mercoledì 19 gennaio 2011

Meditare sull'impermanenza

Meditare sull'impermanenza significa diventare consapevoli che niente può durare, che ogni cosa è destinata a finire - non solo io, non solo tu, ma il mondo intero e l'universo. Tutto si sgretola, tutto si corrompe, tutto si guasta, tutto invecchia, tutto si ammala, tutto muore. Fra venti, quaranta o settanta anni, di noi che leggiamo queste righe ora rimarranno ben pochi; e, fra cento anni, nessuno. Non solo saranno sparite le persone e le cose, non solo saranno morti i ricchi e i poveri, non solo saranno crollati gli imperi, non solo la geografia del mondo e dell'universo sarà cambiata, ma dei nostri pensieri, dei nostri amori, delle nostre preoccupazioni, dei nostri successi e dei nostri fallimenti, delle nostre speranze e delle nostre paure, non sarà rimasto nulla.


E allora dobbiamo approdare a una visione nichilista, a una completa disperazione? Non propriamente. Perché, se niente durerà, anche la nostra disperazione, anche la nostra sofferenza, sarà scomparsa. Basta aspettare con sguardo lucido e non affidarsi a false speranze. E tra le false speranze c'è anche quella che non saremo colpiti da avversità e da dolori. Tutto in tal senso è prevedibile e dominabile. Tutto passa, sì, la felicità come la sofferenza.

Guardiamo noi stessi e il mondo alla luce delle grandi prospettive cosmiche. Siamo piccoli, piccolissimi, insignificanti. Fra qualche decennio, di noi non si ricorderà più nessuno. E' con questa consapevolezza che possiamo riconoscere l'importanza di ogni minuto, il fatto di vivere nel presente, questo presente, questo attimo. Lasciamo perdere le speranze, le ambizioni, le paure e i sogni di gloria: sono una perdita di tempo, un furto di attenzione. E ridimensioniamo i desideri che ci tormentano e gli avvenimenti che ora ci appaiono enormi. Nessun ostacolo, nessuna sofferenza è insuperabile: basta lasciar fare alla natura e al tempo. Noi la nostra fortuna l'abbiamo già avuta - abbiamo aperto gli occhi su questo mondo...anche se per un istante solo.

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