giovedì 23 gennaio 2020

L'incubo della morte


Anche verso l’incubo della morte si può mantenere un atteggiamento lieve e non tragico. Dato che non possiamo evitarla, pensiamo come già aveva insegnato Epicuro che quando ci siamo noi, non c’è lei e quando c’è lei non ci siamo noi.
In altri termini, se ci perdiamo per sempre, non ci sarà più nessuno a lamentarsi, perché con la scomparsa della coscienza scompare anche ogni sofferenza. E se ci sarà qualcosa, noi siamo pronti a tutto. Apriremo gli occhi in un nuovo mondo e diremo: “Oh, vediamo qua come butta”.
Ma non ci illudiamo: non potremo in nessun caso essere sempre beati. Dove c’è vita, c’è divenire e dunque sofferenza.
Solo al di là della vita e della morte c’è ciò che veramente cerchiamo: la pace, il nirvana.

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