martedì 7 aprile 2026

Sessualità e relazione come optimum

Questo articolo dimostra che la differenza o il dimorfismo sessuale è il metodo migliore di riproduzione degli organismi complessi. Il due indica che la relazione è essenziale. Per lo meno è il metodo più efficace o più economico. La natura le prova tutte e poi sceglie il metodo più "economico". 

di 

Salvo Privitera


 

3/04/2026, ore 14:22

Dopo vent’anni di esperimenti meticolosi, la scienza si è scontrata con un muro inatteso: la clonazione dei mammiferi, per quanto affascinante, non è una strada infinita. Un team di ricercatori giapponesi ha infatti dimostrato che esiste un vero e proprio “punto di non ritorno” genetico, oltre il quale la vita non riesce più a sostenersi.


Tutto ha avuto inizio nel 2005, quando gli scienziati dell’Università di Yamanashi clonarono un singolo topo femmina. Da lì, un processo quasi ossessivo: clonare il clone, e poi il clone del clone, per decine di generazioni. In totale, oltre 1.200 topi generati da un unico individuo, fino ad arrivare alla 58ª generazione. Ed è proprio qui che il castello è crollato: gli ultimi esemplari sono nati con così tante mutazioni genetiche da morire entro 24 ore.


Per anni, i risultati avevano illuso gli studiosi. Le prime 25 generazioni apparivano sane, addirittura con un miglioramento nei tassi di successo. Sembrava che la clonazione potesse proseguire senza limiti. Poi, lentamente, qualcosa si è incrinato: anomalie cromosomiche, perdita del cromosoma X, mutazioni sempre più frequenti.


Questo fenomeno conferma una teoria evolutiva ben nota, il cosiddetto “cricchetto di Müller”: nelle linee genetiche che non si mescolano, gli errori si accumulano inevitabilmente fino all’estinzione.


Eppure, c’è un dettaglio sorprendente. Anche con mutazioni diffuse, molti cloni sono rimasti vitali e fertili—ma solo fino a un certo punto. Quando gli scienziati hanno reintrodotto la riproduzione sessuale, la situazione è migliorata, dimostrando quanto sia fondamentale per la sopravvivenza delle specie.


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