domenica 11 agosto 2024

Il dualismo come fonte di tutto

 

Il dualismo come fonte di tutto

Ho sentito una bella frase: “Se non ci sono due punti di vista, non c’è prospettiva.” È una frase che può essere interpretata in diversi modi, ma in sostanza sostiene che il due, il dualismo, le due polarità complementari dei concetti e dei processi contrapposti, sono la base d’ogni prospettiva, di ogni spessore, di ogni profondità.

Sì, la prospettiva può essere generata da due o più diversi punti di vista. Se ci fosse un solo punto di vista, mancherebbe la varietà, la democrazia, il pluralismo, la molteplicità. In generale, la prospettiva si riferisce al modo in cui qualcosa viene percepito o interpretato, e può variare a seconda del contesto e dell'individuo che osserva.

In termini artistici, la prospettiva si riferisce a tecniche usate per rappresentare la profondità e lo spazio su una superficie bidimensionale, spesso utilizzando uno o più punti di fuga. In un contesto più ampio, la prospettiva può anche riguardare le diverse opinioni e interpretazioni che le persone possono avere su un evento, un argomento o una situazione, influenzate dalle loro esperienze, culture e background.

Quindi, la prospettiva ( anche nel senso di senso, di profondità) può dipendere da più punti di vista e variazioni nella percezione e interpretazione delle cose.

Se la prospettiva si riferisse a un solo punto di vista, specialmente in contesti in cui si sta analizzando un'idea, un'opinione o una rappresentazione, non si avrebbe una panoramica completa. Si avrebbe un singolo individuo o una singola fonte interprete di una situazione, di un evento, di un'opera... o della vita. Una dittatura del significato e del significante.

In oggetti visivi, come la pittura, quando si utilizza una prospettiva centrale (ad esempio, la prospettiva lineare con un solo punto di fuga), il risultato sarà una rappresentazione specifica che riflette quello specifico angolo di osservazione. Allo stesso modo, in termini di pensiero critico o discussioni, una prospettiva unilaterale può esprimere il punto di vista di un singolo autore o narratore, senza considerare altri punti di vista o interpretazioni.

 

Tuttavia, è importante riconoscere che una prospettiva unilaterale può limitare la comprensione di una questione più complessa, poiché potrebbe non riflettere la totalità delle esperienze o opinioni disponibili. In molte situazioni, è fondamentale considerare molteplici prospettive per ottenere una visione più completa e bilanciata.

Per avere una prospettiva delle cose e dei problemi, il due è il minimo sindacale. E, se proprio, ci fosse solo uno, quest’uno dovrebbe fare lo sforzo di dividersi in due. Il che ci spiega perché nasce il dualismo degli organismi, della mente e della coscienza. Perché senza due polarità non ci sarebbe spessore. Sarebbe tutto piatto.

Ecco perché io parlo di diade come struttura base d’ogni cosa, dal materiale al mentale. (Sia maledetto chi l’ha divisa! Significa non vedere l’insieme, non comprendere [cum-capio]).

Da quel momento abbiamo perso l' unità originale.

Ma il mio ragionamento vuole applicarsi anche al processo generativo, che richiede due poli complementari. Come è nato il mondo? Non da uno, dall’Uno, ma dalla Dualità.O, perlomeno, da qualcosa che ora dobbiamo ricomporre, raggiungere, senza mai poterlo fare definitivamente - e generando il nostro divenire.

Dunque non cercate la singolarità creativa, ma la diade.

Non è un caso che nell’antichità Dio venisse sempre immaginato come una coppia. Da dove altro potrebbe nascere il mondo? Da una masturbazione divina? (C' è anche questo mito).

Tenete però presente che ci sono almeno tre dualismi da superare: quello della coscienza, quello del tempo e quello del soggetto/oggetto.


sabato 10 agosto 2024

Gli atomi che volano

 

“Così in terra, come in cielo” l’antica frase degli alchimisti non risulta oggi tanto strana. Non è un caso che recentemente si sia scoperto che gli uccelli nei loro stormi si comportano come gli atomi.
Un nuovo studio su JSTAT mostra che le somiglianze potrebbero essere di più di quanto crediamo
Un gruppo di persone o uno stormo di uccelli hanno caratteristiche diverse rispetto agli atomi in un materiale, ma quando si tratta di movimento collettivo, le differenze contano meno di quanto si possa pensare. Possiamo provare a prevedere il comportamento di esseri umani, uccelli o cellule basandoci sugli stessi principi che usiamo per le particelle. Questo è il risultato di un nuovo studio condotto da un team internazionale che include la collaborazione del MIT di Boston e del CNRS in Francia pubblicato sul Journal of Statistical Mechanics: Theory and Experiment (JSTAT).
Lo studio, basato sulla fisica dei materiali, ha simulato le condizioni che causano un passaggio improvviso da uno stato disordinato a uno coordinato in "agenti autopropulsi" (come quelli biologici).

"In un certo senso, gli uccelli sono atomi volanti", spiega uno degli autori della ricerca, Julien Tailleur di MIT Biophysics,. "Può sembrare strano, ma una delle nostre principali scoperte è stata capire che il modo in cui si muove una folla a piedi o uno stormo di uccelli in volo condivide molte somiglianze con i sistemi fisici delle particelle". Come spiega Tailleur, nel campo degli studi sul movimento collettivo si è sempre pensato che esistesse una differenza qualitativa tra particelle (atomi e molecole) ed elementi biologici (cellule, ma anche interi organismi in gruppo). Si credeva soprattutto che il passaggio da un tipo di movimento a un altro (per esempio, dal caos a un flusso ordinato, noto come transizione di fase) fosse completamente diverso.

In questo caso la differenza cruciale per i fisici ha a che fare con il concetto di distanza. Le particelle che si muovono in uno spazio con molte altre particelle si influenzano principalmente in base alla loro distanza reciproca. Per gli elementi biologici, tuttavia, la distanza assoluta è meno importante. "Prendiamo un piccione che vola in uno stormo: ciò che conta per lui non sono tanto tutti i piccioni più vicini, quanto quelli che può vedere". Inoltre, secondo la letteratura, tra quelli che può vedere, può tenere traccia solo di un numero finito, a causa dei suoi limiti cognitivi. Il piccione, nel gergo dei fisici, si trova in una "relazione topologica" con altri piccioni: due uccelli potrebbero essere a una distanza fisica piuttosto grande, ma se sono nello stesso spazio visibile, sono in contatto reciproco e si influenzano a vicenda.

Si è a lungo creduto che per quel che riguarda l'emergere del movimento collettivo questo tipo di differenza portasse a uno scenario completamente diverso. "Il nostro studio, tuttavia, suggerisce che questa non è una differenza cruciale", continua Tailleur. "Ovviamente, se volessimo analizzare il comportamento di un vero uccello, ci sono molte altre complessità che non sono incluse nel nostro modello. Il nostro campo di ricerca segue un consiglio attribuito a Einstein, ovvero che se vuoi capire un fenomeno, devi renderlo 'il più semplice possibile, ma non massimamente semplice'. Non il più semplice in assoluto, ma quello che rimuove tutta la complessità che non è rilevante per il problema. Nel caso specifico del nostro studio, ciò significa che la differenza che esiste realmente - tra distanza fisica e relazione topologica - non altera la natura della transizione al movimento collettivo".

