domenica 18 febbraio 2018

La meditazione senza forma


Se pregate, siete convinti di rivolgervi alla Divinità – una Divinità più o meno personalizzata che dovrebbe in qualche modo ascoltare e rispondere; insomma dovrebbe esserci una specie di dialogo. Ma ci sono due punti deboli: primo, non è detto che questo Dio esista davvero; secondo, è molto difficile capire le sue risposte, ammesso che ci siano.
Dio non dovrebbe parlare con voce umana, ma con ispirazioni difficili da interpretare. E se non risponde affatto? In breve, l’incertezza è massima. Anche perché la sua “risposta” potrebbe essere solo la proiezione di una voce interna all’io stesso.
Nella meditazione non ci si rivolge a nessun Dio e non si devono usare parole. Il compito principale è contattare la realtà al di fuori delle interpretazioni mentali, cogliere una trascendenza non più antropomorfa la trascendenza della mente umana, O, comunque, uno stato di quiete e di liberazione dalle tensioni del mondo; il raccoglimento in un sé che non è più individuale.
E tuttavia anche la meditazione è una specie di domanda o meglio di ricerca. Manca l’interlocutore, ma non la meta. La meta è la liberazione dai limiti della mente, con tutte le sue raffigurazioni, fra cui quella di Dio. È chiaro che arriviamo ad un altro tipo di trascendenza, cui si arriva non con parole ma eliminando ogni mezzo strumentale.
Nello stesso tempo, se vi rendete conto che Dio non può che essere una vostra idea, dato che deve passare per la vostra mente, potete passare facilmente da un’adorazione o da una supplica-domanda ad una meditazione senza forma, dove la "meta" diventa uno stato dell'essere, anzi lo stato dell'essere.

Molte persone sentono che “c’è uno spirito, un potere più grande, una forza che ci guida”, ma non dobbiamo applicare a questa esperienza l’etichetta “Dio”. In ogni caso, non corrisponde agli Iddii delle religioni storiche, che compiono determinate azioni e scelgono profeti, messia, messaggeri, libri sacri, tavole della legge, ecc. È una vostra esperienza, al di là di ogni dato storico - un’esperienza “senza forma.”

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