sabato 4 dicembre 2010

La cura di sé

Forse noi crediamo che la meditazione sia per persone introverse che amano poco i contatti con il mondo esterno. Niente di più sbagliato. La meditazione è per chi non vuole dipendere da fattori esterni. L'osservazione degli stati d'animo non è un modo per isolarsi dagli altri, ma un modo per vedere con più chiarezza che cosa si agita dentro di noi. Gli stati d'animo infatti non sono nient'altro che ciò che noi sentiamo - e dunque siamo - in un dato momento. Se non vediamo chiaramente che cosa proviamo, vivremo in modo rudimentale, sempre in balia degli eventi esterni e delle persone che ci circondano. Se questi eventi o persone saranno positivi, noi ci sentiremo bene; ma se saranno negativi, entreremo in crisi - saremo in sostanza come foglie al vento.


La consapeolezza degli stati d'animo vuole in sostanza portare ad una loro regolazione, in modo da non essere barchette senza timone in balia delle onde e delle correnti. E' solo osservando gli stati d'animo che potremo acquisire una certa pace interiore, rintuzzando gli estremi opposti dell'emotività. In tal modo potremo ridurre le sofferenze inutili (quelle che dipendono soprattutto da noi stessi, dalla nostra mente non regolata) e assaporare meglio i momenti di tranquillità o di felicità. Saremo dunque in grado di distinguere i nostri rimuginii, i prodotti nevrotici della mente, e saremo più capaci di volgerci verso gli eventi esterni comprendendo di più noi stessi e gli altri.

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