Il modello utilizzato da Tailleur e colleghi è ispirato al comportamento dei materiali ferromagnetici. Questi materiali hanno, come suggerisce il nome, proprietà magnetiche. Ad alte temperature o bassa densità, gli spin (semplificando: la direzione del momento magnetico associato agli elettroni) sono orientati in modo casuale a causa delle grandi fluttuazioni termiche e sono quindi disordinati. Tuttavia, a basse temperature e alta densità, le interazioni tra gli spin dominano le fluttuazioni e emerge un orientamento globale degli spin (si possono immaginare come tante piccole bussole allineate).

 "Il mio collega Hugues Chaté vent'anni fa si è reso conto che, se gli spin si muovessero nella direzione in cui puntano, si ordinerebbero attraverso una transizione di fase discontinua, con la comparsa improvvisa di grandi gruppi di spin che si muovono insieme, molto simili a stormi di uccelli nel cielo", dice Tailleur. Tutto questo è molto diverso da quanto accade in un ferromagnete passivo, dove l'emergere dell'ordine avviene gradualmente. Fino a poco tempo fa, i fisici credevano che i modelli ispirati alla biologia in cui le particelle si allineano con i loro "vicini topologici" avrebbero sperimentato anch'essi una transizione continua. Nel modello utilizzato nello studio, Tailleur e colleghi hanno dimostrato che, invece, si osserva una transizione discontinua, anche se si utilizza la relazione topologica invece della distanza, e che questo scenario dovrebbe applicarsi a tutti i modelli simili. "Entro certi limiti, i dettagli su come ci si allinea sono irrilevanti", spiega Tailleur, "e il nostro lavoro dimostra che questo tipo di transizione dovrebbe essere generico".

Un'altra scoperta è che nel modello utilizzato si formano flussi stratificati all'interno del gruppo più grande, il che è simile a quello che osserviamo anche nella realtà: è raro che una massa di persone si muova tutta insieme in una direzione; piuttosto, vediamo al suo interno il movimento di gruppi finiti, flussi distinguibili che seguono traiettorie leggermente diverse. Questi modelli statistici, basati sulla fisica delle particelle, possono quindi aiutarci a comprendere anche il movimento collettivo biologico, conclude Tailleur. "La strada per comprendere il movimento collettivo come lo vediamo in biologia - e utilizzarlo per progettare nuovi materiali - è ancora lunga, ma stiamo facendo progressi!"

La frase "così in terra come in cielo" è associata alla tradizione alchemica, in particolare un famoso principio noto come "Il principio dell'analogia". Questo principio è riassunto nella massima "Come sopra, sotto; come dentro così fuori." Quindi c’era l'idea che esistono correlazioni e corrispondenze tra diversi livelli di realtà, sia che si tratti del mondo materiale (in terra) sia del mondo mentale, sociale e degli eventi..

 

Gli antichi alchimisti credevano che studiando e comprendendo la natura fisica e chimica dei materiali, potessero anche ottenere conoscenze più profonde riguardo alla spiritualità e alla trasformazione interiore. I processi alchemici, come la trasmutazione dei metalli, erano visti non solo come cambiamenti fisici, ma anche come simboli di un percorso di elevazione spirituale e di realizzazione personale.

Io direi che gli schemi base del funzionamento delle cose sono uguali nelle scienze fisiche e nelle scienze mentali, tanto che si può ipotizzare un’operazione mentale cui corrisponde un’operazione materiale.

 

L'alchimia, quindi, deve essere considerata un’antica intuizione che unisce scienza, filosofia, e spiritualità, cercando di trovare collegamenti e similitudini tra il mondo materiale e quello immateriale. Questa interconnessione può essere vista anche nella modernità, dove la fisica, le scienze mentali, le neuroscienze e la cosmologia esplorano relazioni complesse tra le leggi del mondo subatomico, il mondo mentale e gli eventi cosmici su scala mondiale e universale.

 

venerdì 9 agosto 2024

Il Primo Motore


 Il buon vecchio Aristotele sosteneva che Dio fosse il Primo Motore Immobile. Ma io mi sono chiesto: se è un motore immobile, a cosa serve? Un motore che non si muove è proprio inutile. 

Esistendo vari tipi di motore, io direi che potrebbe essere un motore alternato, alternante, oscillante, ruotante... tutto meno che immobile.

Ma Aristotele pensava che non si può andare avanti all' infinito tra causa ed effetto. Bisognava mettere uno stop - un primo motore, appunto.

Però, secondo me, trattandosi di infinito, un rimando infinito sarebbe appropriato. Se infatti prendiamo un circolo, non c'è né un inizio né una fine, e soprattutto va avanti all' infinito. Solo se si ragiona in termini lineari, nasce la necessità di mettere uno stop.

Ma se si pensa in termini circolari o perlomeno curvi e dinamici, come nella teoria della relatività, si può sostenere che non c'è bisogno di un primo motore immobile.

Il primo motore deve essere mobile, mobilissimo, per produrre o convertire energia.

Io ravviso questo motore mobile nella diade, cioè in una dualità complementare che non sta mai ferma, essendo il frutto e la causa di una contrapposizione che si vede dappertutto, e che è più simile a una struttura sferica in cui i due poli possono assumere tante posizioni reciproche, non solo due.

Vedo questo motore non solo in fisica, dove le forze devono andare a due a due, simmetriche ma contrarie, ma anche nel mondo mentale e nel mondo degli eventi.

C'è dappertutto un gioco, un incontro/scontro fra due polarità che restano però sempre unite, perché è nel loro interesse di sopravvivenza. Potreste immaginare un mondo dove non avvenga questo incontro/scontro fra il maschile e il femminile, fra il positivo e il negativo, fra l'espirazione/inspirazione, fra l'alto e il basso, fra la luce e il buio, fra il freddo e il caldo, fra bene e male, fra la vita e la morte, fra l'essere e il nulla, ecc.? Evidentemente no. Ci deve essere l'incontro/scontro fra due polarità interconnesse e complementari. Che altrimenti resterebbero inerti e veramente immobili. 

L'immobilità, da sola, non genererebbe nulla. Per generare qualcosa, deve essere in relazione con la mobilità. 

Dunque, all'origine, ci devono essere due forze che combattono fra di loro, rimanendo complementari e unite, l'una indispensabile all'altra, in un circolo creativo.

Per concludere, Dio non può essere una singolarità, ma una dualità dinamica e circolare. E' questo il motore della vita-morte.

Questo primo motore non è primo nel tempo, poiché anche il prima e il dopo formano una diade circolare, come d’altronde anche la coscienza, che infatti si manifesta in due io e in due cervelli.

Einstein diceva che lo spaziotempo si curva in presenza di masse. Ma, se una cosa si curva, a casa mia può diventare circolare. Questioni di distanze e di tempi.

La concezione del tempo nella relatività di Einstein è molto diversa da quella della fisica classica. Nella relatività generale, il tempo non è necessariamente lineare e può essere influenzato dalla gravità e dalla velocità.

In particolare, il concetto di tempo curvo o non lineare emergerebbe in presenza di forti campi gravitazionali, come quelli presenti nelle vicinanze di un buco nero, dove le traiettorie temporali possono essere distorte in modi complessi. Questo porta a situazioni in cui eventi distanti possono apparire correlati in maniere non intuitive.

Non so se avete capito bene. Anche eventi che sembrano del tutto estranei gli uni agli altri, possono essere correlati e parecchio intricati. Come una linea che si può curvare avanti e indietro in tanti circoli e connettere eventi che secondo la logica non sono collegati.

