Come giudichi quelle figure in movimento che possono essere immaginate , ma che non possono esistere nella realtà?
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Chatgpt:
Le giudicherei molto importanti, perché mostrano una distinzione fondamentale: ciò che può essere rappresentato mentalmente non coincide con ciò che può essere realizzato fisicamente.
Pensa al triangolo di Penrose, alle scale di Escher o a certe figure che sembrano muoversi in modo perpetuo o attraversare se stesse. La mente riesce a costruirne una rappresentazione coerente a pezzi, ma quando provi a trasformarla in un unico oggetto tridimensionale o in un movimento reale, emerge una contraddizione.
Qui c'è un punto che si collega bene alla tua Architettonica Diadica del Reale: una figura impossibile non è semplicemente una «cosa che non esiste». È una relazione che può essere pensata localmente ma non può essere mantenuta globalmente.
Per esempio:
ogni segmento del triangolo di Penrose può sembrare perfettamente normale;
ogni passaggio della scala di Escher può sembrare plausibile;
ma l'insieme delle relazioni non può chiudersi senza contraddizione.
È quasi come se la mente dicesse:
> «Posso percorrere questa relazione da qui a qui, e anche da lì a lì; ma non posso farlo contemporaneamente mantenendo tutte le relazioni.»
E questo introduce una distinzione interessante:
possibilità logica → possibilità geometrica → possibilità fisica.
Una cosa può essere facilmente immaginabile come immagine, ma non essere costruibile nello spazio tridimensionale. E una cosa può essere matematicamente descrivibile ma non fisicamente realizzabile nelle condizioni del nostro universo.
E soprattutto: il movimento
La questione diventa ancora più interessante con le figure impossibili in movimento.
Un movimento reale non consiste semplicemente nel susseguirsi di immagini. Deve esistere una continuità causale tra uno stato e il successivo. Se una figura animata sembra trasformarsi continuamente in qualcosa che, a ogni istante, richiederebbe una geometria incompatibile con quella precedente, abbiamo una specie di movimento impossibile.
Questo tocca direttamente la tua domanda precedente sulla possibilità di un movimento completamente isolato.
Forse possiamo formulare così:
un movimento non è soltanto cambiamento di posizione; è trasformazione di una relazione.
E una figura impossibile rende visibile proprio il punto in cui una relazione può essere rappresentata dalla mente, ma non può essere conservata attraverso una successione reale di stati.
In questo senso, le illusioni impossibili sono quasi dei piccoli «laboratori ontologici»: mostrano che immaginabilità, coerenza e realtà fisica sono tre livelli differenti.
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