venerdì 19 ottobre 2018

L'imposizione della religione


E' risaputo che in Italia la religione viene imposta dallo Stato-Chiesa o dalla Chiesa-Stato sia attraverso i mille finanziamenti diretti e indiretti (l'8 per mille, assunzione degli insegnanti di religione, erogazioni alle scuole private, assunzioni di preti nelle Asl, ecc.) sia attraverso l'ora di religione insegnata nelle scuole pubbliche. E non c'è quasi modo di sfuggire all'imposizione: chi per esempio destina l'8 per mille allo Stato, in qualche modo se le vede rigirato alla Chiesa - una truffa bell'e buona, esercitata congiuntamente da Chiesa e Stato. Ma anche l'insegnamento della religione nelle scuole pubbliche (già di per sé un'aberrazione) è di fatto un'imposizione, dato che vengono boicottate o semplicemente trascurate le garanzie previste dalla legge per chi è esonerato e dovrebbe avere un'ora alternativa. La scuola insomma non è di tutti - cattolici, musulmani, ebrei, laici, buddhisti, atei, ecc. - ma solo di qualcuno. Molti insegnanti e genitori si lamentano di questa situazione. Tuttavia il conformismo degli altri e l'opportunismo dei politici rendono difficile difendere la laicità dello Stato e della scuola pubblica.
       Qualcuno potrebbe dire: chissà come saranno onesti e retti tutti questi italiani allevati in ogni fase della loro vita all'ombra dei valori cattolici, chissà come saranno morali tutti questi politici che sovvenzionano la religione. E, invece, la risposta è sotto i nostri occhi: il paese più corrotto d'Europa, la classe politica più screditata d'Europa, fior di farabutti eletti in parlamento, ladri al governo e mafie e cricche di affaristi dappertutto.
       Ma allora perché buttiamo via tanti soldi per questa religione e per questa Chiesa? Ingenui! Perché così si compra alle elezioni l'appoggio delle gerarchie vaticane.

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