Ma quel è la logica dell’universo? Non certo quella semplicistica di una linea sempre retta. In uno spazio curvo, le linee rette sarebbero curve. Sì, esattamente, in geometria non euclidea che è la geometria che descrive uno spazio curvo, le linee che consideriamo "rette" (chiamate anche geodetiche) non sono necessariamente linee rette nel senso euclideo che conosciamo.

Nel contesto della relatività generale di Einstein, lo spazio-tempo è curvo a causa della presenza di massa e energia. In questo contesto, una "linea retta" nel senso di una traiettoria che un oggetto in movimento segue in assenza di forze esterne (una geodetica) può apparire curva quando osservata in un sistema di coordinate curvo.

Per esempio, la traiettoria percorsa da un raggio di luce vicino a un grande corpo massivo, come una stella o un buco nero, non sarà una linea retta se la osserviamo in un certo sistema di riferimento. Anche se nel suo percorso il raggio di luce si muove lungo una geodetica, questa apparirà curva nello spazio-tempo curvato.

 

Quindi, in uno spazio curvo, le "linee rette" (geodetiche) possono apparire come curve, e il concetto di "linea retta" è definito in base alla geometria specifica dello spazio in cui ci troviamo.

Quindi, lo spaziotempo non può essere lineare così come lo immaginava Aristotele. E perciò Dio come primo motore non ha senso. Bisogna pensare in termini di circolarità o almeno di curvature. Il “primo” immobile  non esiste. All’origine… non c’è nessuna origine. Ma un infinito.

Il che è ovvio.

 

 


La singolarità

 La singolarità

Finora si è pensato a Dio come a una singolarità, un unicum, la Fonte di tutto, uno che si sarebbe creato da solo. Ma, se c’è qualcosa che si è creata da sola, quella è la natura. E si vede, data la ferocia dell’evoluzione e dai tanti errori commessi. Qualcosa funziona e qualcosa non funziona. Se muore un bambino, non dite che l’ha voluto Dio per farne un angelo. Sarebbe un bel criminale!

No, dite piuttosto che c’è stato un errore, qualcosa che non ha funzionato, un tentativo fallito. Ma lasciate stare Dio.

Che cos’è una singolarità in fisica? In fisica, il termine "singolarità" si riferisce punti o condizioni in cui le leggi fisiche, come le conosciamo, smettono di essere valide o dove alcune grandezze fisiche diventano infinite o non definite. Ci sono diversi contesti in cui si può parlare di singolarità, due dei più noti sono:

La singolarità che si verifica all'interno di un buco nero, dove la densità della materia è così elevata che le distorsioni dello spazio-tempo diventano estreme. Le equazioni della relatività generale di Einstein indicano che all'interno di un buco nero, in particolare nel suo centro, esiste una singolarità dove la curvatura dello spazio-tempo diventa infinita e le leggi della fisica come le conosciamo smettono di funzionare. In altre parole, non è possibile descrivere ciò che accade esattamente al centro di un buco nero.

 

Poi esiste la singolarità cosmologica, un concetto legato all'origine dell'universo, ad esempio nel modello del Big Bang. Si ipotizza che all'inizio del tempo, tutta la materia e l'energia fossero concentrate in un punto di infinità densità e temperatura. Anche in questo caso, le equazioni della fisica non riescono a descrivere correttamente ciò che accade in quella condizione di singolarità.

Insomma, nessuno ha mai sperimentato una singolarità, che resta qualcosa di teorico. E, allora, di che cosa parliamo?

La mia idea è che in origine non ci sia una singolarità, ma una duplicità. Questa duplicità, la diade, essendo circolare, o meglio sferica, e in continuo movimento, e non ha bisogno di essere creata da qualcuno perché è composta da due polarità complementari che dal loro movimento reciproco e coordinato si comportano come due forze da cui scaturisce energia – energia da cui proviene tutto.

L’energia può manifestarsi in diverse forme e livelli di sottigliezza. Nella materia, l’energia può essere più “grossolana” o densa, mentre nelle funzioni mentali o spirituali, può essere più “sottile”. Questo concetto è spesso discusso in filosofia, medicina tradizionale cinese e altre tradizioni. Ad esempio, nel pensiero yogico, si parla di “prana” come energia vitale che permea tutto, e questa energia può variare in sottigliezza a seconda del suo scopo e manifestazione.

Ma questa diade ha la particolarità di creare energia. Da dove? Dal nulla (il tutto e il nulla sono una diade!). Non da un’altra singolarità.

Infatti in molti contesti, due forze complementari possono contribuire alla produzione di energia. Ad esempio:

Forza di attrazione gravitazionale: Immaginate un oggetto che cade verso la Terra. La forza gravitazionale compie lavoro su quell’oggetto, trasferendo energia cinetica. Questo processo converte l’energia potenziale gravitazionale in energia cinetica.
Forza elettromagnetica: Nei generatori elettrici, una bobina di filo ruota all’interno di un campo magnetico. La forza elettromagnetica agisce sulla bobina, generando corrente elettrica. Qui, la forza meccanica (rotazione) e la forza magnetica si combinano per produrre energia elettrica.
In breve, la combinazione di forze può portare alla produzione di energia in vari contesti..

.Per esempio, i due poli di una sorgente di corrente creano una differenza di potenziale che consente il flusso di corrente e, attraverso questo flusso, l'energia elettrica viene trasferita ai carichi elettrici collegati nel circuito.

 

I due poli di una sorgente di corrente elettrica (come una batteria o un generatore) non generano energia di per sé, ma forniscono una differenza di potenziale elettrico (tensione) che permette il movimento degli elettroni attraverso un circuito elettrico.

 

Ecco alcuni punti chiave per comprendere come funziona:

 

1.Se la sorgente di corrente ha due poli, uno positivo e uno negativo, la differenza di potenziale tra questi due poli è ciò che spinge gli elettroni a muoversi nel circuito. Questa differenza di potenziale è misurata in volt.

 

2. Quando si collega un circuito ai poli di una sorgente, gli elettroni possono fluire dal polo negativo al polo positivo attraverso il circuito. Durante questo flusso, gli elettroni trasferiscono energia ai componenti del circuito (come resistenze, motori, lampadine, ecc.), permettendo loro di funzionare.

 

3. La sorgente di corrente genera energia chimica (nel caso di una batteria) o energia meccanica (nel caso di un generatore) che viene convertita in energia elettrica. Questo processo di conversione è ciò che permette alla sorgente di fornire energia al circuito.

 

Ho citato questi casi di produzione di energia perché le due polarità della diade funzionano un po’ così. È la loro differenza che crea energia. I due poli, infatti, restano sempre collegati, ma si contrappongono… come lo yang/yin, due pugili, due ballerini o due eserciti. E dalla loro frizione-differenza che si crea energia.

Dobbiamo allora immaginare che la diade complementare e dinamica sia ciò che finora abbiamo chiamato dio, ma che è un semplice generatore di energia. A tutti i livelli.

La diade non ha bisogno di essere creata perché ogni polo giustifica l’altro, crea l’altro, in un circolo senza inizio e senza fine.

La diade è simile a un alternatore, che genera energia attraverso due poli. In un alternatore, la generazione dell'energia elettrica avviene attraverso il principio dell'induzione elettromagnetica, ed ecco come funziona:

 

1. Un alternatore è composto principalmente da due parti: il rotore (la parte mobile) e lo statore (la parte fissa). Il rotore è un magnete (o contiene un sistema di avvolgimenti che genera un campo magnetico) che ruota all'interno dello statore.

