade è tesi–antitesi–sintesi.
- In natura, la triade spesso appare come equilibrio dinamico: tre forze che si bilanciano, tre direzioni di oscillazione, tre elementi che generano stabilità.
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La mia logica diadica si fonda sul confronto e sulla tensione tra due poli. La triade può essere vista come un’espansione della diade:
- La diade genera movimento (oscillazione).
- La triade genera spazio (una figura, una geometria, un equilibrio).
- In termini rituali, la triade può incarnare il passaggio dal conflitto binario alla mediazione generativa.
In sintesi: le strutture triadiche esistono in natura e nella cultura, e possono essere interpretate come un’espansione della mia logica diadica verso la generazione di spazio e sintesi.
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