mercoledì 4 dicembre 2019

Una visione d'insieme


Chi è portato alla meditazione vi è indotto da tante motivazioni, che però possono essere  raggruppate in quattro grandi categorie.
       La prima è approfittare dell’occasione che ci viene data da questa esistenza. In fondo abbiamo avuto un colpo di fortuna proprio perché siamo nati in un corpo umano e ne abbiamo la consapevolezza – cosa che pochi esseri viventi possiedono. Questa constatazione ci deve spingere a cercare il senso della vita, a vivere nel miglior modo possibile e predisporci per il futuro. Siamo responsabili di noi stessi, oltre che degli altri. Il nostro destino, qui in questa esistenza e in qualsiasi altra possibile dimensione, dipende da ciò che comprenderemo e faremo qui e adesso.
La seconda motivazione è il poco tempo che ci viene dato e la generale impermanenza delle persone e delle cose. Tutto, cambia, tutto si disgrega e tutto finirà. Se c’è qualcosa da fare, non c’è tempo da perdere. Anche se ci sentiamo gettati in questo mondo, forse c’è qualcosa da capire e da fare per strapparci al destino comune di annientamento, di trasformazione e di riciclo.
La terza motivazione è la sofferenza, nostra e altrui. Vediamo bene che nessuno può sfuggire alla malattia, alla vecchiaia, alla morte, all’infelicità per avere o non avere, alla mancanza, ai desideri di ciò che non abbiamo e ai rimpianti per i nostri sbagli e per ciò che abbiamo perduto. Tutti cerchiamo felicità e pace, ma pochi le ottengono in modo durevole. C’è dunque qualcosa da fare per sfuggire alle pene più comuni e per migliorare la nostra situazione e quella di tutti gli esseri umani.
La quarta motivazione è che ogni nostra decisione, ogni nostra azione e ogni nostra scelta avrà delle conseguenze, buone o cattive, in un ciclo di causa-effetto le cui leggi ci sembrano sfuggire.
Come si vede, queste motivazioni sono tutte contemporaneamente presenti perché sono collegate fra di loro. E chi si accinge a meditare ne deve essere consapevole in una visione d’insieme.
Anche se di solito tutti partiamo dall’idea di ridurre o eliminare la sofferenza da cui siamo colpiti, prima o poi diventiamo consapevoli anche delle altre.
Se c’è qualcosa da fare, dobbiamo farla subito.

Basta una sola fiaccola a dissipare le tenebre
Accumulate per millenni dall’oscurità.
Allo stesso modo, un solo istante  di chiarezza
Della nostra mente dissipa l’ignoranza e i veli
Accumulati dai cicli cosmici.”
                      Tilopa

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