 

2. Quando il rotore ruota, il campo magnetico che genera attraversa gli avvolgimenti di filo elettrico nello statore. Secondo la legge di Faraday dell'induzione elettromagnetica, la variazione del flusso magnetico attraverso il circuito elettrico induce una corrente elettrica.

 

3. Poiché il rotore gira, la polarità del campo magnetico cambia continuamente. Questo produce una corrente alternata (AC) nel circuito elettrico, che è caratterizzata dalla variazione periodica della sua direzione e intensità.

 

4. L'uscita dell'alternatore può essere vista come fornita da due poli: uno può essere considerato il polo "positivo", dove la corrente esce dal sistema, e l'altro può essere il polo "negativo", dove la corrente rientra. Durante il funzionamento, la polarità dell'uscita si alterna nel tempo.

 

In sintesi, un alternatore genera energia elettrica attraverso la rotazione di un campo magnetico e può essere interpretato come un dispositivo che fornisce energia tra due poli, alimentando circuiti elettrici durante il suo funzionamento.

Lo stesso avviene dal movimento dei due poli in una diade, che genera energia che poi viene convertita in varie forme..

Anche l’energia gravitazionale può essere associata a una specie di alternatore universale. Ci sono delle analogie tra i due in termini di trasformazione dell'energia. Ecco alcuni punti di chiarimento:

 

1.L'energia potenziale gravitazionale è l'energia che un oggetto possiede a causa della sua posizione in un campo gravitazionale. Ad esempio, un oggetto sollevato a una certa altezza rispetto alla superficie terrestre ha energia gravitazionale perché, se lasciato cadere, può trasformare questa energia in energia cinetica.

 

2. Invece, un alternatore genera energia elettrica convertendo energia meccanica (di solito fornita da una fonte esterna come un motore, una turbina idraulica o eolica) in energia elettrica, attraverso il principio dell'induzione elettromagnetica.

 

3.Si può considerare che, in un certo senso, la potenza di un alternatore può essere alimentata da energia gravitazionale se, ad esempio, il sistema che aziona l'alternatore utilizza una forma di energia gravitazionale. Un esempio pratico è il funzionamento di una centrale idroelettrica, in cui l'acqua che scende da un'altezza (energia potenziale gravitazionale) viene utilizzata per far girare una turbina che, a sua volta, aziona un alternatore per generare elettricità.

 

4. In questo contesto, l'energia gravitazionale può essere considerata come una delle forme di energia che può essere convertita in energia elettrica tramite un alternatore, il quale è un dispositivo che converte energia meccanica (che può provenire da una varietà di fonti, inclusa l'energia gravitazionale) in energia elettrica.

 

In sintesi, anche l'energia gravitazionale può alimentare il funzionamento di un alternatore attraverso un processo di conversione dell'energia.

La diade funziona in modo simile ed ha il vantaggio di essere visibile e sperimentabile in ogni campo, dalla materia alla mente. Un generatore di energia gratuita.


giovedì 8 agosto 2024

Una fede limitata

“Meno cristianesimo, più spiritualità” - scrive Vito Mancuso, un teologo non ottenebrato dalla propria fede, che si misura anche con le spiritualità orientali. E si domanda se non ci sia salvezza al di fuori del cristianesimo. Perché è evidente che i cristiani sono comunque una minoranza dell' umanità e che le altre religioni hanno comunque una spiritualità da cui i cristiani, con i loro riti e i loro sacramenti, sono molto lontani.

L' idea poi che ci si salvi solo invocando il nome di Gesù è una presunzione assurda e cieca. Come se Dio (un Dio solo cristiano) salvasse solo i propri seguaci. E ancora l' idea demenziale degli ebrei che il "loro" Dio prediligesse un solo popolo.

E chi, tra i miliardi di uomini, non ha mai sentito parlare di Gesù? Saranno condannati?

Teologia medievale! Da individui rozzi.

Tanto più che Gesù ha sempre sostenuto che si salvasse chi faceva il bene, e non chi avesse una particolare fede.

Ma è l' idea stessa della salvezza che è un nonsenso. Da che cosa dovrebbe salvarci? Da un fantomatico peccato originale o dalla morte? E l' infinito sarebbe così meschino e fazioso da salvare qualcuno e far sparire qualcun altro?

No, questi sono meccanismi che funzionano per tutti o per nessuno. Si tratta di leggi valide per tutti. Come le leggi scientifiche. Non c’è un despota in cielo che spara sentenze.

Se c'è un'altra vita, c'è per tutti... anche se non per tutti uguale. Chi è sopravvissuto alla morte non ci parla di un giudizio da parte di un Essere esterno, ma di un'apertura della mente che ci fa capire e giudicare quel che abbiamo fatto - un auto-giudizio!

Basta con i Padreterni che, dall'alto del loro seggio, giudicano i mortali... Nel qual caso, anche i mortali potrebbero giudicare gli immortali e chiedere loro delle cose che non vanno. 

Gli uomini hanno una mente cosi ristretta che prima s'inventano un Dio su misura, a loro immagine e somiglianza (misera), e poi si considerano i prescelti.

E' proprio l' idea di Dio che è antiquata e limitata, piccola piccola.

Diceva Goethe: "Come ognuno è, così è il suo Dio". E che idea possono avere degli ominicchi, delle scimmie appena evolute?

Allargate la mente, prima di avere una fede limitata!

Tanto più che, all' origine, non bisogna pensare a una singolarità, all' Uno di tanta filosofia , ma una diade di forze complementari che producono energia - un processo particolare che ho tentato più volte di descrivere.

 



Come un faro

 

È come un faro che, mentre illumina l’ambiente circostante, illumina se stesso. Non può illuminare il mare senza illuminare se stesso. Il gioco è duplice: la luce puntata sulle cose è la stessa luce che fa vedere se stesso.

È come il sole che illumina i pianeti bruciando e folgorando se stesso.

Ma di che cosa sto parlando? Sto parlando di quel meccanismo, di quella funzione, di quello schema che è cosciente dell’esterno perché è cosciente dell’interno, e viceversa. Che è cosciente dell’altro mentre è cosciente di sé. Che fa essere l’altro-da-sé mentre fa essere se stesso. Sono due direzioni opposte.

È come se l’essere consistesse non di una singolarità che appare all’improvviso, ma di una differenziazione di un’unica realtà in due, senza distaccarsi completamente, ma oscillando in un senso e nell’altro per illuminare due polarità nello stesso tempo: l’oggetto in quanto illuminato dal soggetto o il soggetto stesso in quanto illuminante l’oggetto.

Si tratta di un movimento dinamico e veloce, che sfugge alla nostra attenzione. Io lo chiamo diade, due in uno, che mi ricorda sia l’antico simbolo dello yang-yin (in senso dinamico), sia il movimento del faro o del pendolo, sia il rapporto azione-reazione. Lo vedo in azione ovunque vi siano due polarità: nel rapporto maschio/femmina, nel ballo, nel pugilato, nella guerra, nella scherma... I due poli stanno in rapporto reciproco, complementare, e l’uno esiste per l’altro.

Dunque, non di singolarità si tratta, ma di una dualità particolare, quella che mette in moto la coscienza.

La coscienza è questo movimento.

Ma questo movimento mette in moto tutto, anche lo spazio-tempo.

Giustamente Einstein ha fatto notare che spazio e tempo sono la stessa cosa. Ma si è dimenticato, come tutti i fisici, della coscienza. Pensate che cosa assurda. Gli scienziati usano la coscienza per le loro teorie, senza però tenerne conto.

