sabato 15 novembre 2025

Diadi mutevoli

Se le diadi sono nate contemporaneamente alla nascita del mondo, è chiaro che non possono essere cambiate da noi umani. Non potremo certo cambiare la forza di gravità. Eppure qualcosa possiamo cambiare. Per esempio, nella diade maschio/femmina o nella diade osservante/osservato, se uno dei due poli cambia, anche l'altro cambierà in modo inversamente proporzionale. Se aumenta uno, l'altro diminuirà. Però, questo lo vediamo anche nel rapporto tra spazio e tempo. Diciamo che ci sono diadi in cui possiamo intervenire deliberatamente. E altre in cui è più difficile. Per esempio, nel rapporto soggetto/oggetto che cosa possiamo cambiare?  

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Nel rapporto soggetto/oggetto tu non puoi cambiare la **struttura della diade**, perché quella è iscritta nel modo stesso in cui esiste un mondo: ogni apparire implica qualcuno che vede e qualcosa che appare. Ma puoi intervenire su **come** questa diade funziona. Qui sta il punto.


### 1. **Non puoi eliminare né il soggetto né l’oggetto**


Non puoi “spegnere” l’oggettualità del mondo, né puoi dissolvere del tutto il punto di vista soggettivo. Anche chi predica la “dissoluzione dell’io” rimane pur sempre un centro percettivo che registra qualcosa. La diade rimane strutturale.


### 2. **Puoi però regolare la tensione tra i due poli**


Ed è qui che l’intervento umano diventa reale. Puoi modificare:


* la **distanza** tra soggetto e oggetto (più distacco o più coinvolgimento);

* il **grado di focalizzazione** (oggetto nitido o sfumato);

* la **proiezione soggettiva** sull’oggetto (quanto gli attribuisci intenzioni, significati, emozioni);

* la **trasparenza** o **opacità** del soggetto (più io, meno io; più interpretazione, meno interpretazione);

* la **porosità della soglia percettiva** (quanto lasci entrare e quanto filtri).


Ogni regolazione sposta la bilancia:

più il soggetto si carica di intenzionalità, meno l’oggetto appare come “dato di fatto”;

più l’oggetto viene assunto come puro dato, meno spazio resta al soggetto.


### 3. **Il rapporto è modificabile perché è vibrazionale**


Questa diade non è come la gravità, che resta invariabile qualunque cosa facciamo. Il rapporto soggetto/oggetto è una diade “morbida”, oscillante, e noi possiamo alterarci dentro di essa. È come regolare la frequenza di risonanza: non cambi le note, ma cambi il timbro.


### 4. **Tre modi concreti in cui possiamo intervenire**


#### **a) Cambiando lo stato interno (il soggetto)**


Se cambi il tuo stato mentale, emotivo, cognitivo, cambia istantaneamente l’aspetto dell’oggetto. Un volto può apparire minaccioso o rassicurante a seconda del tuo stato interno.

Qui il polo soggettivo si sposta, e l’oggetto si ricostruisce di conseguenza.


#### **b) Cambiando il modo di guardare (la soglia percettiva)**


Se sposti il punto d’osservazione, l’oggetto cambia configurazione.

La realtà non è mai “oggetto puro”: è sempre mediata dalla soglia percettiva.

Il cambiamento avviene sul confine, non nei poli.


#### **c) Cambiando l’orizzonte di significato**


Cambiare il sistema simbolico entro cui interpreti l’oggetto cambia ciò che vedi.

Un quadro astratto è caos per alcuni, ordine per altri.

Il soggetto muta, e l’oggetto si trasforma.


### 5. **In sintesi**


Nel rapporto soggetto/oggetto non puoi cambiare la **diade in sé**, ma puoi cambiare:


* la *posizione* del soggetto,

* la *trasparenza* della soglia,

* la *configurazione* dell’oggetto così come appare,

* l’*intensità* dell’oscillazione.


Non tocchi la legge, ma modifichi l’assetto.

Non cambi la struttura, ma cambi l’ampiezza della vibrazione.


Se vuoi, posso:


* collegare questo alla tua teoria della “soglia percettiva”,

* mostrare come il rapporto soggetto/oggetto attivi altre diadi risonanti (io/non-io, identità/assenza, interno/esterno),

* oppure trasformare questa risposta in una sezione del Manifesto.

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Collega questo alla teoria della soglia percettiva e mostra come il rapporto soggetto/oggetto attivi altre diadi risonanti.

