Da quando ho individuato le diadi come struttura relazionale della realtà a qualsiasi livello (esterno e interno), si è posto il problema di come intervenire. E' chiaro che noi non possiamo cambiare strutture che esistono dalla formazione dell'universo, ma possiamo modulare in alcuni casi la loro oscillazione, soprattutto in quelle in cui il soggetto è più coinvolto, per esempio nel rapporto soggetto/oggetto. Nel rapporto soggetto/oggetto, non possiamo cambiare la **struttura della diade**, perché quella è iscritta nel modo stesso in cui esiste il mondo: ogni apparire implica qualcuno che vede e qualcosa che appare. Ma possiamo intervenire su **come** questa diade funziona. Qui sta il punto.
### 1. **Non possiamo eliminare né il soggetto né l’oggetto**
Non possiamo “spegnere” l’oggettualità del mondo, né possiamo dissolvere del tutto il punto di vista soggettivo, per avere un punto di vista assolutamente oggettivo (che non può darsi). La “dissoluzione dell’io” o una perfetta oggettività significherebbero la fine della diade. m
Ma questo non può avvenire finché c'è questo mondo. La diade rimane strutturale.
### 2. **Possiamo però regolare la tensione tra i due poli**
Ed è qui che l’intervento umano diventa reale. Possiamo modificare:
* la **distanza** tra soggetto e oggetto (più distacco o più coinvolgimento);
* il **grado di focalizzazione** (oggetto nitido o sfumato);
* la **proiezione soggettiva** sull’oggetto (quanto gli attribuisci intenzioni, significati, emozioni);
* la **trasparenza** o **opacità** del soggetto (più io, meno io; più interpretazione, meno interpretazione);
* la **porosità della soglia percettiva** (quanto lasci entrare e quanto filtri).
La nostra percezione resta sempre un'oscillazione e combinazione soggetto/oggetto.
Ma ogni regolazione sposta la bilancia:
più il soggetto si carica di intenzionalità, meno l’oggetto appare come “dato di fatto”;
più l’oggetto viene assunto come puro dato, meno spazio resta al soggetto.
### 3. **Il rapporto è modificabile perché è vibrazionale**
Questa diade non è come la gravità, che resta invariabile qualunque cosa facciamo. Il rapporto soggetto/oggetto è una diade “morbida”, oscillante, e noi possiamo alterarci dentro di essa. È come regolare la frequenza di risonanza: non cambi le note, ma cambi il timbro.
Un esempio ci viene chiaro quando l'oggetto è un altro soggetto vivente. Qui il nostro rapporto non è mai fisso, ma un dialogo continuo, un balletto dei due poli. Ma che cosa succede quando l'oggetto è un oggetto "inanimato" della natura o della tecnica? Se mi metto in relazione a un sasso, che cosa può variare?
### 4. **Tre modi concreti in cui possiamo intervenire**
#### **a) Cambiando lo stato interno (il soggetto)**
Se cambiamo il nostro stato mentale, emotivo, cognitivo, cambia istantaneamente l’aspetto dell’oggetto. Un volto o una pietra possono apparire minacciosi o rassicuranti a seconda del tuo stato interno. Per esempio, in Giappone e in Cina, si raccolgono "sassi di meditazione," che possono rappresentare una montagna o semplicemente qualcosa di bello o interessante. Anche noi, in una casa, abbiamo tanti oggetti che significano qualcosa: caricati di significati o di ricordi o di bellezza.
Qui il polo soggettivo si sposta, e l’oggetto si ricostruisce di conseguenza. L'anello che mi ha lasciato mia madre non è un qualsiasi oggetto. Un orologio di gran marca non è un semplice orologio. Non sono più oggetti "oggettivi".
#### **b) Cambiando il modo di guardare (la soglia percettiva)**
Se spostiamo il punto d’osservazione, l’oggetto cambia configurazione.
La realtà non è mai “oggetto puro”: è sempre mediata dalla soglia percettiva. La mia automobile, pur essendo un oggetto di serie, è ormai diventata mia, legata alla mia vita, alle mie esperienze. Se la guardo di giorno o dopo una pioggia appare in un certo modo, diverso da quello che avrebbe di notte o non lavata. Ha tutti i segni della mia vita.
Il cambiamento avviene sul confine, non nei poli.
#### **c) Cambiando l’orizzonte di significato**
Cambiare il sistema simbolico entro cui interpreti l’oggetto cambia ciò che vedi.
Un quadro astratto è caos per alcuni, ordine per altri.
La comprensione del soggetto muta, e l’oggetto si trasforma.
### 5. **In sintesi**
Nel rapporto soggetto/oggetto non possiamo cambiare la **diade in sé**, ma possiamo cambiare:
* la *posizione* del soggetto,
* la *trasparenza* della soglia,
* la *configurazione* dell’oggetto così come appare,
* il significato. La collana di ambra di mia moglie non è la collana di ambra che vedo dal gioielliere,
* l’*intensità* dell’oscillazione.
Non tocchiamo la legge, ma modifichiamo l’assetto soggetto/oggetto.
Non cambiamo la struttura, ma cambiamo l’ampiezza della vibrazione. Una pietra trovata in riva a un fiume è diversa dalla pietra comprata in un negozio.
Può anche darsi che, alla lunga, ci sia una modifica del rapporto. Un quadro che mi piaceva, non mi piace più e ora rivela i suoi difetti. Il che succede anche con le persone: la donna di cui mi ero innamorato, non mi dice più nulla.
Se io ho la passione dei minerali e delle belle pietre, me li guardo e me li riguardo. Magari ne metto uno su una base o su un tavolino e lo contemplo. Magari noto la differenza rispetto a quando lo bagno o lo lucido. So che è un oggetto inanimato, ma so anche che è un pezzo di montagna che ha subito mille vicessitudini e cambiamenti, e che ne subirà altri nel corso del tempo. Forse è un pezzo di lava uscito da chissà quale eruzione moderna o antica - un pezzo di lava che conserva ancora le torsioni del fluido nel corso dei secoli o delle ere geologiche. Ho in mano un pezzo di storia solidificata. Ma di tanti altri ciottoli, non mi importa niente. Una bella pietra assume torsioni geologiche e culturali. Un meteorite venuto dal cielo porta con sé un suo significato.
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