Il tempo, nella fisica, è una dimensione fondamentale che misuriamo per registrare il flusso degli eventi. Esso ci permette di collocare gli eventi in sequenza e distinguere tra passato, presente e futuro. Secondo la fisica moderna, il tempo è definito come la distanza tra gli eventi calcolata utilizzando delle coordinate spazio-temporali quadrimensionali.

Albert Einstein ha dimostrato che spazio e tempo sono strettamente connessi, distruggendo la concezione assoluta dello scorrere del tempo. Quindi, il tempo è inteso come durata, e in fisica si parla di intervallo di tempo, che ha un inizio e una fine. Insomma , la teoria della relatività ha introdotto il concetto di spazio-tempo, in cui l’aspetto cronologico e quello spaziale sono inseparabili e possono essere modificati dai campi gravitazionali.

Ma ripeto che ciò per cui queste cose esistono è la coscienza. Senza coscienza, per gli animali sarebbe solo un ripetersi di albe e tramonti. E dunque ciò che anima il tutto è la coscienza, che lavora come il faro di cui dicevo. Illumina illuminandosi. Si illumina per illuminare le cose.

mercoledì 7 agosto 2024

Il fascismo in Italia

 Mi sono sempre chiesto perché il fascismo abbia successo in Italia, tanto che un 30 per cento degli elettori ha eletto e poi riconfermato senza problemi partiti che si riallacciano a quella tradizione . Non ci dimentichiamo che il fascismo come regime politico è nato per primo proprio in Italia, e poi ripreso da tedeschi e spagnoli. Quindi c'è qualcosa in questo paese che lo favorisce. E' qualcosa che favorisce anche la mentalità mafiosa.

In sostanza, se Mussolini non fosse entrato in guerra, sarebbe morto di vecchiaia nel suo letto. Benedetto da Madre Chiesa.

E questo è il punto. Siamo troppo abituati a fare i servi di qualcuno. E quindi, educati dalla religione a cercare il Pastore e Padrone, ci ritroviamo a nostro agio quando finalmente lo troviamo.

Non siamo un popolo fiero e ribelle come i francesi, non siamo un popolo autonomo e indipendente, non amiamo né la democrazia né la libertà. Amiamo una Chiesa che ci vuole tutti ubbidienti e mansueti. Pecore, insomma.

Diciamo che siamo sottomessi per natura

Due pesi e due misure

 Non ho nessuna simpatia per l' Iran, che è il prodotto del governo degli ayatollah e, dunque, pessimo, perché laddove governano i preti (di qualsiasi religione) abbiamo sempre la peggiore repressione. Però, adesso che è stato sfidato dagli israeliani, gli si richiede moderazione e attenzione alle conseguenze. E gli si chiede di tirare, per rappresaglia, qualche razzo e qualche missile possibilmente nel deserto, senza fare tanti danni. 

A Netanyahu, invece, non si chiede nulla. Lui ha licenza - chissà perché - di uccidere chi vuole dove vuole.

Due pesi e due misure.

Io non avrei nessuna voglia di trovarmi coinvolto in una terza guerra mondiale per difendere gli interessi degli israeliani che vogliono occupare le terre dei palestinesi, magari uccidendoli tutti.

Se c'è qualcuno che in questo momento vuol destabilizzare il Medio Oriente e allargare il conflitto è proprio il nostro Netanyahu, che così si mantiene in sella.






Fede o presunzione?

 Qualche volta (per fortuna sempre di meno) i campioni che vincono o segnano gol,  si fanno il segno della croce, si inginocchiano platealmente e ringraziano Dio. Una scena di pessimo gusto, perché - come diceva Gesù - la fede è qualcosa di intimo, da non mostrare. "Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare...per essere visti dagli uomini... Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto."

Parole di Gesù che i cristiani dovrebbero meditare, senza andare in televisione con i crocefissi o ringraziare platealmente Dio in un campo da gioco.

Ma cosa credono? Che Dio segua le partite, le gare e le Olimpiadi?

Oppure presumono che, per il fatto che sono andati bene, Dio li sta proteggendo? Eppure, nello stesso momento, ci sono bambini che muoiono di fame o che subiscono abusi, e ci sono uomini che muoiono nelle guerre.

Che cosa pensate? Che Dio spesso si distragga, magari per andare a vedere una partita e parteggiare per qualcuno?

La comunicazione universale

 

Parlo di comunicazione universale, tra le varie forme di vita, animate e inanimate, perché, anche senza bocca, voce, cervello e sistema nervoso, tutto interagisce e comunica. Anche un sasso qualsiasi. Che sembra immobile e insensibile, Ma cambia come ogni altra cosa, assorbe gli influssi dell’ambiente e, dentro di sé, contiene una complessa vita di atomi, solo su tempi più lunghi.

Di solito, un sasso non è considerato una forma di vita. Perché i sassi sono costituiti da minerali e non possiedono le caratteristiche tipiche degli organismi viventi, come la capacità di crescere, riprodursi, rispondere agli stimoli e mantenere un metabolismo. Le forme di vita, come piante, animali e microrganismi, hanno funzioni biologiche che li distinguono dalla materia inanimata come le rocce e i sassi.

Eppure, forse la nostra idea di cosa sia "vita" è limitata. Le pietre sono uniche, hanno una forma, un colore, mutano nel tempo, subiscono processi naturali, interagiscono col tutto e posseggono una loro storia, una identità o autenticità e suscitano un senso di calma e di tranquillità. Sono una vita calma, a differenza di noi esseri sensibili che, per essere animati, siamo spesso agitati.

La pietra non si agita, ma subisce ogni tipo di cambiamento dovuto al caldo, al freddo, alla pioggia, al sole, allo schiacciamento e al tempo. Fra un milione di anni non ci sarà più o chissà che cosa sarà diventata.

È talmente viva che, come ho detto prima, contribuisce allo sviluppo delle altre forme di vita ed entra in ogni forma di vita, anche la nostra. Siamo pieni di minerali che permettono e regolano la nostra esistenza.

La comunicazione universale avviene tra tutte le forme di vita, in quanto anche una roccia è una forma di vita. Come farebbe, se no, a uscire la vita anche dai minerali?

Si ritiene che la vita sulla Terra si sia originata attraverso processi chimici che coinvolgono molecole organiche, e alcuni scienziati teorizzano che i minerali possano aver giocato un ruolo chiave in questi processi. I minerali possono fornire una superficie su cui le reazioni chimiche iniziali potrebbero aver avuto luogo, portando alla formazione di composti organici e, infine, alla vita.

Dunque, i minerali sono essenziali per la vita stessa. Molti organismi viventi necessitano di minerali come nutrienti. I minerali possono funzionare in vari modi:

Infatti, molti enzimi richiedono minerali come co-fattori per la loro attività.

I minerali come il calcio e il fosforo sono fondamentali per la formazione di ossa e denti negli animali.

Inoltre elementi come ferro e zinco sono cruciali per funzioni biologiche, come il trasporto dell'ossigeno nel sangue e le reazioni metaboliche.

 

Secondo alcune teorie scientifiche, i minerali hanno fornito un ambiente favorevole per la formazione di molecole organiche primitive, che sono i mattoni della vita. In questo contesto, i minerali non "producono" la vita, ma potrebbero aver fornito le condizioni adatte affinché la vita emergesse.