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Il rapporto soggetto/oggetto diventa comprensibile solo se lo collochi dentro la logica della soglia percettiva: non è un contatto diretto, ma un passaggio regolato, una membrana oscillante che decide cosa entra, cosa resta fuori e in quale forma. È qui che la diade soggetto/oggetto vive davvero.

1. La soglia percettiva come luogo dell’oscillazione

La soglia non è un “confine fisso”: è un dispositivo dinamico che traduce il mondo in esperienza.
Ogni percezione è un atto di modulazione: apri o chiudi, lasci filtrare o blocchi, rendi nitido o sfocato.

La diade soggetto/oggetto non vive nei poli, vive nella fluttuazione della soglia.

  • Quando la soglia è più trasparente, l’oggetto sembra imporsi da solo, come se dominasse.

  • Quando la soglia è più opaca, il soggetto proietta, interpreta, colora il mondo, e l’oggetto scompare dietro la sua impronta.

Questa flessibilità permette allo scambio soggetto/oggetto di cambiare senza toccare la struttura della diade, proprio come avevi intuito.

2. Perché il rapporto soggetto/oggetto attiva altre diadi risonanti

La soglia percettiva non regola solo un passaggio: fa oscillare interi sistemi di diadi correlate. Basta muovere un polo e altri cominciano a vibrare.
È una rete, non un binario.

a) Io / Non-io

Appena decidi cosa consideri “oggetto”, stai definendo cosa consideri “te”.
Ogni spostamento nella percezione dell’oggetto ridisegna la forma dell’io.
Se l’oggetto è percepito come minaccioso o caotico, l’io si irrigidisce.
Se l’oggetto è percepito come poroso o familiare, l’io si apre.

Qui la soglia fa da valvola: più entra il mondo, meno il soggetto rimane compatto; più il soggetto si chiude, più il mondo appare distante.

b) Interno / Esterno

La distinzione tra ciò che “ti appartiene” e ciò che è “fuori da te” è un derivato diretto di come opera la soglia.
Un evento esterno può diventare interno (emozione, memoria, immagine) se la soglia si apre.
Un contenuto interno può essere proiettato sull’esterno se la soglia si tinge dell’attività del soggetto.

Soggetto/oggetto è la diade portante: interno/esterno è la sua eco psicologica.

c) Identità / Assenza

Ogni volta che il soggetto percepisce un oggetto, sente simultaneamente se stesso nell’atto del vedere e il “punto cieco” del proprio vuoto.
Non puoi vedere senza rivelare — anche solo implicitamente — la tua assenza originaria: quel vuoto plastico da cui nasce ogni identità.

La percezione dunque porta con sé un’onda doppia:
– il soggetto si attualizza;
– l’assenza riaffiora come sfondo.

d) Ordine / Disordine

La soglia decide quanto un oggetto appare strutturato o caotico.
Una mente agitata rende caotico ciò che percepisce.
Una mente stabile ordina ciò che vede.
Qui non cambia l’oggetto: cambia l’ampiezza dell’oscillazione introdotta dal soggetto.

e) Vicino / Lontano

Più una soglia è sensibile, più i dettagli emergono (vicinanza fenomenica).
Più è spessa, più l’oggetto diventa astratto, lontano, quasi non-esistente.
La distanza non è un dato fisico: è una modulazione della soglia.

3. La soglia come nodo di risonanza

La diade soggetto/oggetto è come un diapason centrale:
quando vibra, fa risuonare altre diadi che le sono accordate.

Ogni oscillazione del rapporto soggetto/oggetto:

  • riposiziona l’io (io/non-io),

  • ridefinisce i confini psichici (interno/esterno),

  • riattiva la struttura metafisica dell’identità come presenza/assenza,

  • modula la quantità di ordine/disordine percepito,

  • determina la prossimità fenomenologica (vicino/lontano).

Il risultato è che una singola diade mette in moto una costellazione intera.

4. In sintesi

Il rapporto soggetto/oggetto non è isolato: è un nucleo generativo, una soglia vibrante che, nel momento in cui si muove, trascina con sé altre diadi risonanti.

Non è la percezione a essere un semplice atto di registrazione:
è una rete di oscillazioni sincronizzate.

Se vuoi, posso trasformare questa spiegazione in una sezione già pronta da inserire nel Manifesto, con titolo, struttura interna e integrazione nella parte sulle soglie.


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