 

Quando i minerali si disgregano o si rompono, rilasciano nutrienti nel suolo o nell'acqua, che possono poi essere assimilati dagli organismi viventi. Questo processo è essenziale per gli ecosistemi, poiché i minerali contribuiscono alla salute del suolo e alla disponibilità di nutrienti per le piante, che a loro volta sostengono la vita animale.

 

In conclusione, i minerali sono contribuenti fondamentali nel creare i mattoni e le condizioni necessarie perché la vita possa esistere e prosperare.

Tutto serve alla vita, perché tutto, a modo suo, è vivo.

Come dice il Vangelo di Tommaso, “Alza un sasso e vi troverai lo spirito”.

martedì 6 agosto 2024

Scudi per i potenti

 

Scudi per i potenti

“++ Fedriga, 'condivisibile proposta di scudo per governatori' ++

Il parere del presidente Conferenza Regioni su proposta Salvini”

 

Ma certo, siccome i governatori rubano, facciamogli un bello scudo! Autorizzazione a delinquere.

Però anche i ladri comuni lo vorrebbero. Ma a loro no: non sono potenti, non sono politici!

Il primo passo era stato l' abolizione dell' abuso d'ufficio. Ma, non contenti, ora i governatori vogliono la totale impunità. Vogliono libertà di rubare o comunque di fare quel che vogliono, senza essere controllati. 

Vogliono la vita comoda, arricchirsi e arricchire gli amici. Come mai nessuno propone di controllare i conti correnti prima e dopo?

La stessa Meloni si è appena trasferita in una villa che costa più di un milione. 

Fare i politici rende, eccome!

Non solo i preti, ma anche i politici, hanno perso ogni senso morale. Tutti abusano.


Abusi dei frati

 

“Frati arrestati ad Afragola per abusi sessuali, ora i genitori vogliono spostare le Comunioni dei figli.

La reazione di sdegno dei genitori ai gravissimi fatti contestati ai due preti di Afragola (Napoli) è di annullare le Prime Comunioni dei figli spostandole altrove.”

Io prima sposterei tutti i bambini dai preti, frati e compagnia salmodiante. Soprattutto rinnegherei una religione che non ha più un senso morale, che vive sull'inganno delle anime semplici. Altro che Comunioni! Questi la comunione (carnale) la facevano con i bambini.

Fratello sole

 

Fratello sasso

Siamo soliti tracciare una linea di confine fra enti inanimati e enti animati. Ma non è così semplice. Non solo perché una pietra ha gli stessi atomi di un essere vivente che obbediscono alle stesse leggi, ma anche perché la vita animata, organica, non avrebbe potuto nascere, crescere ed essere viva senza il prezioso apporto dei minerali. E non mi riferisco solo al fatto che le nostre ossa, le nostre unghie e i nostri denti sono costituiti da minerali, e al fatto che i minerali sono tuttora necessari alla nostra salute, ma anche al fatto che la vita non avrebbe potuto sorgere senza i minerali.

Sapevate che la vita e i minerali sono strettamente connessi?

Prima della comparsa della fotosintesi, i composti inorganici contenuti nelle rocce erano l’unica fonte di energia chimica disponibile. I primi organismi viventi erano batteri “litotrofi”, che si nutrivano delle sostanze minerali del pianeta1. Inoltre, una ricerca recente ha rivelato che circa la metà di tutta la diversità minerale sulla Terra è il risultato diretto o indiretto di esseri viventi e dei loro sottoprodotti. Ad esempio, un terzo dei tipi di minerali si forma esclusivamente come parte o sottoprodotto di esseri viventi, come pezzi di ossa, denti, coralli e calcoli renali, o materiali organici come feci, legno e tappeti microbici che, su tempi geologici, possono trasformarsi in qualcosa di simile alla roccia2. Quindi, possiamo dire che la vita e i minerali sono strettamente intrecciati nella storia del nostro pianeta!

Perché insisto tanto su questa idea?

Perché questo dimostra che abbiamo sempre a che fare con forme di vita, tutta animata, anche se con modalità differenti. E soprattutto che tutto è connesso in organismi diversi. Anche noi siamo patchwork, o miscugli, di provenienza diversa, tenuti assieme dalle stesse leggi. Non solo gli altri animali, non solo le piante, ma anche i minerali entrano nel nostro organismo. Che è un mosaico di tutto, un microcosmo.

Questo ci deve portare a non trattare con sufficienza neppure un ciottolo, perché ha una sua identità. E le identità, per quanto diverse, sono tutte intrecciate, come in una gigantesca rete. “Nostro fratello sole, nostra sorella luna, nostra madre terra…

“Dolce è capire
Che non son più solo

Ma che son parte
Di un'immensa vita

Che generosa
Risplende intorno a me.”

 

Sì anche le pietre sono nostri parenti. Ma questa consapevolezza non dev’essere solo qualcosa di sentimentale. Deve portarci alla comprensione e comunicazione universali.

L'alternanza degli opposti

 

L’alternanza degli opposti

L’alternanza di caldo e di freddo è un esempio di come funziona l’alternanza di tutti gli opposti. Noi sappiamo, per esperienza, che dopo l’uno verrà l’altro, con stagioni intermedie. E che soffriremo in entrambi i casi: quando farà caldo cercheremo il freddo e quando farà freddo cercheremo il caldo. E sappiamo che si tratta di esperienze inevitabili, nella loro alternanza.

Potremmo definire il caldo come l’assenza di freddo e il freddo come mancanza di caldo, La fisica ci dice alcune cose importanti su entrambi gli stati, ma non ci dice la cosa essenziale. Quando e perché. Ecco come:

«ll caldo e il freddo non sono entità in sé, ma piuttosto descrivono stati relativi della temperatura. La temperatura è una grandezza fisica che misura il grado di agitazione delle particelle di un corpo. Quando le particelle si muovono più rapidamente, il corpo ha una temperatura più alta, e quindi lo percepiamo come "caldo". Viceversa, quando le particelle si muovono più lentamente, la temperatura è più bassa e il corpo è percepito come "freddo".

Il caldo è associato a una grande quantità di energia cinetica delle particelle, mentre il freddo è relativo a una minore energia cinetica. Quindi, il caldo e il freddo sono termini descrittivi che indicano lo stato termico di un sistema rispetto a un'altra temperatura.

In termini di termodinamica, il calore è l'energia trasferita tra sistemi o corpi a causa di una differenza di temperatura. Quando due oggetti di temperatura diversa vengono messi a contatto, il calore fluirà dal corpo più caldo a quello più freddo fino a raggiungere un equilibrio termico. In sintesi, caldo e freddo possono essere definiti come stati relativi della temperatura, legati all'agitazione delle particelle nei materiali e al trasferimento di energia termica.»

Tutto queste informazioni della fisica sono utili, ma non ci dicono perché il caldo  il freddo si alternano nella vita e neppure quando. Sono piuttosto la logica, l’esperienza e le altre discipline (per esempio la meteorologia) che ce lo dicono in parte. Noi conosciamo l’alternanza delle stagioni e dunque sappiamo che dopo l’una verrà l’altra, e che staremo male per motivi opposti. Questo “stare male” dipende dall’alternanza degli stati estremi; se la temperatura fosse più o meno sempre la stessa, come all’equatore, non soffriremmo per il caldo o per il freddo, ma per altri motivi: l’alternanza delle stagioni delle piogge, dei tifoni o di altro. Poiché la stabilità non esiste o esiste per brevi periodi, dobbiamo soffrire.

Il caldo e il freddo, dunque, sono sia concetti sia realtà. Non sono idee inventate; sono idee a cui corrisponde la realtà.

Ma la scienza ci dice che, per esempio, il buio non esiste come fenomeno in sé, ma è solo l’assenza di luce, cioè di fotoni. Questo non ci cambia la vita, perché noi continueremo a fare esperienza di entrambi.

Sappiamo benissimo che i due stati contrapposti sono complementari, che quando c’è l’uno non c’è l’altro, che ci sono sfumature intermedie e che l’uno giustifica l’altro. O nessuno dei due o entrambi in alternanza, Ma, sul piano mentale (senza tempo), l’uno è in un rapporto istantaneo con l’altro, Non posso pensare al caldo senza pensare al freddo, e viceversa, Non posso pensare al bello senza pensare al brutto, e viceversa. Non posso pensare all’alto senza pensare al basso, e viceversa. Non posso pensare al maschio senza pensare alla femmina, e viceversa. Non posso pensare all’inspirazione senza pensare all’espirazione, e viceversa. Non posso pensare alla pace senza pensare alla guerra, e viceversa. E così potrei andare avanti a lungo con gli esempi.

Questi opposti esistono l’uno per l’altro (sono entangled, direbbe la fisica quantistica), tanto che, se l’uno esiste sperimentalmente, sono sicuro che esiste il suo contrario.

Ma si noti che questa alternanza non riguarda solo la realtà e la mente, ma è un evento che si verificherà in alternanza. E quindi io sono in grado di predire gli avvenimenti dell’esistenza che sono in alternanza. Dopo l’alluvione, verrà la siccità. Dopo la fortuna verrà la sfortuna. Dopo il bene, verrà il male. Dopo l’acquisizione, verrà la perdita. Dopo la gioventù, verrà la vecchiaia. Dopo il passato, verrà il futuro. Dopo la crescita, verrà la decrescita. Dopo l’inspirazione verrà l’espirazione. Dopo la vita, verrà la morte…E così via, questo è sicuro.

Questi concetti opposti e complementari esistono realmente, sia a livello fisico, sia a livello mentale, sia a livello di eventi. Non sono favole. Ecco perché la nostra mente può pensare cose reali. Perché essa stessa è un aspetto di questo reale alternatvo. Inutili sottolineare che anche la mente-psiche segue questa alternanza: pensieri contrapposti, sentimenti contrapposti, emozioni contrapposte… La mente e la realtà sono connesse.

In tal senso, avevano ragione gli antichi taoisti: certi avvenimenti in alternanza (“oscillanti”) possono essere previsti.

Certo io posso inventarmi una favola o un mito, ma questo non sarà in alternanza e non avrà nessun polo sperimentato. Segno che non corrisponde a nessuna realtà.

Se prendiamo concetti come “alto” e “basso”, sappiamo che possono essere sia considerati come concetti relativi sia come realtà fisiche misurabili, a seconda del contesto in cui vengono utilizzati. "Alto" e "basso" sono termini relativi che dipendono da un punto di riferimento. Ad esempio, un edificio può essere considerato alto rispetto a un altro edificio più basso, ma potrebbe non essere considerato alto in relazione a una montagna. Quindi, in questo senso, sono concetti soggettivi che variano a seconda della percezione e del confronto.

In un contesto scientifico e quantitativo, "alto" e "basso" possono riferirsi a misurazioni oggettive. Ad esempio, si può misurare l'altezza di un oggetto in metri o centimetri, e in questo caso si parla di realtà fisiche misurabili. Un oggetto che misura 10 metri di altezza è oggettivamente più alto di un oggetto che misura 5 metri.

In diversi ambiti, come nell'arte, nella musica o nella psicologia, le nozioni di alto e basso possono avere significati differenti e possono riferirsi a qualità diverse. Ad esempio, in musica si può parlare di note alte e basse, mentre in comunicazione visiva si possono analizzare composizioni visive in termini di elementi "alti" e "bassi".

Ma, in sintesi, "alto" e "basso" possono essere sia concetti soggettivi sia realtà fisiche connesse, a seconda del contesto e della modalità di analisi.

Questo ragionamento può essere esteso a tutti i concetti altalenanti (oscillanti) e contrapposti. Perché sono complementari sia a livello mentale sia a livello reale.

Qual è la conclusione? Che è possibile prevedere gli eventi legati a questi fenomeni oscillanti (in quanto se c’è l’uno c’è o ci dovrà essere l’altro), ma il fattore tempo non sarà così precisabile; e questo perché il tempo è a sua volta un fenomeno oscillante. Se in un pendolo posso misurare con precisione le oscillazioni, nella realtà posso prevederle solo con imprecisione. Ma so che cmunque avverranno.

lunedì 5 agosto 2024

Gli azzurri in camicia nera

 Ho notato che le tute degli atleti olimpici italiani sono diventate nere!

Come, le tute degli "azzurri" sono diventate nere?

Che sia un segnale politico del governo neo-fascista? Sarà un caso, ma chissà perché ho dei sospetti...

Esperienze di pre-morte

 Stiamo scoprendo l' aldilà? Lo stiamo razionalizzarlo? Sentirsi distaccati dal corpo, attraversare un tunnel, vedere una luce, provare un grande amore... ma poi come continua la storia? E continua? Coloro che riferiscono questa esperienza... in realtà sono tornati con dolore a raccontarcela. Dunque, non sappiamo niente del dopo.

E poi questa esperienza non capita a tutti i sopravvissuti. Anche Putin e Netanyahu la faranno?

I dubbi sono tanti. Ma il dubbio maggiore è proprio la razionalizzazione, la normalizzazione.

A me sembra che l' esperienza, se vera, non possa essere raccontata come una favola. Non dovrebbe poter essere tradotta nell' attuale linguaggio, perché dovrebbe comportare un cambio di paradigma, un cambio di mente.

Dunque, non ciò che è prevedibile, ma l'imprevedibile. Non ciò che è attendibile, ma l' inattendibile. 

Diceva Eraclito, che per i morti "sono pronte cose che essi non sperano né immaginano. " E aggiungeva: "Se non si spera,non si troverà l' inspiegabile, perché è introvabile e inaccessibile."

Perciò, piano con i nostri tentativi di spiegare in termini umani ciò che non può essere capito dalla nostra piccola mente . Se no, ridurremmo tutto a un film di Hollywood.

La mente di una formica può capire  la mente di un uomo? E la mente di un uomo può capire la mente di..?



Pietre da contemplazione

 

Quando camminate sul greto di un fiume o in riva al mare e la vostra attenzione viene attirata da uno strano sasso, di un insolito colore e di una bizzarra forma, il motivo di questa attrazione non sta tanto in voi quanto nel sasso stesso. Se siete un ricercatore di pietre, avrete già in mente qualcosa, ma, anche se non siete un appassionato di pietre, e vi imbattete in un minerale o in una conchiglia eccezionale, la vostra attenzione è attratta dall’oggetto stesso, che vi lancia come un messaggio. E pensate: “Tu sei eccezionale e io ti porto a casa a contemplarti.” Lo mettete su un mobile o sulla scrivania e lo guardate.

In certe religioni, i meteoriti vengono considerati messaggi del cielo e adorati.

Non sapete che cosa vi comunica. Non sapreste razionalizzarlo, ma è come quando si incontra un’opera d’arte, un bell’oggetto o una bella ragazza (o ragazzo). Vi viene voglia di guardarla e magari .di portarla a casa, di possederla. Non parlo di un possesso sessuale (quello se mai verrà) ma di un sequestro privato, personale. Vi piacerebbe guardarla mentre si muove e parla.

Ora, la pietra non parla con parole umane, comprensibili. Ma vi ha lanciato comunque un messaggio.

Questo messaggio – sia chiaro – viene proprio dall’oggetto. Se non ci foste voi, magari lo lancerebbe a un altro, con un diverso “significato”.

Dunque, voglio dire che la pietra “parla”, pur non avendo un sistema percettivo, nervoso, una voce, un messaggio chiaro. Vi parla con la sua forma e il suo colore. Ed è questo il suo linguaggio.

Perché tutti gli oggetti dell’universo parlano, comunicano, interagiscono, hanno un’unicità e una identità. E perciò sono vivi. Per essere vivi, per essere, per interagire, basta l’identità. È l’identità che “parla”.

Voi direte che, se non ci fosse un soggetto sensibile e già predisposto a comprendere questo linguaggio, l’oggetto non parlerebbe. E che quindi il significato è nel soggetto. Ma, se non ci fosse nessun soggetto, non vi sarebbe neppure nessun oggetto. Perché i due sono interdipendenti. Come due pugili, due ballerini o due schermitori. Se non fossero due, non ci sarebbe l’incontro.

Bisogna sempre essere in due perché s’instauri una interazione. Tant’è vero che, in un’isola deserta dove ci fosse una sola persona, il solitario incomincerebbe a parlare a se stesso (origine tra l’altro della coscienza).

Dunque, l’incontro avviene per il contributo di due, che possono essere anche la stessa entità divisa in due.

Non appena ci sono due enti, due entità, si instaura un’interazione. Da entrambi i lati.

Ora raccogliete una bella pietra, mettetela su un piedistallo e contemplatela. Cosa che  fanno i cinesi e i giapponesi con nell’arte dei suiseki. E chiedetevi che cosa vi dice con la sua sola presenza.

La cosa può essere fatta anche con le piante, i tramonti, le montagne, i fiumi, il mare, le grotte, le albe, le stelle e con qualunque oggetto che sia un prodotto della natura e non fatto dall’uomo.

L’oggetto naturale, se piccolo come una pietra, rappresenta la natura più grande, essendone una parte.

Ogni cosa parla, se la si sa ascoltare.  Per parlare non c'è bisogno né di una voce né di una bocca.


domenica 4 agosto 2024

Vita eterna

 Gli scienziati lavorano accanitamente per non farci morire più. Ma non ci dicono come saremo per esempio a 180 anni. Ho visto vecchi di 110 o 120 anni, ed era meglio che morissero.

Ma supponiamo che ci possano cambiare pezzi come alle macchine. Che senso avrebbe la nostra vita? Perché è certo che il senso della vita ci viene dal sapere che finirà. E se non finisse più?

Temo che la pianteremo di parlare di Dio e della vita eterna nell' aldilà. 

Ma sarei curioso di sapere che cosa sceglierebbero tanti fedeli.

Sarebbe una dura prova per la loro fede. E se preferissero l' aldiqua?

Si scoprirebbero gli altarini.

Perfino Pascal, forse, non scommetterebbe più su Dio.

Certo, l' espressione "vita eterna" è una bella contraddizione in termini.


Estremismo religioso

 Il fascismo è ormai nelle idee e nei fatti di questo governo, nell'atteggiamento illiberale, violento e rozzo di voler imporre regole restrittive e autoritarie, come la proposta di voler introdurre un reato di estremismo islamico. E le altre religioni?

Perché in fatto di estremismo, nessuna religione scherza.

Dualità

 Se tutto è duale, nel senso da me indicato di una struttura a due polarità che sono equivalenti ma complementari, le strutture fondamentali delle cose (in tutti i sensi, materiali e mentali, esteriori e interiori) hanno necessariamente uno schema duale. Infatti, troviamo questo schema nelle realtà più disparate, nelle coppie di particella/antiparticella, nell fatto che le forze vadano insieme a due a due, nella nostra struttura corporea (due occhi, due orecchie, due polmoni, due braccia, due gambe, due emisferi cerebrali, ecc.), nella struttura del DNA (due filamenti avvolti a elica), nella struttura della coscienza (due io, conscio e inconscio,un movimento verso l' esterno e uno verso l'interno), nei due cervelli (nel senso dei due emisferi e di due cervelli antico e nuovo), nel dualismo maschio/femmina, nella struttura della respirazione (inspirazione/espirazione), nel battito cardiaco (sistole/diastole), nella struttura del tempo (passato e futuro) e nelle strutture dei nostri pensieri antinomici, dei sentimenti e delle emozioni, nelle strutture a pesi e contrappesi dei corpi celesti, eccetera, e infine nella struttura della vita/morte. E degli eventi.

Il contrasto e la complementarietà vanno intesi come dinamici, non statici, in proporzioni variabili. Ed è da questo scontro/incontro che nasce l' energia.

Le due polarità si contrastano, ma l' una dipende dall' altra, come due pugili che devono combattersi ma che sono entrambi necessari al match - un match in cui nessuno può vincere definitivamente, pena l' impossibilità dell' incontro da cui entrambi dipendono.

Ma è vero tutto ciò? E' vera la dualità, non tutte le dualità. Però, che senso ha domandarsi se sono veri "alto" e "basso'? Sono veri (in quanto concetti che funzionano), ma sono relativi e complementari e quindi non sono veri in modo assoluto. E poi, di assoluto che cosa c'è? Per saperlo dovremmo essere assoluti. Ma per noi l' assoluto esiste in quanto complementare del relativo - che crediamo di conoscere in quanto contrario dell'assoluto che crediamo di conoscere in quanto...

In realtà brancoliamo nel buio. Le cose funzionano, e perciò sono considerate vere, o non funzionano.

E il fatto che funzionino dipende da come lo recepiscono i nostri sensi. Che è l' unica prova, mai definitiva.

Così è per la coppia basilare soggetto/oggetto che deve esistere sia nella realtà sensoriale sia nella realtà mentale.

Dato che ogni polarità della diade dipende per la sua esistenza dall' altra, esiste un collegamento naturale fra le due molto antico e molto lontano nello spaziotempo. Ma che può essere riattivato se il soggetto lo ritrova.

sabato 3 agosto 2024

Allevamenti intensivi

 Ho visto un documentario sugli allevamenti intensivi, che sono quello che sono, uno schifo. Animali trattati in maniera terribile, come mezzi di produzione di carni.

Però, pensando al modo in cui, in natura, il leone soffoca e sbrana la gazzella, deduco che la natura è feroce e spietata... per natura.

E concludo che, se la natura avesse un creatore, sarebbe anche lui feroce e spietato. Ecco perché non posso credere alle sciocchezze religiose sul Dio che sarebbe solo amore e misericordia.

Eh no, i conti non tornano!

Abusi di preti sui minori

 

Abusi su minori in cambio di regali: sacerdote e preside arrestato a Genova

Ai domiciliari padre Andrea Melis, coordinatore delle scuole cattoliche liguri e direttore della Fondazione Assarotti: la Curia lo ha sospeso.

 Oggi è toccato a questo altro prete. E domani?

La categoria dei preti, ormai screditata. Dovrebbero occuparsi di anime. Ma, in assenza delle suddette, si occupano di violare i corpi di bambini a loro affidati.

Lo scandalo non è che facciano sesso (ormai lo sanno tutti) ma che lo facciano di nascosto sui minori ricattandoli.

Non vi pare che vi sia qualcosa di marcio nell'educazione cattolica?